Sull’amore

San Valentino, festa degli innamorati. Elogio della rosa e del Bacio Perugina.

Ecco un breve frasario d’amore.
Innanzitutto, cos’è l’amore? Ci soccorre Italo Calvino, da uno dei racconti di “Prima che tu dica «Pronto»”:
“Quello che si dice l’amore, quel ruvido scoprirsi e cercarsi, quell’aspro sapore uno dell’altro, tu sai, l’amore.”
Eh sì, non è solo dolcezza, sciropposo abbracciarsi e compenetrarsi. È anche uno smussare, un levigare, un rinunciare a qualcosa per avere dell’altro, un compromesso. Però quando l’amore riesce a trionfare è un‘unione deliziosa prossima al Paradiso. Ecco cosa ne pensa nelle “Notti bianche” Fëdor Dostoevskij:
“Quanto rendono meravigliosa una persona la gioia e la felicità! Come ferve un cuore innamorato! Sembra che tu voglia riversare tutto il tuo cuore in un altro cuore, vuoi che tutto sia allegro, che tutto rida. E come è contagiosa questa gioia!”
Ed è dello stesso parere anche Pierre Louÿs, in “Afrodite”:
“L’amore è un’arte, come la musica, dà emozioni dello stesso ordine, altrettanto vibranti, qualche volta persino più intense.”
Dunque l’amore è uno stravolgimento, uno sconquasso che entra nelle nostre vite come un tornado – lo dicono anche gli scienziati, stimola le endorfine. Tiziano Scarpa, in “Venezia è un pesce” ci ricorda allora che
“L’amore è diagonale, sconvolge i canoni estetici, sbaraglia le rigide coreografie di un bassorilievo gotico.”
Quindi una sorta di follia, un accecamento che scombina anche il saggio come vide anche il bardo William Shakespeare nel primo atto di “Romeo e Giulietta”:
“L’amore è un fumo che sorge dalla nebbia dei sospiri; se lo purifichi è un fuoco che sfavilla negli occhi degli amanti, se lo agiti è un mare ingrossato dalle loro lacrime. E che altro può essere? Una pazzia discreta, un’amarezza che soffoca e una dolcezza che alla fine ti salva.”
Una dolcezza che alla fine ti salva. Bisogna rammaricarsi dunque che non tutti lo abbiano. Così si esprime Maurice Denuzière in “Louisiana”:
“Purtroppo l’amore non si trasmette come il colera.”
Che dire allora della maladie d’amour?

Disegno di Schulz

Giulietta e Romeo friulani❤️

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Di Francesco Hayez – The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=152637

I protagonisti, Lucina e Luigi, appartengono al casato dei Savorgnan, lei della famiglia Del Monte, lui dei Della Torre in competizione fra essi. Il 26 febbraio 1511, nel palazzo di famiglia a Udine, durante una festa di carnevale, la giovane Lucina, quindicenne, fa il suo debutto nella vita sociale cantando, suonando e ballando in un modo che incanta il capitano di cavalleria Luigi Da Porto di stanza a Cividale del Friuli.  Fra i due scocca l’amore, il destino vuole che lui venga ferito in battaglia sul Natisone a Manzano.Sembra tutto perduto, ma,alcuni anni dopo, Lucina è costretta per ragioni di pace politica a sposare Francesco Savorgnan. Luigi non si rassegna e scrive la Novella su «Giulietta e Romeo», cambiando appositamente nomi e luoghi.La novella fu riscritta da altri letterati italiani e stranieri,  ognuno dei quali cambiò qualcosa, finchè, alla fine del 1500, giunse nelle mani di William Shakespeare che ne ricavò il famoso dramma teatrale.

Ora a Udine si vuole trasformare in un motivo di attrazione la storia dei due innamorati.In Piazza Venerio c’è un palazzo veneziano con un balcone che potrebbe

andare benissimo.safe_image

Cosa non si fa per pubblicizzare la città!!!