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STRAGI IN MARE: L’ALTRA ITALIA CONTRO SALVINI

Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae;
bella cient primaque vetant consistere terra.
Si genus humanum et mortalia temnitis arma,
at sperate deos memores fandi atque nefandi.

In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge.
Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.
Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell’ingiusto.

Virgilio, Eneide, Libro I 538-543

una citazione del blog labottegadelbarbieri

zanonapoli-manifhttp://www.labottegadelbarbieri.org/stragi-in-mare-laltra-italia-contro-salvini/#comments

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San Lorenzo di Mersino (Pulfero-Podbonesec)

do_ch01aUna chiesa molto antica
La chiesa di san Lorenzo di Mersino si erge in una posizione strategica su un alto costone del Matajur sull’orlo, da un lato, di un profondo precipizio, dall’altro al limite di ampi prati.
Da qui si domina tutta la valle del Natisone dalla chiesa di sant’Ilario a Robič, fino a san Pietro e oltre.

Scrive Tarcisio Venuti che
«la chiesa è antica e di titolo medievale, del secolo XIII.
La costruzione nel suo corpo centrale è da considerarsi tardo-romanica;
ha subito varie trasformazioni e modifiche attraverso i secoli.

Ha sofferto i terremoti del 1511-13, quindi fu di nuovo riattata e riconsacrata nel 1568 daI vescovo di Cattaro Luca Bisanzio, suffraganeo del patriarca di Aquileia.

In antico era l’unica chiesa della zona».

Nel 1784 su richiesta degli abitanti di Mersino, riuniti in sosiednja, il Capitolo di Cividale decreta la sua demolizione e concede il permesso di costruire una nuova chiesa su un fondo detto «Salesnico» (za lešniko?) di proprietà di Antonio e nipoti Coren.

Ma non se ne fece nulla, anzi la vecchia chiesa venne restaurata, consolidata e probabilmente ampliata.

Nel 1869 la chiesa minaccia di crollare e vengono eseguiti altri lavori sii restauro, che vengono benedetti dal canonico del Capitolo di Cividale, mons. Musoni.

L’attuale altare è in marmo e pietra con ai lati due sagome raffiguranti san Giuseppe e san Lorenzo;
al centro in una nicchia una statua di san Lorenzo.

«Interessantissima un’acquasantiera in pietra in forma di calice che si trova a destra della porta d’entrata».

(cfr. Tarcisio Venuti, Chiesette votive da S. Pietro al Natisone a Prepotto, Udine 1985). .
G.B – DOM n. 18 – 1995
da http://www.lintver.it/cultura-arte-sanlorenzo.html

Le origini della chiesa risalgono al XIII secolo

La costruzio­ne nel suo corpo centrale è da considerarsi tardo-romanica; ha subito varie trasformazioni e modifiche attraverso i secoli.
Descrizione Edificio ad aula, orientato, in località pedemontana e boschiva, sulla cima di un colle contenuto a meridione da un basso muretto. L’interno edificio è stato deprivato dell’intonaco esterno mostrando la muraria in pietrame. Il coro a pianta rettangolare è di altezza maggiore; il basso corpo della sacrestia aggetta sul lato a meridione all’attacco con l’aula, dal tetto ad unica falda che continua quella dell’aula. Portale in pietra e in apice la monofora campanaria ad interrompere l’andamento delle due falde. Il semplice interno è illuminato da due finestre rettangolari a meridione; il soffitto è a vista con capriate, orditura secondaria lignea e tavelline. In prossimità del presbiterio a meridione la porta della sacrestia. L’area dell’altare, chiusa da balaustre in legno e rialzata di un gradino, prospetta tramite l’arcosanto lapideo a tutto sesto; soffitto a vista con orditura lignea e tavelline; unica finestra rettangolare a meridione. Pavimentazione, recente, in piastrelle quadrate in cotto, disposte ortogonalmente rispetto all’ingresso

testo e foto da do_ch01bhttp://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=68724&Chiesa_di_San_Lorenzo___Mersino_Superiore,_Pulfero

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Don Angelo Cracina

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don Angelo Cracina

parroco, ricercatore e bibliotecario

Raschiacco/Faedis 16.4.1909 – Cividale, 20.9.1992

Sloveno da parte paterna (Montemaggiore di Taipana), friulano da parte materna. Consacrato parroco il  23 luglio 1933, dopo essere stato cappellano a Paularo e a Gemona, ha svolto la sua attività pastorale a Vernassino, dove, nonostante i divieti fascisti, utilizzava lo sloveno in chiesa. Nel 1939 è diventato parroco di San Leonardo dove è rimasto fino al 1966 quando è stato trasferito a Buja e successivamente nominato canonico del Capitolo di Cividale (1982).

Dopo la guerra è stato duramente attaccato dai giornali nazionalisti  Il Tricolore e La vedetta del Natisone. Obiettivi di questi attacchi lo sono stati anche altri parroci beneciani che utilizzavano la lingua slovena per le celebrazioni della messa. Le accuse erano di essere antitaliani e filocomunisti. Cracina ha scritto al prefetto Candolini, il quale gli ha confermato che aveva la facoltà di utilizzare la lingua slovena nell’esercizio delle sue funzioni*. Ha subito velenosi attacchi anche dal Messaggero Veneto e dal Corriere della sera che lo hanno definito titino e traditore. Ha sporto querela ma l’arcivescovo Nogara lo ha convinto a ritirarla. Lo stesso vescovo, tramite un articolo su La Vita Cattolica, ha difeso i parroci da questi attacchi (1950).

Cracina è stato attaccato anche dai giornali Friuli liberale e Arena di Pola. Nonostante il divieto del vescovo, ha fatto querela e vinto la causa.

Laureato in liturgia all’Università di Padova (1968), ha ottenuto la licenza di teologia (1971) e un dottorato di Liturgia pastorale all’Universita Lateranense di Roma (1974). Nel 1978 ha pubblicato Gli slavi della Val Natisone. Religiosità e problemi pastorali.

Il suo nome verrà ricordato nella storia per il ritrovamento del  manoscritto Starogorski rokopis (1492-1498), che ha poi pubblicato nel 1974 nel Kolendar  Goriške Mohorjeve družbe e successivamente su brochure le Stare slovenske ljudske molitve pri starogorskem samostanu (Antiche preghiere popolari slovene del Santuario di Castelmonte).

In dieci brochure ha dimostrato l’importanza e la bellezza delle nostre vecchie preghiere (Novena di Natale nella parrocchia di S. Leonardo) e di altre tradizioni popolari.

*Sobrat Cramaro je napisal vladnemu predsedniku F. Parriju ter v vednost zunanjemu ministru A. De Gasperiju. Parri je tedaj poslal stroga navodila videmskemu prefektu Candoliniju, naj zaščiti narodne pravice slovenskega življa v videnski pokrajini. Candolini je 1. avgusta 1945 pismeno odgovoril Cracini, da nima nič proti temu, “da se med Slovenci uporablja slovenski jezik pri pridigah in spovedi ali če se kdo posveča pouku tega jezika. Saj nismo zaman izšli iz fašistične kratkovidne in absurdne politike, ki je nasprotovala Slovanom zaradi njihove prvotne narodnosti”

dahttps://www.kries.it/personalita/angelo-cracina/?lang=it

fonte: Primorski biografski leksikon, 3. snopič, Goriška Mohorjeva družba, 1974 Gorica

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Con il 2019 arrivano diverse novità nel palinsesto della “radio libare dai furlans”

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Anno nuovo, trasmissioni nuove. Per il 2019 il palinsesto di Onde Furlane promette diverse novità. Nei prossimi mesi la sua programmazione si arricchirà di nuove proposte, accanto a trasmissioni di informazione e intrattenimento, che ormai da molti anni costituiscono dei punti di riferimento per il pubblico dell’emittente, dagli appuntamenti quotidiani con il Gjornâl Radio e In dì di vuê, la rassegna stampa che già da qualche mese è stata rinnovata e ora è diffusa tutti i giorni anche in replica alle 12.30, alle ormai ventennali Internazionalitari e GeroVinyl 55/80 e alle tante rubriche specializzate, di più recente ideazione, che trovano la loro collocazione nelle diverse fasce orarie e nelle diverse giornate della settimana.
Sebbene la revisione del palinsesto sia ancora in via di definizione, un primo ampliamento della programmazione dell’offerta radiofonica di Onde Furlane sarà effettivo proprio in questi giorni.
In particolare, con la puntata inaugurale dello scorso 12 gennaio è entrata a regime Lunari, trasmissione curata e condotta da Paolo Cantarutti di carattere divulgativo dedicata alle tradizioni popolari. Per questo viaggio tra «sants, fiestis, tradizions e proverbis» gli appuntamenti sono tre: sabato alle 8.30, domenica alle 10.30 e lunedì alle 17.30.
Giovedì 17 gennaio, invece, parte la rubrica dedicata all’audiovisivo nelle sue diverse forme, tra cinema e televisione, a cura di Max Deliso, già noto al pubblico di Onde Furlane come affabulatore radiofonico all’interno di Bandiera Bianca e I Fratelli Lugosi, nonché come scrittore, da qualche mese in libreria con il romanzo Breve storia di Rosita e Kaplan, e come collaboratore di Rolling Stone Italia e Blud. Il programma, che si intitola Il teatro invisibile, come il blog tematico curato dallo stesso Deliso e da Lucia Castellano, propone segnalazioni e recensioni di film e serie tv e può essere ascoltato mercoledì alle 17.00, giovedì alle 17.30, venerdì alle 14.00 e sabato ancora alle 17.
Il 21 gennaio, infine, prende il via la serie speciale Micro Radio. Si tratta di un documentario radiofonico in dieci puntate, dedicato al sistema di protezione dei richiedenti asilo in Friuli, che sarà diffuso, sino al 1° febbraio prossimo, dal lunedì al venerdì, alle 8.30.
Radio Onde Furlane si ascolta in modulazione di frequenza sui 90 Mhz nella maggior parte del Friuli e sui 90.2 Mhz in Carnia, nonché in streaming all’indirizzo http://www.ondefurlane.eu. Può anche essere seguita via Facebook (www.facebook.com/radioondefurlane/) e con smartphone, iPhone, tablet e iPad, grazie all’apposita App.

http://novimatajur.it/cultura/con-il-2019-arrivano-diverse-novita-nel-palinsesto-della-radio-libare-dai-furlans.html

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3-Ivan Cankar ~ Il servo Bortolo e il suo diritto (VII – IX)

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 di mayol56

 

[Continua l’ostinato tentativo di Bortolo di essere riconosciuto nel suo diritto dagli uomini. Purtroppo né l’innocenza infantile né la burocratica indifferenza dei giudici vedono ciò che agli occhi del fedele servo è chiaro: la proprietà non è fatta per chi la eredità ma per chi l’ha curata. Deriso dai bambini, cacciato in malo modo dal giudice, Bortolo incontra uno sfiduciato studente…]

Il servo Bortolo e il suo diritto VII.

Uscito, Bortolo cominciò a riflettere.

— Il sindaco così mi ha detto : Riunisci attorno a te i monelli e racconta loro la tua storiella; vedrai come ti derideranno e ti tireranno per le falde dell’abito! Queste parole poco benevoli mi sembrano esprimere una buona idea: quanto non ha sentito il cuore degli uomini, indurito dalle ingiustizie del mondo, comprenderà l’innocente cuore dei bimbi, ancor pieno della santa benedizione.

E come l’incontrava, li chiamava a sé vicino. Quando molte di quelle allegre ed impertinenti creature furono raccolte intorno a Bortolo, incuriosite, questi cominciò a narrar loro, con tutta serietà, la sua storia…

CONTINUA

https://federicomayol.wordpress.com/2015/03/23/ivan-cankar-il-servo-bortolo-e-il-suo-diritto-vii-ix/#more-2120