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Maltempo, in volo sul Friuli ferito dal vento e dalla pioggia 😢

Gli alberi sono stati abbattuti dalla furia del vento  a 180 km h praticamente un tornado…

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Centenario fine grande guerra.

Occasione storica mancata non aver visitato il cimitero austroungarico di Redipuglia ma solo il Sacrario20181104_143833https://xcolpevolex.blogspot.com/2018/11/centenario-fine-grande-guerra-occasione.html?spref=fb&fbclid=IwAR2TWEl865e1XoxCcy1HYqQ3VsabTpzIQCSqW1d7SZdV-p6ijIHncBWU0jw

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La guerra fa solo sconfitti

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Come l’Italia pretese la Valcanale

Il 29 novembre 1918 il periodico di Klagenfurt Freie Stimmeriportava: «Dopo la partenza delle nostre truppe in ritirata, nella quale gli ungheresi si concessero ancora alcuni scampoli di disonore e infamia, furono completamente abbandonati al saccheggio i magazzini erariali […]. Attualmente a Tarvis e dintorni è stanziata la Brigata mista italiana «Porto Maurizio», forte di 6000 uomini al comando del generale Luzzato, l’aiutante del quale è il sottotenente Fandutti. Tutti e due mostrano, nei confronti della popolazione, cortesia amichevole e s’impegnano in maniera ammirevole per appianare i contrasti. Tra i soldati italiani domina una disciplina ferrea, gli ufficiali si sforzano di parlare tedesco […]. Il coprifuoco per la truppa è fissato per le ore 19 […] e sono previste gravi sanzioni per i trasgressori. Regna la tranquillità in città e nel circondario. […]. Secondo i racconti di alcuni ufficialil’Italia avanza il suo diritto sul Kanaltal e anche sul territorio di Tarvis e Raibl».

In Valcanale le truppe del Regno d’Italia varcarono il ponte sul torrente Pontebbana – quello che divideva la Pontebba già veneta e poi italiana dall’austroungarica Pontafel – il 4 novembre 1918. Arrivarono a Tarvisio due giorni dopo, prendendo possesso delle infrastrutture della valle.
La Valcanale era stata molto segnata dalla guerra. La popolazione era stata evacuata nel 1915, all’inizio delle operazioni militari. Quattro anni di conflitto avevano portato piena devastazione sul territorio, anche dal punto di vista economico. A rendere ancora più difficile la situazione intervennero i saccheggi per mano di formazioni ungheresi sbandate nella ritirata austro-ungarica.
Gli ufficiali italiani poterono fare fronte alla situazione solo instaurando da subito buoni rapporti con gliabitanti, in difficoltà non solo per le devastazioni ma anche dall’improvviso e profondo cambio amministrativo, linguistico e culturale. La popolazione locale si trovò, suo malgrado, a rapportarsi a un’amministrazione inizialmente provvisoria, in attesa delle decisioni definitive che avrebbero stabilito i trattati di pace. Fin da subito, la possibilità di un ritorno della Valcanale nell’orbita austriaca sembrò meno probabile. Per capire l’impatto che ebbe sulla popolazione valcanalese di allora la prospettiva di un’amministrazione italiana, basti fornire il quadro etnico risultante dall’ultimo censimento austriaco effettuato in zona precedentemente alla prima guerra mondiale (1910), dove tra la popolazione presente era rilevata anche l’appartenenza linguistica. Nell’insieme degli allora comuni di Tarvis (in sloveno Trbiž, negli anni seguenti italianizzato ufficialmente in Tarvisio), Saifnitz (in sloveno Žabnice, in seguito italianizzato in Camporosso in Valcanale), Uggowitz- Wolfsbach (in sloveno Ukve-Ovčja vas, poi Ugovizza-Valbruna), Malborgeth (Malborghetto), Leopoldskirchen (Lipalja ves, poi San Leopoldo), Pontafel (oggi quartiere del paese di Pontebba) e Weissenfels (in sloveno Bela Peč, poi Roccalba e quindi Fusine in Valromana) risiedevano 8.614 abitanti. Di questi, 6.397 dichiaravano di essere di lingua tedesca; 1.682 di lingua slovena (concentrati soprattutto a Camporosso, Ugovizza, Valbruna e San Leopoldo) e solo 10 di lingua italiana.
Da secoli il territorio gravitava attorno alla zona bilingue (tedesco-sloveno) della Carinzia, prima del conflitto rientrante nell’Austria-Ungheria. Con essa intratteneva tutta una serie di relazioni, legate anche a commercio e servizi.
I lavori del corpo diplomatico del Regno d’Italia cominciarono subito dopo l’armistizio di Villa Giusti, il 4 novembre del 1918. La Conferenza di Pace fu convocata a Versailles il 18 gennaio 1919, ma solo dal 19 aprile furono prese in esame le rivendicazioni italiane. I trattati di pace di Saint-Germain-en-Laye del 1919 e di Rapallo del 1920 determinarono i nuovi confini con l’Austria e col regno dei Serbi, Croati e Sloveni. La Valcanale fino all’abitato di Goggau (Coccau), cui fu aggregata anche Weissenfels, si ritrovò definitivamente a far parte del Regno d’Italia.

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