Dalla “Guida delle Prealpi Giulie” di Olinto Marinelli

Pellagra_NIH
Di Dr James W Babcock (1856-1922) – http://history.nih.gov/exhibits/goldberger/docs/intro_2.htm reproduced with permission of the Waring Historical Library of the Medical University of South Carolina, Charleston, SC., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3741262

1 parte

VIII.
GLI ABITANTI
i loro caratteri fisici, la loro origine e le differenze etniche e linguistiche
Note di FRANCESCO MUSONI.

La pellagra.
La pellagra. E qui per addentellato, poichè l’abbiamo ricordata, è necessario riferire intorno a quell’altra vergogna nostra e d’Italia, che è precisamente la pellagra. Essa in Friuli infierì già molto, ma certo in nessun’altra parte del Regno fu come qui oggetto di studi e di cure amorevoli e sapienti, tanto che oggi vi è in sensibile diminuzione, nè è forse lontano il tempo in cui sarà scomparsa interamente. Rispetto alla sua distribuzionegeografica, aumenta di intensità in senso inverso all’altitudine, al contrario di quanto fino ad oggi avveniva del fenomeno dell’emigrazione; perciò è nulla, o quasi, nel distretto montuoso di S. Pietro; appena avvertita da qualche rarissimo caso nelle parti veramente montuose dei distretti di Gemona e Tarcento; colpisce un sempre maggiore, ma pur sempre esiguo, numero di individui lungo la striscia pedemontana cui appartengono in buona parte ile più recenti statistiche in proposito. distretti di Cividale, Tarcento, Gemona, S. Daniele; finalmente infesta abbastanza fortemente la zona pianigiana dei distretti di Cividale e S. Daniele.Le cause di questa così varia distribuzione del fenomeno patologico si possono intuire facilmente. In montagna l’emigrazione è fonte di agiatezza, sconosciuta per molti abitanti del piano: inoltre, siccome ivi di granoturco si produce appena 1⁄10 di quanto basta per tutto l’anno, pel rimanente è necessario ricorrere al mercato dove certo 11011 viene acquistato quello di peggior qualità, mentre è ormai generalmente ammesso ― dopo i lavori del Lombroso ― causa principale della malattia essere il maiz guasto. Arrogi che in montagna l’alimentazione è più varia, al maiz ed ai legumi aggiungendosi le carni suine ed i formaggi egregiamente confezionati nei molti caseifici cooperativi e facendovisi anche troppo uso di vino, di cui si fa sempre maggiore importazione dalla pianura e dal mezzogiorno d’Italia.
Più depresse invece sono le condizioni economiche degli abitanti del piano, fittavoli la maggior parte, base della cui nutrizione è la cosidetta polenta, fatta con maiz spesso
ammuffito, e quindi intossicante, per mancanza di essiccatoi.Anche ivi però igiene e alimentazione e condizioni generali delle popolazioni sono venute via via migliorando negli ultimi anni in seguito specialmente all’impulso che vi fu dato all’allevamento
del bestiame e agli eccellenti formaggi che si producono nelle numerose latterie sociali: perciò anche ivi il numero dei pellagrosi è venuto sensibilmente riducendosi, come lo provano le più recenti statistiche in proposito. … Udine : Societa Alpina Friulana, 1912

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