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In memoriam ❀ ❤

 crisantemo

Omaggio ai miei genitori ,che in tempi difficili, hanno operato e lottato per la promozione umana e culturale degli sloveni nella Slavia friulana .

Povej mi kdo, kam oblaki plujo, kam ptice lete, kam vode teko, kam človek gre.
Dimmi, dove volano le nuvole, dove volano gli uccelli, dove scorre l’acqua, dove va la persona .(Oton Župančič)

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Davvero poche Lodi

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Editoriale del 17 ottobre

Ci sono eventi di cronaca che più di altri segnano un’epoca. Che mettono in evidenza un punto di non ritorno fra quello che c’era prima e quello che avverrà dopo. Il caso della scuola di Lodi, potrebbe essere uno di questi. Nella cittadina lombarda, un tempo roccaforte della sinistra, il sindaco leghista Sara Casanova ha preteso che per mensa e trasporto scolastico le famiglie straniere presentassero, oltre al classico ISEE, anche un documento, rilasciato dagli Stati di origine, che attesti che in quei Paesi gli stessi stranieri non siano proprietari di beni mobili o immobili.Molti Paesi non rilasciano proprio questo tipo di certificazioni. I genitori che sono riusciti a procurarseli si sono sentiti dire che non erano completi. Risultato, scontatissimo: i bambini stranieri che provengono da famiglie che non possono permettersi di pagare la quota della fascia più alta non mangiano coi coetanei italiani e se ne stanno in apartheid in un’altra stanza.A segnare il punto di non ritorno però, non è il solito schema attacco/retromarcia del plenipotenziario ministro degli Interni. O il superficiale smarcamento interessato degli alleati di governo. È chi di fronte ad una palese discriminazione ripropone narrazioni che razionalmente non c’entrano nulla: “Razzisti sono loro che pretendono di mangiare in mensa con gli italiani, razzisti sono loro che fanno figli, razzisti sono i buonisti, razzisti quelli che vogliono abbassare i salari degli italiani, razzista è il turbocapitalismo che aveva ragione Preve (quello da cui copia e incolla Fusaro, ndr).”Il punto di non ritorno è che di fronte a tutto ciò ci sia un’opposizione più interessata alle sorti del Monza calcio o allo scioglimento delle riserve per la corsa alla segreteria del partito. Il punto di non ritorno è che, etica a parte (quella che ormai si chiama buonismo), nessuno alzi il dito per dire un’ovvietà machiavellica: questo tipo di scelte mina qualsiasi possibilità di integrazione, che produrrà ancora più esclusione sociale e quindi insicurezza (anche) per gli italianissimi di razza.

http://novimatajur.it/senza-categoria/top/editoriale-del-17-ottobre-davvero-poche-lodi.html

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Halloween in Friuli

Non è una festa della mia tradizione,perciò dico no!

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Davvero Halloween è una tradizione importata? Un viaggio attraverso la storia e le tradizioni per scoprire quanto questa festa sia radicata nel nostro passato.
Come ogni anno sul finire di ottobre le case,le vetrine iniziano ad adornarsi di lanterne a forma di zucca e i bambini vanno in giro travestiti da mostri per le strade, bussando di porta in porta, gridando all’unisono “Dolcetto o scherzetto?”.

La festa di Halloween ha ormai fatto il giro del mondo e da decenni ha preso piede anche in Italia sebbene le sue origini siano irlandesi.
In Friuli Venezia Giulia e in particolare nella cittadina di Ampezzo, in provincia di Udine, ogni anno si rinnova la celebrazione dell’antico Capodanno celtico e la credenza che il 31 ottobre tornassero sulla terra i defunti accompagnati da elfi e folletti per visitare i luoghi in cui avevano vissuto. Nel dialetto locale “Muras” significa “zucca”: questo ortaggio viene scavato, intagliato e collocato tra i vialetti. I cortili del centro storico vengono illuminati dalle lanterne e si effettuano meravigliosi spettacoli tra giocolieri e mangiafuoco, tra musica e divertimento in un’atmosfera surreale.ae1b3118-1fb1-3443-b257-ab142f25d384

Questo dolce è diffuso principalmente in Friuli Venezia Giulia, anche se affonda le sue radici nell’antica Grecia dove veniva distribuito durante le celebrazioni funebri. Le fave, ingrediente principale, vengono surrogate in un impasto a base di mandorle, zucchero e uova e vengono appositamente preparate nel periodo di Halloween come offerta per i defunti.

E la zucca?

Come alla Fiesta dalis Muars in Friuli, la zucca ad Halloween non può mai mancare, e ne è sicuramente il simbolo più diffuso. Se vi siete sempre chiesti da dove derivi questa usanza e volete cimentarvi nell’intaglio della vostra zucca di Halloween, date un’occhiata alla nostra infografica.

<a href=’http://www.momondo.it/ispirazione/intagliare-zucca-di-halloween/’img src=’https://www.momondo.it/ispirazione/wp-content/uploads/sites/17/2016/10/5_intagliare_zucca_final_760.jpg’ alt=’Come intagliare una zucca per Halloween | momondo’ width=’760px’ border=’0′ </a></p><br /><br /> <p>

https://www.momondo.it/discover/articolo/halloween-italia-tradizioni-ricette