Per ritrovare le radici del FVG devi salire a 1800 metri di altezza sulle Alpi Giulie ꕥ

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Nessuna scalata epocale, ma basta pagare il biglietto della funicolare che da Tarvisio ti conduce al santuario di Monte santo di Lussari. Oppure, se hai più pazienza, tempo ed il fisico regge, puoi percorrere a piedi il tratto che ti condurrà in cima. Tra croci e pellegrinaggi che ebbero luogo fin da 16° secolo, con una piccolo presepe a dimensione turistica mentre smarrisci il tuo sguardo oltre i 2000 metri della cima cacciatori

la regina del piccolo borgo è  una chiesa che ha conosciuto mille peripezie, dai divieti di celebrazione alla distruzione a causa delle guerre che hanno martoriato questa fetta di terra anche in alta montagna. E lì leggi una targa che ricorda le origini di questa terra. Radici latine, slave e germaniche. Tra sentimenti religiosi, laici, e tradizioni popolari.

Che sono quelle che porteranno alla specialità statuaria del FVG, con il suo plurilinguismo che qualche giapponese nella giungla nazionalista e italianissimo vorrebbe ancora oggi mettere in discussione.

Qui si incontravano i latini, germanici e gli slavi. E si incontrano ancora oggi. E domani chissà.
Marco Barone

GRUPPO FOLKLORISTICO “VAL RESIA ♪♬

Il Gruppo Folkloristico “Val Resia” è sorto ufficialmente nel 1838, quando un gruppo organizzato di suonatori e danzerini si recò a Udine, in occasione della visita dell’imperatore d’Austria Ferdinando I e della sua consorte, per testimoniare, insieme ad altri gruppi, la ricchezza della tradizione musicale popolare locale. La sua particolarità consta nel fatto che, oltre a presentare musiche, danze e costumi propri della comunità della Val Resia, testimonia una realtà culturale tuttora esistente. Infatti, la Val Resia si accende di musiche e danze, nella quale è coinvolta tutta la comunità, in molte occasioni d’incontro durante l’anno: in occasione del tradizionale püst / carnevale resiano, delle feste paesane, delle coscrizioni, dei matrimoni, … In queste occasioni la gente danza tramandando la secolare tradizione di generazione in generazione.
I costumi utilizzati dal gruppo sono la fedele riproduzione degli abiti da festa indossati in Val Resia alla fine del 1700 fino ai primi anni del 1800 e caratterizzano le seguenti figure: la giovane in cerca di marito, la donna spostata, la vedova, il giovane celibe ed il signore facoltoso. Sono particolarissimi i costumi delle lipe bile maškire / le belle maschere bianche. Queste maschere vengono utilizzate in valle durante il periodo di carnevale, sono costituite da gonne bianche sovrapposte, nastri colorati e campanelle. Sul capo portano un pesante cappello realizzato con centinaia di fiori di carta colorata.
Le musiche e le danze sono molto antiche e probabilmente sono giunte in valle con i primi insediamenti della comunità resiana nel VI secolo d. C. La piccola orchestra consta di soli due strumenti: il violino chiamato “cïtira” in dialetto resiano ed il violoncello detto “bünkula”. I due strumenti vengono opportunamente modificati per rendere il suono simile e quello di una cornamusa, chiamata dudy, utilizzata in valle prima dell’avvento di questi strumenti a corda. Il battito del piede, che accompagna la musica è il fondamentale “terzo strumento” utilizzato per assicurare il ritmo. A Resia non ci sono scuole di musica popolare, i giovani imparano a suonare “ad orecchio” ascoltando i più anziani.
Il programma proposto dal Gruppo Folkloristico “Val Resia” comprende molte danze e tra queste le più caratteristiche sono: Lipa ma Marica / Oh mia bella Maria, l’inno di tutti i resiani; Ta püstawa la danza del carnevale resiano; Ta Zagatina, la danza di Zagata una località d’alpeggio che si trova sopra l’abitato di Prato di Resia; Čärni potök / Rio nero, Ta Solbaška la danza di Stolvizza; Potï me döpo Lïpjë / Strade mie giù per Lipje; Kölu la danza in cerchio e Ta Kuškrïtawa la danza del coscritto.

Gruppo Folkloristico “Val Resia”
Comitato per la conservazione del folklore resiano
Via Varcota, 1 33010 Resia/Rezija (Udine)

Cell. 0039 3883842696
Tel. 0039 0433 53428
E-mail:  gfvalresia@gmail.com

Facebook: https://www.facebook.com/gruppofolkloristico.valresia

fonte http://rezija.com/it/gruppo-folkloristico-val-resia/chi-siamo/

Vendemmia 2018 🍷

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foto dal web

Lunedì in Friuli è iniziata la vendemmia.Il caldo di primavera ed estate ,il clima asciutto seguito da piogge in giugno hanno favorito la maturazione anticiupata delle uve.Si è iniziato dai vini bianchi ,mentre per le uve rosse si dovrà attendere qualche settimana.In provincia di Udine la vendemmia è anticipata di 25 giorni per le uve bianche precoci,di 15 giorni per le rosse.Dalle prime stime sarà un’annata normale,non abbondante,ma di qualità.

 

I TIPI DI VINO del Friuli Venezia Giulia

(cliccare sui nomi evidenziati per visionare le schede dei singoli vini e i loro produttori con vendita diretta consigliati)

Sono Resiano,italiano,non sono sloveno 📝

 

Ieri a Resia la Šmarna Miša si è svolta senza problemi,si è vista soltanto una maglietta isolata che riportava la scritta del titolo .Il cardinale Rodè ,invitato dal parroco Alberto Zannier,è stato ben accolto dal sindaco Sergio Chinese,dal gruppo folcloristico Val Resia,da Luigia Negro,presidente del SKGZ della provincia di Udine.Rodè ha salutato i presenti in lingua slovena e  italiana.

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PS : Ieri ho sperimentato la forza dei social.Per caso ho visto la foto della maglietta nel profilo di un mio amico in fb.Ho fatto un post e si è scatenata una serie di commenti riguardo la maglietta sopra citata nel mio gruppo di 1076 iscritti, non solo ,oggi c’è un articolo a riguardo nel Primorski Dnevnik (quotidiano  della minoranza slovena) di Trieste.

scrive Luciano Lister (collaboratore del Giornale Dom) su fb

Cuant che le int no le à masse clâr ce che al vûl dî “lenghe”, “stât”, “etnie” e “citadinance” – chê volte le và a messe dal cardinâl sloven cun mautis di cheste sorte. Parcé in realtât le pense che le Gleisie le scuegnares jessi nazionalistiche.

Quando la gente non ha le idee molto chiare su concetti come “lingua”, “stato”, “etnia” e “cittadinanza” – va a messa dal cardinale sloveno con magliette come questa. Perché alla fin fine pensa che la Chiesa dovrebbe essere nazionalista.