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Il Soča (Isonzo), il fiume più bello si trova in Slovenia 🇸🇮

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Aran Nato a Udine,vive nelle pittoresche Valli del Natisone. Creativo,umile e spontaneo. Appassionato di fotografia fin dall’infanzia, esprime le emozioni attraverso i suoi scatti. Predilige le foto in bianco e nero. Impegnato nella difesa dell’ambiente, ama viaggiare e conoscere persone.

A una sessantina di kilometri da Udine si trova uno dei fiume più belli d’Europa o addirittura del mondo. È l’Isonzo, Soča in sloveno. In Slovenia,in località Lepena in val di Trenta, il fiume mostra il suo massimo splendore. La valle è interamente situata nel parco nazionale del Tricorno (Triglav).
Le sue acque sono di un inconfondibile verde smeraldo che crea paesaggi da favola. Chiamato “bellezza color smeraldo”, mantiene il suo colore smeraldo per tutto il suo corso di ben 138 chilometri, regalando degli scorci meravigliosi tutti da contemplare.
Il fiume nasce da una fessura carsica sotto il Velika Dnina, creando una delle più belle sorgenti delle Alpi, vicino a Trenta da dove scende nell’Adriatico, con il suo colore smeraldo che risplende tra le montagne e i boschi.

La valle dell’Isonzo è la prima destinazione europea d’eccellenza in Slovenia. Si può praticare il miglior rafting in Slovenia sul fiume Soča, corsi di kayak, discese rafting, canyoning, canoa, passeggiate a cavallo, sport, divertimento assicurato!
Le rapide del Soča richiamano gli amanti degli sport adrenalinici provenienti da tutto il mondo.PSX_20180705_112706-1

 

LOCATION CINEMATOGRAFICA

Lo sapevi che proprio su un tratto del Soča, a Bovec (Plezzo) in Slovenia sono state girate le gagliardiche scene della battaglia sul fiume del film “le cronache di Narnia: il principe Caspian”?
A Bovec (Plezzo) è stato costruito un ponte di tronchi per la scena finale decisiva del film, la realizzazione ha impegnato 20 tra ingegneri ed operai ed è durata 1 mese.
Un film costato 250 milioni di dollari da 217 minuti, dei quali 10 si svolgono proprio a pochi passi da noi. Film uscito al cinema in Italia nel 2008.
Anche per questo motivo il fiume è diventato più popolare e va a pari passo con una location di Hollywood.
Non a caso, è stato eletto come set naturale del film.

PATRIMONIO AMBIENTALE

Un patrimonio ambientale unico, risorsa da tutelare e valorizzare.
Come area ecologicamente rilevante e come bene naturale, tutto il corso dell’Isonzo è tutelato fino al confine italiano, mentre nell’ambito di Natura 2000 è protetto soltanto il corso superiore fino a Tolmino (Slovenia).

PSX_20180705_112507-1-696x522INQUINAMENTO

Purtroppo l’ Isonzo è già pesantemente modificato. Innumerevoli centrali elettriche sfruttano le sue acque sia in Italia che in Slovenia. Scarichi fognari e l’abbandono di rifiuti sono le principali cause di decadimento di questo fiume.
Fortunatamente il WWF, Legambiente e Ambiente 2000 assieme al comitato sloveno Save the Soča si sono coalizzati per tutelare questo bene comune.
Un fiume da vedere,e da assaporare nella sua bellezza magari con una camminata in val di Trenta e per chi ama l’avventura perdersi nell’incantevole parco del Tricorno.

Foto di Aran

fonte:https://blud.life/il-socail-fiume-piu-bello-si-trova-in-slovenia#comment-7066

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Lo ha detto Camilleri

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Camilleri: “Il consenso per Salvini mi ricorda quello per Mussolini nel ’37. Italia ripiombata indietro”

In un’intervista a Repubblica, lo scrittore siciliano ha espresso tutta la sua preoccupazione per il clima che si respira in Italia, in particolare rispetto al tema dei migranti

https://www.tpi.it/2018/07/08/camilleri-salvini-fascismo/#

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Tolminska korita: una meraviglia della natura 🇸🇮

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In questi giorni estivi di caldo afoso e spesso insopportabile verrebbe voglia di andare a rinfrescarsi in qualche luogo meno battuto dal solleone, magari accanto ad un torrente, meglio se due, a pochi chilometri da casa in un territorio incontaminato ed unico nel suo genere. Tutto questo lo possiamo trovare nelle gole di Tolmin, Tolminska korita in sloveno, a poco più di mezz’ora d’auto da Gorizia, lungo la splendida valle dell’Isonzo (Soška dolina).

Le gole di Tolmin sono un luogo protetto e fanno parte del Parco Nazionale del Triglav, di cui sono la propaggine più a sud e a bassa quota. Sono senza dubbio il luogo di maggior interesse attorno a Tolmin. Due sono i torrenti che hanno creato questo paesaggio particolare: la Tolminka e la Zadlaščica. La locale azienda di promozione turistica ha organizzato due percorsi attrezzati lungo i quali si possono ammirare le gole. Il primo percorso ci fa risalire la Tolminka fino alla fonte di acqua termale, mentre il secondo ci fa risalire la Zadlaščica fino alla cosiddetta “Testa d’orso”.

Tolminka

Lasciata l’auto presso il parcheggio all’ingresso del parco (meglio evitare i weekend estivi se non si ama la ressa!), si paga il biglietto (4,00€, ridotto 3.20€) e si comincia a discendere lungo il percorso attrezzato verso i torrenti. A circa 180m di altitudine i due torrenti si uniscono all’interno delle gole, caso unico in Slovenia, ma a noi interessa maggiormente lo spettacolo dei due torrenti prima della loro confluenza. La parte più interessante lungo le gole della Tolminka è la sorgente termale, posta una sessantina di metri sotto al cosiddetto “ponte del diavolo” (Hudičev most) con una temperatura che oscilla mediamente tra i 19 e i 20 gradi; a causa di smottamenti la grotta è inaccessibile e la fonte è visibile solamente quando il livello della Tolminka è basso.

Hudičev most

Il sopra citato ponte del Diavolo fa parte della strada che da Tolmin porta ai villaggi di Zadlaz-Čadrg. Un tempo questi villaggi erano semi isolati dal resto del paese, essendo solamente collegati da sentieri, spesso non agibili. Il ponte originale, in legno, fu costruito dai lavoratori che costruirono la ferrovia transalpina da Gorizia a Bohinj, ma fu poi sostituito dall’attuale ponte in metallo durante la dominazione italiana tra le due guerre. Dal ponte si può godere di una vista spettacolare sulla sottostante forra della Tolminka.

L’immagine più nota di Tolminska korita è senza dubbio la “Testa d’orso” (Medvedova glava), che appare in tutti i volantini turistici della zona. Si tratta di un ponte naturale creato dalla caduta di un grande masso all’interno della gola della Zadlaščica sul quale, negli anni, è cresciuto abbondante muschio. Tutta questa zona è caratterizzata da una vegetazione particolarmente rigogliosa e, vista dalla giusta angolazione, questa pietrona può ricordare effettivamente la testa di un orso gigante! Questa zona è chiamata Skakalce (piccoli salti) in quanto l’acqua del torrente compie numerosi salti da tonfano a tonfano formando delle piccole cascatelle molto pittoresche. E’ sicuramente la zona più fotografata delle gole.

Medvedova glava

Le acque della Zadlaščica sono la casa della trota marmorata (Soška postrv) che è riuscita a sopravvivere, senza venir soppiantata dalla comune trota da torrente, grazie proprio alle caratteristiche uniche di queste gole, ai loro numerosi salti ed ostacoli naturali che hanno protetto la specie locale. Sempre nella zona della Tolminska korita si trova anche l’interessante e poco conosciuta Zadlaška jama, detta anche grotta di Dante, che però è di difficile esplorazione e può essere visitata solamente accompagnati da esperte guide speleologhe.

Come arrivare

Da Trieste: bisogna prima andare a Gorizia; vedi indicazioni da Gorizia. Tempo di percorrenza: 1 ora e 35 minuti.

Da Gorizia: si entra in Slovenia dal valico di Salcano/Solkan e si prosegue lungo la valle dell’Isonzo fino a Tolmin. Da lì si entra in paese e si gira a sinistra seguendo le indicazioni per Tolminska korita. Tempo di percorrenza: 45 minuti.

Da Udine: si va a Cividale, quindi si prosegue lungo la strada per Pulfero fino ad arrivare a Kobarid (Caporetto). Da qui si segue verso Tolmin, si entra in paese e si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Tolminska korita. Tempo di percorrenza: 1 ora.

VinjetaNO.
Non è previsto alcun tratto autostradale sloveno per raggiungere i luoghi indicati in questa pagina.

http://www.slovely.eu/2013/07/24/tolminska-korita-una-meraviglia-della-natura/

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COME DIFENDERSI DAL CALDO

stipendiopercepitohttp://vignetteagj.blogspot.com/2017/07/temperature-percepite.html

BERE MOLTO – Non fidarsi della mancanza di sete o del fatto che “non si suda”. Il
caldo causa disidratazione (perdita di liquidi) col sudore e con la traspirazione. La sete
può non essere avvertita, specialmente nelle persone anziane. Adulti e anziani debbono
BERE ALMENO DUE LITRI DI LIQUIDI AL GIORNO (acqua, tè deteinato, orzo,
succhi di frutta … evitando bevande zuccherate): un bicchiere ogni ora. Le bevande sono la medicina
contro i danni del caldo. Tenere le bevande al fresco (se in frigorifero, lasciarle 5-10 minuti a
temperatura ambiente prima di berle). NON BERE ALCOLICI (neanche vino).

VENTILATORI E CONDIZIONATORI – Raccomandabile l’uso di ventilatori o
condizionatori. Basta non esagerare (regolare la temperatura 2-3 gradi sotto quella
ambientale) e non esporsi direttamente alla corrente di aria. Rinfrescare una stanza
(possibilmente non esposta al sole) e rimanere durante il giorno il più possibile nella
stanza più fresca della casa. Attenzione quando si passa da un luogo fresco ad uno
caldo e viceversa.

downloadPASTI – Fare 4-5 pasti piccoli durante il giorno, senza mangiare troppo a pranzo e cena.
Assumere MOLTA FRUTTA E VERDURA, evitare i cibi pesanti (carni grasse, affettati,
fritture). Non bere vino né alcolici. Tenere i CIBI IN FRIGORIFERO per evitare che
con il caldo si deteriorino. Lavare bene frutta e verdura.

4bfdddb35ced97b280c48da338f370e9NON USCIRE NELLE ORE PIÙ CALDE – Non uscire di casa tra le 11 del mattino e le
6 del pomeriggio. Se possibile uscire al mattino presto, tra le 7 e le 9, o dopo cena.
Evitare luoghi affollati chiusi, specie se si è costretti a stare fermi in piedi.
ezimba19956510540803INDUMENTI – Indossare indumenti leggeri, di lino o cotone, anche ridotti al minimo
quando si sta in casa, meglio se larghi. Coprire il capo con un CAPPELLO se si esce e
usare OCCHIALI DA SOLE. Le persone anziane e i bambini piccoli non debbono essere
più coperti degli altri: si difendono meno bene dal caldo!
PROBLEMI DI SALUTE E MALATTIE IN CORSO – Anziani e malati sono più
vulnerabili al caldo, specialmente se affetti da malattie di cuore, respiratorie,
diabete, o in generale se hanno bisogno costantemente di medicinali per problemi di
salute. Se si prendono medicine per la pressione, attenzione quando
ci si alza in piedi dalla posizione distesa o seduta (farlo lentamente per evitare
abbassamenti di pressione). Diarrea, vomito o febbre possono causare disidratazione.
GAMBE GONFIE – Contro il gonfiore delle gambe, distendersi e tenerle sollevate per
10-15 minuti ogni 2 ore. Utile rinfrescarle con getti di doccia più volte al giorno.
MEDICINALI – Conservarli AL RIPARO DAL CALDO. Medicinali che normalmente si
mantengono a temperatura ambiente, possono deteriorarsi a temperature troppo alte.
Conservarli in un luogo fresco o anche in frigorifero tra 4 e 10 gradi. Per i diabetici:
controllare le istruzioni sulla temperatura a cui conservare le strisce reattive per la glicemia:
se deteriorate si rischia di avere risultati sbagliati (il che può essere pericoloso per chi fa
uso di insulina!).
RINFRESCARSI – Fare bagni o docce con acqua fresca (a temperatura confortevole),
anche più volte al giorno, anche solo parziali (ad esempio alle gambe). Negli anziani si può
ricorrere in alternativa a spugnature, sempre con acqua fresca.
Consultare il medico per dubbi o informazioni più specifiche e personalizzate.
CONSULTARE SUBITO IL MEDICO IN CASO DI MALORE
www.massimotombesi.it

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10 cose da vedere in Friuli (video)

1) Castello Di Miramare Contornato da un rigoglioso parco, sorveglia il golfo di Trieste 2) Trieste Porto franco per l’importazione del caffè sin dal Settecento 3) Tarvisio Una tra le più importanti località sciistiche di tutto il Friuli 4) Grado Un dedalo di isolotti forma una spettacolare laguna tutta da esplorare 5) Isonzo Le acque color smeraldo si snodano lungo la regione sfociando nell’Adriatico 6) Cividale Del Friuli La città conserva testimonianze longobarde, prima fra tutte il Tempietto 7) Aquileia Aquileia ha un’area archeologica di eccezionale importanza 8) Laghi Di Fusine I due laghi sono immersi nelle foreste e circondati da montagne 9) Lignano Sabbiadoro Relax e divertimento lungo gli 8 Km di spiagge dorata della città 10) Sorgente Del Gorgazzo Il colore azzurro delle sue acque conferisce al luogo un’atmosfera magica

 

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La leggenda di Antro

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archivio Dom

Un tempo ad Biacis/Bijača viveva Vida, una bella e buona regina che aveva molti sudditi.Gli abitanti delle Valli del Natisone la amavano molto perchè aiutava sempre i poveracci.Quando gli Unni invasero le Valli del Natisone, per sfuggire ad Attila si rifugiò con i sudditi nella grotta di Antro.Attila assediò per lungo tempo la grotta ed era sicuro di poterla espugnare per fame e prendere i suoi abitanti.Dopo un lungo assedio,quando il cibo era finito,Vida ordinò ai sudditi di gettare l’ultimo sacco di frumento mandando a dire ad Attila che possedeva tanti sacchi quanti erano i chicchi di frumento.Attila sentendo queste parole tolse l’assedio e proseguì in altri luoghi del Friuli.Fu così che la regina Vida salvò le Valli del Natisone/Nediške doline dagli Unni.

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Di Petar43 – Propria, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=288897

interno grotta di Antrohttps://it.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_d%27Antro#cite_note-16

La leggenda è ambientata ai tempi di Attila ma, in quel periodo storico, nell’Italia del nord non era presente nessuna regina. Voci popolari attribuiscono alla regina anche i nomi di Rosmunda e Teodolinda. Lo studioso Pier Silverio Leicht, nel cercare di chiarire la veridicità del racconto, arrivò alla conclusione che la leggenda non fosse originaria, ma che derivasse da simili storie che si narravano anche in altre località del nord Italia e che facevano riferimento alle vicende di Adelaide, vedova di Lotario e sposa di Ottone I. Resta il fatto che la leggenda circolava nella zona delle Valli del Natisone e che da essa derivarono una filastrocca infantile ed una cantata del poeta Ajkerc. Nel mese di luglio 2012, nel corso della diciannovesima edizione della manifestazione “Stazione di Topolò” è stato inoltre rappresentato il musical Krajica Vida, basato sui fatti narrati nella leggenda in questione.

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immagine da https://www.reteitalianaculturapopolare.org/fr/archivio-partecipato/item/2441-kraljica-vida.html
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L’uomo che andò a vendere i buoi al mercato Valentina Pielich — Tïna Wajtawa

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da http://sauvage27.blogspot.com/

Fiabe resiane
Rezijanske pravljice
Pravice po rozajanskin
Milko Matičetov, Roberto Dapit
Dall’archivio dell’Istituto di etnologia slovena ZRC SAZU e dalla
raccolta privata di Roberto Dapit
Iz arhiva Inštituta za slovensko narodopisje ZRC SAZU in privatne
zbirke Roberta Dapita

C’era una volta un uomo che aveva dei buoi molto belli e disse alla
moglie:
“Domani è giorno di mercato e andrò a vendere i buoi.”
Così ci andò e riuscì a guadagnare un bel gruzzolo di soldi. Quando fece
ritorno, portò i soldi nella stanza dove c’era la madia in cui si conservava la
farina – sapete come erano le madie di un tempo dove si teneva la farina.
Sicché li nascose proprio nella farina ma in quella casa avevano una fantesca e
allevavano dei maiali. Il mattino seguente la donna si alzò di buon ora, prima
del padrone, e velocemente prese della farina per cuocere ai maiali il pastone
– o non so quale altra cosa – e glielo portò, sicché i maiali mangiarono la
farina con tutto il portafoglio. La mattina, quando l’uomo si alzò, prima di
tutto andò a guardare nella madia, ma aprendola non trovò più il portafoglio
e disse:
“Qui” disse, “sono venuti i ladri ieri sera e mi hanno rubato il portafoglio”
disse, “oppure è stata la serva a rubarmelo: c’è qualcosa che non va!”
La fantesca diceva di non essere stata lei, lui insisteva di sì ma lei continuava
a negare.
“Allora sapete cosa faccio? Non mi resta che andare su dalla donna santa,
che quella donna santa tutto sa e saprà anche dove sono finiti i soldi!”
Allora il povero uomo decise di partire e iniziò a salire sulla montagna
dove viveva la donna santa. Quando arrivò su, lei era accanto al fuoco con una
corona attorno al collo talmente lunga che arrivava fino giù a terra e si preparava
a recitare il rosario. Lui la salutò e lei rispose:
“Come mai voi da queste parti?”
“Ahimè” disse, “ieri” disse, “ho venduto i buoi” disse, “ho portato i soldi
a casa” aggiunse, “e li ho messi al sicuro” disse, “ma adesso,” continuò, “non
riesco a più trovare i soldi da nessuna parte. Voi, voi sapete forse dirmi chi
è stato a prenderli?” Infine aggiunse: “Io mi ammazzo, se non trovo quei
soldi”.Allora la donna disse:
“Io” disse, “non posso dirvelo ora, dovete ritornare prima a casa!”
“Come a casa” disse, “non potete dirmelo subito?!”
“No” disse lei, “soltanto fra un’ora o due” disse, “saprò dirvi qualcosa.
Voi,” disse, “andate pure a casa e poi ritornate su”.
Allora l’uomo pensò:
‘Accidenti, mi tocca ritornare a casa!’
Lì dietro però c’era un capanno, sapete, era come una specie di ricovero, e
pensò di nascondersi lì dentro affinché la donna non lo vedesse.
“Ebbene” replicò, “io scendo giù a casa” disse, “ma quando fra due o tre
ore ritorno su” disse, “dovrete darmi una risposta”.
“Certo” rispose la donna.
Invece lui si nascose lì vicino e dopo un po’ di tempo, forse un quarto
d’ora o mezz’ora, sentì dei rumori e vide la donna uscire di casa tutta arruffata
fischiando talmente forte da rompergli i timpani, dato che lui si trovava in quel
capanno – non so come si chiama – in quel ricovero.
“Perbacco” disse, “è un brutto segno!”
La donna si fermò un attimo per accertarsi che nessuno la vedesse: non
c’era nessuno, allora si mise di nuovo a fischare ancora più forte di prima.
“Qui” disse, “le cose si mettono male” pensò l’uomo. “Beh,” disse, “staremo
a vedere cosa succede!”
Dopo che la donna ebbe fischiato nuovamente, sentì uno scalpitio e arrivò
un caprone.
“Quale è il problema di cui mi devi parlare” chiese, “che la prima volta
che hai fischiato mi trovano oltre nove montagne, la seconda volta” disse,
“mi trovavo oltre cinque montagne e ora” disse, “la terza volta sono arrivato
qui?”
“Mah, le cose stanno così e così:” disse lei, “ieri” continuò, “un uomo ha
venduto i buoi e” disse, “li ha portati a casa mettendoli al sicuro ma ora non
trova più i soldi da nessuna parte! Devi sapermi a dire chi glieli ha rubati”.
Lui allora rispose: “Quando verrà su, ditegli che il maiale, quello medio –
in quella casa allevavano maiali e la fantesca dopo essersi alzata, aveva messo la
farina nel trogolo – il maiale, quello medio, li ha nello stomaco, tutti quanti,
come quando li aveva guadagnati”.
Allora l’uomo, sentendo ciò, non volle più ritornare dalla donna ma scese
subito a casa attraverso il bosco. Andò a prendere il coltello per uccidere il maiale e dopo averlo squartato ne estrasse il portafoglio ancora intero. Poi
andò a raccontare in tutto il circondario di quella donna santa che chiamava il
diavolo per sapere chi fosse stato a rubare. Ecco, così è stato e adesso la storia
è finita. Allora si venne a sapere di quale santa donna si trattasse, così nessuno
andò più lassù.

https://www.dlib.si/stream/URN:NBN:SI:DOC-S17IPLNO/b7928b2a-a1f9-407f-a978-97ae07f56933/PDF

Mi è capitato diverse volte di leggere commenti carichi d’odio i quali affermavano come non fosse vero che profughi e migranti scappassero dalla fame, dalla miseria e da condizioni umanamente degradanti. In molti di questi post vengono dette cose del tipo: “beh hanno tanti muscoli, di certo da dove vengono non stavano poi così tanto […]

via Siamo abituati troppo bene —

Siamo abituati troppo bene —

Pubblicato in: ambiente, eventi, friuli

Eventi ForEst

In queste giornate caldissime ,non c’è nulla di meglio che un’escursione in montagna!

34-Event_Crostis-01-minSabato 4 Agosto (Pomeriggio)

Escursione al tramonto sul monte Crostis

Escursione tardo-pomeridiana per gustare tutte le sfumature (e il fresco!) che solo le alte quote sanno regalare al tramonto.
La meta prescelta è il 
monte Crostis: eccezionale belvedere sul Cogliàns e sulla Catena Carnica principale!

continua qui http://www.studioforest.it/eventi/monte-crostis/

 

kolovrat-night-minVenerdì 10 Agosto (sera)

Escursione a caccia di stelle cadenti sul Kolovrat

Magica serata di San Lorenzo a caccia di stelle cadenti nei silenzi della panoramica dorsale del Kolovrat, al confine con la Slovenia.
Non dimenticare le coperte e, per chi lo desidera, apparecchiatura fotografica.

continua qui http://www.studioforest.it/eventi/kolovrat-notturna

 

33-Event_Pizzul-min

12 agosto
Le praterie alpine si vestono a festa nella stagione estiva.
E’ il momento di salire sul monte Pizzul, che a dispetto del nome, in termini di panorami e di fioriture poco ha da invidiare ai suoi più quotati dirimpettai delle Alpi Carniche.
Al termine possibilità di ristoro a Malga Pizzul !
http://www.studioforest.it/eventi/monte-pizzul/