STORIA DI UN BAMBINO SLOVENO NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO ITALIANI (dal libro “L’Inverno d’Italia)

Questa è la commovente lettera scritta da un bambino sloveno di otto anni internato con la madre nel campo di concentramento italiano di Gonars (Friuli). I soldati italiani avevano attaccato il loro paese e fucilato tutti gli uomini adulti, e con questi suo padre. Poi incendiarono il paese e deportarono i superstiti. Molti di loro non riuscirono a tornare da quei campi di concentramento che dovevano diventare campi di sterminio. Nessuna pietà per gli odiati slavi. Si ammazza troppo poco dicevano i generali italiani nell’ex Jugoslavia. Ma più gli italiani massacravano le inermi popolazioni civili, più cresceva la resistenza e si rafforzava la guerra partigiana. Nessuna pietà diceva il generale Roatta, uno dei peggiori criminali di guerra italiani nei Balcani: ammazzate donne e bambini e affermate la superiorità dell’Italia su questi popoli inferiori. Una storia che in Italia non si può raccontare. Perché l’Italia non ha mai dovuto rendere conto dei suoi crimini di guerra. E nessuno dei suoi assassini di Stato è mai stato processato.52255779_10211038110583739_7396804694489694208_n51522732_10211038107943673_9078776254823399424_nLettera di un bambino di 2 elementare incarcerato a Gonars in Friuli(Udine)nel campo di internamento per sloveni.Qui racconta la storia della sua famiglia sterminata dai fascisti.

da fb

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