Ljubljana-Lubiana ūüĆľ

Storia

Dal 2000 a.C. al V secolo

Gi√† nel 2000 a.C., le paludi che circondavano la regione dell’odierna Lubiana iniziarono ad essere colonizzate dalle prime popolazioni che vivevano in edifici di legno su¬†palafitte. Questi uomini vivevano di caccia, pesca, ma anche una primitiva agricoltura. Attraverso barche ricavate dai tronchi d’albero riuscivano a spostarsi all’interno delle paludi. Per il periodo successivo l’area fu un punto di passaggio per numerose popolazioni.Il territorio fu in seguito colonizzato dai¬†Veneti, ai quali seguirono la trib√Ļ¬†illirica¬†degli¬†Iapodi¬†e infine la trib√Ļ¬†celtica¬†dei¬†Taurisci, nel terzo secolo a.C.

L'abitato di Aemona è rappresentato anche nella Tabula Peuntingeriana, che rappresenta le vie di collegamento dell'Impero romano nel I secolo a.C.
L’abitato di Aemona √® rappresentato anche nella¬†Tabula Peuntingeriana, che rappresenta le vie di collegamento dell’Impero romano nel I secolo a.C. I¬†Romani¬†costruirono nel corso del primo secolo a.C. il¬†castrum¬†di¬†Aemona¬†(o¬†Iulia Aemona),il quale contava circa 5.000 abitanti. Le case di mattoni, colorate e intonacate possedevano gi√† un sistema fognario.¬†Al forte venne assegnata la¬†Legio XV Apollinaris.La citt√† gioc√≤ un ruolo importante in molte battaglie a causa della sua posizione strategica che garantiva il passaggio in Italia da nordest. A causa di questa importanza geografica furono molti i popoli che passarono per la citt√†, tra cui gli¬†Unni, che la distrussero nel¬†452, sotto la guida da¬†Attila.In seguito la zona serv√¨ agli¬†Ostrogoti¬†e ai¬†Longobardi¬†per penetrare in¬†Italia.

Dal VI secolo al XVII secolo

Nel VI secolo si insediò il popolo degli sloveni i quali, nel IX secolo, passarono sotto la dominazione del popolo dei Franchi, ai quali si aggiunsero gli attacchi da parte degli ungheresi.Il nome della città, Luvigana, appare per la prima volta in un documento del 1144.Nel XIII secolo la città è composta di tre zone: Stari trg (centro storico), il Mestni trg (piazza) e Novi trg (città nuova).Nel 1220 ricevette lo status di città, che le garantiva il diritto di battere propria moneta.

Nel¬†1270¬†la regione della¬†Carniola¬†(che corrisponde circa all’attuale Slovenia centro-occidentale), in cui rientra la citt√†, entra tra i possedimenti di¬†Ottocaro II di Boemia.Rodolfo I d’Asburgo¬†ottiene la citt√† nel¬†1278.¬†La citt√†, ribattezzata in tedesco¬†Laibach, rimarr√† alla casa d’Austria¬†fino al¬†1809.La diocesi della citt√† √® stata fondata nel¬†1491¬†e la chiesa di Saint-Nicolas diviene la cattedrale.

Nel XV secolo, la città acquisita fama di centro delle arti. Dopo un terremoto nel 1511, Lubiana viene ricostruita in uno stile rinascimentale e una nuova cinta è costruita intorno alla città.Nel XVI secolo la sua popolazione è composta di 5.000 abitanti, di cui il 70% di lingua slovena. Nel 1550 vengono stampati i primi due libri in sloveno compresa una traduzione della Bibbia. Nel 1597 sono i Gesuiti a costruire una nuova scuola, la quale poi diverrà un collegio. La città adotta negli anni seguenti uno stile  architettonico barocco.

Lubiana in una stampa del XVII secolo
Lubiana in una stampa del XVII secolo

Dal XVIII secolo al XIX secolo

Il dominio degli Asburgo venne brevemente interrotto durante le guerre napoleoniche e tra il¬†1809e il¬†1813¬†Lubiana fu la capitale delle¬†Province illiriche¬†del¬†Primo Impero francese.Nel¬†1815¬†la citt√† ritorn√≤ in mano austriaca e dal¬†1816¬†al¬†1849¬†fu parte del Regno austriaco d’Illiria. Nel¬†1821¬†la citt√† ospit√≤ il¬†congresso¬†in cui sar√† definita la geografia europea degli anni seguenti.

Il primo treno da Vienna arriva in citt√† nel¬†1849¬†e nel¬†1857¬†la linea √® estesa a¬†Trieste.L’illuminazione elettrica arriva nel¬†1898.Nel¬†1895¬†la citt√†, che conta 31.000 abitanti, √® vittima di un grave terremoto di¬†magnitudo¬†6,1 sulla¬†scala Richter. Il 10% degli edifici √® distrutto, anche se si registra un numero di vittime contenuto. Diverse zone della citt√† sono ricostruite in stile¬†Art Nouveau.

XX secolo

Nel 1918, con il collasso dell’Impero austro-ungarico, Lubiana pass√≤ al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni poi tramutatosi in¬†Regno di Jugoslavia.Nel 1929 divenne la capitale della provincia jugoslava della¬†Dravska Banovina.Durante la¬†Seconda guerra mondiale, la citt√† fu occupata e annessa dall’Italia¬†nel¬†1941. Lubiana e il territorio circostante (Bassa Carniola) divennero una¬†provincia italiana¬†della regione¬†Venezia Giulia, di cui Lubiana fu capoluogo con sigla automobilistica LB. L’attuale territorio comunale era articolato – oltre che nel comune capoluogo di¬†Lubiana Citt√†¬†– anche nei comuni di Dobrugne (Dobrunje), Gesizza (JeŇĺica) e S. Vito (҆entvid).

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In rosso il tragitto del “Sentiero del ricordo e della fratellanza” (in sloveno: Pot spominov in tovariŇ°tva) disposto nel 1985 lungo il percorso del reticolato che circondava la citt√† di Lubiana durante l‚Äôoccupazione italiana.
Dettaglio del complesso monumentale eretto in onore degli ostaggi fucilati per rappresaglia dai militari italiani presso la Gramozna jama

Per contrastare gli atti di rivolta compiuti dalla popolazione locale, nella notte fra il 22 e il 23 febbraio 1942 le autorit√† militari italiane cinsero con filo spinato e reticolati l’intero perimetro di Lubiana,disponendo un ferreo controllo su tutte le entrate e le uscite. Il recinto era lungo ben 41 chilometri. Furono arrestati 18.708 uomini; di questi 878 furono mandati in campo di concentramento.Fino alla capitolazione dell’Italia, avvenuta l’8 settembre 1943, le autorit√† militari italiane fucilarono, per rappresaglia, oltre 100 ostaggi. Le fucilazioni furono compiute presso la cava abbandonata¬†Gramozna Jama, alla periferia di Lubiana.

Successivamente arrivarono i tedeschi nel¬†1943.¬†In seguito alla sconfitta dell’Asse, nel maggio¬†1945, le truppe tedesche e le milizie nazionaliste slovene si arresero all’armata comunista di¬†Tito.

II Dopoguerra

Dopo la¬†seconda guerra mondiale, la citt√† divenne la capitale della Repubblica socialista di Slovenia e integrata alla¬†Jugoslavia¬†fino all’indipendenza, avvenuta il 25 giugno¬†1991.Dal 1991, √® la capitale della¬†Slovenia, che ha aderito all’Unione europea¬†nel¬†2004.

Monumenti e luoghi d’interesse

Nonostante la comparsa di grandi edifici, soprattutto nei dintorni della città, Lubiana mantiene intatto il suo centro storico, dove si mescolano lo stile architettonico barocco e Art nouveau. Lo stile della città è fortemente influenzato da quello delle città austriache di Graz e Salisburgo.

La citt√† vecchia √® costituita da due quartieri. Quella del municipio, che ospita le principali opere architettoniche e l’area dei¬†Cavalieri della Croce, dove si trova la chiesa delle¬†Orsoline, l’edificio della societ√† filarmonica (1702) e la casa di Cankar.

Dopo il terremoto del¬†1511, Lubiana √® stata ricostruita sul modello di una citt√†¬†rinascimentale¬†e dopo il terremoto del¬†1895, che ha gravemente danneggiato la citt√†, √® stata nuovamente ricostruita in stile¬†Art nouveau.L’architettura della citt√† √® una miscela di stili. Vaste zone della citt√† sono state costruite dopo la¬†seconda guerra mondiale¬†e trovano spesso un tocco personale dell’architetto¬†sloveno¬†JoŇĺe Pleńćnik.

Il¬†castello di Lubiana, posto in cima alla collina che sovrasta il fiume¬†Ljubljanica¬†√® stato interamente ricostruito negli anni 60. Sono ancora visibili alcune tracce di un castello risalente al¬†XII secolo¬†nei basamenti dei muri attuali, l’antico castello che qui sorgeva fu la residenza dei¬†margravi, poi duchi di¬†Carinzia. Altre opere architettoniche della citt√† di qualche rilievo sono la¬†cattedrale di San Nicola, la chiesa di San Pietro, la¬†chiesa francescana dell’Annunciazione, il¬†Triplo ponte¬†e il¬†ponte dei Draghi.

Nello stile barocco, vicino al municipio si trova la fontana dei Fiumi carniolani in¬†Mestni trgdisegnata sul modello di¬†piazza Navona¬†a¬†Roma. Essa √® decorata con un¬†obelisco, ai piedi del quale statue in marmo bianco simboleggiano i tre principali fiumi della¬†Carniola. √ą il lavoro dello¬†scultoreitaliano¬†Francesco Robba¬†(Venezia, 1¬ļ maggio 1698 ‚Äď Zagabria, 24 gennaio 1757) che ha scolpito molte altre statue barocche della citt√†. Le chiese sono intrise di questo stile, che risale a dopo il terremoto del¬†1511.

L’Art nouveau¬†√® stato usato sulle facciate in¬†piazza PreŇ°eren¬†fino al¬†ponte dei Draghi.[28]¬†Influenze nella citt√† si devono all’architetto sloveno¬†JoŇĺe Pleńćnik¬†che ha costruito numerosi ponti compreso il Triplo Ponte, ma anche la biblioteca nazionale.

Sin dal 1964 la capitale slovena ospita la famosa biennale di design, durante la quale vengono presentate le nuove tendenze di design del momento e riceve ospiti provenienti da ogni parte del mondo.

Architetture religiose

Chiesa di San Pietro
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Pietro (Lubiana).

La¬†chiesa di San Pietro¬†√® una chiesa di Lubiana, capitale della¬†Slovenia. √ą dedicata a¬†san Pietro. Si tratta di una delle pi√Ļ antiche chiese di Lubiana e si trova nel¬†Distretto Centro

Cattedrale di San Nicola
Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di San Nicola (Lubiana).

La¬†cattedrale di San Nicola¬†(Stolnica svetega Nikolaja) √® l’unica¬†cattedrale¬†di Lubiana. Facilmente identificabili nella citt√† con la sua cupola verde e le due torri, si trova sulla piazza vicino al Vodnik Tromostovje (Triplo Ponte).

Il sito era inizialmente occupato da una chiesa di architettura romanica la cui prima testimonianza risale al¬†1262.[31]¬†Nel¬†1361¬†un incendio provoc√≤ la sua distruzione e pertanto fu ricostruita in stile gotico. L’arcidiocesi di Lubiana arriva nel¬†1461¬†e nel¬†1469, un nuovo incendio devastata l’edificio.

Tra il¬†1701¬†e¬†1706, l’architetto¬†gesuita¬†Andrea Pozzo¬†disegna una nuova chiesa barocca, con due cappelle sui lati per rappresentare una croce latina.¬†La cupola venne costruita nel centro nel¬†1841.[31]¬†L’interno √® decorato con affreschi in stile barocco di¬†Giulio Quaglio, dipinti tra il¬†1703¬†il¬†1706¬†e tra il¬†1721¬†e il¬†1723.

Chiesa francescana dell’Annunciazione
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa francescana dell’Annunciazione.

La¬†chiesa francescana dell’Annunciazione¬†√® una chiesa di Lubiana che si trova in¬†piazza PreŇ°eren, vicina al¬†Triplo ponte.

Architetture militari

Castello di Lubiana
Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Lubiana.

Il¬†castello di Lubiana¬†(Ljubljanski grad) √® un castello in stile medievale completamente ristrutturato nella forma attuale nel¬†1960¬†√® arroccato in cima alla collina che domina il centro storico. La cima della collina fu probabilmente un accampamento dell’esercito romano, dopo un periodo celtico e illirico.

La piazza PreŇ°eren in centro Lubiana
La piazza PreŇ°eren in centro Lubiana

Architetture civili

Galleria nazionale della Slovenia
Lo stesso argomento in dettaglio: Galleria nazionale della Slovenia.

La¬†galleria nazionale della Slovenia¬†√® una¬†galleria d’artesituata a Lubiana, la capitale della¬†Slovenia.

Lo galleria √® stata fondata nel¬†1918, dopo la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico¬†e l’istituzione della¬†stato degli Sloveni, Croati e Serbi. Inizialmente era ospitato nel palazzo Kresija di Lubiana, ma venne spostato nella posizione attuale nel¬†1925.

Molto importante √® metelkova centro di cultura alternativa e street art nei pressi del quale vi √® un’opera realizzata dal writer Blu.

Municipio di Lubiana
Lo stesso argomento in dettaglio: Municipio di Lubiana.

Il¬†municipio di Lubiana¬†√® la sede dell’amministrazione comunale della citt√†.

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Una cartolina da Ljubljana-Lubiana ūüíĖ

Ljubljana_Montage_2Lubiana¬†(in¬†sloveno¬†Ljubljana,¬†in¬†tedesco¬†Laibach; anticamente¬†Aemona) √® la¬†capitale¬†e la pi√Ļ grande citt√† della¬†Slovenia.Situata nel centro del paese, adagiata sul piccolo fiume¬†Ljubljanica, la citt√† possiede una¬†popolazionedi circa 287.218 abitanti¬†ed √® divisa in 17¬†distretti¬†e ha 37¬†frazioni. √ą considerata il cuore culturale, scientifico, economico, politico e amministrativo della¬†Slovenia¬†con la sede del¬†governo centrale, del¬†Parlamento, dell’Ufficio del Presidente, degli organi amministrativi e di tutti i¬†ministeri¬†della nazione.Nel corso della sua storia √® stata influenzata dalla sua posizione geografica, all’incrocio della¬†cultura tedesca, slava e¬†latina. La citt√† pur essendo composta da architetture prevalentemente moderne conserva nel centro storico alcuni edifici che si richiamo allo¬†stile barocco¬†e¬†all’art nouveau. Alcuni fattori che contribuiscono alla sua situazione economica sono la presenza di collegamenti viari, la concentrazione di¬†industrie¬†e istituti di¬†ricerca scientifica.

Origini del nome

Gli storici non hanno ancora raggiunto un accordo riguardo all’origine del nome della citt√†. Alcuni ritengono che il nome derivi da un antico nome slavo¬†Laburus.Altri ritengono che la parola derivi dal termine latino¬†Aluviana¬†seguente ad un’inondazione della citt√†. La derivazione potrebbe ugualmente essere¬†Laubach, nome che significa “palude”. Infine, alcuni ritengono che il nome derivi dalla parola slava¬†Ljuba¬†che significa “amore”.Secondo il famoso mito greco, l’eroe¬†Giasone¬†e i suoi¬†Argonauti, che avevano trovato il famoso¬†Vello d’oro¬†nella¬†Colchide, si sarebbero poi diretti a nord lungo il fiume¬†Danubio, invece che verso il¬†Mar Egeo.¬†Dal Danubio si sarebbero diretti verso il suo¬†affluente¬†Sava, fino poi alla sorgente del fiume¬†Ljubljanica. Essi demolirono la loro barca per poterla trasportare fino al¬†mar Adriatico, che si trova pi√Ļ a ovest, al fine di ritornare a casa.¬†Entro i comuni dell’attuale¬†Nauporto¬†e Lubiana, gli Argonauti trovarono un grande lago circondato da una palude. Qui Giasone trov√≤ un mostro. Questo mostro √® il drago di Lubiana, che √® ora presente sullo stemma e sulla bandiera della citt√†.Diversi draghi alati decorano ad esempio il Ponte dei Draghi (Zmajski Most).Questo ponte, costruito tra il¬†1900¬†e il¬†1901, √® opera di Jurij Zaninovińá. Il drago (o¬†lindworm, creatura mezzo serpente e mezzo drago) √® anche un simbolo della vicina citt√† austriaca di¬†Klagenfurt, che √® stata per secoli il grande centro spirituale sloveno.A causa di questa vicinanza, la leggenda del drago di Lubiana e del¬†lindworm¬†di Klagenfurt sono spesso comparate e connesse.Inoltre, le leggende sono state trattate in modo simile nelle due citt√† in termini di araldica: i blasoni sono in entrambi i casi due draghi verdi, posti su un fondo rosso e associati ad un edificio.

Geografia fisica

Carta del centro storico di Lubiana.

La citt√†, che si estende su una superficie di 275¬†km¬≤, si trova nel centro della¬†Slovenia. La sua posizione centrale tra l’Austria, l’Ungheria, il nord-est dell’Italia(in particolare¬†Venezia) e la¬†Croazia¬†ha fortemente influenzato la storia della citt√†. La citt√† si trova 140¬†km a ovest di¬†Zagabria, 250¬†km a nord-est di¬†Venezia, 350¬†km a sud-ovest di¬†Vienna, e 400¬†km a sud-ovest di¬†Budapest.

Territorio

La citt√† √® posizionata a 298¬†m di altitudine nella valle del¬†Ljubljanica,tra il¬†Carso¬†e la¬†regione alpina.Il castello, situato su una collina a sud del centro storico, si trova a 366 metri sopra il livello del mare, mentre il punto pi√Ļ elevato della citt√†, nominato¬†Hrib Janske, √® arroccato a 794¬†m.Lubiana si estende su una¬†pianura alluvionale¬†formatasi nell’era quaternaria. Le regioni montagnose vicino sono pi√Ļ antiche, tra il¬†Terziaria¬†(Triassico) e il¬†Secondario.La citt√† √® stata pi√Ļ volte devastata dai terremoti, come nel¬†1511¬†e nel¬†1895.La Slovenia √® in effetti su una zona sismica abbastanza attiva, a causa della sua posizione a sud della¬†placca tettonica eurasiatica.Il paese si trova al crocevia di tre zone tettoniche importanti, come le¬†Alpi¬†a nord, le¬†Alpi Dinariche¬†a sud e la¬†pianura della Pannonia¬†ad est.Gli scienziati sono stati in grado di identificare 60 terremoti distruttivi verificatisi nel passato. Una rete di monitoraggio sismico √® stata installata in tutto il paese.

 Fiumi
Lo stesso argomento in dettaglio: Ljubljanica.

La città è stata costruita in prossimità della confluenza dei fiumi Ljubljanica e Sava ai piedi di una collina. Le acque della Sava confluiscono nel fiume Danubio prima di terminare il loro corso nel Mar Nero.

Clima

Il clima della citt√† e dell’est della¬†Slovenia¬†√® moderatamente¬†continentale.Il mese di luglio √® solitamente il mese pi√Ļ caldo, mentre gennaio e febbraio sono i pi√Ļ freddi.¬†La temperatura pi√Ļ fredda mai registrata √® ‚ąí28¬†¬įC. mentre la temperatura massima √® stata di 39¬†¬įC.Sono possibili gelate da ottobre a maggio. I mesi pi√Ļ secchi sono da gennaio ad aprile con meno di 100¬†mm di pioggia.¬†I mesi pi√Ļ piovosi sono giugno e quelli da agosto a novembre. da¬†https://www.wikiwand.com/it/Lubiana

Nell’Italia disastrata a cosa deve pensare il Governo?

Modificare legge per revocare onorificenza a Tito. Una mozione alla regione FVG

E’ una loro ossessione. Sono anni che ci provano, ma non ci riescono.¬†¬†Nel 1969¬†¬†Josip Broz Tito, venne insignito della distinzione di Cavaliere di Gran Cordone¬†quale Presidente della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia in occasione di una visita di Stato.¬†¬†L’onorificenza in questione √® quella di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana assegnata con decreto del 2 ottobre del 1969.¬†

Cosa dice la normativa 

Come si legge nella normativa di riferimento le onorificenze sono conferite con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita la Giunta dell’Ordine. L’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, secondo gli scopi indicati dalla legge 3 marzo 1951, n. 178, che lo istituisce, √® destinato a ricompensare benemerenze acquistate verso la Nazione nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attivit√† svolte ai fini sociali, filantropici ed umanitari, nonch√© per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari. Ma anche per benemerenze di segnalato rilievo nel campo delle attivit√† indicate nell’articolo precedente e per ragioni di cortesia internazionale il Presidente della Repubblica pu√≤ conferire onorificenze all’infuori della proposta e del parere richiesti dal primo comma dell’art. 4 della legge 3 marzo 1951, n. 178. Il decreto di concessione √® controfirmato dal Presidente del Consiglio.¬†
Il problema per la revoca √® data dall’articolo 10 del¬†¬†¬†D.P.R. 13 maggio 1952, n. 458 (Norme per l’attuazione della legge 3 marzo 1951, n. 178, concernente la istituzione dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” e la disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze).
Fuori dei casi previsti dagli articoli precedenti,¬†le onorificenze possono essere revocate solo per indegnit√†. Il Cancelliere comunica all’interessato la proposta di revoca¬†e gli contesta i fatti su cui essa si fonda, prefiggendogli un termine, non inferiore a giorni venti, per presentare per iscritto le sue difese, da sottoporre alla valutazione del Consiglio dell’Ordine. La comunicazione √® fatta a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento nell’abituale residenza dell’interessato, o se questa non sia nota, nel luogo ove fu data partecipazione del decreto di concessione. Decorso il termine assegnato per la presentazione delle difese, il Cancelliere sottopone gli atti al Consiglio dell’Ordine, per il parere prescritto dall’art. 5 della legge.
In sostanza essendo Tito morto l’onorificenza riconosciuta dalla Repubblica italiana non pu√≤ essere revocata. E contro ci√≤ si sono scontrati gi√† tutti coloro che hanno questa ossessione. Non √® come revocare insomma una cittadinanza onoraria, il discorso √® pi√Ļ complesso.
Ed allora ci penserà la regione del FVG, forse. Come?
Modificare la legge per revocare onorificenza riconosciuta a Tito 
Sul sito della regione FVG¬†si legge:¬† “Far s√¨ che la Giunta regionale si adoperi nei confronti del Governo per modificare la legge che disciplina la concessione delle onorificenze (legge 178/1951), al fine di revocare quelle “Al merito della Repubblica italiana” conferite a Josip Broz Tito, dal 1945 primo ministro e dal 1953 al 1980 presidente della Repubblica socialista federale di Jugoslavia. √ą questo il senso della mozione depositata in Consiglio regionale, che vede come primo firmatario l’assessore regionale a Politiche comunitarie e corregionali all’estero, Pierpaolo Roberti, e punta a far decadere qualsiasi riconoscimento assegnato dallo Stato italiano nei confronti del Maresciallo per i crimini perpetrati contro le popolazioni italiane in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia durante il suo periodo alla guida della Jugoslavia. Roberti ha evidenziato che “anche se √® inusuale che un assessore proponga e sia primo firmatario di una mozione, ho scelto questa via per dare all’azione di pressing sul Governo una base condivisibile da tutte le forze politiche. La mozione, gi√† depositata, √® infatti aperta alla sottoscrizione di chiunque voglia contribuire a far in modo che quell’onorificenza ingiusta ed irrispettosa venga revocata”. L’assessore ha quindi precisato che “quest’azione non pu√≤ e non deve essere vista come un ritorno al passato ma, anzi, come la volont√† di volgere lo sguardo al futuro. Revocare le onorificenze a Tito consentir√† di relegare al passato una storia che ha lacerato le nostre terre, creando contrapposizioni che solo riconoscendo la verit√† potranno essere completamente e finalmente sanate”.

Storia dell’onorificenza riconosciuta a Tito ¬†

Il 2 ottobre del 1969 Saragat e Moro si recheranno a Belgrado, per una visita ufficiale che durer√† cinque giorni. Sar√† questa la prima visita compiuta da un Presidente della Repubblica italiana in Jugoslavia dalla fine della guerra. Moro ripartir√† prima di Saragat, per impegni gi√† concordati, poich√© a New York, doveva partecipare all’assemblea delle Nazioni Unite. Si affrontarono varie questioni, dagli investimenti italiani nelle infrastrutture Jugoslave, alla possibilit√† di prevedere ulteriori contratti tra la Zastava e la FIAT per arrivare alla produzione da 50 mila auto a 180 mila annue. Il 4 ottobre durante una partecipata ed attesa conferenza stampa Tito accetter√† l’invito rivolto pubblicamente da Saragat, ovvero venire in Italia e si parler√† pubblicamente del 1970 e la dimostrazione che i rapporti¬†erano non buoni ma ottimi¬†venne evidenziata da un colloquio non programmato tra i due Presidenti tanto che Tito per la prima volta apr√¨ alla possibilit√† di ridiscutere la questione dei confini con l’Italia.
La difficile visita di Tito tra attentati e colpi di stato
Intanto, contestualmente a ci√≤, a Trieste ed al confine di Gorizia¬†ci saranno attentati antisloveni,¬†chiaramente collegati alla visita di Saragat in Jugoslavia, ed il 12 dicembre 1969 giorno in cui ci sar√† l’espulsione della Grecia dal Consiglio d’Europa, giorno in cui, a Lubiana, si doveva svolgere il difficile incontro, per ovvi motivi, tra Tito e Bascev, ministro degli esteri della Bulgaria, uno dei Paesi che riconobbe la reggenza del regime greco, a Milano esploder√† anche la nota bomba di Piazza Fontana.
E veniamo al 7/8 dicembre 1970¬†ed alla mancata visita di Tito,¬†programmata e come comunicata pubblicamente gi√† ne ’69.¬†In Italia si doveva realizzare il noto golpe. Non √® un mistero che durante il dibattimento in ordine ai fatti del golpe Borghese emerse che a detta di alcuni il motivo della visita di Tito era lo scorporo della zona B di Trieste per cui il contro-ordine fu emanato nel momento in cui Borghese seppe che l’arrivo di Tito era stato rinviato.¬†Ed emerse anche ¬†che l’azione eversiva era stata suggerita dai servizi Segreti proprio per la visita di Tito. ¬†
Sar√† interessante quanto riporter√† anche il The Guardian ovvero che solamente due giorni prima della visita di Tito si era svolto in Italia il tentato colpo di stato e che dovevano essere state coinvolte anche alcune centinaia di emigranti sloveni che avrebbero avuto il compito di dare una mano ai gruppi neofascisti e di rendere impossibile la visita dello statista jugoslavo.(¬†George Armstrong: Italians ready for Tito‚Äôs postponed visit. The Guardian, 22. 3. 1971. Il ritaglio si trova per es. in TNA FCO 28/1640¬†). Ma a quanto pare la “notte della Madonna” doveva non solo coinvolgere Roma ma contestualmente¬†anche Zagabria¬†e la commissione d’inchiesta come istituita da Tito, che nel marzo del ’71 present√≤ le conclusioni, fece trapelare che il tutto, per quanto riguardava le vicende croate, sembrava essere ricondotto ad un mero intrigo dei servizi segreti locali.
Il messaggio dell’ANPI per la visita del ’71 di Tito

L’importante visita¬†avverr√†¬†nel¬†marzo del 1971. Il 24 marzo 1971, il giorno antecedente la vista di Tito in¬†Italia, l’ANPI saluter√† il tutto in modo positivo cos√¨ scrivendo: ‚Äúla visita affonda le sue radici ideali nella comune resistenza al nazismo, quando tutti e due i nostri popoli lottarono non solo per la cacciata dell’invasore straniero ma anche per il radicale rinnovamento delle vecchie strutture politico sociali ed economiche che avevano fino ad allora impedito lo sviluppo dei nuovi ordinamenti democratici e popolari (…) Nell’impegno che ci deriva dal comune passato di lotte nel nome di una amicizia che nell’odierna visita trova una ulteriore conferma ed alimento. salutiamo il maresciallo Tito, da partigiani a partigiano, col vecchio grido di guerra della resistenza: ” Morte al fascismo. libert√† ai popoli‚ÄĚ.¬†Nel primo comunicato congiunto emesso tra le autorit√† Jugoslave e quelle Italiane si evidenziava innanzitutto che ‚Äúle due parti hanno concordato circa la necessita di continuare ad adoperarsi per un rafforzamento di un clima di fiducia e di distensione internazionale che consenta di individuare adeguate soluzioni alle crisi che tuttora turbano la pace nel mondo‚ÄĚ. Tito visiter√† anche la FIAT e sar√† nota la foto sorridente¬†tra Tito ed Agnelli¬†con una delegazione dello stabilimento di Torino, visita che si ripeter√† nel 1973. Probabilmente l’elemento pi√Ļ importante della visita di Tito in Italia sar√† l’incontro, di oltre due ore, avuto con il¬†Papa Paolo VI. La Jugoslavia veniva considerata come l’unico Paese socialista europeo che aveva completamente normalizzato le proprie relazioni diplomatiche con il Vaticano.
Il messaggio del Papa 
A conclusione dell’incontro il Papa, rivolgendosi a Tito ed alla Jugoslavia, riconobbe che ‚Äúnon senza interesse abbiamo visti affermati nei fondamenti della vostra Carta principi come quelli della umanizzazione dell’ambiente sociale e del rafforzamento della solidariet√† e della collaborazione fra gli uomini e del rispetto della dignit√† umana‚ÄĚ.
messaggio di Pertini per Tito, conservato a Belgrado

Nell’Italia disastrata, dove succede di tutto e di pi√Ļ, a cosa deve pensare giustamente il Governo? Quale la sua priorit√†? Modificare legge per revocare la giusta onorificenza riconosciuta a Tito ai cui funerali¬†parteciparono tutti i pi√Ļ importanti capi di Stato del mondo, a partire dal nostro.

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Marco Barone

Pojdem v Beneńćijo-Vado in Beneńćija ‚ô¨

469395_437062779656997_1340321370_oBeneŇ°ki fantje:famoso gruppo musicale folk -I ragazzi della Beneńćija(Slavia friulana)

Pojdem v Beneńćijo-Vado in¬†Beneńćija

Il pi√Ļ vecchio gruppo di musica etno, folk e popolare in Slovenia.
I BeneŇ°ki fantje cantano anche canzoni popolari in dialetto friulano e beneciano

I ¬†BeneŇ°ki fantje sono il pi√Ļ vecchio gruppo musicale etno-folk in Slovenia.L’ensemble √® stato fondato nell’anno¬†1952. I membri fondatori non ci sono pi√Ļ ,tra questi ricordo Anton Birtińć e Edi Bukovac che ci hanno lasciato.¬†I nuovi membri stanno portando avanti questa musica con successo!