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Proverbio friulano della settimana

Il proverbio della settimana
di Vita nei campi (trasmissione radiofonica regionale)

“A san Josef si maridin i ucei” ovvero a San Giuseppe (19 marzo) inizia la stagione degli amori degli uccelli, è in pratica primavera.

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Donna è…

ezimba14537910928003Femmina attraente

Amante stupenda

Moglie comprensiva

Madre dolcissima

Eroina determinata

 

 

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Donne del Friuli

 

Otto marzo, festa delle donne, non voglio ricordare quelle famose,ma donne che hanno fatto la storia del Friuli.Donne semplici,lavoratrici,pazienti che aspettavano il proprio marito emigrato all’estero:Argentina,Canada,Australia,America,Belgio,Francia,Svizzera sperando in tempi migliori.Alcuni ritornavano ,altri no , morivano nelle miniere,magari si erano fatti un’altra famiglia.Il Friuli crocevia di popoli è sempre stato terra di emigrazione ,chi partiva portava un prezzo molto alto sia affettivo che sociale,per chi restava le condizioni di vita erano durissime.Le donne provvedevano alla famiglia,agli animali, ai campi e ai boschi.Le donne della Slavia,della Carnia lavoravano giorno e nette.D’estate salivano sulle montagne e rientravano alla sera stanche con pesanti gerle di fieno e di legna.Nei freddi inverno si riunivano vicino al “spolert” con i figli r raccontavano storie,leggende e fiabe.Queste donne,riservate,semplici e forti combattevano con dignità i problemi quotidiani. Anche loro hanno fatto la storia del Friuli.

 

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portatricicarniche

Le portatrici carniche furono quelle donne che nel corso della prima guerra mondiale operarono, lungo il fronte della Carnia, trasportando con le loro gerle rifornimenti e munizioni fino alle prime linee italiane, dove molto spesso combattevano i loro uomini nei reparti alpini.Erano dotate di un apposito bracciale rosso con stampigliato il numero del reparto dal quale dipendevano e percorrevano anche più di 1000 metri di dislivello portando sulle spalle gerle di 30–40 kg. Ogni viaggio veniva loro pagato una lira e cinquanta centesimi, pari a 3,50 euro. La loro età variava dai 15 ai 60 anni.Tre di loro rimasero ferite: Maria Muser Olivotto, Maria Silverio Matiz entrambe di Timau e Rosalia Primus da Cleulis. Una di loro, Maria Plozner Mentil, cadde colpita da un cecchino il 15 febbraio 1916.Non tutte le portatrici erano di etnia e cultura friulana, essendo alcune provenienti dapaesi friulani di minoranza tedescofona (SappadaTimau) e slava (Resia)  da portatrici carniche

Ecco qui le portatrici del comune di Taipana, che già nei primi giorni della guerra soccorsero i soldati italiani sulla cresta dello Stol. Sulle portatrici della Slavia nulla o poco è stato scritto rispetto a quelle della Carnia, che hanno ricevuto riconoscimenti e l’onorificenza di cavalieri di Vittorio Veneto.Eppure analoga preziosa opera di sostegno alle truppe italiane, dislocate sui monti delle Valli del Natisone, del Cornappo e del Torre, esse fecero senza neppure essere ricordate e ringraziate. Le donne caricate le gerle di proiettili e di vivande seguirono le prime truppe avanzanti sui greppi che segnavano il confine, recando loro quanto poteva necessitare in quei momenti in cui, per la mancanza di strade e di sentieri, i servizi di sussistenza non avrebbero potuto altrimenti di funzionare.   continua qui  su lintver

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Tatjana Rojc sarà la rappresentante slovena in Senato

Nonostante il risultato negativo del Pd nelle elezioni 2018,anche in questo mandato gli Sloveni in Italia avranno il proprio rappresentante a Roma.La candidata indipendente del Pd Tatjana Rojc è stata eletta al Senato,Tommaso Cerno (di genitori di Bardo/Lusevera) è  stato eletto nel collegio uninominale di Milano1. Al posto di Cerno entra in Senato Tatjana Rojc , candidata indipendente del Pd .La Rojc sostituirà l’uscente senatrice  triestina Tamara Blažina ,così la minoranza slovena non resterà senza una rappresentante.

Tatjana Rojc  triestina è scrittrice,traduttrice e saggista.

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Buon lavoro e tanti auguri senatrice  Tatjana Rojc!

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Alta Val Torre – Terska dolina

 

Pradielis – Ter frazione di Lusevera

Lusevera (Bardo in slovenoLusèvare in friulano) è un comune italiano sparso di 648 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Sede comunale non è l’omonima località, ma la frazione di Vedronza.

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Pradielis- Ter
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Proverbi

Ancje il Signor al al è furlan ,se nol paie vuê al paie doman (Anche il Signore è friulano,se non paga oggi paga domani)

Ogni cjan laude la sò code(Ogni cane loda la sua coda (Ognuno vanta i propri meriti)

Fiditi di pos, vuarditi di duc'(Fidati di pochi, guardati da tutti)

Mignestre riscjaldade no à durade (La minestra riscaldata non dura a lungo)

 

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La Krivapeta

La Krivapeta è una figura mitologica delle tradizioni popolari delle Valli del Natisone.

La leggenda

La Krivapeta è un personaggio mitico che compare nelle leggende raccontate dagli abitanti della Slavia veneta. Essa non è una strega, ma viene rappresentata come una donna che vive isolata dalla gente, abita in grotte o anfratti, vicino ai torrenti, ed ha la particolarità di avere i piedi ritorti (con il tallone all’avanti e le dita dietro), difetto da cui prende origine il nome di Krivapeta (dallo sloveno kriv = curvo, ritorto e peta = tallone) .

Le Krivapete vengono descritte come donne dai capelli verdi che ricoprono loro le spalle e vestite di bianco. Sono donne diverse e dotate di una grande ed intollerabile autonomia, di particolare capacità e cultura, fornite del privilegio della preveggenza, trasgressive e selvagge, a conoscenza delle virtù delle erbe e dell’evoluzione del tempo. Le Krivapete possono essere cattive con gli uomini oppure buone e pronte a dare loro consigli su come realizzare cose ancora ignote ed a suggerire ai contadini i momenti più adatti alla semina, al raccolto ed alle altre attività della campagna. In cambio dell’aiuto però possono richiedere di portare via i bambini piccoli in quanto alcune sono crudeli e cannibali.

Le Krivapete sono quindi delle creature leggendarie del mondo del fantastico e dell’immaginario del popolo delle Valli del Natisone, che, con esse, andava ad arricchire le fiabe che i nonni raccontavano ai nipotini davanti al focolare.

Bisogna notare che le Krivapete, come gli altri spiritelli e mostri della mitologia slovena quali gli Skratiaci, i Benadanti, i Lintver, vengono sempre associati a caverne, precipizi e torrenti ossia a località potenzialmente rischiose per la vita dei bambini. I racconti dei nonni, con la loro atmosfera paurosa, servivano quindi, in tempi in cui i giovani giocavano per lo più nei prati e nei boschi, a far sì che i piccoli si tenessero lontani dai luoghi pericolosi.

immagine (autore Samuele Madini) e testo da krivapeta

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vignetta di Moreno Tomazetig
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Proverbi di marzo

12778867_1826865604207508_2751244165526976516_oAL PRIM TON DI MARZ AL SARPINT AL VEN FUR DAL BALZ
Al primo tuono di marzo il serpente esce dalla tana (dal letargo invernale). Friuli 
L’AJAR DI MARZ AL NETE I BEARZ
L’aria di marzo pulisce i cortili. E’ l’arrivo della primavera. Friuli 
♥♥♥♥♥
Če miesca marča sneži , se snieg hitro stopi
Se nel mese di marzo nevicherà,la neve si scioglierà presto
Valli del Natisone/Nediške doline
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Se marzo è asciutto aprile è bagnato ,il contadino è felice di aver piantato
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Ciò che rinverdisce a marzo facilmente si secca

Valli del Natisone/Nediške doline vignette dell’artista delle Valli Moreno Tomazetig

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Monteaperta – Viškorša , Montviarte

Foto di Jean-Marc-Pascolo

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Monteaperta (Viškorša in slovenoMontviarte o Monviarte in friulano), anche chiamata la piccola Cortina, è una frazione di 219 abitanti del comune di Taipana, in provincia di Udine.Un tempo Monteaperta era chiamata Campo di Miglio, poi Monteaperto, infine Monteaperta. Questo villaggio, una volta Villa indipendente (citato nell’ispezione canonica del 10 giugno 1737 come Villa di Monteaperta) che comprendeva anche le frazioni di Cornappo, di Ponte Sambo e di Debellis, è attualmente compreso nel comune di Taipana della provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, che è distante 3,93 chilometri. Monteaperta fa parte dell’Iter Aquileiense o Cammino Celeste: si tratta di un passo o via di pellegrinaggio molto vecchio, con una lunghezza totale di 360 km, che collega il santuario di Maria Saal (Austria) e Brezje (Slovenia) ad Aquileia, in Italia.

Geografia fisica

Monteaperta sorge a 659 m s.l.m., tra i rilievi delle Prealpi Giulie, nel bacino del rio di Monteaperta e del torrente Cornappo. La frazione si estende per oltre 2 km di lunghezza, tra 500 e 659 metri, in posizione panoramica ai piedi del Gran Monte, una grande catena montuosa situata tra i torrenti del Cornappo, del Torre e del fiume Isonzo. Il territorio su cui si estende Monteaperta fa parte di una vasta area denominata Alta Valle del Torre o Alta Val Torre della Slavia friulana (chiamata Benečija in sloveno). Da un punto di vista geomorfologico la catena del Gran Monte è, a partire dalla pianura friulana, il primo gruppo di monti di grandi dimensioni che costituiscono le Prealpi Giulie, di altitudine superiore ai 1600 metri. La roccia è calcarea, con fenomeni carsici (inghiottitoi, doline e grotte). L’area nei pressi della frazione è ricca di sorgenti (come la sorgente del Vescovo) che alimentano città vicine. ..continua monteaperta

MonteapertaViskorsa
Jean-Marc Pascolo

cartello bilingue