Un popolo di “viziati”. Chiudiamo questi confini che facciamo prima

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Una volta il motivo era il terrorismo. Poi questo scompare all’improvviso così come all’improvviso è arrivato e il nuovo motivo diventano i migranti. Migranti più terrorismo hanno creato l’effetto bomba perfetto. Senza che la bomba esplodesse. Dalla polizia a cavallo in Slovenia ai controlli ad oggi non significativi ma comunque sussistenti in Croazia ed in Italia, in Germania, in Austria, in Francia praticamente ovunque. Con il timore di quella rotta balcanica che l’Italia non ha mai realmente sfiorato.
Facciamo così. Visto che siamo nati “viziati”, visto che pensiamo che sia una gran figata chiudere le barriere, già pronte e predisposte, basta solo riattivarle e ci vuole un niente, chiudiamoli questi benedetti confini.
Ma il primo che si lamenterà poi delle lunghe code e interminabili file per andarsi a fare le vacanze in Slovenia o Croazia o Germania o Austria od ovunque in giro per l’Europa, il primo che si lamenterà di come peggiorerà il tutto, cosa gli si dovrà dire? Chiusi i confini, abbracciata e coccolata la propria bandiera, ritrovato il proprio sperduto orgoglio nazionale, poi magari, perchè no? Andiamo anche a fare una bella guerra al vicino? Passando da tante piccole mini Brexit? E perchè no? Stampiamoci la nostra moneta. Ogni Paese con la propria moneta e potrà liberamente scegliere in quale fossa farsi seppellire prima del tempo con il proprio debito pubblico insanabile. Un popolo di viziati. Siamo questo. Abbiamo avuto tutto, pace, una cosa da niente, cosa vuoi che sia, una marea di diritti, certo non perfetti, tutto è perfettibile, ma che qualche decennio addietro si potevano solo sognare. Quando qui si mangiava merda ed una patata a settimana, quando andava bene. L’Europa ha già conosciuto due guerre tremende, ma alle persone di oggi con l’odio e l’ignoranza dilagante non frega niente. Pensano che la guerra sia come giocare alla Ps4. Un mondo di viziati. Questo siamo. Che si merita di avere i confini chiusi. Così facciamo prima, acceleriamo tutte le tappe già ben delineate che solo un miope non riesce a vedere e tanti saluti. Ad ognuno la propria bandiera, nazione e identità e finta felicità.
Marco Barone

Dalla “Guida delle Prealpi Giulie”di Olinto Marinelli

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http://www.natisone.it/messe/messe952.htm

3 parte

L’immigrazione slava. Quando ciò sia avvenuto non fu ancora dimostrato in modo soddisfacente. J. BAUDOUIN DE COURTENAY emise anzi l’opinione che possano essere esistiti nella nostra regione fin da tempi antestorici126: opinione la quale non deve sembrar poi tanto strana oggi che sulla origine e degli Arii in genere e degli stessi Slavi in ispecie esistono [162] così contradditorie ipotesi. Essi vi avrebbero occupate le montagne,
mentre sul fondo delle valli più ampie erano forse altri popoli di maggior civiltà dei quali soli perciò ci son rimaste tracce nei trovamenti archeologici. Gli Slavi passarono inavvertiti ed entrarono tardi nella storia perchè questa si occupa principalmente di popoli guerrieri, avvezzi con gesta belliche a far rumore intorno al proprio nome.
Di essi comincia a far sicuro cenno appena nel VI secolo dopo Cristo, quando li vediamo sui confini d’Italia, prima accanto agli Avari e poscia da soli lottanti con varia fortuna contro i Langobardi forogiuliesi. Sotto Vettari sembra fossero stabiliti definitivamente almeno fin presso l’odierno ponte di S. Quirino127. Più tardi sotto i Franchi, importati o accettati in qualità di coloni in molti luoghi del piano, diserti da guerre e da pesti, analogamente a quanto avvenne nell’Istria, fondarono parecchi nuclei di popolazione che si protesero fin oltre il Tagliamento, come dalla toponomastica ci viene provato a esuberanza.
Ma nel piano, quantunque arrivati più tardi, dove formarono delle isole linguistiche disperse, non seppero mantenersi, venendo presto assorbiti dal soverchiante elemento friulano: ben vi riuscirono in mezzo ai monti, quantunque, come vedremo, ridotti di molto, non per deliberato proposito di resistenza, ma unicamente perchè ivi più debolmente si fe’ sentire l’influenza degli elementi preponderanti in pianura, oltrechè perchè si appoggiano colle spalle agli slavi austriaci, coi quali formano un’unica massa etnica.Soggetti, come il resto del Friuli, prima ai Patriarchi, poscia a Venezia, le furono più che fedeli affezionati, tanto da ottenerne rispetto delle proprie consuetudini, autonomie amministrative,esenzioni da gravezze ed altri privilegi. Amanti di libertà, perciò odiatori del regime austriaco, insorsero contro di esso, come gli altri friulani, nel 1848 e parteciparono con entusiasmo alle guerre per l’indipendenza.
Nè oggi sotto il libero e democratico governo d’Italia,pienamente rispondente all’indole loro, sono certo fra i meno buoni cittadini.

Il numero degli Sloveni del Friuli.

Il numero degli Sloveni del Friuli. Ma qual’è la cifra da essi raggiunta in Friuli? Il censimento del 1901, procedeva alla statistica degli alloglotti dimoranti entro i confini del Regno.Senonchè, anzichè tenere conto dei singoli individui, provvide alla numerazione delle sole famiglie parlanti idiomi stranieri. Ed ecco il riassunto di quelle parlanti slavo nella zona da noi considerata.

DISTRETTI Comuni Numero delle famiglie che parlano abitualmente lo slavo
Numero complessivo delle famiglie
S. Pietro al Natisone S. Pietro 573 589  un tempo si chiamava San Pietro degli Slavi
Drenchia 218 218
Grimacco 261 261
Rodda 254 257
S. Leonardo 448 – 449 Savogna 297 299
Stregna 294 294
Tarcetta 328 329 2673 2698
Tarcento – Lusevera 469 484
Platischis 540 561009 1044
Gemona Montenars 112 115
Cividale Attimis 295 311
Faedis 280 320
Torreano 122 122
Prepotto 208 355

https://www.liberliber.it/mediateca/libri/m/marinelli/guida_delle_prealpi_giulie/pdf/marinelli_guida_delle_prealpi_giulie.pdf

 

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oggi pomeriggio

921880Pomeriggio bollente di luglio,seduta davanti alla tastiera del PC ,sto scrivendo questo post e con un occhio guardo la TV.Sento in lontananza la radio accesa in camera da letto dove riposa mio marito.Mi sfogo qui nel blog,per uscire fa decisamente troppo caldo,finito di scrivere mi distenderò sul divano,sempre con la TV accesa.

Buon pomeriggio a tutti!

Una pagina buia per la minoranza slovena della nostra regione

L'incendio_dell'Hotel_Balkan
Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3088653

Incendio al Narodni Dom oggi il 98^ anniversario

Il Narodni dom (in sloveno, Casa del popolo o Casa nazionale) di Trieste era la sede delle organizzazioni degli sloveni triestini, un edificio polifunzionale nel centro di Trieste, nel quale si trovavano anche un teatro, una cassa di risparmio, un caffè e un albergo (Hotel Balkan). Fu incendiato dai fascisti il 13 luglio 1920, nel corso di quello che Renzo De Felice definì “il vero battesimo dello squadrismo organizzato”.

continua a leggere https://it.wikipedia.org/wiki/Narodni_dom

Stamattina si è tenuta la commemorazione promossa dall’Istituto per la Storia del movimento di Liberazione.

Attilio Maseri

800px-Banca_d'Italia_in_oud_paleis_gebouwd_door_PalladioDi Pvt pauline – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4943428

Attilio Maseri l’illustre cardiologo udinese, che ha curato anche Papa Woytyla e la Regina Elisabetta ha donato nel 2013 Palazzo Antonini all’ Università di Udine .La notizia è stata resa nota solo ora. La donazione comprende la preziosa biblioteca Florio, facendo tornare un patrimonio di 12.000 libri antichi nel luogo costruito apposta come biblioteca nell’omonimo palazzo dai conti Daniele e Francesco Florio a metà Settecento.L’intento del benefattore è trasformare l’ex Banca d’Italia in un centro per la friulanità. L’edificio sarà denominato palazzo Antonini-Maseri ,tutto ciò in memoria del figlio.

Palazzo Antonini a Udine è una residenza urbana progettata dall’architetto Andrea Palladio alla metà del XVI secolo per la famiglia Antonini, proprietaria di vari altri palazzi in città

L’inizio della sua costruzione viene fatto tradizionalmente risalire al 1556, in concomitanza con la costruzione dell’arco Bollani, altra opera di Palladio a Udine…

continua a leggere https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Antonini#cite_note-CISA-1

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foto da https://www.youtube.com/watch?v=gxSIUJfGZeY

Attilio Maseri (Udine, 12 novembre 1935) è un cardiologo italiano.

Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova nel 1960 con pieni voti, si è poi specializzato in Cardiologia presso l’Università di Pisa nel 1963 e Medicina nucleare nel 1968 sempre nello stesso ateneo.

Nel 1967 ha assunto l’incarico di professore associato di patologia speciale medica e di Responsabile del Centro Ricerche Coronariche del CNR di Pisa. Nel 1979 viene chiamato ad insegnare a LondraMedicina cardiovascolare presso la Royal Postgraduate Medical School e la direzione dell’Hammersmith Hospital. Nel 1991 è divenuto professore ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore dell’Istituto di Cardiologia del Policlinico “Gemelli” di Roma.

Dal 2001 è professore ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e Direttore del Dipartimento Cardio-Toracico dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Nella sua carriera, è stato cardiologo tra gli altri della Regina Elisabetta II d’Inghilterra e del papa Giovanni Paolo II

continua a leggere https://it.wikipedia.org/wiki/Attilio_Maseri

 

Diciotti,la mossa di Mattarella

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Sono le 21.24 quando una nota di Palazzo Chigi conferma: “Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti, ancorata nel porto di Trapani”. Passano pochi minuti e la nota del premier Giuseppe Conte spiega che “sono state completate le procedure di identificazione delle persone che erano a bordo, con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che configurano ipotesi di reato. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti”. E’ l’intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella a sbloccare lo stallo della nave Diciotti, ferma al porto di Trapani con il suo carico di 67 migranti soccorsi dalla Vos Thalassa... continua a leggere

A 30 anni dalla morte di Fermo Solari(1900-1988)

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da https://www.elapsus.it/2012/01/lorologio-palette-e-il-teleindicatore.html

Domenica 15 luglio a Udine nella sede dell’Anpi di Via brigata Re ci sarà una cerimonia per ricordare questo grande imprenditore friulano .Solari fondò l’azienda di orologi che porta il suo nome.Non c’era aeroporto nel mondo senza un suo orologio.Solari ,originario della Carnia,durante la Resistenza fu comandante partigiano fino a far parte del comando generale del CVL.Fu un punto di riferimento della sinistra friulana,partecipe e protagonista della battaglia antifascista.

L’incontro del 15 luglio servirà per ricordare il suo grande contributo che ha lasciato a titte le forze democratiche e progressiste.

testo modificato da http://www.ilfriuli.it/articolo/Politica/Anpi_ricorda_Fermo_Solari_a_30_anni_dalla_morte/3/183163

Solari fu senatore nel 1958 con il PSI

https://it.wikipedia.org/wiki/Fermo_Solari

Fermo_Solari

http://www.friul.net/dizionario_biografico/?id=3639&x=1

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questo orologio da tavolo lo avevo anch’io
SOLARI Fermo
(Somma) industriale, membro della Consulta, senatore socialista per Pordenone 1958-63 (Prato Carnico 22.9.1900 – Udine 1988). Laureato in economia a Roma, creò un’impresa di lavori pubblici che operò anche in Africa. Nel secondo dopoguerra fondò un’azienda elettromeccanica che divenne nota in tutto il mondo. Esponente di primo piano della Resistenza, fu tra i fondatori del Partito d’azione. Nel 1953 fu a Mosca per i funerali di Stalin: con Nenni e Togliatti montò la guardia d’onore ai lati del catafalco del dittatore. Nell’80 pubblicò Un carnico che fa il giro del mondo senza muoversi, ristampato nell’88 con il titolo F. S. dirigente della Resistenza, uomo politico, industriale friulano, a cura di M. Tosoni.