Petit onze

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Questa è una prova,voglio sperimentare  questo genere di composizione poetica

 

Maggio

tutto fiorito

giardini e prati

tappezzati di fiori multicolore

magico

 

PETIT-ONZE

Il Petite – Onze ( Piccolo Undici) è una composizione breve di origine europea, la cui origine viene attribuita alla scuola del poeta e scrittore surrealista francese André Breton (1896-1966) In francese ONZE=undici, dunque “piccolo undici”).

L’idea del poeta surrealista era quella di contrastare la magniloquenza della poesia del suo tempo e costruire un “albero” di parole: se si scrivono le parole al centro del foglio, in alto una, procedendo oltre due, tre e quattro, concludendo sempre con una sola parola, si ha un piccolo albero di parole col tronco.

poetyca

Živel prvi maj!

Festa del lavoro e rituali pagani

Il primo maggio è una festa molto amata in Slovenia, tant’è che gli sloveni hanno ben due giorni di vacanza, il 1 e il 2 maggio. Ufficializzata a Parigi nel 1889 durante la Seconda Internazionale, la festa fu istituita in ricordo dei gravi incidenti accaduti durante lo sciopero dei lavoratori di Chicago nel 1886.

In Slovenia il primo maggio è festa nazionale dal 1948. Fino a circa metà degli Anni Ottanta questo giorno aveva un forte significato politico, con cortei di operai che portavano all’occhiello un garofano rosso, raduni e comizi. Ma era anche un giorno dedicato al divertimento, con canti e balli.
In realtà, al di là dell’istituzione della Festa del lavoro, i festeggiamenti per il primo maggio affondano le loro radici nei riti prepagani diffusi in tutta Europa, collegati con il culto della primavera e delle divinità femminili legate alla fertilità.

Usanze tradizionali

Godba Trebnje

In Slovenia sono ancora vive usanze antiche legate al primo maggio, con varianti leggermente diverse nelle varie regioni. Una delle usanze più diffuse è l’accensione di un grande falò, di solito sulla sommità di una collina, nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio. Nel pomeriggio i giovani accatastano ramaglia e legno di scarto per preparare il falò che verrà acceso non appena si fa buio. Intorno al fuoco si radunano persone di ogni età, cantano, bevono e condividono il cibo. I festeggiamenti si protraggono fino a notte inoltrata. I falò vengono accesi anche nella notte di San Giovanni, il 24 giugno, a testimonianza delle radici pagane di quest’usanza, legata al culto del fuoco e del sole.

postavljanje mlaja

In alcuni paesi, soprattutto nella Dolenjska, il primo maggio la mattina presto (verso le 4 o le 5), la banda locale fa il giro del paese suonando marce e canzoni popolari. Quest’usanza viene chiamata “budnica”, da “buditi” che significa “svegliare”. A differenza di quanto si possa pensare, i paesani accolgono con gioia la banda e offrono ai musicisti cibo e bevande.

Uno tra i simboli più caratteristici del primo maggio sloveno è sicuramente il “mlaj”: un albero (di solito abete o betulla) a cui vengono tagliati tutti i rami tranne quelli sulla cima, che viene poi decorata con ghirlande intrecciate di rami e foglie, nastri colorati e a volte una bandiera: quella slovena o la bandiera rossa, simbolo del movimento operaio. L’innalzamento del “mlaj” ha caratteristiche che per certi versi ricordano antichi riti di iniziazione: in origine erano i ragazzi appena diventati maggiorenni che si occupavano di preparare il mlaj e il rituale avveniva di notte. Anche il “mlaj” stesso ha un’evidente simbologia legata al culto della Madre Terra.

In alcuni paesi in Italia dove vive la minoranza slovena, come ad esempio Doberdob-Doberdò del lago (GO), la notte in cui si erigeva il “mlaj” veniva sfruttata dai giovani anche per esprimere le loro preferenze riguardo alle ragazze del paese. Se a un giovane piaceva una ragazza, raccoglieva un grande fascio di fiori e li deponeva davanti al portone dove la ragazza viveva. Le ragazze “facili” si ritrovavano davanti al portone mucchi di rovi, mentre quelle altezzose e piene di sé venivano “omaggiate” di rami di sambuco.

La “Trnovska furenga”

Trnovska furenga

Da qualche anno, nel paesino di Trnovo (sopra Nova Gorica) gli abitanti e i membri dell’associazione culturale “Doli” di Lokavec fanno rivivere l’antica tradizione della “furenga”, il trasporto del “mlaj” dal bosco di Trnovo fino a Nova Gorica con un carro trainato da quattro cavalli. Il 29 aprile uomini e ragazzi si recano nel bosco di Trnovo e scelgono un bell’abete, lo tagliano e tolgono la corteccia. Poi trasportano l’albero con un carro fino al paese di Trnovo, dove le donne preparano le decorazioni per il mlaj e intrecciano le ghirlande con i rami dell’abete. La mattina presto del 30 aprile i “furmani” partono con il loro carro verso Nova Gorica. Vi arrivano solo nel primo pomeriggio, perché durante il tragitto si fermano nelle varie osterie dove viene loro offerto da bere e da mangiare. Una volta a Nova Gorica, il “mlaj” viene eretto sul prato davanti al municipio e la festa continua con musica, canti e balli.

Slovely ha partecipato ai riti del taglio e del trasporto del “mlaj” a Trnovo: potete vedere alcune foto nell’apposita photogallery.

Per le testimonianze e le informazioni fornite si ringraziano: Marjanca Martinuč, Mihael Sorl, Slavka Lakovič, Zvonko Bolčina, sig. Simon della banda di Trebnje.

da slovely-prvi -maj

REGIONE FVG – DEŽELA FJK -I ricchi vivono sul Carso e la Slavia friulana è la più povera

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Dati dal ministero delle Finanze sul reddito del 2016

Il comune più ricco in Friuli Venezia Giulia è Moruzzo, in provincia di Udine. Nelle zone alte della classifica si trovano anche Monrupino-Repentabor e Sgonico-Zgonik, che su 216 comuni occupano il quarto e quinto posto. In coda alla graduatoria regionale ci sono Savogna-Sauodnja, Taipana-Tipana, Drenchia-Dreka nella Slavia friulana. I dati sono stati pubblicati dal ministero delle Finanze e si riferiscono al reddito medio che i cittadini hanno dichiarato lo scorso anno sulla base della dichiarazione per il 2016. A Moruzzo il reddito medio tassabile di ogni cittadino è di 26.483 euro, nel comune di Monrupino 24.239 e a Sgonico-Zgonik 24.157. Che il tenore di vita sia alto nel Carso triestino lo dimostra il dato relativo al comune di Duino-Aurisina/Devin Nabrežina, che nella graduatoria regionale occupa l’ottavo posto con un reddito medio di 23.795, immediatamente dopo Pordenone. Tra le grandi città, tra le prime dieci figura Udine, al terzo posto con un reddito medio di 24.425 euro, che per un soffio ha superato Monrupino e per un migliaio di euro è preceduta da Pagnacco, al secondo posto in graduatoria. Se confrontiamo la graduatoria di quest’anno con quella dello scorso, nei primi tre posti non ci sono cambiamenti, (Moruzzo, Pagnacco e Udine erano ai vertici già lo scorso anno), mentre Monrupino è risalito dal settimo al quarto posto. Sgonico è sempre quinto. In base al reddito i comuni della Slavia friulana occupano gli ultimi posti in graduatoria. All’ultimo posto c’è Drenchia con un reddito medio di 12.328 euro; sorprendentemente agli ultimi posti troviamo anche San Floriano-Števerjan, che con un reddito medio di 12.841 euro è il comune più povero nel Goriziano. Il comune più ricco nel Goriziano è Capriva-Kopriva con 22.577 euro di reddito, seguito da San Lorenzo-Šlovrenec e Gradisca-Gradišče, mentre Gorizia-Gorica occupa il 12° posto con un reddito medio di 20.332 euro, preceduta da Doberdò del Lago-Doberdob con 20.672 euro. Trieste, con un reddito medio di 22.664 euro, in graduatoria è dietro ai tre comuni del Carso; Muggia-Milje è quinta, mentre all’ultimo posto troviamo San Dorligo della Valle-Dolina, con un reddito medio di 21.093 euro. In ambito nazionale il Friuli Venezia Giulia è undicesimo su venti regioni, mentre Moruzzo rientra tra i cento comuni più ricchi. Il comune più ricco in Italia è Laiatico vicino a Pisa, dove i cittadini hanno dichiarato un reddito medio di 46.842 euro. La regione che conta il reddito più alto è la Lombardia (24.748), al primo posto tra le regioni. In fondo alla classifica troviamo la Calabria (con 14.946 euro). Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia emerge il dato che dieci anni fa la tassa sul reddito è stata pagata da più di 970 mila cittadini, lo scorso anno da neanche 920 mila cittadini.

(Primorski dnevnik, 30. 3. 2018) SLOVIT n° 4 del 30/4/18 | pag. 15

Udine, tra il solito e l’insolito maggio 2018..

(https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D, da Wikimedia Commons

Di M.agostinelli [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) o CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D, da Wikimedia Commons

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