Onde čüjtä dä ko ǵjäl profeta Jsajä  Profezia d’Israele e di Giuda 9 ✍

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Padre Nostro in resiano

Di Joadl – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5235531Vinahtäuä nuc

SERGIO CHINESE

 Il popolo che camminava nelle tenebre, vide una grande luce; per coloro che sedevano nella terra dell’ombra di morte la luce è spuntata. Una grande voce disse allora “Hai moltiplicato l’allegrezza, hai accresciuto la bontà. Essi si rallegrano al tuo cospetto, come quei che si rallegrano nella messe, come i vincitori che esultano sulla preda catturata, quando si dividono le spoglie. Perché del giogo che pesava sul suo collo, della verga che si agitava sul suo dosso e dello scettro del suo tiranno, tu hai trionfato, come nel giorno di Madjan”. Perché oggi ci è nato un pargolo e il principato è stato posto sulle sue spalle e sarà chiamato col nome di Ammirabile consigliere, Dio forte, padre del secolo venturo, principe della pace. Il suo impero crescerà e la pace non avrà più fine. Siederà sul trono di David e sopra il suo regno, per stabilirlo e consolidarlo nel giudizio e nella giustizia, da ora ed in perpetuo. Lo zelo del Signore degli eserciti farà questo.

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 Ty jüdë kä tau ty tärdë nöće so hudylë, ny so vydälë no pryvlyko lüč; nu jta pryblysgälä nu sä rystrantynälä tä-nä jte kä so stalë täu te čüdne śemje. Dän vlykë hlas än ǵjäl tadej “Ty sy prydopläjäl vësalöst nu pusdyhnöl dubruto. Jüdë se väsälyjo täu tabe tej sä sä väsäly ko sä sy śdyljüuä bohätyjo. Ǵylë ty sy prylumel to teško kambo, te teškë kömät, tä düpjästë hüdë köl, tej užë nur ty sy bil jy pryzipël täu te Medjane tympe”. Śakoj näs bil pövët śanäs dän syneć. Uonä njähä rame jë näpojan tä krajuškë uänt, usy hä klycyjo: Pryvlykë Konsyjir, Möćnë Buh, Lymërskë Oćä, Pažöu Kynëš. Najvinčë ćë bet njähä kuaśänjë, nu paš ny ćë mët mej konzä, ǵylë te syn bil pöšjën śä śämöćnöt Davydä krajuškë stöl täu dyrytön anö täu raunöst, njän, śä rüdë, nu śä lymër.

 Jsö cë udëlät näs Höspud Buh.

SCH

Le belle lettere 📖

CappelloPierluigi Cappello

A Eraldo Affinati

I polpastrelli premuti sulla terra battuta,
la combustione degli istanti liberata in uno scoppio
nel corpo lanciato verso cento metri che non finiscono più
che sono già finiti,
i lunghi ritorni a casa, estenuanti,
dove qualcosa dentro noi andava puntellato
nella desolazione, per catturare il mondo in un dettaglio,
come guardato attraverso una fessura.
Siamo antichissimi e giovani,
abbiamo visto Vienna liberata dai cavalieri alati,
chiuso le belle lettere in un tascapane,
accanto alle cartucce
scalato le marce e aperto il gas in un ruggito
dopo l’ultima curva
e ancora la bellezza e il dolore sono un cielo
che entra nella voce e la spezza.
Non orgoglio del compito svolto
ma per orgoglio del compito
qualcosa rimane del nostro dire
abbiamo inciso i nomi sul tronco folgorato,
siamo passati di lì.

Stato di quiete. Poesie 2010-2016 (BUR Rizzoli, 2016)

fonte https://internopoesia.com/tag/pierluigi-cappello/

per approfondire https://it.wikipedia.org/wiki/Pierluigi_Cappello

Lo straniero è colui che viene. Una nota al margine di Edmond Jabès

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dal web

di Giorgiomaria Cornelio

-Qual è l’idea che l’immigrato si fa dell’autoctono?

Quello di un patriota che lo incita a essergli somigliante affinché sia pienamente integrato nella collettività che il patriota stesso rappresenta; e questo, sia nel caso gli rinfacci la presenza, sia in quello che sia mosso dalla buona volontà più sincera. Per lo straniero, ebreo o scrittore, ma ciò vale per tutti gli emarginati (…) che la società, a suo dire per la propria salvezza, condanna in blocco, anche se loda o festeggia qualcuno di loro in nome del pensiero, dell’arte o della scienza, pensando in questo modo di darcela a intendere; ebbene, per lo straniero, quella società è la somiglianza della sua propria differenza, nella separazione, volontaria o temuta, che lo rafforza.…da https://www.nazioneindiana.com/2018/08/07/lo-straniero-e-colui-che-viene-una-nota-al-margine-di-edmond-jabes/