Pillole di me

Eccomi,sono io ,la foto ha fatto il lifting.Passo tante ore al pc,mio marito brontola sempre,dice che sono dipendente da internet.Mah,voi che dite,quale è il massimo di ore per evitare la dipendenza?

Maestra elementare pensionata,non ho figli,ho pochi amici . Il mio mondo è internet,sono su twitter,blogger,libero e fb dove ho un grupo di oltre mille persone e una pagina.

L’argomento?

Indovinate,sempre quello,la Benecia o Slavia friulana.E’ da quando sono nata che ne sento parlare e quindi essendo i miei genitori giornalisti ,forse,voglio imitarli.

Fine della prima parte ,alla prossima…

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Caffè Bruno

THAILANDIA: LA MISSIONE DEL TRIVENETO

Caffè Bruno prende il nome dall’ideatore del progetto:don Bruno Rossi40095705_10214839430811245_6894341233649385472_n

Don Bruno Rossi: il caffè come riscatto della gente dei monti

…Da quindici anni le diocesi del Triveneto gestiscono uno scambio tra le chiese nel nord della Thailandia. L’inizio è stato a Chae Hom subentrando  alle attività di un centro avviato da p. Alessandro Bordignon, missionario del PIME. Negli anni le attività si sono diversificate, aprendo anche un nuovo impegno a Lamphun, città industriale vicino a Chiang Mai, vero polo  di componentistica informatica del sud est asiatico. Due missioni per due  impegni differenti. La prima, Chae Hom,  missione  caratterizzata dall’attività nei villaggi delle montagne, dove vivono molte persone di etnie diverse dal thai, animiste e quindi più sensibili al messaggio cristiano. E poi le attività nei convitti per studenti, ragazzi e ragazze delle montagne che scendono per poter andare a scuola. A Chae Hom lavorano don Bruno Rossi e don Raffaele Sandonà di Padova, don Bruno Soppelsa di Belluno. Diverso il contesto di Lamphun, città industriale, caratterizzata dal lavoro operaio in fabbrica e dalla forte migrazione birmana. A Lamphun vi lavorano don Attilio de Battisti di Padova e don Giuseppe Berti di Verona. Un sesto fidei donun, Don Francesco Cunial, di Vicenza, si sta preparando a questa missione studiando il thai a Bangkok. Con l’occasione di un corso di comunicazione   di Luci nel Mondo a Chiang Mai, organizzato dalla missione del triveneto per gli operatori della comunicazione  di alcune diocesi della Thailandia, abbiamo avuto modo di passare alcuni giorni con i missionari, entrando nei loro ambiti di lavoro, raccogliendo le loro testimonianze.

«Come missionari ci siamo fin dagli inizi chiesti come fare per favorire un processo di sviluppo sociale per queste popolazioni delle montagne. Solo se si trova una possibilità di riscatto sociale, solo se si trova possibilità di lavoro questa gente non lascia i monti per ingolfare le grandi città con tutte le problematiche caratteristiche dell’urbanizzazione,  tipiche anche per il contesto thailandese. E noi abbiamo trovato nel caffè un motivo di sviluppo e di reddito. Da sempre queste popolazioni coltivano il caffè di ottima qualità perché il clima e l’altitudine permette una buona produzione di qualità. Il loro problema era la raccolta, la tostatura e soprattutto la commercializzazione. Quello che abbiamo fatto noi missionari è stato organizzare questi processi, assieme ai coltivatori thai o delle montagne.  Mi sono fatto mandare dall’Italia una macchina per la tostatura, abbiamo organizzato corsi di apprendimento, e ora il caffè prodotto sulle montagne di Chae Hom dai contadini che sono anche nostri parrocchiani arriverà presto anche a Bangkok. E’ una soddisfazione, ed il lavoro è ancora lungo. Noi compriamo il caffè direttamente dai contadini a prezzo più alto di quello del mercato, lo tostiamo, lo rivendiamo e quello che rimane di guadagno serve per finanziare borse di studio per i ragazzi che frequentano i nostri centri. E’ un progetto di promozione sociale: aiutiamo la gente a rimanere sui monti, e l’utile viene reinvestito nel sociale.»

http://www.cmdverona.it/component/k2/item/2298-thailandia-la-missione-del-triveneto.html?jjj=1535375767496

20622193_105024893535330_5806365788702022401_nDon Bruno Rossi è della diocesi di Padova ma è dentro il progetto Triveneto di cooperazione tra le diocesi del nord est e la diocesi di Chiang mai nel nord della Thailandia. Quindi è lì anche a nome delle diocesi del Friuli.

approfondimento http://www.inthailandia.org/caffe-bruno/

Complimenti per il progetto,continuate così…

IN CARNIA di Giosuè Carducci

Giosuè Carducci venne in villeggiatura ad Arta Terme per rilassarsi e curarsi con le “acque sulfuree”
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Di Sebi1 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7715351

Su le cime de la Tenca
Per le fate è un bel danzar.
Un tappeto di smeraldo
Sotto al cielo il monte par.

Nel mattin perlato e freddo
De le stelle al muto albor
Snelle vengono le fate
Su moventi nubi d’ór.

Elle vengon con l’aurora
Di Germania ivi a danzar.
Treman l’ombre de gli abeti
Nere e verdi al trapassar.

De la But che irrompe e scroscia
Elle ridono al fragor,
E in quel vortice d’argento
Striscian via le chiome d’òr.

Freddo e nitido è il lavacro,
Ed il sole anche non par.
Su la vetta de la Tenca
Incominciano a danzar.

Bianche in vesta, rossi i veli,
I capelli nembi d’òr,
Che abbandonano ridenti
De gli zefiri a l’amor.

Poi con voce arguta e molle,
Sí che d’arpe un suono par,
Le sorelle de la Carnia
Incominciano a chiamar.

Tra il profumo de gli abeti
Ed il balsamo de i fior
Da le valli ascende il coro
Del mistero e de l’amor.

Su la rupe del Moscardo
È uno spirito a penar:
Sta con una clava immane
La montagna a sfracellar.

Quando vengono le fate,
Egli oblía l’aspro lavor;
E sospeso il mazzapicchio
Guarda e palpita d’amor.

Che le fate al travaglioso
Mai sorridano, non par:
Il selvaggio su la rupe
Si contenta di guardar,

E tal volta un cappel verde
Ei si mette per amor,
E d’un bel mantello rosso
Ei riveste il suo dolor.

Ahi, da tempo in su la Tenca
Niuna fata non appar:
Sol la But tra i verdi orrori
S’ode argentëa scrosciar,

E il dannato su ’l Moscardo
Senza piú tregua d’amor
Notte e dí co ’l mazzapicchio
Rompe il monte e il suo furor.

Ahi, le vaghe fantasie
Dal mio spirito esulâr,
E il torrente di memoria
Odo funebre mugghiar:

Niun fantasima di luce
Cala omai nel chiuso cuor,
E lo rompe a falda a falda
Il corruccio ed il dolor.


Note

  1. È una tradizione popolare, che prima la contessa Caterina Percoto raccolse nel libro delle sue Novelle; bel libro e forte, che rispecchia la forte bellezza e bontà del Friuli.

da https://it.wikisource.org/wiki/Rime_nuove/Libro_III/In_Carnia

 

I 105 anni di Pahor: «Al mattino una pillola e 7 fettine di pane»

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…Da quando sono uscito vivo dal campo di concentramento il passare del tempo mi lascia indifferente. Non mi soffermo, guardo avanti. Ogni anno che la Natura mi concede è un privilegio ed io le sono riconoscente. Ammetto che me ne ha regalati molti».

https://www.corriere.it/cronache/18_agosto_27/i-105-anni-di-pahor-scrittore-sopravvissuto-ai-lager-d939ec40-a963-11e8-ac75-03917cf6f044.shtml

Che uomo ,a 105 anni non guarda al passato,ma guarda avanti…