3 marzo 1913: la Marcia di Washington — La Bottega del Barbieri

di Daniela Pia In questo marzo 2019, ricordare la marcia delle donne avvenuta a Washington nel 1913 potrebbe apparire come la celebrazione di un passato lontano: così non è. Le donne allora marciarono – come era già avvenuto in Europa, in particolare in Francia e Inghilterra – perchè il diritto al voto le contemplasse, appartenesse…

via 3 marzo 1913: la Marcia di Washington — La Bottega del Barbieri

La bussola del direttore

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Fissa un’operazione,ma l’ospedale la dimentica

È successo a una donna di Tarvisio al nosocomio di Tolmezzo. Dopo 5 ore è stata mandata a casa. L’Azienda si scusa.

Pensavo che queste cose succedessero solo al sud,invece,tutto il mondo è paese…

Le elezioni si avvicinano e i sindaci dei comuni più piccoli potranno avere il terzo mandato. Il che rivela due cose, almeno: non ci sono abbastanza sindaci a disposizione per le candidature o, se ci sono, sono di qualità non adeguata. E questa è la prima. La seconda è che non si riesce ad avviare una concentrazione dei piccoli Comuni. Forni di Sotto con Forni di Sopra, per dire.Ecco la notizia

La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri, dopo ore di camera di consiglio. Mi riferisco alla sentenza in Corte d’appello per Giosuè Ruotolo, condannato per l’omicidio dei due fidanzati di Pordenone. Potete leggere qui un riassunto di quanto successo a Trieste. 

Una guerra tra campanili
Il più alto d’Italia è quello di Mortegliano, orgoglio del paese, con i suoi oltre 113 metri. Ma a Cremona si andrà a rimisurare il Torrazzo, ufficialmente più basso di un metro. E si alzano le voci in difesa del pinnacolo friulano

guarda il video https://www.rainews.it/tgr/fvg/video/2019/02/fvg-torrazzo-mortegliano-campanile-cremona-misurazione-record-27d6f1f2-92ba-4ad2-ad6e-47089ef2f721.html

Due segnalazioni. Finiscono all’asta i capolavori friulani. Unicredit che li possiede li ha messi in vendita, ma è nata una mobilitazione per farli rimanere qui. E qualcuno si è già fatto avanti.

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2019/03/01/news/mobilitazione-per-salvare-i-capolavori-friulani-messi-all-asta-da-unicredit-1.30054647

Riaprono le grotte di Villanova

La Grotta Nuova sarà visitabile, nel mese di marzo, nei giorni festivi, dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 18, con partenza dell’ultima visita alle 17.30. La visita guidata ha una durata di 1 ora e 20 minuti circa. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.grottedivillanova.it oppure la pagina Facebook delle Grotte di Villanova.

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archivio Dom
Col termine generico di grotte di Villanova vengono indicate le principali grotte che si aprono nell’area di Villanova delle Grotte(frazione di Lusevera, in provincia di Udine). In una piccola area delle Prealpi Giulie compresa fra il massiccio dei Monti La Bernadia e la catena del Gran Monte sono state scoperte numerose cavità fra cui le maggiori sono la Grotta Doviza, la Grotta Nuova di Villanova, la Grotta Egidio Feruglio e l’Abisso Vigant. Le prime tre cavità si aprono nel territorio del comune di Lusevera, la quarta in quello di Nimis. Altre grotte si aprono nel territorio di Taipana (Monteaperta, …).
Le grotte dell’area di Villanova sono state esplorate da intere generazioni di speleologi a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Attualmente sono stati esplorati e rilevati oltre quindici chilometri di gallerie.

La grotta Dovica o Tazajama (dietro la grotta trad.letterale)si apre nei pressi di Villanova delle Grotte (Lusevera, Udine) con tre ingressi posti sul versante destro della valle Ta pot Cletia. La lunghezza delle gallerie esplorate finora è superiore a tre chilometri. La grotta, particolarmente complessa, si sviluppa su più livelli. I rami principali sono percorsi da alcuni ruscelli che si uniscono nel Salone delle Confluenze. Le prime esplorazioni della grotta Doviza risalgono alla seconda metà del XIX secolo (1876), ma l’esplorazione ed il rilievo topografico più completi risalgono al primo decennio del ‘900 ad opera di Giovanni Battista De Gasperi. All’epoca delle prime esplorazioni erano noti solamente due ingressi, definiti come Superiore ed Inferiore. La pianta topografica e la descrizione della cavità vennero pubblicate nel 1916 sulla monografia Grotte e Voragini del Friuli nell’ambito della rivista Mondo Sotterraneo del Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano. Nella seconda metà del ‘900 ulteriori contributi al rilievo topografico della grotta vennero da speleologi di diverse associazioni friulane ed isontine. La scoperta del terzo ingresso della cavità è avvenuta nel 2007.

La grotta Nuova di Villanova si trova esattamente in corrispondenza dell’abitato di Villanova delle Grotte (Lusevera). La Grotta Nuova è particolarmente interessante poiché si tratta di una delle maggiori cavità di contatto conosciute: si sviluppa infatti al contatto fra una bancata di flysch ed una di conglomerato calcareo. Le gallerie principali sono caratterizzate da una tipica sezione trapezoidale, col soffitto in conglomerato, pareti in flysch e fondo coperto da sedimenti.(wikipedia)

LA STORIA
Verso la metà di maggio del 1925 Pietro Negro di Zavarh ,nel passare accanto ad una casa presso la chiesa parrocchiale,si accorse che da una fascina addossata ad una parete rocciosa usciva una strana condensa simile a fumo.Incuriosito si avvicinò alla fascina credendo che si trattasse ad un inizio d’incendio.Invece era tutt’altro: si trattava di vapore acqueo che usciva da un fessura della parete rocciosa.
Allora si ricordò dei racconti degli anziani su misteriose grotte che si trovavano sotto al paese,ma nessuno era riuscito a trovarle.Racconti di una meravigliosa sala ricca di cristalli ed altre meraviglie,che attraversava il paese,forse collegandosi con la vicina grotta Doviza,nota anche col nome di Zaiama.
Una frana o altro forse aveva ostruito  questa galleria,per cui ogni ricerca era stata vana fino allora.
La fessura fu allargata per quanto bastava a far passare una persona,quindi con lampada e piccola picozza insieme ad un altro paesano,Negro esplorò la voragine.
Trovarono un biglietto sul quale c’era scritto:”13-14 aprile1911 G.B.De Gasperi e M. Rodaro del circolo speleologico qui ebbero quartiere durante il rilievo dei canali inferiori.9-10 settembre gli stessi passarono le ore di riposo in questo luogo .29  dicembre finito il rilievo di tutta la grotta.Saluti ai posteri”.
Quel messaggio era stato lasciato dallo studioso G.B.De Gasperi che aveva fatto un rilievo della grotta per 2500 m,ponendola al primo posto tra le grotte italiane conosciute.
Il paese in seguito a queste esplorazioni assunse il nome di Villanova delle Grotte.(dalla guida di Villanova delle Grotte)

La leggenda del” polentar”
 – Leggende, scoperte e nuove ricerche.
I vecchi di questo paese asseriscono che anticamente nella grotta di Villanova esisteva una vasta galleria tutta ornata di limpidi cristalli che, passando in prossimità della chiesa e della Borgata Dolina proseguiva verso il Monte Bernadia.
È storia antica, tramandataci dai nostri avi, che una volta nella casa Scudir del Borgo Dolina una famiglia di poveri contadini stava allestendo la cena.
Quando la padrona ebbe finito di cuocere la polenta disse in dialetto:

chi oce poblisati polentar? (chi vuol pulire il mattarello’?)
Daite mene, daite mene! (date a me, date a me!)
rispose una voce cupa proveniente dall’ignoto.
I presenti furono presi da tale spavento che, precipitosamente abbandonarono cena e casa senza farvi ritorno sino a due giorni dopo, cioè quando vennero a sapere che tre forestieri erano stati a visitare la grotta penetrando fin sotto la Borgata Dolina.
Da notare che in un angolo della casa esisteva un foro in cui si versavano le lavature della cucina. (web)

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foto di Guido Marchiol