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Prima l’umanità

Articolo da Centro Studi Sereno Regis

1- Prima l’umanità. Non prima questo o quel popolo, ma l’umanità, l’unica umanità, il cui intero valore è in ogni essere umano. La dignità di ogni persona consiste nel riconoscimento della stessa incalcolabile dignità in ogni altra persona.

2- Le diseguaglianze nelle possibilità di vivere degnamente, se dipendono dall’ambiente locale, sono da rimediare con lo spostamento, l’accoglienza, la solidarietà economica tra le popolazioni umane, mentre l’esclusione egoista aggrava l’ingiustizia di quelle diseguaglianze.

3- Quando le diseguaglianze nelle possibilità di vivere degnamente dipendono da precedenti azioni umane – guerre, colonialismo, sfruttamento, commerci iniqui, saccheggi dell’ambiante, economie della diseguaglianza, e simili – le popolazioni impoverite hanno diritto a soccorsi efficienti, a risarcimenti giusti, oppure a rifugiarsi ed essere accolte in regioni di vita migliore. I paesi più ricchi di spazi e di mezzi, specialmente se sono autori di storie di conquista, sono debitori verso le popolazioni più bisognose.

4- Le migrazioni per bisogno e per ricerca di vita migliore sono un grande fenomeno umano di questi anni, dappertutto. Non sono soltanto un problema complesso, ma anche una risorsa e una opportunità, perché avvicinano i popoli, le culture, le esperienze, le spiritualità, le arti e le capacità di lavoro, e perché  ringiovaniscono popolazioni invecchiate e di troppo bassa natalità. L’incontro pacifico e intelligente di diverse civiltà umane, è sviluppo di cultura, di spirito, e di capacità umana, è realizzazione di umanità.

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Fonte: Centro Studi Sereno Regis



Autore: Enrico Peyretti

 


Articolo tratto interamente da Centro Studi Sereno Regis
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Estate in poesia

Umberto Saba

Notte d’estate

Dalla stanza vicina ascolto care

voci nel letto dove il sonno accolgo.

Per l’aperta finestra un lume brilla,

lontano,in cima al colle,chi sa dove.

Qui ti stringo al mio cuore,amore mio,

morto a me di infiniti anni oramai.

Umberto_SabaUmberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli (Trieste, 9 marzo 1883 – Gorizia, 25 agosto 1957), è stato un poeta, scrittore e aforista italiano.

Firma di Umberto Saba
Firma di Umberto Saba
« Parlavo vivo a un popolo di morti.
Morto alloro rifiuto e chiedo oblio. »
(da Epigrafe)

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