Dal mais agli snack

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Dalla blave agli snack di Enos Costantini

Nel 1940, detto anche anno diciottesimo, vi erano in Friuli 29 ‚Äúcampi di orientamento‚ÄĚ per il mais ben distribuiti su tutta la superficie regionale. Da Tolmezzo ad Aquileia, da Sacile a Tarcento vennero messe alla prova 34 variet√† onde stabilire quali fossero le pi√Ļ adatte nelle singole aree.
Il mais, meglio detto blave o sorc turc, era, assieme alle minestre, la base dell’alimentazione friulana. Non si valutavano, perciò, solo la produttività e i caratteri agronomici delle cultivar, ma si annotavano anche le attitudini molitorie e non si trascurava il valore nutritivo.
L’ente pubblico, perciò, era vicino, anzi strettamente aderente ai bisogni primari del popolo.
E vi erano anche i ‚Äúcampi di moltiplicazione‚ÄĚ, dove si praticava la selezione massale e si produceva della semente la pi√Ļ pura possibile da distribuire agli agricoltori. Oggi si chiamerebbe sovranit√† alimentare.
Fino agli anni Cinquanta questa attività continuò grazie al Consorzio agrario provinciale di Udine che selezionava mais da granella e da erbaio adatti alle variegate condizioni pedoclimatiche della nostra regione e alle esigenze delle famiglie contadine.
Vennero acclimatate varietà americane qui giunte fin dagli anni Trenta, così il Maule’s Mastodont si chiamò Dorato friulano, il Silvermine divenne Trionfo d’Aquileja, il Wisconsin 14 fu ribattezzato Dentato Friuli. Vennero ovviamente mantenute in purezza e riprodotte varietà strettamente nostrane quali il Giallone friulano, il Bianco nostrano, la Righetta bianca e altre. Ma vogliamo sottolineare come il CAP, così era affettuosamente e familiarmente chiamato il Consorzio agrario, provvedeva anche alla selezione di varietà quali il Marano Vicentino particolarmente adatto alla polenta e vari Cinquantini e Quarantini dal ciclo breve.
Poi vennero imposti gli ibridi americani destinati ai maiali, non selezionabili dal CAP, e la società andò americanizzandosi.
Ora non sapremmo che cosa potrebbe fare l’ente pubblico, di concerto o meno con il CAP, se non testare le merendine e gli snack, ricavandone un trattato di biochimica applicata al commercio, e tracciarne i componenti per dirci quanto è lontana l’agricoltura dalle nostre vite e come l’agricoltura per i friulani si sia volatilizzata.

da https://www.facebook.com/vitaneicampi/

Sauris

Località ideale per una domenica calda come quella odierna!

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Sauris di sopra Johann JaritzSauris (Zahre nel locale dialetto germanico, Sauris in friulano è un comune italianosparso di 412 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Sede municipale è la frazione di Sauris di Sotto.

Il monte Bìvera, uno dei simboli di Sauris

 

Territorio

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L’utente che ha caricato in origine il file √® stato¬†Alpino friulano¬†di¬†Wikipedia in italiano¬†–¬†Trasferito da¬†it.wikipedia¬†su Commons da¬†Wouterhagens¬†utilizzandoCommonsHelper.

La chiesa di San Lorenzo a Sauris di Sopra

Situato nella regione montana della¬†Carnia¬†in¬†Val Lumiei, vanta nel suo territorio la presenza di un magnifico lago (il¬†lago di Sauris), un bacino artificiale tra i pi√Ļ grandi in¬†Friuli, creato dallo sbarramento del¬†torrente¬†Lumiei.

Le principali cime che circondano Sauris e le sue frazioni sono: il Col Gentile (2.075 m), il Monte Tarondon (2.019 m), il Monte Pieltinis (2.027 m), il Crodon di Tiarfin (2.413 m), il Monte Bìvera (2.474 m), il Monte Zauf (2.245 m), il Monte Tinisa (2.080 m).

Storia

La¬†leggenda¬†vuole che la comunit√† di Sauris sia stata fondata attorno al¬†XIIIXIV secolo¬†da due soldati tedeschi che, stanchi della guerra, fuggirono dal loro paese rifugiandosi in questa valle isolata e impervia. Sembra che l’immigrazione sia avvenuta in realt√† dalla valle di¬†Lessach¬†e dalla¬†Pusteria¬†nel¬†XIII secolo.

Lo storico Giordano Brunettin fa risalire invece l’occupazione della zona alla met√† del¬†XIII secolo. Il primo documento che attestava l’esistenza della localit√†, un atto di eredit√† perduto, risale al¬†1280. Si √® conservato solo un documento del¬†1318¬†in cui si parla di Sauris, riguardante anch’esso un’investitura feudale.

Tra il¬†1941¬†e il¬†1948¬†venne costruito l’impianto idroelettrico della Val Lumiei e la relativa¬†diga, nonostante si fosse in piena¬†guerra. Proprio per la scarsit√† di uomini che ci√≤ comportava vennero coinvolti nella costruzione anche 300 prigionieri di guerra¬†neozelandesi. La localit√† La Maina venne sommersa dal¬†lago¬†artificiale e ne restano i ruderi sott’acqua.

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Di Ziegler175 [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)%5D, da Wikimedia Commons

Lingue e dialetti

La comunit√† forma un’isola linguistica¬†di tipo¬†germanico, una vera¬†enclave¬†germanofona in territorio italiano, che si √® potuta conservare, a partire dalla sua fondazione, grazie ad un isolamento durato secoli.

Il tipico¬†dialetto¬†locale, il “saurano”, conserva tratti arcaici rispetto ai dialetti¬†tirolesi¬†ai quali √® collegato, ma la popolazione √® in linea di massima trilingue, parlando sia l’italiano¬†sia il¬†friulano.

Nel territorio comunale vige la¬†Legge regionale¬†18 dicembre 2007, n. 29 “Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della¬†lingua friulana

Cultura

Musei

  • Centro Etnografico ‘s haus van der Zahre, di Sauris di Sopra
  • Centro Storiografico Museo di S. Osvaldo, presso la canonica di Sauris di Sotto

I centri fanno parte del sistema museale della Carnia.

Eventi

  • 5 gennaio –¬†Der orsh van der Belin – il sedere della Belin
  • febbraio –¬†Carnevale saurano
  • luglio – nel secondo e terzo fine settimana di luglio si svolge la¬†Festa del prosciutto
  • agosto –¬†Festa del formaggio salato¬†a Lateis
  • agosto –¬†Festival internazionale di musica¬†
  • agosto –¬†Fra le nuvole¬†Progetto teatrale con laboratori e spettacoli
  • dicembre-mercatini di NataleGeografia antropica
  • Il comune √® formato da¬†Sauris di Sotto¬†(sede municipale) e¬†Sauris di Sopra¬†e dalle frazioni di¬†Lateis,¬†La Maina¬†e¬†Velt. Sauris di Sopra √® detto localmente¬†Plozn, e Sauris di Sotto¬†D√∂rf, sembra che il toponimo derivi da un prelatino “savira”, “corso d’acqua”. Zahre invece sembra che conservi il significato proprio di “zahre”, cio√® lacrima.
  • Economia

    Un trancio di prosciutto di Sauris

    Nonostante sia uno dei comuni pi√Ļ piccoli del¬†Friuli-Venezia Giulia, Sauris √® una apprezzata localit√† turistica estiva ed invernale, conosciuta per la produzione di un¬†prosciutto¬†crudo particolarmente rinomato, il¬†Prosciutto di Sauris¬†I.G.P., lo speck di Sauris ed una birra artigianale altrettanto famosa: la Zahre Beer.

    Artigianato

    Per quanto riguarda l’artigianato, Sauris √® rinomata per la produzione di¬†tappeti¬†ed¬†arazzi.

  • fonte¬†https://it.wikipedia.org/wiki

TOPOLO’-Grimacco/Garmak

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Di it:user:Sacrabolt – Wikipedia IT, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18940527

Topol√≤¬†(Topolovo¬†in¬†sloveno,¬†Topoluove¬†in¬†dialetto sloveno locale¬†e¬†Topolove¬†nella forma di compromesso adottata per la segnaletica stradale) √® la frazione pi√Ļ popolosa del comune di¬†Grimacco.Il paese di Topol√≤ √® ubicato nell’estrema parte orientale della provincia di Udine, a poca distanza dal confine con la repubblica di¬†Slovenia.Venne citato in un documento del¬†1275¬†come facente parte dei fondi di Conone e Volrico di Mumigliano.La frazione √® costruita su un ripido pendio a 580 metri¬†s.l.m.¬†ed √® situata tra i monti¬†San Martino¬†e¬†Colovrat; nei suoi pressi scorrono i torrenti Za Velin ńĆelan, Patok e Za Traunim che, nel corso dei millenni, hanno scavato la valle del Codariana. Il paese era collegato con il fondovalle solo con sentieri e mulattiere fino al 1953, quando venne inaugurata l’attuale strada comunale che lo mette in comunicazione con il capoluogo di¬†Clodig¬†e quindi con la provinciale che conduce alla pianura friulana. I vecchi sentieri fanno attualmente parte integrante del¬†Sentiero Italia¬†identificato con il segnavia¬†CAI¬†numero 746 (che procede verso il comune di¬†Drenchia) e del sentiero A.V. Valli del Natisone numero 745 (indirizzato verso il comune di¬†Savogna).Il toponimo di Topoluove deriva da “pioppo” (topol¬†in¬†sloveno¬†e¬†tap√Ļ¬†in¬†dialetto sloveno locale) ed indica un terreno ricco di alberi di pioppo/pioppeto.

Evoluzione demografica

L’abitato di Topol√≤ ha sub√¨to, come gli altri paesi delle¬†Valli del Natisone, un forte processo di spopolamento, iniziato verso la fine dell’Ottocento e proseguito con intensit√† maggiore dopo la met√† del XX secolo, dovuto in parte a motivi comuni a tutte le zone montuose italiane, ed in parte a motivi particolari legati alla durezza di vita conseguente alla vicina¬†cortina di ferro¬†(il confine italo-jugoslavo). La popolazione maschile cominci√≤ ad emigrare in massa dapprima verso l’estero ed in particolare verso la¬†Germania, il¬†Belgio, l’Australia¬†e le Americhe e, successivamente, verso le altre Regioni italiane e la pianura friulana che offrivano migliori prospettive di lavoro. Le ragazze si sparsero per l’Europa¬†dove lavorarono come collaboratrici familiari (dikle¬†in dialetto locale). Gli abitanti nel 1891 erano composti da 490 unit√†, scese a 243 nel 1900, a 296 nel 1908, a 264 nel 1961 e ridotte, infine, a 36 (16 maschi e 20 femmine) nel dicembre del 2007.

Luoghi di interesse

  • √ą oltremodo interessante visitare il paese stesso in quanto caratterizzato dalle costruzioni in pietra tipiche dell’architettura spontanea della¬†Slavia veneta. Passeggiando per le stradine lastricate in acciottolato si possono ammirare le case realizzate con pianta rettangolare e contraddistinte da ballatoi in legno e scale esterne. Il pianoterra consiste generalmente in una cucina (anticamente chiamata “stanza del fumo” in quanto priva di camino) ed in un tinello (izba) riscaldato dal forno (peńć). Al primo piano sono realizzate le camere, raggiungibili tramite la scala esterna ed il ballatoio utilizzato, anticamente, anche per far essiccare i legumi ed il mais prodotti dalla famiglia. Molte case sono state recentemente restaurate grazie a finanziamenti dell’Unione europea¬†e costituiscono un modello di “albergo diffuso”. Tra gli edifici rurali sono ancora visibili diverse costruzioni, in pietre e legno, chiamate “kozolec“, che erano adibite alla custodia degli attrezzi impiegati per la coltivazione dei campi ed all’essiccazione del fieno e dei prodotti agricoli.
    Il paese di Topol√≤ √® stato segnalato dal periodico tedesco dedicato al turismo GEO Saison come uno dei dieci borghi pi√Ļ belli d’Italia.
  • Interessante √® la chiesa di¬†San Michele¬†realizzata nel¬†1847¬†dagli abitanti del paese senza alcun contributo esterno, impiegando materiale lapideo estratto da cave locali. Sulla facciata si pu√≤ ammirare un mosaico raffigurante¬†San Cristoforo; all’interno sono ubicati tre altari dedicati, il maggiore, a San Michele ed i due laterali rispettivamente a¬†San Giuseppe¬†ed alla¬†Santa Vergine. Sulla parete sinistra, una grande pala in terracotta raffigurante la¬†Nativit√†, opera realizzata nel 2006 dallo scultore Isidoro Dal Col. Affreschi della chiesa eseguiti dal pittore friulano¬†Antonio Gentilini.
  • Di interesse √® anche il sentiero che conduce al vicino paese¬†sloveno¬†di¬†Livek¬†(Luico) che per molti anni √® stato sbarrato dalla frontiera e che oggi √® un percorso d’arte grazie a dodici installazioni espressamente realizzate da artisti di diverse nazionalit√†.
  • Faticosa, ma attraente, √® anche la passeggiata lungo il torrente Codariana, dove scorrono acque purissime e ricche di trote. Lungo il percorso si incontra la forra del “Velik Suopota“, contraddistinta da due cascate di notevole bellezza e dalle altissime pareti verticali scavate nella roccia dalla corrente del ruscello. Al termine del canalone si pu√≤ osservare la cascata, di minori dimensioni, denominata “Mali Suopota“. Pi√Ļ a monte, lungo la riva sinistra, sono inoltre visibili i resti, ancora discretamente conservati nelle murature, di un vecchio mulino e della relativa casa padronale. Il complesso, in funzione fino al¬†1956, ha subito notevoli danni a causa del terremoto che colp√¨ il Friuli nel¬†1976.

Cultura

Manifestazioni

  • Le prime tre settimane di luglio tutto il paese √® coinvolto nella manifestazione “Stazione di Topol√≤/Postaja Topolove”. La rassegna d’arte √® organizzata dall’Associazione Topol√≤/Topoluove e consiste in recite, incontri, spettacoli, concerti, proiezioni video e cinematografiche e mostre di artisti internazionali.
  • A luglio-agosto si svolge la camminata transfrontaliera Topol√≤-Luico/Livek. √ą organizzata dal Circolo Culturale Reńćan e si snoda lungo un vecchio sentiero, adornato da opere d’arte appositamente realizzate, per incontrare la comunit√† della vicina¬†Slovenia. Prima della caduta del confine la passeggiata era contraddistinta dal titolo “Al di l√† della linea immaginaria/pohod ńćez namiŇ°ljeno ńćrto.
  • A fine settembre ha luogo la festa patronale in onore di San Michele. Consiste in una caratteristica sagra paesana con riti religiosi e degustazione di dolci tipici. ¬† ¬† ¬†da¬†https://it.wikipedia.org/wiki/Topol%C3%B2¬†36709386_1816323865078034_3958056016758702080_n