Lega insulti social

Sui social i partiti postano un insulto ogni ora: la Lega guida la classifica dell’odio

Lo rivela un rapporto di Amnesty International – Italia, che ha analizzato la comunicazione dei partiti durante l’ultima campagna elettorale

Amnesty International Italia ha analizzato la comunicazione politica italiana durante la scorsa campagna elettorale, quella culminata nelle elezioni del 4 marzo che hanno poi, dopo una faticosa e lunga fase di trattative, portato alla formazione del governo M5s-Lega.

Circa 600 volontari hanno setacciato i social network dei principali partiti, registrando tutte le segnalazioni su post che contenessero insulti, messaggi razzisti o contenuti d’odio di altro tipo.

I dati che ne sono usciti fuori non sono esattamente incoraggianti. Le segnalazioni raccolte sono state infatti 287, numero pari a circa un insulto ogni ora.

I messaggi d’odio sono stati scritti, in totale, da 129 candidati, di cui 77 poi eletti. Circa un politico su due che ha fatto ricorso all’hate speech era candidato al parlamento. Gli altri contenuti ingiuriosi si riferiscono per il 43 per cento a post di leader politici, e per il restante 7 per cento a candidati alla presidenza delle regioni Lazio e Lombardia.

Per quanto riguarda i partiti, a guidare la classifica dell’odio c’è il fronte del centrodestra (presentatosi unito alle elezioni, per poi dividersi al momento della formazione del governo).

Oltre la metà dei post vengono infatti dalla Lega, seguita da Fratelli d’Italia con il 27 per cento e Forza Italia con il 13.

Il Movimento Cinque Stelle è stato responsabile del 2 per cento dei contenuti d’odio, preceduto da CasaPound con il 4 per cento.

Il dato però più inquietante è quello che riguarda le categorie dei messaggio d’odio. Il 91 per cento dei post ingiuriosi riguarda infatti migranti, razzismo, islamofobia e discriminazione religiosa.

Ne emerge dunque un quadro a tinte fosche: i partiti italiani non sembrano essere in grado di veicolare una comunicazione politica sana, fatta di dibattiti sui temi. Si scade troppo facilmente nella demonizzazione dell’avversario, anche attraverso offese e insulti.

Va comunque rilevato, come fa il rapporto di Amnesty, che in questa fase politica ci sono partiti più responsabili di altri rispetto al clima d’odio che si è venuto a creare.

DA: https://www.tpi.it/2018/07/10/lega-insulti-social/

Stelutis alpinis

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Di Franz Xaver – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=29271

Questo video è dedicato con affetto alla mia cara amica Olga (Stella dell’Est)! Lo dedico anche in ricordo della mia mamma, che amava questo brano, e che è scomparsa ad ottobre dell’anno scorso.

Stelutis alpinis è uno fra i più celebri brani corali della tradizione italiana, composto da Arturo Zardini (Pontebba, 9 novembre 1869 — Udine, 4 gennaio 1923).

Scritto in friulano è per gli abitanti di questa regione, e non solo, un vero e proprio inno. Composto da Zardini quando era profugo a Firenze durante la prima guerra mondiale, non è un brano popolare ove per popolare si intenda di provenienza orale e quindi di valenza assoluta per gli appassionati di etnomusicologia, ma si tratta di un brano d’autore sia nel testo che nella musica. Si richiama vagamente nella forma alla villotta friulana in cui due parti superiori (tenori primi e secondi) procedono per moto parallelo e una o due parti inferioni (bassi e baritoni) “contrappuntano” sui gradi fondamentali della scala, in questo caso di Re maggiore. È un caposaldo indiscusso della musica corale che gli estimatori del settore trattano come “una reliquia” proprio per la sacralità di un testo che, pur non facendo riferimenti espliciti a scritti religiosi o liturgici, è considerato la vera preghiera dell’alpino, e spesso è cantato durante le celebrazioni liturgiche a cui partecipano i militari di montagna. La bellezza e la dolcezza del brano è stata avvalorata da esecuzioni splendide da parte di grandissimi cori come i Philippines Madrigal Singers di Manila o il coro Tone Tomsic di Lubiana. Numerosi anche i compositori che hanno tenuto in considerazione il melos del brano per una propria rivisitazione come ad esempio Antonio Pedrotti per il coro della SAT, Mario Lanaro, Lamberto Pietropoli eccetera. Fra gli artisti che sono stati ispirati dal brano vi è anche Francesco De Gregori che l’ha ripreso nell’album Prendere e lasciare. L’interpretazione migliore per questo brano è da intendersi “sottovoce” con alcuni piccoli crescendo per l’enfatizzazione di qualche parola. Un vero e proprio madrigale moderno di valore inestimabile narra di un alpino morto nella grande guerra, il quale si rivolge alla propria sposa, dicendole che lui e la stella alpina le saranno sempre accanto.

Se tu vens cà sù ta’ cretis, là che lôr mi àn soterât, al è un splàz plen di stelutis: dal miò sanc ‘l è stât bagnât. Par segnâl une crosute jé scolpide lì tal cret: fra chês stelis nàs l’arbute, sot di lôr jo duâr cuièt. Ciol sù, ciol une stelute: je ‘a ricuarde il néstri ben, tu ‘i darâs ‘ne bussadute, e po’ plàtile tal sen. Quant che a ciase tu sês sole e di cûr tu preis par me, il miò spirt atòr ti svole: jo e la stele sin cun té

Se tu vieni quassù tra le rocce, laddove mi hanno sepolto, c’è uno spiazzo pieno di stelle alpine: dal mio sangue è stato bagnato. Come segno una piccola croce è scolpita lì nella roccia: fra quelle stelle nasce l’erbetta, e sotto di loro io dormo sereno Cogli cogli una piccola stella: ti ricorderà il nostro amore. Dalle un bacio, e poi poggiala sul tuo seno. Quando a casa tu sarai sola e di cuore pregherai per me il mio spirito ti aleggerà intorno io e la stella siamo con te.

buongiorno

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UDINE – L’Osmer Fvg, per la giornata di lunedì 16 luglio, prevede nuvolosità variabile, più persistente sui monti dove saranno probabili rovesci e temporali sparsi. Dal pomeriggio-sera probabili rovesci e qualche temporale anche su pianura e costa. Possibile qualche temporale forte.

https://udine.diariodelweb.it/udine/articolo/?nid=20180715-523113