Benečija/Slavia friulana in immagini e parole

Se penso alla Benecija, il pensiero va al colore verde dove la speranza fra le valli ai piedi del Matajur si unisce alle bellezze nascoste delle valli sotto il Matajur.E’ una bellezza che aspetta di essere scoperta  e alla quale restiamo legati per sempre.Proprio la bellezza caratterizza questi luoghi appartati dove il Natisone ha scelto la sua via da Breginj (Bergogna) fino all’unione col fiume Torre con il quale insieme si gettano nell’Isonzo nella pianura friulana fra il carso e l’Adriatico.Il popolo sloveno che dimora qui da secoli ha faticato su queste bellezze ed ha ottenuto…

…sto traducendo

 

Il Cappellano-Kaplan Martin Čedermac

Cedermac-stripdal romanzo di France Bevk

“No, dimmelo ora!», insistette Don Morandini; era tutto confuso e sbigottito.
“No. Non ora!”,Don Martino cercò di sorridere. “Non è poi, dopo tutto, tanto grave . . . Quel diavolo mi propose un ricatto. Voleva ch’io vendessi l ’anima. Ma non l’ho venduta.Ora Sai quasi tutto . . . Domani non sarò a casa. Andrò a Udine,da Ponzio a Pilato …. Ma non mi darò via per niente. Metterò su anch’io una maschera di bronzo», e sorrise asciuttamente.
Si scambiarono solo quattro parole. Serio e triste, Don Geremia guardò dietro all’amico, che, fra due sbirri, scompariva fra la folla.
I minuti passavano. Su un lontano campanile battevano le ore. Erano le quattro e un quarto. Don Martino ancora aspettava.Egli si trovava in uno stato penoso di agitazione nervosa cercava di calmarsi guardandosi intorno, in quella sala d’aspetto . Alle pareti  c’erano due grandi quadri di paesaggi,con le cornici dorate. Alle finestre erano appesi pesanti tendaggi sollevati a metà. La sala era perciò nella penombra. Non c’era altro a richiamare l ’attenzione di Don Martino.
Egli passeggiava, avanti e indietro, piano come se avesse l’àura di rompere il silenzio della sala. Aveva già spesso guardato l ’orologio, ma negli ultimi minuti l’aveva guardato ancora più spesso, sempre maggiore diventando la sua impazienza.
L ’orribile sensazione che dall’attesa dipendesse una qualche imboscata, lo tormentava. D ’altra parte, a momenti l ’attesa gli dava, l ’impressione di potersi preparare meglio e riflettere di più.Ma in verità, anche se avesse riflettuto molto, non sarebbe risultato granchè. A che scopo preparare le frasi prima, se poi forse non le avrebbe neppure dette? Con dolore e con rabbia,impossibili a soffocarsi, gli tornavano alla memoria i fatti del giorno precedente, specialmente quelli della sera precedente.Volevano terrorizzarlo, volevano costringerlo in ginocchio. Di quali mezzi infantili, umiliati e fin troppo elementari si erano serviti! E forse avrebbero ancora raggiunto il loro scopo, se lui non avesse letto fino nel fondo della loro anima nera. E con tutto ciò erano stati tanto ridicoli, che a momenti una risata gli sarebbe uscita dalla gola, anche se in altri istanti lo soffocasse, gli stesse alla gola, l ’umiliazione. Ma avevan perduto la partita.
Sospirò profondamente che il peso dell’incertezza si fosse” scaricato dalle sue spalle ed era contento d’aver vinto, ma sotto sotto c ’era in lui l’insoddisfazione. Oh, si! la commedia sarebbe continuata- Che fine avrebbe avuto? — Nessuno lo poteva prevedere.
La notte passata egli aveva dormito malissimo girandosi e rigirandosi sopra il giaciglio. Non perchè fesse disabituato a dormire fuori dal suo letto, ma perchè s’era sentito vecchio e senza forze e perché era assillato dal timore che quello non fosse altro che il principio. Poi si sarebbe ammaliato . . .Ma soprattutto l’aveva tormentato l’umiliazione- Che cosa aveva mai fatto che lo trattavano alla stessa stregua d’un comune delinquente? — Fra questa una domanda inutile, rivolta a della gente che non conosceva nè cuore, nè logica. E perchè avevano maltrattato proprio lui, soltanto lui? — Un freddo gelo gli si era fatto nel cuore. L ’odio che per tutta la strada aveva continuato a dargli l ’assalto, aveva finito col moltiplicarsi ed avvelenargli il sangue.
Com’era che aveva detto a Don Morandini? — Da Ponzio a Pilato! Certo, egli voleva sapere tutto intorno a se stesso, per non svegliarsi dai suoi sonni col terrore, se non ce ne fosse bisogno. Ed ora egli non temeva il colloquio cui andava incontro,anche se questo dovesse risultare asprissimo e sottile per le delicate questioni da trattare. Lo scontro di parole e di pensieri gli piaceva, lo invitava a cimentarsi, come sedendo al tavolo da gioco. Però si rendeva ben conto che avrebbe dovuto mantenersi calmo ed in questo caso stare bene attento a non infilare qualche trappola tesagli di proposito. Forse ogni singolo attimo gli avrebbe suggerito la parola adatta. Comunque non si sarebbe allontanato dal punto di vista della Chiesa, per non incorrere in eventuali accuse di ribellione, a causa di reciproche incomprensioni. Aveva in mente di illustrare tutta la questione come pericolosa per lo Stato e da questa posizione sperava di poter meglio respingere gli attacchi. . .
Passò un’ora .. .  Per vincere l ’impazienza, che diventava sempre più acuta, si mise a guardare la finestra. C ’era al vetro una mosca che ronzava e inutilmente si affaticava, svolazzando in cerca d’una uscita.. Tutto intento ad osservare la
lotta per l ’esistenza di quell’insetto, involontariamente si ricordò le parole di un discorso ch’era stato pronunciato l ’anno precedente : «Voi siete cimici, che avete infestato le nostre case . . .» Quelle parole l ’avevano scottato allora, e scottavano ancora, nè le avrebbe mai scordate- Un sorriso amaro» gli sfiorò le labbra. Ogni tentativo gli parve vano fino alla disperazione,in quell’istante . . . Avrebbe fatto bene ad andarsene via . . .
Proludo in quel momento entrò un ’ordinanza e disse:«Prego, Reverendo Sua Eccellenza il Prefetto l ’attende».E cappellano Martino entrò…

testo dal mio archivio personale vignette di Moreno Tomazetig

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Il mio menù di Natale…

NATALE-BOŽIČ-NADAL-WEIHNACHTEN

  • antipasto di San Daniele
  • brodo con i tortellini
  • bollito misto
  • spinaci al burro
  • purè
  • gubana
  • vino refosco
  • vino Ramandolo

    Menù semplice della tradizione friulana.

immagini dal web

 

– 5 a Natale-Božič-Nadal- Weihnachten

christmas-3871996_1280Il pianeta degli alberi di Natale

Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
presto, presto adunata, si va
sul Pianeta degli alberi di natale,
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice:’Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…’ Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

Gianni Rodari https://libreriamo.it/libri/poesia/natale-ecco-piu-belle-poesie-natalizie-di-gianni-rodari/

 

Il numero di Natale del Novi Matajur

https://www.facebook.com/radioondefurlane/videos/386425975504466/

ForEst – Studio Naturalistico-Puntata natalizia di SentieriNatura dedicata al Re delle Valli!

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Nelle Valli del Natisone domina per altezza tutte le cime circostanti. La sua sagoma è ben riconoscibile da lontano tanto da diventare il simbolo stesso del territorio: si tratta del Matajur, il grande monte. Chi non vi è stato lo conosce per fama, chi vi è già stato vi ritornerà: il Matajur infatti è meta continua di visite da parte di escursionisti italiani e sloveni, che vi salgono in tutte le stagioni dell’anno, e non solo a piedi…
Accanto alla Chiesetta del Redentore posta sulla cima, il premio finale riservato ai salitori è il magnifico panorama che si sviluppa dalle Alpi Giulie al mare. Durante la puntata vi mostreremo gli accessi principali e in particolare la salita da Montemaggiore, con l’augurio di Buone Feste!
Seguiteci venerdì 21 dicembre: alle 20:15 e in replica alle 23:15 e poi domenica 23 dicembre ancora alle 23:15.
La puntata è visibile anche in streaming all’indirizzohttp://www.telefriuli.it/streaming.aspx

– 5 a Natale-Božič-Nadal- Weihnachten

Il pianeta degli alberi di Natale

Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
presto, presto adunata, si va
sul Pianeta degli alberi di natale,
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice:’Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…’ Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

Gianni Rodari

https://libreriamo.it/libri/poesia/natale-ecco-piu-belle-poesie-natalizie-di-gianni-rodari/

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Buongiorno

GRADITE UN CAFFE’? 

Per iniziare la giornata scelgo un caffè,
per continuarla, un sorriso.
(Stephen Littleword)

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