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L’ortica

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da Vita Nei Campi   di Antonino Danelutto
Tanto ostile e aggressiva, quanto utile e preziosa, l’ortica è una delle piante più ricche di proprietà medicinali. Tuttavia viene evitata soprattutto a causa dei suoi temuti peli urticanti che hanno la forma di un rigido tubicino terminante con un cappuccio fragile e sottile: questo, al minimo urto, si stacca obliquamente così da rendere appuntito il pelo, il quale può penetrare nella pelle del malcapitato e iniettare un liquido tenuto sotto pressione, costituito da sostanze assai irritanti fra cui istamina, serotonina e acido formico.
L’ortica, (nome scientifico Urtica dioica, in friulano urtìe), è una pianta erbacea perenne alta fino a 150 cm, ha foglie picciolate opposte, ovato-triangolari e dentate. E’ dioica, in quanto ciascuna pianta porta fiori o solo maschili o solo femminili, piccoli e giallo-verdastri poco appariscenti, raggruppati in infiorescenze più o meno pendule. Poiché la diffusione dell’abbondante polline è affidata al vento, l’ortica causa allergie. E’ pianta sinantropica, cioè cresce diffusamente in ambienti vicini all’uomo: presso case e stalle, depositi di rifiuti, lungo le strade, sempre su terreni nitrofili.
Grazie al suo fitocomplesso, che è l’insieme delle numerose sostanze medicinali presenti nelle foglie, la medicina popolare la ritiene diuretica, depurativa, antinfiammatoria, antianemica, remineralizzante, emostatica nelle emorragie nasali. Dalla radice si ricavano sia un preparato che allevia i fastidiosi sintomi dell’ipertrofia della prostata senza però ridurne il volume sia una lozione contro la forfora e la caduta dei capelli.
Chi soffre di dolori reumatici trova un certo beneficio con la cosiddetta urticazione, già praticata dagli antichi Greci, che consiste o nel percuotere con la pianta fresca la parte interessata o nel ricoprirla con la pianta contusa.
In cucina risultano ottime le tenere foglie cotte e condite con sale, olio e limone o grana; con esse si possono preparare anche gnocchi, frittate, pasta, risotti, torte di verdure, minestre. Il regolamento regionale ne permette la raccolta fino a tre kg a persona al giorno.
L’acqua nella quale si fanno macerare ortiche fresche per alcuni giorni, spruzzata sulle piante infette, è efficace contro afidi o altri parassiti. Si era certi che arricchire il pastone per le galline con ortiche tritate comportava un aumento della produzione di uova. Secondo credenze popolari, i fulmini venivano allontanati se si gettavano foglie di ortiche in mezzo al fuoco, mentre portare con sé un’ortica significava essere protetti dai malefici.

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Proverbio

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Di Aleksandr Makovsky – cyfrowe.mnw.art.pl, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30677804

“Ai prins di jugn / la falz tal pugn”

ovvero si primi fi giugno la falce in pugno, iniziava la stagione della mietitura.

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12° festival delle culture migranti

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da http://www.perlapace.it/migranti-morti-mare-le-responsabilita-italia-europa/

Sono più di trentanni che in FVG c’è il fenomeno dei migranti:i primi erano i marocchini i cosiddetti “vu cumprà”,poi gli argentini di origine italiana, gli albanesi, i migranti della guerra dell’ex Jugoslavia e poi ancora un sacco di etnie diverse.

Io che sono insegnante, ora in pensione, li ho  avuti tutti come alunni ,ho fatto anche un progetto di insegnamento della lingua italiana.E’ stata una bellissima esperienza,gli alunni generalmente erano volonterosi, i genitori molto gentili e riconoscenti.Molti di questi hanno continuato gli studi e si sono laureati.

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da http://www.perlapace.it/migranti-morti-mare-le-responsabilita-italia-europa/

Oggi in FVG guarda  http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/cultura-sport/immigrazione/FOGLIA14/allegati/Protez_Intern_dati_al_28.05.2018.pdf

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da https://www.facebook.com/events/820426474824720/