Pubblicato in: FVG

Svete gore : il sacro monte delle 5 chiese

svetegore_intro-1-730x410Cinque anni fa vi avevamo parlato di un piccolo villaggio della Bela Krajina con ben 3 chiese, una accanto all’altro, in mezzo al cimitero: Tri Fare. Pensavamo fosse un record, ma ci sbagliavamo. Sulle rive del fiume Sotla, al confine tra Savinjska e Posavje, si erge un’altura boscosa chiamata Svete gore (montagne sacre): qui nel corso dei secoli sono stati costruiti numerosi luoghi di culto fin dai tempi degli antichi romani e ancora oggi possiamo ammirare la bellezza di cinque chiese una accanto all’altra!

Svete gore è un luogo di culto fin dalla notte dei tempi. Costruito su un antico insediamento romano, sono stati ritrovati resti archeologici di una necropoli paleoslava dell’VIII secolo. Con l’arrivo del cristianesimo in queste terre, i popoli slavi della regione hanno cominciato a costruire le prime chiese e da allora Svete gore è diventato un luogo di pellegrinaggio ininterrotto fino all’epoca di Giuseppe II, per poi riprendere dopo il 1860. Ma andiamo a vedere le cinque chiese che sono arrivate fino a noi, ognuna di un periodo diverso.

svetegore_01-500x375
Svete gore

La chiesa più antica è la cappella di Sv. Jurij (San Giorgio), risalente al IX secolo, costruita sulla pietra viva in stile preromanico. Di forma semplice a sala rettangolare con alto portale, presenta una lunetta semicircolare con iscrizioni in un’antica lingua sconosciuta. Il presbiterio è stato aggiunto nel ‘500, in stile gotico, per far fronte all’aumento dei pellegrini. Secondo alcuni studiosi la cappella potrebbe essere stata usata come battistero, per via di una figura in rilievo sulla parete destra che raffigurerebbe San Giovanni Battista, ma le opinioni degli storici sono controverse.

continua…http://www.slovely.eu/2018/06/25/svete-gore-il-sacro-monte-delle-5-chiese/

 

svetegore_04-500x375
Svete gore – Sv. Jurij
Pubblicato in: FVG

Migranti: il FVG si prepara a diventare una piccola fortezza nell’Europa in trincea

zgyoc624ry3rpd11r59p_1.png.resize.710x399

Il calo degli sbarchi è impressionante. Siamo quasi all’80% in meno rispetto al pregresso che comunque non aveva determinato alcuna emergenza ma semplicemente una cattiva gestione del sistema. La questione dei migranti è stata la tematica principale che ha caratterizzato la lunga campagna elettorale perchè il Paese essendo in stato di declino e non potendosi assumere le proprie responsabilità anche grazie ad operati disastrosi e sinistri di chi ha governato sino ad oggi serviva la giusta arma di distrazione di massa su cui concentrare e dirottare tutti i sensi di frustrazione dell’Italia.
E lo strumento eccellente in un Paese dove il razzismo è sempre stato di casa, a partire da quel ridicolo non sono razzista ma,  non poteva che essere la questione dei migranti. A ciò si sono prestati corrotti, mafiosi, il business di chi vi ha mangiato e speculato, non poteva essere altrimenti prestando il fianco a chi costoro voleva colpire. Meglio parlar di migranti che di cose irrisolvibili. Come il lavoro, il debito pubblico, la scuola, la sanità, la mobilità, l’ambiente. Con la gran parte del sistema mediatico che si è prestato a tutto ciò. Ed il FVG che nella sua storia per la prima volta vede il 70% dei capoluoghi delle UTI essere a destra, gli ex capoluoghi di provincia essere a destra e la Regione essere a destra, non poteva che diventare una piccola fortezza.
Una regione destinata allo spopolamento, tra meno di 50 anni si scenderà sotto il milione di abitanti. Che non ha mai digerito i 5000 richiedenti asilo, che vede metà della sua popolazione essere o pensionata o senza lavoro, non poteva che essere tale. Diventare una piccola fortezza credendo di essere invalicabile. Ma di fortezze invalicabili non esistono. Incrementeranno i controlli di retrovalico con Austria e Slovenia, senza dimenticare che la rotta balcanica non è mai arrivata qui direttamente, si taglieranno i finanziamenti all’accoglienza, fittiziamente diffusa, è fallita in modo clamoroso ed ha interessato pochi Comuni della regione, la gran parte hanno detto no, anche di sinistra, trincerandosi dietro scusanti burocratiche, e nasceranno centri di espulsione e detenzione perchè i richiedenti asilo in giro non li dovrà vedere più nessuno. Così nessuno potrà lamentarsi che costoro andranno ad occupare le panchine, a radunarsi in qualche bar per connettersi ad internet, a fare la spesa in qualche market, a dormire su qualche strada od occupare lo spazio d’ombra riservato a qualche friulano o giuliano doc.  Il punto è dopo i migranti, chi ci sarà? Tutta l’Europa intanto va in trincea nell’anno del centenario della prima guerra mondiale. Non potrà arrivare nulla di buono da tutto ciò. Si respira aria di conflitto.
Marco Barone