L’arcivescovo di Palermo: “Siamo noi i predoni dell’Africa che affamano milioni di poveri”

b7e2613e-89ac-11e8-98cd-a89010e579db_37260420_1879433662103562_1729409607262011392_o
L’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, durante “il discorso alla città” per la festa di Santa Rosalia

,… «Tutti dobbiamo sapere che lungo i decenni e soprattutto in questi ultimi trent’anni l’Africa – che è il continente più ricco del mondo – è stata sfruttata dall’Occidente, depredata delle sue materie prime. Ce le siamo portate via, anzi le multinazionali l’hanno fatto per noi, senza pagare un soldo. E abbiamo tenuto in vita governi fantoccio, che non fossero in grado di difendere i diritti della gente. Le potenze occidentali mantengono inoltre in Africa una condizione di guerra perenne che rende più facile lo sfruttamento e consente un fiorente commercio di armi».

«Siamo noi i predoni dell’Africa!», tuona l’arcivescovo di Palermo, «siamo noi i ladri che, affamando e distruggendo la vita di milioni di poveri, li costringiamo a partire per non morire: bambini senza genitori, padri e madri senza figli. Un esodo epocale si abbatte sull’Europa, che ha deciso di non rilasciare più permessi per entrare regolarmente nel nostro continente. E allora questo esercito di poveri, che non può arrivare da noi in aereo, in nave, in treno, prova ad arrivarci sui barconi dei trafficanti di uomini…».

Quelli che vengono chiamati centri di smistamento, di detenzione – sottolinea Lorefice – «quei centri che i nostri governi sollecitano e finanziano per “bloccare” il flusso migratorio, spesso richiamano i campi di concentramento. E se settant’anni fa si poté invocare una mancanza di informazione, oggi no. Non lo possiamo fare, perché ci sono le prove, nella carne martoriata di questa gente, nei filmati, nei reportage di giornalisti coraggiosi (mentre giornali e telegiornali di altra fatta parlano dei migranti sulle navi come di un “carico” alla maniera delle merci e delle banane!). Noi sappiamo, e siamo responsabili. E dobbiamo levarci!»

«Il Vangelo non è un’utopia, ma una regola, una forma di vita, e l’Eucaristia – come ricordava Paolo VI contiene la forma vitae dei popoli», rimarca il prelato. «La stessa cosa di cui era convinto Benedetto da Norcia, patrono d’Europa. Pertanto – conclude – questo è il messaggio su cui ritornare a scommettere: «Non è questione di accoglienza, non si tratta di essere buoni, ma di essere giusti. Non di fare opere buone, ma di rispettare e, se necessario, ripensare il diritto dei popoli. È in nome del Vangelo che ogni uomo e ogni donna hanno diritto alla vita e alla felicità».

 fonte:http://www.lastampa.it/2018/07/17/vaticaninsider/larcivescovo-di-palermo-siamo-noi-i-predoni-dellafrica-che-affamano-milioni-di-poveri-hrKLeltQcaxXmY2sCPJAqO/pagina.html

 

Una pietra unica:la pietra piasentina

Cividale_3.3.2012
Cividale:monumento ad Adelaide RistoriDi Tiesse – Opera propria, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18578913

                                                              nel monumento si nota la pietra piasentina

 

La Pietra Piasentina estratta esclusivamente in una piccola area pedemontana nord orientale del Friuli. è una roccia sedimentaria calcarea, estratta soprattutto nel comune di Torreano, ma presente anche nella Val Natisone.La sua formazione inizia nel Giurassico superiore, periodo in cui il fondale marino dell’Adriatico settentrionale si sollevò, creando una zona dalle caratteristiche geologiche del tutto particolari. Le prime cave vennero utilizzate dai Romani per la costruzione di Forum Julii l’attutale Cividale, fondata da Giulio Cesare nel I secolo a.C. Venne poi utilizzata dai Longobardi, per poi essere utilizzata sia da sconosciuti artigiani sia da protagonisti della storia dell’architettura come Andrea Palladio o Raimondo d’Aronco, e fino ai giorni nostri. Rimane ancora oggi una dei settori trainanti di Torreano il maggior estrattore di questa pietra.Questa pietra,dall’ottima cromaticità è molto robusta e facilmente lavorabile, è usata per lapidi, in edilizia, per realizzare oggetti e opere d’arte.A Udine Piazza Patriarcato è lastricata con questo materiale.

https://it.wikipedia.org/wiki/Pietra_Piasentina

pietra_piasentina_rivestimenti_spacco04
da https://it.wikipedia.org/wiki/Pietra_Piasentina

Il fungo deve essere buono,ma anche sano

 Wikimedia Commons in italiano

Le attuali  favorevoli condizioni atmosferiche sono favorevoli per la crescita dei funghi.Spesso hanno la muffa,perciò bisogna prestare attenzione durante la raccolta.I f. contengono molta vitamina B e D e minerali che difficilmente si trovano in natura.Il caldo e l’umidità favorisce la crescita ,ma spesso cresce anche la muffa per la troppa umidità.Alcune specie di muffe sono velenose:se il porcino è attaccato dalla muffa diventa velenoso anche se mangereccio.Perciò si deve essere molto prudenti nella raccolta.

Un anno eccezionale

La muffa di solito inizia nell’imenio quindi sotto il cappello .Inizialmente si presenta come una macchia bianca ,poi tutto può diventare bianco o color giallo oro.Questo è un fungo velenoso non mangereccio.Quest’anno in Slovenia si trovano porcini,galletti e colombette.Se si hanno dubbi è meglio rivolgersi presso l’Ispettorato micologico dell’Azienda Sanitaria.

In Slovenija si possono raccogliere 2 chili di funghi a persona.

In FVG 3 chili pro capite al giorno.

In FVG la normativa prevede:

– possedere l’autorizzazione alla raccolta( partecipazione ad un corso per la conoscenza dei funghi);
– versare un contributo il cui importo varia a seconda della zona in cui si intende esercitare la raccolta.

Per finalità di carattere essenzialmente turistico è consentito ai non residenti in regione di esercitare la raccolta dei funghi senza autorizzazione e per periodi di tempo limitato.

approfondimento http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agricoltura-foreste/FOGLIA3/

Tradotto parzialmente da

  https://www.dnevnik.si/1042833715

Eventi di ForEst studio

35-Event_ValTrenta-min-1Una semplice escursione alla scoperta degli anfratti più nascosti della Val Trenta, dove la Soča inizia il suo cammino.
Esploreremo la Zadnja Trenta, l’Ultima Trenta, risalendo il Suhi Potok, cercando le sue acque tra le ghiaie, fino a ritrovarle in tutto il loro splendore nella spettacolare serie di salti all’estremo finale della vallata, dove una sosta refrigerante è d’obbligo.

Domenica 29 Luglio

Escursione nei silenzi della Zadnja Trenta

Uno dei gioielli del Parco del Triglav è sicuramente la Val Trenta. Conosciutissima per le bellezze del fiume di smeraldo che la percorre, la Soča, ma meno conosciuta appena si esce dal suo ramo principale.
Esploreremo oggi l’Ultima Trenta, la sua propaggine estrema, appartata e incastonata tra la dorsale dello Jalovec, il Bavški Grintavec e il Trentski Pelc.
Risaliremo il Suhi Potok, il Rio Secco, cercando tra le aride ghiaie le sue acque, che ritroveremo in tutto il suo splendore a V Koncu, “nella fine”, dove alcuni spettacolari salti e interessanti fioriture faranno bella mostra di sè ai visitatori.
Una sosta refrigerante è d’obbligo in queste pozze cristalline, prima di intraprendere la via del rientro!

DIFFICOLTA’: Escursionistica (E). Escursione semplice di ca 10 km su strada forestale e sentieri, adatta anche a bambini con un pò di allenamento, con un paio di guadi del torrente (l’acqua è bassa ma bisogna fare un pò di attenzione a non scivolare).
DISLIVELLO: 200 metri
DURATA complessiva dell’escursione: 5-6 ore circa, compresa la refrigerante pausa pranzo al fiume!

RITROVO e PARTENZA con le auto: ore 8 a Ponteacco – 2 km oltre S. Pietro al Natisone – grande parcheggio sulla Statale ( https://goo.gl/maps/R3YpR1MgaKz ) – Successivo trasferimento con le auto in Val Trenta (circa un’ora/un’ora e mezza di strada)

ABBIGLIAMENTO RICHIESTO: Scarponcini da trekking consigliati. Ciabatte o scarpe “da fiume” e asciugamano per eventuale rinfrescata!  Equipaggiamento anti-pioggia in caso di repentino cambio delle condizioni meteo.
Vestiti di ricambio in caso di “scivolata” in acqua durante l’attraversamento dei guadi 🙂

NOTA IMPORTANTE: Escursione in territorio sloveno. Portare documento di identità e verificare documenti ed equipaggiamento dell’auto (http://www.aci.it/il-club/soci-in-viaggio/per-chi-va-allestero/guidare-in-europa/slovenia.html) .

RISTORO: Pranzo al sacco.
Al termine della passeggiata, doverosa re-idratazione e recupero energie al rifugio Koča pri izviru Soče

QUOTA DI PARTECIPAZIONE per l’escursione: 12 € adulti. 6 € ragazzi fino a 17 anni. Gratuita per i bambini al di sotto degli 11 anni.

GUIDA: Marco Pascolino (Guida, Agrotecnico Naturalista)



PRENOTAZIONE

Per partecipare alle uscite è necessario prenotare inviando mail a

info@studioforest.it
specificando NOME, COGNOME E NUMERO DI TELEFONO

oppure contattando

Stefania Gentili 333 4374335  –  Marco Pascolino  339 5220309

Per godere al meglio delle spiegazioni della guida e per rispettare l’ambiente circostante, l’escursione prevede un numero limitato di partecipanti: Prenotazione obbligatoria!

In caso di DISDETTA si prega di avvertire con un SMS possibilmente entro il giorno precedente all’uscita


NOTE IMPORTANTI !

METEO

Per il FVG ForEst fa affidamento alle previsioni di Osmer – www.meteo.fvg.it in quanto fonte ufficiale, professionale ed attendibile.
Lo stesso vale per il Veneto con Arpav Meteo – http://www.arpa.veneto.it/previsioni/it/html/index.php e per la Slovenia – http://meteo.arso.gov.si/met/en/

Fino all’ultimo bollettino meteo (a 16/24 ore dall’uscita) valutiamo attentamente le condizioni meteo.
In caso di possibile variabilità, o se eventuali piogge dovessero terminare prima del ritrovo (con evoluzione meteo positiva), l’escursione sarà CONFERMATA.

Se previste perturbazioni, o per impraticabilità del percorso, il programma dell’escursione potrebbe subire alcune variazioni.
SOLAMENTE in quest’ultimo caso gli iscritti saranno avvisati tramite sms entro il giorno precedente.
Qualora non ci siano comunicazioni, l’escursione sarà confermata come da programma consultabile sul sito!

ZECCHE

Durante OGNI escursione (dal mare ai monti) è possibile incappare nella presenza di zecche.
Occorre prendere le adeguate “contromisure” indossando adeguato vestiario, con eventuali repellenti e soprattutto controllandosi bene una volta arrivati a casa.
Invitiamo a LEGGERE documento ufficiale della Regione FVG sul comportamento da tenere per ridurre il rischio di infezione dal morso della zecca: http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/salute-sociale/zecche/FOGLIA3/

da http://www.studioforest.it/eventi/zadnja-trenta/