Epifania — natangelo

L’epifania tutte le pacchie si porta via – da il fatto quotidiano #SeaWatch3 #seaeye #migranti #salvini #dimaio #natangelo

via Epifania — natangelo

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foto da http://www.ilgiornale.it/

In questi giorni hanno fatto molto eco i due episodi spiacevoli accaduti a Trieste.Il vice sindaco leghista di Trieste Polidori ha gettato nel cassonetto gli stracci di un clochard che si trovavano sul marciapiede e poi se ne è vantato su fb.Si è giustificato dicendo ch lo ha fatto per il decoro della città.Ovviamente i giornalisti hanno fatto il resto.Ora si chiedono le dimissioni di Polidori. Poteva allertare le associazioni umanitarie,è ovvio che si tratta di una persona fragile che ha bisogno di aiuto.

L’altro episodio è quello della filastrocca della Befana adattata all’attualità,ai migranti ovviamente. E’ il turno di un altro esponente leghista friulano: l’assessore Massimo Asquini, operante nel comune di Monfalcone. Asquini ha approfittato del periodo dell’Epifania per postare una filastrocca che sta facendo molto discutere, dal momento che il testo originale è stato modificato e sostituito con parole riguardanti i migranti.La filastrocca, infatti, recita: ”Il migrante vien di notte, con le scarpe tutte rotte; vien dall’Africa in barcone, per rubarvi la pensione. Nell’hotel la vita è bella, nel frattempo ti accoltella; poi verrà forse arrestato, e l’indomani rilasciato”.In difesa dell’assessore, invece, si è prontamente schierata la sindaca Anna Maria Cisint, facente parte anch’essa della Lega. Alcuni utenti dei social network, appresa la notizia, hanno formulato a loro volta delle nuove filastrocche, ‘rispondendo in rima’ ad Asquini. ‘Il leghista vien di notte…’

Veramente una vergogna…

 

Monfalcone: la filastrocca postata dall’assessore

Massimo Asquini ha detto di non essere il vero autore della composizione (che ha definito come ”uno scherzo in tema con la leggerezza del giorno della Befana”), ma il testo, che afferma di aver copiato dal web, non è certo passato inosservato.

La filastrocca, infatti, recita: ”Il migrante vien di notte, con le scarpe tutte rotte; vien dall’Africa in barcone, per rubarvi la pensione. Nell’hotel la vita è bella, nel frattempo ti accoltella; poi verrà forse arrestato, e l’indomani rilasciato”.

I versi, che anche secondo il quotidiano locale Il piccolo sono denigratori nei confronti degli immigrati [VIDEO], hanno spinto l’opposizione a chiederne le dimissioni e a sollecitare la Giunta affinchè convochi un Consiglio comunale urgente. In difesa dell’assessore, invece, si è prontamente schierata la sindaca Anna Maria Cisint, facente parte anch’essa della Lega.

I tre Re Magi

942916_463718993708090_302673772_nQuando ritornano i tre Re Magi rigirano l’inverno

proverbio delle valli del Natisone

La Befana

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La Befana, corruzione lessicale di Epifania (dal greco ἐπιφάνεια, epifáneia) attraverso bifanìa e befanìa, è una figura folcloristica legata alle festività natalizie, tipica di alcune regioni italiane e diffusasi poi in tutta la penisola italiana, meno conosciuta nel resto del mondo. Secondo la tradizione, si tratta di una donna molto anziana che vola su una logora scopa, per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio (la notte dell’Epifania) e riempire le calze lasciate da essi, appositamente appese sul camino o vicino a una finestra; generalmente, i bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli. Al contrario, coloro che si sono comportati male troveranno le calze riempite con del carbone…

Secondo una versione “cristianizzata” di una leggenda risalente intorno al XII secolo, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni a una signora anziana. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentita di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò a ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

L’Epifania tutte le feste le porta via è un proverbio popolare a sfondo religioso, dato che si riferisce alla manifestazione di Gesù ai Re Magi, che nel corso delle generazioni ha subito varie modifiche e nuove versioni diffuse in varie parti d’Italia.

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