A Fiume scatta la mobilitazione contro il concerto di gruppi nazionalisti italiani dopo il corteo di Casapound di Trieste

Trento e Trieste furono nell’immaginario irredentista le due città simbolo che legittimarono, loro malgrado, la scelta scellerata dell’Italia di frantumare la neutralità e scagliarsi contro il suo (ex) alleato per colpirlo alle spalle e determinare milioni di morti, e feriti e distruzione. Questo sarà il responso della prima guerra mondiale. La più grande carneficina umana mai prodotta dall’essere umano. Come è noto a Trieste ci sarà il corteo di Casapound. Forza politica nota per essere definita come “fascisti del terzo millennio” che dopo aver aperto il suo ciclo con la manifestazione di Gorizia nel 2015 in occasione dell’entrata in guerra dell’Italia, vuole chiuderlo in occasione del 4 novembre, nelgiorno della vittoria, che il governo italiano si appresta nei suoi contenuti a ripristinare come festa della vittoria. Si fronteggeranno a Trieste, città che ha conosciuto il peggior fascismo e l’occupazione nazista che porterà a realizzare la Risiera di San Sabba, nonostante appelli di boicottaggio ad entrambe le manifestazioni, due fronti opposti. Quello casapoundista e quello antifascista. Ed il tutto nel giorno della festa del patrono sacro per la città, San Giusto. Come risponderà la città lo si scoprirà il 3 novembre.Una giornata ad alta tensione che continuerà anche dopo la manifestazione e si estenderà sino alla bella Fiume/ Rijeka. Città che subì la marcia su Fiume, pagliacciata narcisistica dannunziana che anticiperà quella su Roma, che porterà ad un Natale di sangue violento, una sessantina di vittime tra le truppe dell’esercito italiano mandate a liberare Fiume da quella occupazione ed i legionari e chi ve ne fece parte. Marcia che facilitò però il passaggio della città, oggi croata, all’Italia fascista nel ’24 e dell’Italia praticamente Fiume conobbe solo fascismo e decadenza e declino. Trieste e Fiume in mano significava avere il controllo assoluto dell’Alto Adriatico. Una città che nel simbolismo e nell’immaginario dei nazionalisti è sacra come lo è Gorizia, come lo è Trieste. E per questo non deve stupire il fatto che proprio nella città croata sia stato annunciato, alla fine del corteo di Trieste, un concerto nazionalista con diversi gruppi nazionalisti. La rete si è già mobilitata, nel dubbio che ciò sia fondato o meno, visto che una locandina c’è. Appelli al Sindaco e non solo, appelli da parte diSocijalistička radnička partija Hrvatske (SRP)   o realtà antifasciste locali  che invitano a monitorare con attenzione la situazione ed attivarsi per non consentire un siffatto concerto.  D’altronde cosa accadrebbe se nazionalisti croati dovessero fare una iniziativa simile a Trieste?

Marco Barone

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