Escursione alla scoperta della Val di Suola

38789142_1780710398692888_6712193500282093568_oVenerdì 17 Agosto

Escursione alla scoperta della Val di Suola

Nella settimana centrale di Agosto, un’altra salita in quota è d’obbligo.
Entriamo nelle Dolomiti Friulane da Forni di Sopra, dalla porta della Val di Suola, esplorando i dintorni del Rifugio Flaiban Pacherini, circondati dal Torrione Comici e dalle guglie e pinnacoli di questo selvaggio territorio.

per i particolari continua… http://www.studioforest.it/eventi/val-di-suola/

62^ anniversario del disastro di Marcinelle

Le piastrine dei minatori che non hanno più fatto ritorno

Di Agrillo Mario Me contacter – Opera propria, CC BY-SA 2.5,                             https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1343254

Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Si trattò d’un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d’entrata d’aria principale, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 275 presenti, di cui 136 emigranti italiani,la maggioranza dell’Italia meridionale,vi morirono 7 friulani : Pietro Basso, di Bannia, Mario Buiatti, di Udine, Ruggero Castellani, di Ronchis, Lorenzo De Santis, di Flaibano, Ferruccio Pegorer, di Azzano Decimo, Ciro Natale Piccolo, di Povoletto, e Armando Zanelli, di San Giorgio di Nogaro.

L’incidente è il terzo per numero di vittime tra gli italiani all’estero .

Nella miniera di Marcinelle vi lavoravano anche numerosi ragazzi della Benecia.

Antefatti

Benché l’industria belga fosse stata scarsamente intaccata dagli effetti distruttivi della seconda guerra mondiale, il Belgio, paese di dimensioni modeste, si ritrovò con poca manodopera disponibile. Ciò fece aumentare la richiesta di manodopera da parte del Belgio, soprattutto per il lavoro in miniera. Il 23 giugno 1946 fu firmato il Protocollo italo-belga che prevedeva l’invio di 50.000 lavoratori in cambio di carbone. Nacquero così ampi flussi migratori verso il paese, uno dei quali, forse il più importante, fu quello degli italiani verso le miniere belghe. Nel 1956 fra i 142 000 minatori impiegati, 63 000 erano stranieri e fra questi 44 000 erano italiani.

Il “pozzo I” della miniera di Marcinelle era in funzione sin dal 1830. Non è corretto affermare che esso fosse privo delle più elementari norme di sicurezza ma, di certo, la sua manutenzione era ridotta al minimo necessario. Tra le altre funzioni, questo pozzo serviva da canale d’entrata per l’aria. Il “pozzo II” invece operava come canale d’uscita per l’aria. Il “pozzo III”, in costruzione, aveva delle gallerie connesse con i primi due, ma esse erano state chiuse per diverse e valide ragioni. Gli ascensori, due per pozzo, erano azionati da potenti motori posti all’esterno. In alto su grandi tralicci metallici erano poste due molette, enormi ruote che sostenevano e guidavano i cavi degli ascensori. La maggior parte delle strutture all’interno del pozzo erano in legno. Questo perché, da sempre, il legno era il materiale più comunemente impiegato, ma anche il fatto che, a una tale profondità, il cavo dell’ascensore potesse oscillare in modo tale da giungere a strisciare sulle traverse. Quindi, per evitare l’usura prematura del cavo, si dava preferenza alle strutture in legno. L’aerazione era assicurata da grandi ventilatori posti all’esterno che aspiravano l’aria viziata tramite il “pozzo II”.

Corso degli eventi

Cronologia dei fatti come stabiliti dal “Rapport d’Enquête”.

Alle 7:56 dell’8 agosto Antonio I., addetto alle manovre del livello 975m, una volta caricato l’ultimo carrello pieno dà il via alla rimonta[4]. Poi lascia il suo posto di lavoro e va alla ricerca di altri carrelli pieni; il suo aiutante Vaussort rimane sul posto.

Verso le 8:00 Mauroy, addetto alle manovre in superficie, telefona a Vaussort poiché ha bisogno dell’ascensore per il piano 765m. Mauroy e Vaussort prendono un accordo previsto dai protocolli di lavoro, ma che in seguito risulterà fatale. L’accordo è il seguente: per due viaggi l’ascensore sarà “libero”. Questo permette a Mauroy di fare partire l’ascensore senza il via libera del piano 975m: ma questa decisione implica che il piano 975, per 2 volte, non potrà più caricare l’ascensore. Dopo essersi accordato, a sua volta Vaussort parte alla ricerca di vagoncini pieni; secondo le registrazioni del “Rockel” sono le 8:01 min e 40 sec.

Alle 8:05 uno dei due ascensori (d’ora in poi indicato con A) arriva al piano 765m per essere caricato. L’altro (B) si ritrova nel pozzo verso 350m[5].

Alle 8:07 l’ascensore A è carico e rimonta in superficie, mentre B riscende a 975m. Durante questa movimentazione, Antonio I. è ritornato al suo posto di lavoro. Qui vi sono due versioni divergenti. Secondo Antonio I., lui avrebbe chiesto al suo aiutante Vaussort se potesse caricare, ricevendone una risposta affermativa; mentre secondo Mauroy, Vaussort era ancora assente e quindi non avrebbe potuto autorizzare Antonio I. a caricare, e neppure avvertirlo che quell’ascensore gli era vietato. Nessuna delle due versioni è totalmente soddisfacente, Vaussort morirà nella sciagura e non potrà quindi testimoniare e confermare una delle due versioni o fornirne una sua terza.

Alle 8:10, l’ascensore A arriva in superficie mentre B arriva al livello 975. Incurante (o ignaro) del fatto che quell’ascensore gli fosse vietato, Antonio I. comincia a caricare i vagoncini pieni, arrivati dai cantieri durante la sua assenza. Ma la manovra non riesce: il sistema che blocca il carrello durante la rimonta dell’ascensore s’inceppa. Questo sistema avrebbe dovuto ritirarsi un breve istante per lasciare uscire totalmente il vagoncino vuoto. Ma ciò non accade, e i due vagoncini si ritrovano bloccati e sporgenti dal compartimento dell’ascensore. Il vagoncino vuoto sporge di 35 cm, mentre il pieno sporge di 80 cm. Per Antonio I. la situazione è fastidiosa ma non pericolosa: è sicuro che l’ascensore non partirà senza il suo segnale di partenza. In superficie Mauroy ignora totalmente la situazione verificatasi al piano 975m. Mauroy è nel protocollo di lavoro «ascensore libero» e farà partire l’ascensore allorché avrà finito di scaricare i vagoncini rimontati dal piano 765m.

Alle 8:11 Mauroy ha finito di scaricare l’ascensore A e dà il via alla partenza, il che immancabilmente provoca anche la partenza dell’ascensore B. Al piano 975m Antonio I. vede l’ascensore B rimontare bruscamente. Nella risalita l’ascensore, con i due vagoncini sporgenti, sbatte in una putrella del sistema di invio. A sua volta questa putrella trancia una condotta d’olio a 6 kg/cm² di pressione, i fili telefonici e due cavi in tensione (525 Volt), oltre alle condotte dell’aria compressa che servivano per gli strumenti di lavoro usati in fondo alla miniera: tutti questi eventi insieme provocarono un imponente incendio. Essendo questo avvenuto nel pozzo di entrata dell’aria, il suo fumo raggiunse ben presto ogni angolo della miniera causando la morte dei minatori. In quanto al fuoco, la sua presenza si limitò ai due pozzi e dintorni, ma il suo ruolo fu determinante perché tagliò ogni via d’accesso nelle prime ore cruciali, fra le 9 e le 12. continua…https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Marcinelle

Qui si parla solo italiano

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Il Friuli Venezia Giulia è una regione dove si mescolano senza mai confondersi radici slave e latine. Nazionalismi piccoli e grandi qui hanno avuto una storia, una storia fatta di drammi, sofferenze di varia natura. Da esodi dimenticati come quello di quasi 100 mila sloveni non appena l’Italia vinse la prima guerra mondiale al contro esodo, più noto, che ha riguardato le minoranze italiane in Slovenia e Croazia tra la seconda guerra mondiale e l’immediata fine della stessa. Esodi e contro esodi che sono sempre stati una costante di queste zone, come successo anche negli anni ’90 tra Serbi e Croati ad esempio nella guerra di dissoluzione della Jugoslavia.  Lingua, cultura, identità.  Qui si parla italiano. Una storia con cui gli sloveni del Friuli e della Venezia Giulia hanno dovuto fare i conti non solo durante i periodi del fascismo ma anche dopo. Come negli anni ’60 come viene ricordato in un blog delle minoranze linguistiche del Friuli bardo-lusevera-dintorni-news“. Taipana, un minuscolo Comune del Friuli, da 600 abitanti, Tipàna, che in base al censimento degli anni ’70 registrava il 75% della popolazione appartenente alla minoranza linguistica slovena. Nome italianizzato come tanti altri in queste terre. In una seduta del consiglio comunale, ci fu uno scontro tra il consigliere comunale  Tedoldi Guerino (Vojmir)  ed il Sindaco di allora sull’utilizzo dello sloveno in aula. E venne evidenziato dal Tedoldi che “erano  finiti i tempi in cui sulla porta del comune c’era scritto “Qui si parla solo italiano”.
 Giornalista per il quotidiano in lingua slovena di Trieste “Primorski Dnevnik“, tra i fondatori e il primo direttore del giornale Matajur, voce degli sloveni della Slavia Friulana, pubblicò, come Edicije Tedoldi Videm (Edizioni Tedoldi Udine), la traduzione in italiano del libro dello slavista russo Izmail Ivanovič Sreznevskij “Frjuljskie slavjane”, con il titolo di “Gli Sloveni del Friuli”, era sicuramente una persona attiva e sensibile su questa tematica.
Una questione quella della tutela della propria identità e lingua che ancora oggi fa discutere, vi è qualche giapponese nella giungla che pensa di essere ancora nell’ottocento, ma è anche vero che effettivamente si è innescata una retromarcia temporale molto importante. Il Friuli Venezia Giulia è una regione che ha conosciuto due guerre mondiali, il fascismo prima ancora della marcia su Roma, il razzismo, le leggi razziali applicate ancor prima della loro proclamazione, avvenuta non a caso a Trieste. Son passati tutti da qui, come si è detto, e forse di questi passaggi si ricordano più macerie che altro. Una terra fertile per i razzismi ma che ha saputo anche resistere e respingerli ma non sconfiggerli.

Marco Barone

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Ringrazio Marco Rocco Barone per la pubblicazione nel suo blog

https://xcolpevolex.blogspot.com/2018/08/qui-si-parla-solo-italiano.html

 

American Footworks Dance Team Rexburg Idaho Usa – Villa Manin 2018

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Ensemble Zdravest (Bulgaria), American Footworks Festival Team- Idaho (Usa), Group Tw Kapahaka o Nigati Ranginui (Nuova Zelanda), Folk Group Polet Belgrado (Serbia), Folk Dance Ensemble Rejoice the Russians (Russia), Uzbek Folk Dance and Music Ensemble Uzbegim Yoshlari (Uzbekistan), Gruppo Folcloristico Federico Angelica Danzerini di Aviano

 

Grazie Romeo!

Consigli estivi

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Seguendo i seguenti accorgimenti si potrà utilizzare al meglio il proprio climatizzatore ottenendo così un clima confortevole ed un risparmio energetico:

– In fase di acquisto scegliere climatizzatori che utilizzano la tecnologia Inverter che adegua la potenza all’effettiva necessità e riduce i cicli di accensione e di spegnimento. Questo sistema consente una maggiore durata dell’apparecchio e un risparmio energetico superiore al 30%. Come tutti gli elettrodomestici, anche i climatizzatori devono presentare una etichettatura energetica che ne indica la classe di efficienza. La classe A è la migliore.

– Usate i condizionatori d’aria solo nelle ore più calde del giorno e solo nei casi di necessità reale.

– Non tenetelo acceso per abitudine o fino a tarda sera se non fa caldo.

– Assicurarsi che l’impianto sia correttamente dimensionato affidandosi a un tecnico esperto e qualificato che consigli le macchine di potenza adeguata alle reali esigenze di climatizzazione. A causa dei continui cicli di accensione e spegnimento del compressore, un impianto sovradimensionato comporta un inutile dispendio energetico, fino al 50% in più.

– In fase di installazione è preferibile posizionare l’unità esterna in una zona d’ombra, in questo modo attivando il funzionamento in raffrescamento è possibile ridurre i consumi anche del 5% rispetto ad un’altra esposta al sole.

– Non esagerate con la differenza tra la temperatura esterna e quella interna. la temperatura ideale all’interno è 5 o 6 gradi più bassa di quella esterna. Una temperatura più bassa fa anche male alla salute. La temperatura nell’ambiente domestico dovrebbe essere intorno a 25-27°C; valori inferiori quando fuori fa caldo causano un aumento eccessivo dei consumi energetici ed espongono a bruschi sbalzi termici. Anche perché impostare la temperatura sempre a 18 gradi è dannoso per la salute (oltre che per il portafoglio!).

– Attivando la sola funzione di deumidificazione del climatizzatore si abbassa l’umidità relativa. In questo modo, senza diminuire ulteriormente la temperatura in ambiente con il raffrescamento, la percezione del caldo e dell’afa è minore.

– Evitare di climatizzare gli ambienti quando non presenti. Se disponibile sull’unità, attivare il sensore di movimento. In questo modo, quando l’ambiente rimane vuoto per più di 20 minuti, il climatizzatore passa in modalità stand-by riducendo gli sprechi.

– Tenere puliti i filtri dell’aria dell’unità interna in modo tale da permettere al ventilatore di funzionare con la massima efficienza.

– Assicuratevi che l’acqua prodotta dalla condensa sia evacuata senza problemi.

– E’ consigliabile che attorno all’unità esterna non vi siano elementi che impediscano il corretto flusso dell’aria. No a condizionatori d’aria dietro colonne, mobili o troppo attaccati ai muri.

– Non posizionare oggetti davanti all’unità interna: questo evita che si formi una barriera che potrebbe ostacolare la normale e corretta distribuzione dell’aria, provocando uno spreco di energia.

– Schermare vetri e finestre. Le porte e le finestre vanno sempre ben chiuse, possibilmente con doppi vetri. Un buon metodo per impedire al calore è applicare ai vetri pellicole solari. Sono speciali pellicole in poliestere che bloccano il calore e i raggi UV lasciando passare la luce. Sono in grado di bloccare fino all’80% dell’energia solare. E’ inoltre consigliabile isolare l’ambiente climatizzato dagli altri locali. In questo modo si evita di far lavorare a pieno regime il sistema per compensare la differenza di temperatura tra gli ambienti.

continua http://www.reteingegneri.it/notizie/energia/consigli-per-il-corretto-utilizzo-del-climatizzatore-come-ottenere-un-clima-confortevole-e-risparmiare-energia.html

DRONE REPORTAGE di Fabio Pappalettera

https://www.facebook.com/dronereportage.it/videos/2070833296261049/

The music is back on the Altopiano del Montasio with mr Yann Tiersen.

Video Fabio “Tabyosh” Tabacchi
DRONE REPORTAGE di Fabio Pappalettera