Friuli ponti,viadotti,sottopassi,sovrapassi sotto la lente

pro loco dignano  foto  da https://www.facebook.com/ProlocoDignano/

Dopo la tragedia di Genova il Codacons,riguardo al Friuli, segnala un manufatto che necessita di verifica:il ponte sul Degano a Prato Carnico.Il Codacons chiede il fermo dei mezzi pesanti per un mese.

Anche il vecchio ponte sul Tagliamento a Dignano,realizzato nel 1923, verrà tenuto sotto controllo.

http://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2018/08/20/crollo-ponteregione-

fvgsituazione-tranquilla-e-controllata_630711e8-c81d-4c04-bee8-269582286355.html

…Tra le opere in carico a FvgStrade, societ√† a partecipazione interamente regionale rappresentata alla riunione dall’amministratore unico¬†GiorgioDamiani¬†e da alcuni tecnici, sono¬†960 i ponti¬†con una luce superiore a 2 metri (compresi quindi quelli di piccole dimensioni) e tra questi sono tre quelli oggetto di maggior attenzione e gi√† segnalati al fine di rientrare in un piano prioritario di interventi: il¬†ponte sul Fella in Carnia, il¬†ponte di Dignano¬†in provincia di Udine e il¬†ponte sul Meduna nel Pordenonese. A fronte di una programmazione dalle priorit√† degli interventi, Pizzimenti ha evidenziato che si cercheranno le adeguate coperture finanziarie.

Quanto ad Autovie Venete, le infrastrutture maggiormente da tenere sotto controllo riguardano due opere sulle quali sono gi√† in corso i lavori di rifacimento, che rientrano nei cantieri per la terza corsia dell’A4, ovvero il¬†ponte sul Tagliamento¬†e il¬†nodo di Palmanova. Come ha riferito il presidente¬†Maurizio¬†Castagna, a fine settembre la prima campata del ponte sar√† incardinata ed entro l’anno tutto il traffico potr√† gi√† esservi deviato mentre procederanno i lavori per il completamento della seconda.

Il nodo di Palmanova rientra invece tra i lavori che dovranno essere completati entro il 2020. In ogni caso non ci sono altre criticit√†, come ha rilevato la recente verifica straordinaria effettuata a marzo del 2017 in concomitanza con il rinnovo della concessione, su tutte le¬†340 opere principali¬†e le¬†1000 minoridi propriet√† di Autovie, verifica che si √® svolta in contradditorio con i tecnici del ministero delle Infrastrutture. Da parte di Anas, rappresentata dall’ingegnere¬†Pierpaolo Di Marco, non vi √® stata alcuna segnalazione di interventi urgenti, ma la conferma che si procede con manutenzione ordinaria su tutta la rete di competenza.

Il responsabile tecnico dell’A23¬†per il tratto di cento chilometri gestito da Autostrade per l’Italia,¬†Andrea¬†Favalessa, ha invece riferito di¬†210 opere maggiori¬†costantemente monitorate (tra cui 50 viadotti, 20 cavalcavia e 35 gallerie). Le gallerie, in particolare, sono oggetto di un piano di manutenzione e potenziamento in accordo con il Ministero.

Complessivamente la manutenzione straordinaria di tutte le opere stradali sul territorio regionale richieder√† un piano di investimenti di alcune decine di milioni di euro. Il messaggio che emerge dal vertice √® positivo per Riccardi che ha riferito come “dopo l’incontro odierno possiamo garantire al dipartimento nazionale di Protezione Civile che il Friuli Venezia Giulia ha una situazione rassicurante”.

fonte http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Ponti_su_Fella,_Dignano_e_Meduna_nel_mirino/2/184914

http://www.wikiwand.com/it/Moggio_Udinese

Valle del Fella con viadotto A23

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autore Johann Jaritz

 

 

Quel misero 0,36% di “migranti” che porter√† a trasformare il FVG in fortezza e centro di espulsione

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Da un lato la realt√† fatta di propaganda, paura, menzogne, ingrandimento spropositato di fenomeni minimi, diventati emergenziali a causa di muri alzati, di volont√† politiche di non accogliere i migranti. Il FVG, terra le cui radici sono latine, germaniche e slave, supera di poco un milione di abitanti ed ha una incidenza di stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale¬†complessivamente dello 0,36%. Cio√® neanche a 5000 migranti si arriva.¬†E tutto ci√≤ √® bastato per militarizzare la regione, con i controlli ai confini, creare campagne di odio e paura. Pazzesco. Semplicemente pazzesco. L’accoglienza diffusa non √® riuscita pienamente. Su 215 Comuni sono solo 106 quelli che accolgono migranti, cio√® il 49% del totale dei Comuni. Ed in tutto ci√≤ ora il FVG si preparer√† ad accogliere a quanto pare non uno ma pi√Ļ CPR, cio√® centri di espulsione.
Tutto ci√≤ √® semplicemente sconcertante. Ma quando finir√† l’alibi dello 0.36% di migranti che tanto amore ha attirato, con chi se la prenderanno? Quale sar√† il prossimo strumento di distrazione di massa? Cosa √® diventata questa regione? E’ irriconoscibile rispetto alla sua storia di pluralit√† e accoglienza.
Marco Barone

https://xcolpevolex.blogspot.com/2018/08/quel-misero-036-di-migranti-che-portera.html?spref=fb

Una cartolina da Monteaperta-ViŇ°korŇ°a-Montviarte

foto di jean_marc pascolo

 

Monteaperta¬†(ViŇ°korŇ°a¬†in¬†sloveno,¬†Montviarte¬†o¬†Monviarte¬†in¬†friulano)…¬†√®

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casa Debellis

una frazione di 219 abitanti del comune italiano di Taipana, in provincia di Udine.

Un tempo Monteaperta era chiamata¬†Campo di Miglio, poi¬†Monteaperto, infine¬†Monteaperta. Questo villaggio, una volta¬†Villa¬†indipendente (citato nell’ispezione canonica del 10 giugno¬†1737¬†come¬†Villa di Monteaperta) che comprendeva anche le frazioni di Cornappo, di Ponte Sambo e di Debellis, √® attualmente compreso nel comune di¬†Taipana¬†della¬†provincia di Udine, in¬†Friuli-Venezia Giulia, che √® distante 3,93 chilometri. Monteaperta fa parte dell’Iter Aquileiense¬†o¬†Cammino Celeste: si tratta di un passo o via di pellegrinaggio molto vecchio, con una lunghezza totale di 360¬†km, che collega il¬†santuario di Maria Saal¬†(Austria) e¬†Brezje¬†(Slovenia) ad¬†Aquileia, in Italia.

Geografia fisica

Monteaperta sorge a 659¬†m¬†s.l.m., tra i rilievi delle¬†Prealpi Giulie, nel bacino del rio di Monteaperta e del torrente¬†Cornappo. La frazione si estende per oltre 2¬†km di lunghezza, tra 500 e 659 metri, in posizione panoramica ai piedi del¬†Gran Monte, una grande catena montuosa situata tra i torrenti del¬†Cornappo, del¬†Torre¬†e del fiume¬†Isonzo. Il territorio su cui si estende Monteaperta fa parte di una vasta area denominata¬†Alta Valle del Torre¬†o¬†Alta Val Torredella¬†Slavia friulana¬†(chiamata¬†Beneńćija¬†in¬†sloveno). Da un punto di vista geomorfologico la catena del Gran Monte √®, a partire dalla pianura friulana, il primo gruppo di monti di grandi dimensioni che costituiscono le¬†Prealpi Giulie, di altitudine superiore ai 1600 metri. La roccia √® calcarea, con fenomeni carsici (inghiottitoi, doline e grotte). L’area nei pressi della frazione √® ricca di sorgenti (come la sorgente del Vescovo) che alimentano citt√† vicine.

  • Clima: il clima di Monteaperta √® prevalentemente continentale, con temperature abbastanza elevate d’estate e relativamente rigide d’inverno, ma con minor continentalit√† rispetto alla Carnia. L’inverno √® la stagione meno piovosa, mentre d’estate sono frequenti i fenomeni temporaleschi, anche accompagnati da forti grandinate. Si segnalano episodi di¬†Bora.

Amaurellina (Eocene) – Monteaperta, Campo Sportivo (2011)

  • Geologia di Monteaperta: il paese (Borgo di Sotto e Borgo di Sopra) si estende su coni di deiezione (falde di detrico e brece) posglaciale. La formazione chiamata¬†Flysch¬†(marne ed arenarie) del¬†Eocene¬†(zona inferiore) di -50 MA, √® stata definita nel promontorio del Briec e del Cel√≤, a Ponte Sambo e a Debellis. Il¬†Trias¬†superiore di -220 MA: questa formazione affiora in zona Gran Monte. Il Trias superiore¬†Carnico¬†√® stato definito sopra Monteaperta ed √® composto da¬†dolomie¬†friabili. Durante il Trias superiore¬†Norico¬†s’innalza il Gran Monte: √® composto da dolomie chiare e calcari dolomitici in strati (chiamati dolomie principale). Il Trias superiore¬†Retico, infine, √® costituito da calcari grigi compatti ed √® ben visibile sulla cima del Gran Monte.
  • Minerali:¬†limonite¬†(ferro), lenticchie sparse di¬†carbone,¬†calcite.
  • Fossili (Eocene e Trias): Lamellibranchi, Bivalvi (Megalodontide), Gasteropodi (Amaurellina), rari Cefalopodi (Ammoniti), Echinodermi, Poriferi (spugne), Coralli, Brachiopodi, rari pesci, trace marine, cipressi.
  • Fiumi:¬†rio ta Sausci√†n,¬†rio ta Sar√†vanza,¬†rio ta Sacoredo,¬†rio Podrop,¬†rio Dregna,¬†rio Valcalda,¬†rio di Monteaperta,¬†rio Gleria,¬†rio ta Sabazaretan,¬†torrente Cornappo.
  • Grotte di Monteaperta:¬†grotta pod LaniŇ°ńće¬†(semi-allagata) presso la localit√† Ponte Sambo,¬†grotte del Briec e del Cel√≤¬†(sopra Debellis), grotte del Gran Monte:¬†grotta della Diuja J√°ma¬†(sopra la pod Biela Skala),¬†Abarie,¬†Orna Scie¬†(Scia)…
  • Flora e fauna: Monteaperta √® circondata da boschi misti di castagno, maggiociondolo, nocciolo, noce, ciliegio, frassino, carpino bianco, abete rosso e larice, a met√† altezza e le colline lasciano il posto a boschi di pini e ginepri, poi a vaste vegetazione di malga con flora rara e protetta (tra cui stelle alpine, genziane, orchidee e rododendri). La sua fauna √® notevole (lince, orso bruno, gatto selvatico, camosci, cinghiali, caprioli, cervi, scoiattoli, tassi, volpi e rari sciacalli, pipistrelli, vari uccelli, salamandre, serpenti, trote, gamberi, rane, farfalle e insetti). Il paese segna il limite sud-ovest di un grande parco naturale.

Geografia antropica

A Monteaperta sono presenti due borghi principali rientranti nell’area delimitata dalla frazione attuale; inoltre si aggiungevano alcuni villaggi storici come le frazioni di Cornappo e di Tanaiauarie, di Ponte Sambo, di Debellis e casere isolate (come casa Pascolo in Valcalda o le casere del P√≤uiac). Il sisma del¬†1976¬†ha distrutto altre casere situate fra il rio Dregna ed il rio Podrop, fra il P√≤uiac e la Zuogna, e vecchie casere delle malghe del Gran Monte (Cuntia e Cecchin). Attraverso un comitato culturale, vengono organizzate feste e manifestazioni culturali in ogni borgo. I borghi principali sono:

  • Borgo di sopra¬†(borgo Cobai, borgo Dousezza, borgo J√°ma, borgo Cossarutto, borgo Levan, borgo Chiesa)
  • Borgo di sotto¬†(borgo Sout, borgo Tomasin)

Storia

Il territorio di Monteaperta fu abitato fin da epoca preistorica, lo dimostrano i resti di selce rinvenuti nelle grotte di tipo carsico sparse nel suo comprensorio. Fino a 3.000 anni a.C. il clima diventa caldo ed umido. L’uomo inizia ad allevare il bestiame ed a lavorare la terra. Nelle nostre valli, l’uomo del¬†neolitico¬†viveva principalmente nelle grotte e nelle capanne. A Monteaperta, rinvenimento di reperti diversi come asce di pietra dura ed una pietra rotonda da arrotare. Nel III secolo a.C. vi si insediarono gruppi di¬†Celti¬†(chiamati¬†Galli¬†dagli antichi¬†Romani), poi di¬†Carni. Si racconta che¬†Giulio Cesare¬†si sia spinto con le truppe per queste montagne (5850 a.C.) passando per la gola di Cr√≤sis sino al Cuel di Lanis per scendere indisturbato verso¬†Gemona. Si parla anche di una strada romana e di un ponte romano che portavano da¬†Nimis¬†a¬†Caporetto. Nel VI secolo si stabilirono nelle Prealpi Giulie degli¬†Avari¬†e quindi delle genti slave provenienti dalla¬†Pannonia: da allora gli abitanti conservano la loro parlate d’origine (il dialetto slavo del Torre o¬†po-naŇ°em¬†in¬†sloveno) fino ai giorni nostri. La denominazione slava di Monteaperta¬†ViŇ°korŇ°a¬†deriva da una voce significante l’albero chiamato “sorbo degli uccellatori” in dialetto. Monteaperta inizia probabilmente a prendere consistenza durante il periodo del dominio longobardo (558776). Nel¬†670¬†circa, il duca longobardo Vettari sconfigge gli Slavi nella battaglia di Broxas (Ponte San Quirino). Nel¬†705¬†circa sono gli Slavi che sconfiggono i¬†Longobardi, guidati dal duca Ferdulfo: in una battaglia svoltasi su un imprecisato monte friulano, lo stesso duca trover√† la morte. Nel¬†720¬†circa, gli Slavi vengono sconfitti dal duca longobardo Pemo nella battaglia di Lauriana (localit√† oggi individuata in Mersino). Sconfitta contenuta in quanto l’accordo di pace fu stipulato sul campo e prevedeva il reciproco scambio dei territori per i pascoli. Il figlio di Pemo, Ratchis, nel¬†738¬†si dirige in Carniola dove combatte e sconfigge gli Slavi. In seguito saranno gli Slavi a sferzare un violento quanto improvviso attacco a Rachtis, il quale non riuscir√† neppure ad afferrare la sua lancia, ma dovr√† difendersi con un bastone. (Racconto di¬†Paolo Diacono). La storia di Monteaperta risale al secolo XII, quando pastori provenienti da¬†Venzone¬†si unirono a formare un villaggio contro le incursioni di ladri e rapinatori. La prima notizia risale al 1300 ed √® una denunzia feudale che fa di questa localit√† il nobile Nicol√≤ di Castellerio. Durante il secolo XIII, Monteaperta e Cornappo si trovano sotto la giurisdizione dei conti Savorgnan di Osoppo. Rimasta prima sotto la giurisdizione del¬†Patriarcato di Aquileia, in seguito a quella¬†austro-ungarica, sotto la¬†Repubblica di Venezia¬†ad eccezione di una breve parentesi napoleonica (1797), fino all’annessione del Friuli all’Italia del¬†1866, Monteaperta e le frazioni vicine assunsero importanza e si svilupparono come¬†Ville. Monteaperta e le¬†Ville¬†slave dei monti vicini furono sotto la giurisdizione religiosa della Pieve di¬†Nimis. A capo della¬†Villa, c’era una persona autorevole del luogo chiamata “degano” che regolava la vita della¬†Villa, amministrava la giustizia, presiedeva le assemblee. I degani delle¬†Ville¬†elessero vicario. Dal giudizio del degano si poteva appellare al capitano di Osoppo, che negli ultimi anni risiedeva in Nimis. L’autore¬†Ippolito Nievo¬†si ispir√≤ nel suo romanzo¬†il Conte Pecoraio(1856). Questo villaggio, una volta¬†Villa¬†indipendente (citato nell’ispezione canonica del 10 giugno¬†1737¬†come¬†Villa di Monteaperta) venne aggregato¬†1797¬†alla municipalit√† di¬†Attimis¬†per passare quindi sotto la vice-prefettura di¬†Cividale. 1818 l’Impero Austriaco lo aggreg√≤ al distretto di¬†Faedis¬†e questo soppresso nel 1853 a quello di Cividale. 1861 finalmente Monteaperta venne unita al Distretto di¬†Tarcento¬†e fu collegata a¬†Platischis¬†(che fu sede comunale fino al 24 marzo¬†1929), √® ora dipendente come frazione dalla sede comunale di¬†Taipana.

Prima guerra mondiale

ex voto di Luigi Cobai (1902)

Durante la¬†prima guerra mondiale¬†Monteaperta ebbe una notevole importanza logistica, vista la sua posizione alle spalle del fronte. Di grande importanza l’ospedale militare del Gran Monte.¬†Vittorio Emanuele III¬†re d’Italia, vi soggiorn√≤ brevemente con il generale¬†Luigi Cadorna¬†e con il generale e senatore del Regno d’Italia¬†Carlo Porro¬†attorno il 25 ottobre 1917. Durante l’ispezione al fronte ed i combattimenti, esamin√≤ la cima del Gran Monte difesa dagli alpini dei battaglioni¬†Val Leogra¬†e¬†Bicocca. Dopo la¬†rotta di Caporetto¬†il 24 ottobre del¬†1917, Monteaperta fu occupata, nonostante la vana resistenza di reparti alpini, sul sovrastante Passo di Tanamea. Le forze austro-tedesche sfondarono il fronte dell’Isonzo¬†a nord, accerchiando a Caporetto la Seconda Armata Italiana composto del Quarto corpo d’Armata ed il Ventisettesimo Corpo d’Armata, comandato dal generale¬†Pietro Badoglio, dando origine a quella che passer√† alla storia come la¬†battaglia di Caporetto. Fu un periodo di grande carestia e miseria per la popolazione. Le campane furono rotte in pezzi e rubate dagli occupanti tedeschi ed austriaci. Nel¬†1918¬†l’intera area fu di nuovo occupata dall’esercito italiano.

Seconda guerra mondiale

Tra il¬†1922¬†e il¬†1943¬†Monteaperta e i villaggi circostanti, che avevano una popolazione in maggioranza di lingua slovena, furono sottoposti all’italianizzazione imposta dal regime fascista. Tra il¬†1943¬†e il¬†1945¬†l’area venne occupata dalle forze armate naziste, cosicch√© si attivarono numerosi nuclei partigiani. Durante la¬†seconda guerra mondiale¬†il territorio della frazione fu coinvolto dalle attivit√† della¬†resistenza¬†friulana con la partecipazione delle¬†Brigate Garibaldi¬†e delle¬†Brigate Osoppo.

Palazzo Cobai – Sisma del 1976

Terremoti

Il sisma del 1511

Il 26 marzo del 1511, ore 21:00, un terribile sisma di magnitudo 7 colpisce la zona di Gemona, Monteaperta e di Cividale.

Il sisma del 1976

Monteaperta √® stata una delle zone pi√Ļ colpite dal¬†terremoto del 1976. Il 6 maggio, ora 21:06 (epicentro il monte San Simeone presso Venzone), un terremoto di eccezionale intensit√† 9-10 dalla¬†scala Mercalli¬†ha sconvolto il paese. I danni del terremoto del mese di maggio furono amplificati a fine dell’estate da due altre scosse: l’11 settembre la terra trem√≤ di nuovo, due scosse alle 18:31 e alle 18:40 che superano 7,5 e 8 gradi della scala Mercalli. Il 15 settembre, prima alle ore 5:00 e poi alle ore 11:30 si verificarono ulteriori scosse di oltre 10 gradi della scala Mercalli. Tutto quello che era rimasto ancora in piedi dopo il 6 maggio, croll√≤ definitivamente. Il terremoto innesc√≤ in¬†Italia¬†ed all’estero una forte solidariet√† sociale per una completa ricostruzione del paese (diverse case furono offerte da Slovenia, Svizzera e Croce Rossa Bavarese).

Il sisma del 1998

In un’area posta nella media valle della Sońća, in Slovenia, a 15¬†km dal confine italiano, si √® verificato un sisma di magnitudo 5,6. La scossa √® stata avvertita anche a Monteaperta con magnitudo 4,2.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa della Ss. Trinità di Monteaperta

Chiesa parrocchiale di Monteaperta

  • la chiesa della Santissima Trinit√† di Monteaperta¬†(o¬†Sveta Trojica¬†in¬†sloveno) √® stata fondata nel¬†1348¬†(finestra gotica). In antico era intitolata chiesa di San Vito e di San Modesto ed aveva cimitero. L’edificio originario era sicuramente d’impianto romanico. Citata in documenti risalenti al¬†1455¬†(la prima data che ricordi le due chiese di Monteaperta), fu registrata nell’ispezione canonica del 10 giugno¬†1737¬†come “chiesa della Santissima Trinit√†, situata nella campagna della Villa di Monteaperta”. Nel¬†1668¬†fu fatto l’atrio, mentre il coro √® stato aggiunto nel¬†1789, la sacrestia nel¬†1830¬†e il suo tipico portico nel¬†1930. La chiesa della Ss. Trinit√† √® stata accuratamente restaurata, ed ospita lacerti di diversi affreschi. Si possono distinguere quattro strati di pittura appartenenti a diversi periodi, tra cui un affresco antico sull¬†Adorazione dei Magi¬†del terzo quarto del XV secolo ed un¬†ciclo di vita di Cristo¬†attribuito a Gian Paolo Thanner (1520). Nella nicchia centrale dell’altare si trova un gruppo laccato in oro raffigurante Cristo e l’Eterno Padre che incoronano la Vergine Maria e sopra la colomba dello Spirito Santo, risalente al secolo XIX. Sopra, la figura di San Daniele Profeta, residuo dell’altare ligneo ordinato nella visita foraniale del¬†1595, statua lignea ora conservata nella sacrestia della chiesa parrocchiale. Il 6 luglio¬†1563, si stimava 181 Ducati l’ancona fatta dal pittore Giacomo Secante nella “chiesa dedicata a San Vito”, ora scomparsa. I piccoli dipinti votivi (un dipinto “la salvezza del figlio” (1873), un dipinto di Maria Pascolo (1895), un dipinto di Giuseppina Maria Riaboli (1895) e numerosi altri), sono scomparsi dopo il terremoto del¬†1976. Un dipinto votivo di Maria Blasutto ed un dipinto votivo (1902) di Luigi Cobai (1885-1942) sono ora conservati in chiesa parrocchiale. La chiesa √® dotata di un raro¬†agioscopo, per ascoltare la Messa da fuori. Nel santuario della Ss. Trinit√† di Monteaperta, le comunit√† delle valli del Cornappo e del Torre si danno ogni anno (mese di giugno) un appuntamento per ripetere il solenne e suggestivo rito del¬†Bacio delle Croci, che affonda le sue origini nei tanti secoli durante i quali il santuario della Ss. Trinit√† era considerato la Chiesa-madre delle comunit√† religiose della Slavia friulana e di quelle slovene della Valle dell’Isonzo.

Nei pressi, un sasso reca, secondo la leggenda, l’impronta del piede della Madonna. La leggenda narra che i pastori erano presenti in quella posizione intorno al¬†1241, l’apparizione della Vergine Maria che ha lasciato una testimonianza della sua impronta ordin√≤ la costruzione della Chiesa della Santissima Trinit√†. (Si trova ad un’altitudine di 673 metri, ai piedi del monte Testa Grande).

  • L’antica chiesa parrocchiale e sacramentale dedicata a San Michele Arcangelo e a San Lorenzo¬†(prima era una chiesa vicariale dedicata ai Santi Daniele e Lorenzo, dei quali esisteva una Fraterna fino 1482). Gi√† citata in documenti risalenti al¬†1585, √® stata ricostruita dopo la distruzione del terremoto del¬†1976¬†con a fianco un fabbricato residenziale, in contrasto con l’architettura locale. Il suo alto campanile √® stato restaurato. Sono scomparsi dopo il terremoto del 1976 i due pezzi di bronzo sigillati nel muro della chiesa (raffigurante i Santi Ermacora e Fortunato, primi martiri) proveniente dalle campane rotte dagli occupanti tedeschi durante la prima guerra mondiale. Il pulpito antico √® stato venduto, l’organo √® stato ristaurato. Furono per√≤ mantenuti una Via Crucis e mobili antichi. La vecchia chiesa era riccamente decorata con affreschi dipinti da Titta Gori (1870-1941) pittore di¬†Nimis.

Il 23 settembre 1708, Monteaperta supplica il Senato Veneto di elevare la loro chiesa in battesimale e sacramentale: si conferma che ad onta della distanza e della difficoltà delle vie, nessuna chiesa in montagna è sacramentale. Bambini morti senza battesimo, ed adulti senza sacramenti. Il Cornappo si attraversava 4 volte. La chiesa parrocchiale fu fatta solo sacramentale il 6 settembre 1710. Il 4 dicembre 1710, il Monsignore Patriarca permette finalmente di amministrare il battesimo in chiesa a Monteaperta. Monsignore Alessio Pievano di Nimis eleva con il decretto del 19 dicembre 1912 la chiesa San Michele Arcangelo a curaziale.

Storia dell’antico¬†organo.

Organo della chiesa parrochiale di Monteaperta.

Non si sa molto dell’origine dell’organo, infatti nell’archivio parrocchiale c’√® scarsa documentazione, e solo in modo parziale √® possibile ricostruire la storia di questo strumento. La cantoria che si trova sopra la porta d’ingresso della chiesa √® stata costruita tra il 1899 – 1900 su disegni di Luigi Comelli di¬†Qualso¬†(Ud). L’organo fu acquistato dopo oltre trent’anni dalla fine della ricostruzione della chiesa parrochiale, dalla ditta Achille Bianchi di¬†Udine¬†e fu inaugurato il 26 luglio 1936 in occasione della prima messa dal sacerdote don Arturo Blasutto di Monteaperta. Negli anni ’50 fu riparato dalla ditta “La Fonica”. Lo strumento sembra provenire, come ha testimoniato l’allora parroco di Monteaperta Giuseppe Rojatti, dalla chiesa collegiale di¬†Cividale del Friuli, ma la notizia non √® stata possibile verificare. Dopo il terremoto del 1976 l’organo √® stato restaurato dalla ditta organaria Cav. Francesco Zanin di Codroipo e l’inaugurazione ha avuto luogo il 10 agosto 2013. L’ultimo pezzo dell’organo ” il fregio” che mancava, grazie a Carloni Giuseppe che l’aveva recuperato dalle macerie e da Pascolo Lucien (1932-2014) che con pazienza e grande abilit√† l’aveva restaurato, √® stato inaugurato il 1.4.2018, giorno di Pasqua, grazie a Cramaro Giovanni e Grando Luigino che l’hanno posizionato sulla balaustra. Oggi possiamo senz’altro dire che l’organo √® completo.

  • Scultura¬†L’emigrante¬†, opera realizzata sul tronco del grande tiglio di Monteaperta dall’artista Franco Maschio, esposta presso l’agriturismo di Monteaperta. Inaugurata domenica 31 ottobre¬†2010. In precedenza (8 agosto 2010) √® stata inaugurata la statua dell’emigrante della frazione di Prossenicco (la frazione definita da molti la pi√Ļ vivace e creativa del comune), realizzata dallo scultore locale Mario Budulig, in occasione dell’annuale Sagra paesana.

L’emigrante, scultura di Franco Maschio, Monteaperta

  • Nella frazione di Monteaperta ci sono varie cappelle, santuari e fontane, alcune case di architettura rurale tipica (Borgo di Sotto, casa antica del Poiacco, casa Pascolo in Val Calda) e i resti di alcuni vecchi mulini (Borgo di Sopra, Al Ponte ed altri).
  • Sul Gran Monte (cima della Sella Kriz a 1540¬†m): la grande croce metallica, forgiata da Santo Levan (nato nel 1953), un artigiano locale. Domina la massa ed √® il culmine di un lungo sentiero di pietra dalla prima guerra mondiale chiamato¬†muletiera.
  • Il rifugio alpino¬†Rifugio A.N.A. Montemaggiore-Monteaperta¬†(restaurato). Si tratta di un grande edificio che in origine era un ospedale militare della prima guerra mondiale.¬†Vittorio Emanuele III¬†re d’Italia, vi soggiorn√≤ brevemente durante i combattimenti (resti di una vecchia lapide memoriale spezzata, curati nel paese). Si trova a 1468 metri (coordinate:¬†46¬į17‚Ä≤24‚Ä≥N¬†13¬į21‚Ä≤12‚Ä≥E).

Il parco naturale comunale del Gran Monte

La sua estensione √® di 3533 ettari. √ą gestito dal comune di¬†Taipana¬†ed √® stato classificato. √ą caratterizzato da un paesaggio prealpino, con vasti boschi, fiumi, torrenti, cascate, pascoli e prati.

Il parco comprende due aree: “Area di Rilevante Interesse Ambientale n. 10” e “Sito di Interesse Comunitario IT3320017”. L’area confina con la¬†Slovenia. Presenta una vegetazione rara collinare (Buphthalmum salicifolium,¬†Aquilegia, narcisi) ed una vegetazione alpina notevole (Asphodelus albus,¬†Rosa alpina,¬†Rosa glauca,¬†Leontopodium alpinum, erica, ciclamini, daphne, viole, primula alpina). La sua fauna √® protetta.

Società

Lingue e dialetti

Monteaperta / ViŇ°korŇ°a

L’idioma utilizzato comunemente dalla popolazione di Monteaperta, oltre alla¬†lingua italiana, √® il dialetto sloveno del¬†Torre¬†(tersko nareńćje¬†chiamato “po naŇ°in“). Il censimento del¬†1971¬†riscontrava che il 74,4% della popolazione del comune (Taipana) si dichiarava appartenente alla¬†minoranza linguistica slovena. Questo dato, in seguito al fenomeno dello spopolamento montano, ha visto ridursi drasticamente la minoranza linguistica slovena. Monteaperta fa parte dei territori in cui vige la tutela della legge n. 38 del 23 febbraio¬†2001, approvata da¬†Decreto del Presidente della Repubblica¬†il 12 settembre¬†2007¬†¬†

Sagre e feste

Il “Bacio delle croci”

Una cartolina da…

tarcento il duomo

Tarcento Р campanile del Duomo

Tarcento -Tarcint (friulano) – Centa (sloveno) √® un comune di 8.966 ab della provincia di Udine.Tarcento si trova a 230¬†m¬†s.l.m., 20¬†km a nord di¬†Udine. La cittadina si colloca in un’area paesaggistica dai caratteri vari e contrastanti: a nord le¬†Prealpi Giulie, imponenti bastionate calcaree che serrano l’orizzonte; a sud l’alta pianura friulana; ad est i colli orientali; a ovest l’anfiteatro morenico del¬†Tagliamento, il sistema collinare originatosi dopo l’ultima¬†glaciazione.

Tarcento appartiene alla zona climatica E. Ha un clima sub-continentale con inverni freddi, estati moderatamente calde e forte piovosità.

I primi documenti che riportano il nome di Tarcento risalgono al¬†XII secolo, ma la citt√† vanta origini molto pi√Ļ antiche: gli studiosi parlano infatti di popolazioni paleolitiche alle quali si sono succeduti insediamenti preistorici, quindi celtici, e poi naturalmente la colonizzazione dei Romani. Per trovare la prima citazione del nome dobbiamo attendere il¬†1126, quando Tarcento era feudo dei Machland, provenienti da Perg (Austria). La famiglia fece erigere due manieri, entrambi sul colle di Coia: il superiore, quello di S. Lorenzo, e l’inferiore, di cui rimane un torrione che domina il paese. Nel¬†1219¬†i Machland furono sostituiti dai di Caporiacco. Nel¬†1281¬†il¬†Patriarca di Aquileia¬†Raimondo della Torre¬†assegn√≤ il feudo al nobile Artico di Castel Porpetto. Tarcento rimase cos√¨ sotto la giurisdizione dei Castel di Porpetto fino all’avvento di¬†Napoleone(1797). Nel¬†1866¬†la cittadina fu annessa al Regno d’Italia, diventando capoluogo mandamentale. Durante la Belle Epoque fu una meta di villegiatura. Ancora oggi si possono ammirare numerose ville in stile Liberty.

Nel¬†1976¬†fu devastato dai terremoti del 6 maggio e del 15 settembre, che provocarono enormi crolli e danni. Molti crolli furono favoriti dall’et√† avanzata degli edifici, che erano stati risparmiati dalle devastazioni delle guerre mondiali. Dopo il terremoto venne riedificato completamente con criteri antisismici.

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Di Johann Jaritz – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1232584

https://it.wikipedia.org/wiki/Tarcento