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Cesare Battisti story 2


foto di José    Cruz/ABr – Agência Brasil


Il caso di Cesare Battisti è la storia di un uomo condannato dalla giustizia ma salvato dalla politica.
Il presidente brasiliano Michel Temer ha firmato il decreto di estradizione per l’ex terrorista italiano Cesare Battisti.In Italia lo aspetta l’ergastolo per i 4 omicidi risalenti agli anni 70.Battisti è ora latitante,è sparito giovedì.
Quella di Battisti è una lunga storia,fu arrestato nei primi anni 70 per rapina e sequestro di persona.Nel 1977 si unì ai PAC (proletari armati per il comunismo).Uscito dal carcere fece rapine,sabotaggi e rapine sempre per i PAC.Fu arrestato nel 79,riuscì ad evadere 2 anni dopo.Andò in Francia.Messico e Brasile.Nel 2009 gli fu dato lo status di rifugiato politico che fu revocato dalla giustizia brasiliana,l’estradizione fu negata dal presidente Lula.
Il 6 gennaio 1978 a Udine viene assassinato a bruciapelo e alle spalle Antonio Santoro, maresciallo della polizia penitenziaria.
Santoro morì ucciso brutalmente e vilmente  a 52 anni. A sparare, secondo gli inquirenti, furono Battisti e una complice, con la quale l’ex terrorista tese l’agguato al sottoufficiale. I due si finsero una coppietta che si scambiavano effusioni fino al momento di colpire.
Per gli inquirenti fu Battisti a sparare a Santoro alle spalle davanti alla moglie e i suoi tre figli con cui stava passeggiando. Le cronache del tempo riferiscono che la colpa di Santoro fu quella di aver tardato a soccorrere Cavallina, un altro terrorista, che si era rotto un braccio giocando a pallone in prigione. Per il gruppo terroristico i PAC, di cui Battisti era membro, questo fu il battesimo del fuoco.
In Francia Battisti fu protetto dalla politica di Mitterrand, si sposò ed ebbe due figlie con una scrittrice giornalista ottenendo la naturalizzazione, poi revocata prima che gli venisse conferita la cittadinanza, infine in Brasile dal 2004.
Evaso nel 1981, Battisti per quasi un anno visse da clandestino a Parigi.Lì si diede alla scrittura e fondò insieme con altri una rivista culturale, Via Libre. Secondo quanto affermato dallo stesso Battisti in un articolo apparso su Paris Match il 22 luglio 2004, terminato il suo primo romanzo, questo sarebbe stato pubblicato a sua insaputa da un amico, spacciatosi per l’autore; nell’articolo Battisti non fece il nome né del romanzo, né della persona che se ne sarebbe attribuita la paternità, poiché vi sarebbe una causa per plagio in corso.
Alla fine del 1981 fugge in Messico, vivendo a Puerto Escondido fino al 1990. Durante la sua latitanza messicana intervengono le condanne in contumacia, a sua insaputa. Decise di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura, anche su consiglio di Paco Ignacio Taibo II.
Battisti tornò in Francia nel 1990. Nella capitale francese frequentò la comunità di latitanti italiani che vi viveva grazie alla dottrina Mitterrand. Intanto terminò un romanzo e visse traducendo in italiano racconti di autori noir francesi, tra i quali Didier Daeninckx e Jean-Patrick Manchette, tentando di aprire una lavanderia e facendo vari lavori, tra cui il portinaio dello stabile dove risiedeva.
Arrestato nel paese sudamericano nel 2007, Battisti fu detenuto in carcere a Brasilia fino al 9 giugno 2011. Ha scontato in totale circa sette anni di carcere. Inizialmente gli fu concesso lo status di rifugiato, poi revocato. Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annunciò il rifiuto dell’estradizione in Italia e concesse il diritto d’asilo e il visto permanente (status di “residente permanente”). Della questione tuttavia fu investito il Tribunale supremo federale brasiliano, su sollecito della nuova presidente del Brasile Dilma Rousseff, che l’8 giugno 2011 negò definitivamente l’estradizione, con la motivazione che avrebbe potuto subire “persecuzioni a cause delle sue idee”. Battisti fu quindi scarcerato, dopo aver scontato la pena per ingresso illegale tramite documenti falsi, e rimase in libertà fino al 12 marzo 2015, giorno in cui viene nuovamente arrestato dalle autorità brasiliane in seguito all’annullamento del permesso di soggiorno, ma viene rilasciato quasi subito. Nell’ottobre 2017 fu di nuovo tratto in arresto al confine con la Bolivia, ma scarcerato poco dopo.
Secondo la legge della Repubblica Federale del Brasile i crimini commessi da Battisti sarebbero caduti in prescrizione nel 2013. L’uomo inoltre ha avuto un terzo figlio da una donna brasiliana nel 2013 ed è sposato con una cittadina brasiliana dal 2015, tutti fatti che impedirebbero l’estradizione ai sensi dello Statuto dello Straniero vigente nel paese sudamericano. Contro l’estradizione si sono schierati molti intellettuali, come Gabriel García MárquezBernard-Henri LévyDaniel PennacTahar Ben JellounValerio Evangelisti e anche – a titolo personale – alcuni esponenti sudamericani di Amnesty International.

fonte:https://www.wikiwand.com/it/Cesare_Battisti_(1954) e
http://www.liberoreporter.it/2017/10/in-evidenza/cesare-battisti-ecco-i-delitti.html

Certo che Battisti ha avuto molti appoggi,ha saputo con la sua scaltrezza farsi passare per perseguitato politico.Ora pare che non abbia tanti appoggi,io ho un’altra idea sulle sue azioni.Staremo a vedere se lo prenderanno e se riuscirà ancora ad evitare il carcere.

Un pensiero riguardo “Cesare Battisti story 2

  1. Storia controversa, quella di Battisti. Ci sono tesi a suo favore e contro di lui. Sono stati scritti diversi libri sulla sua vicenda giudiziaria. Io sono contrario alla sua estradizione: l’Italia si accanisce contro di lui, facendolo diventare il capro espiatorio di tutto il terrorismo italiano degli anni ’70. Anche sui processi ho da ridire: condannato in contumacia (quindi senza la possibilità di difendersi), sulla base della legislazione d’emergenza attuata contro il terribile terrorismo di quegli anni. Analizzando i processi, ci sono tanti punti oscuri. Quelli per cui la Francia prima e il Brasile poi gli hanno concesso rifugio (ora ritirato, ma in Brasile c’è stato di fatto un colpo di Stato e governa una destra discutibile).
    Secondo me bisognerebbe chiudere il periodo storico del terrorismo degli anni ’70. Anche con la grazia. Ovviamente per i procedimenti controversi come quello di Battisti.

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