Le nostre valli nel Cammino celeste

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Il numero di pellegrini e camminatori, che percorrono il Cammino celeste o Iter Aquileiense, è in crescita costante. Il percorso, che unisce fede, natura e cultura, è nato nel 2006 dall’iniziativa di un gruppo di fedeli di Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia. I suoi itinerari riuniscono pellegrini di diversa etnia e cittadinanza proprio a Lussari/ Svete Višarje, dove già da secoli le genti di lingua slovena, tedesca, friulana e italiana si rivolgono a Maria. Il Cammino celeste si compone di tre percorsi: italiano con partenza a Aquileia, sloveno, con partenza da Brezje, e austriaco, con partenza da Maria Saal.

Passando per la provincia di Udine, il Cammino italiano tocca, in pratica, tutte le zone in cui sono ancora parlati i locali dialetti sloveni. Tra queste anche la Val Cornappo, dove una delle tappe si ferma al Rifugio A.N.A. di Monteaperta/Viškorša, in località Špik.

La struttura fa riferimento al Gruppo Alpini di Monteaperta. Ivano Carloni, che da 22 anni ne è il capogruppo, spiega come quest’estate nella struttura si siano fermate circa 200 persone. «Facciamo riferimento al periodo di apertura del Rifugio, in genere dall’1 giugno al 30 settembre. In questo lasso di tempo, anche tutto il Cammino celeste è percorribile, visto che non c’è neve. Quest’anno al Rifugio era presente tutti i giorni un ragazzo e, viste le condizioni meteorologiche favorevoli, la struttura è rimasta aperta fino al 15 ottobre. Per il prossimo anno, è ancora tutto da definire». Negli anni passati il Rifugio era aperto e gestito sabato e domenica, altrimenti era aperto su richiesta, per un numero superiore a due persone. Per una ventina d’anni, a curare la gestione è stato lo stesso Ivano Carloni.

Diverse le provenienze di pellegrini e camminatori: «Molti provengono dal Veneto e da Pordenone, ma abbiamo anche friulani, sloveni, austriaci, addirittura russi. I gruppi più grossi, sulla quindicina di persone, arrivano dal Veneto; altrimenti parliamo di gruppi di due-tre persone».

«Finora i gestori si sono occupati di cena, pernottamento e colazione – spiega Carloni –; il rifugio è grande, perché offre quaranta posti letto con doccia. Oltre a servire il Cammino celeste, serve anche escursionisti e amanti della montagna. L’afflusso di persone è cresciuto negli anni, specie nell’ultimo e le prospettive sono buone, visto che di recente il Cammino celeste ha trovato un po’ di visibilità sulle reti televisive nazionali ». In riferimento al numero reale di passaggi per la Val Cornappo lungo il Cammino, va considerato che diversi pellegrini aggirano il Gran Monte. «I passaggi per il Cammino celeste sono sull’ordine dei 600, perché in tanti aggirano il Gran Monte, specie nelle giornate di maltempo».

A ogni modo, Carloni non nasconde la necessità di alcuni accorgimenti per migliorare il servizio agli ospiti. «Quando si parla di fare funzionare il rifugio, va considerato che è raggiungibile solo a piedi, con alcuni oneri elevati, ad esempio il trasporto dei materiali pesanti in elicottero. Per ogni giorno di gestione, inoltre, vanno portati a piedi 15-20 kg di materiali deteriorabili. Si tratta di tre-quattro ore di cammino da Monteaperta o di un’ora e un quarto da Tanamea, lungo un’altra via. Per questo speravamo in una teleferica, non realizzata». Potendo trovare degli interessati, la struttura potrebbe anche dare lavoro a più persone: «C’è tutto: l’acqua calda con la legna, le docce… Se ci fosse un interessato, il Gruppo Alpini sarebbe disposto a dare il rifugio in gestione, ad esempio a una famiglia, che vi restasse per quattro mesi. Se qualcuno salisse tre volte a settimana per portare il materiale o se funzionasse una teleferica, sarebbe l’ideale», ritiene il capogruppo.

Secondo Carloni, per un pieno sviluppo dell’attrattività del Cammino celeste sarebbe, però, necessario risolvere anche alcune criticità, anzitutto la cartellonistica carente, nonché la scarsità di infrastrutture e posti letto in alcune tappe: «Il rifugio può ospitare fino a 40 persone, ma non credo che verso Pulfero, Masarolis, Prossenicco o Montemaggiore la capacità ricettiva sia molto elevata. Servirebbe un aumento dei posti letto e dei servizi a fondovalle».

https://www.dom.it/slovenske-kraje-povezuje-nebeska-pot_le-nostre-valli-nel-cammino-celeste/

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