Come lโ€™Italia pretese la Valcanale

Il 29 novembre 1918 il periodico di Klagenfurtย Freie Stimmeriportava: ยซDopo la partenza delle nostre truppe in ritirata, nella quale gli ungheresi si concessero ancora alcuni scampoli di disonore e infamia, furono completamente abbandonati al saccheggio i magazzini erariali [โ€ฆ]. Attualmente a Tarvis e dintorni รจ stanziata la Brigata mista italiana ยซPorto Maurizioยป, forte di 6000 uomini al comando del generale Luzzato, lโ€™aiutante del quale รจ il sottotenente Fandutti. Tutti e due mostrano, nei confronti della popolazione, cortesia amichevole e sโ€™impegnano in maniera ammirevole per appianare i contrasti. Tra i soldati italiani domina una disciplina ferrea, gli ufficiali si sforzano di parlare tedesco [โ€ฆ]. Il coprifuoco per la truppa รจ fissato per le ore 19 [โ€ฆ] e sono previste gravi sanzioni per i trasgressori. Regna la tranquillitร  in cittร  e nel circondario. [โ€ฆ]. Secondo i racconti di alcuni ufficialilโ€™Italia avanza il suo diritto sul Kanaltal e anche sul territorio di Tarvis e Raiblยป.

In Valcanale le truppe del Regno dโ€™Italia varcarono il ponte sul torrente Pontebbana โ€“ quello che divideva la Pontebba giร  veneta e poi italiana dallโ€™austroungarica Pontafel โ€“ il 4 novembre 1918. Arrivarono a Tarvisio due giorni dopo, prendendo possesso delle infrastrutture della valle.
La Valcanale era stata molto segnata dalla guerra. La popolazione era stata evacuata nel 1915, allโ€™inizio delle operazioni militari. Quattro anni di conflitto avevano portato piena devastazione sul territorio, anche dal punto di vista economico. A rendere ancora piรน difficile la situazione intervennero i saccheggi per mano di formazioni ungheresi sbandate nella ritirata austro-ungarica.
Gli ufficiali italiani poterono fare fronte alla situazione solo instaurando da subito buoni rapporti con gliabitanti, in difficoltร  non solo per le devastazioni ma anche dallโ€™improvviso e profondo cambio amministrativo, linguistico e culturale. La popolazione locale si trovรฒ, suo malgrado, a rapportarsi a unโ€™amministrazione inizialmente provvisoria, in attesa delle decisioni definitive che avrebbero stabilito i trattati di pace. Fin da subito, la possibilitร  di un ritorno della Valcanale nellโ€™orbita austriaca sembrรฒ meno probabile. Per capire lโ€™impatto che ebbe sulla popolazione valcanalese di allora la prospettiva di unโ€™amministrazione italiana, basti fornire il quadro etnico risultante dallโ€™ultimo censimento austriaco effettuato in zona precedentemente alla prima guerra mondiale (1910), dove tra la popolazione presente era rilevata anche lโ€™appartenenza linguistica. Nellโ€™insieme degli allora comuni di Tarvis (in sloveno Trbiลพ, negli anni seguenti italianizzato ufficialmente in Tarvisio), Saifnitz (in slovenoย ลฝabnice, in seguito italianizzato in Camporosso in Valcanale), Uggowitz- Wolfsbach (in sloveno Ukve-Ovฤja vas, poi Ugovizza-Valbruna), Malborgeth (Malborghetto), Leopoldskirchen (Lipalja ves, poi San Leopoldo), Pontafel (oggi quartiere del paese di Pontebba) e Weissenfels (in sloveno Bela Peฤ, poi Roccalba e quindi Fusine in Valromana) risiedevano 8.614 abitanti. Di questi, 6.397 dichiaravano di essere di lingua tedesca; 1.682 di lingua slovena (concentrati soprattutto a Camporosso, Ugovizza, Valbruna e San Leopoldo) e solo 10 di lingua italiana.
Da secoli il territorio gravitava attorno alla zona bilingue (tedesco-sloveno) della Carinzia, prima del conflitto rientrante nellโ€™Austria-Ungheria. Con essa intratteneva tutta una serie di relazioni, legate anche a commercio e servizi.
I lavori del corpo diplomatico del Regno dโ€™Italia cominciarono subitoย dopo lโ€™armistizio di Villa Giusti, il 4 novembre del 1918. La Conferenza di Pace fu convocata a Versailles il 18 gennaio 1919, ma solo dal 19 aprile furono prese in esame le rivendicazioni italiane. I trattati di pace di Saint-Germain-en-Laye del 1919 e di Rapallo del 1920 determinarono i nuovi confini con lโ€™Austria e col regno dei Serbi, Croati e Sloveni. La Valcanale fino allโ€™abitato di Goggau (Coccau), cui fu aggregata anche Weissenfels, si ritrovรฒ definitivamente a far parte del Regno dโ€™Italia.

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