Barzelletta sul vino friulano 🤣

https://www.facebook.com/matteo.lenarduzzi/videos/1333734853312384/

raccontata da Sdrindule

La bussola del direttore

di Omar Monestier

Province che vanno, Province che tornano. L’assessore regionale alle Autonomie locali, Roberti, in un’intervista al nostro Mattia Pertoldi, racconta e spiega che cosa accadrà nei prossimi mesi. In sostanza i nuovi (vecchi) enti locali torneranno in vita (con alcune modifiche rispetto al passato) entro l’estate. Udine e Pordenone così torneranno all’antico e saranno rette da un Commissario. La Giunta regionale ha poi in progetto di unire Gorizia con Trieste. In alternativa la nascita della città metropolitana. E il personale necessario sarà trovato nel comparto unico regionale. Qui potete leggere l’intervista

Domenica 20 gennaio i dodici “Borghi più belli” del Friuli Venezia Giulia apriranno edifici storici, palazzi e chiese per farli conoscere e attivare una raccolta di offerte libere tra i visitatori: il ricavato sarà destinato a Sappada, colpita dal maltempo dell’ottobre scorso. Qui il nostro articolo 

 

Una cartolina da…

Villanova delle grotte/Zavarh Lusevera-Bardo

Lingue e dialetti

Nel comune di Lusevera si parla un dialetto sloveno, che tradizionalmente gli abitanti usano chiamare Po našin o Po Nasen, che in italiano si traduce “a modo nostro”. Il comune rientra nell’elenco del DPR 12 settembre 2007 “Approvazione della tabella dei comuni del Friuli-Venezia Giulia nei quali si applicano le misure di tutela della minoranza slovena, a norma dell’articolo 4 della legge 23 febbraio 2001, n. 38”. (GU n. 276 del 27-11-2007).

 

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La Slavia friulana -Benečija sotto la repubblica di Venezia

Disegno acquerellato di parte della Slavia friulana di Giovanni Giacomo Spinelli, 1714 (Venezia, Archivio di stato, Provveditori alla sanità , b. 3, dis. 12)

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immagine da http://www.dizionariobiograficodeifriulani.it/spinelli-giovanni-giacomo/

Alcuni documenti che attestano l’autonomia della Slovenia Friulana sotto la Repubblica di Venezia
Gli Sloveni della Slavia Friulana si reggevano un tempo con proprie
leggi amministrative, economiche, politiche e giudiziarie. Avevano un governo
democratico con proprio Parlamento,coi loro sindaci. II Parlamento
della Slavia Friulana (allora chiamato Arrengo) si riuniva una o più volte all’anno, secondo i bisogni.I sindaci erano eletti dai capi famiglia che componevano le Vicinie (comuni), e questa si raccoglieva in ogni paese, in piazza sotto il tiglio, attorno ad una tavola di pietra (banka). Aggregati alla vecchia repubblica di Venezia nel 1421, la Serenissima confermò agli Sloveni delle nostre valli privilegi e diritti antichi non solo, ma ne aggiunse di nuovi, assicurandosi così la loro fedeltà. Cioè attestato da documenti irrefragabili, pubblicati dall’avvocato Carlo Podrecca, nella sua «Slavia Itaiiana».La lettera ducale del 16 luglio 1455 conferma agli Sloveni del Friuli lo esonerò dai contributi in legname. Dal Consiglio dei Dieci, 17 maggio 1532 fu comandato a Provveditore di Cividale del Friuli di «non permettere che gli uomini della villa di Landra vengano astretti ad alcuna fazione contro la forma dei loro privilegi».
Le lettere ducali del 31. 8, 1550,-10. 3. 1559, 12. 9. 1559 imponevano ai luogotenenti della Patria del Friu­li :
«NON ASTRINGERE GLI ABITATORI DELLE CONVALLI A GRAVARE E DI OSSERVARE
LE LORO SOLITE ED ANTICHE IMMUNITÀ ’».
Il decreto del 30. 9. 1622 al Provveditore di Cividale, «fa pubblicamente intendere come gli abitanti delle Convalli di Antro e Merso*vengono conservati esenti da ogni
dazio».Il decreto del 13. 9. 1660 dice:
«CHE SIANO MANTENUTI I PRIVILEGI INFINITE VOLTE CONFERMATI DAL SENATO».
Si potrebbe continuare nell’elenco,ma basta citare la «Terminazione»del 2. 4. 1788, approvata dal Senato il 12. 6- 1788 «LA S L A V O N IA , COME NAZIONE DIVERSA È SEPARATA DAL FRIULI, E SI GOVERNA DA SÈ».
E ciò non è altro che una conferma di quanto era stato stabilito già il 12 dicembre 1658 in cui la Serenissima separava questo territorio«NON SOLO D A L  T E R R IT O R I O DI CIVIDALE, MA DALLA PATRIA ANCO

dal giornale Matajur