Se Facebook censura l’antifascismo… — La Bottega del Barbieri

… e neanche spiega perchè di Claudia Cernigoi Sono una giornalista pubblicista che dal 1990 dirige La Nuova Alabarda, testata giornalistica regolarmente iscritta al Tribunale di Trieste (n. 35 altre parole

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Un figlio, le distanze, le idee

primaNon si possono non sottoscrivere le parole che Margherita Trusgnach, a nome del circolo culturale Rečan –Aldo Klodič, ha rivolto ai congressisti della SKGZ (Unione economica culturale slovena) che si sono riuniti sabato scorso, 9 marzo, a Trieste per eleggere i nuovi organi.
E non si può non pensare, con una certa tristezza, a quanto sia giusto il paragone tra la Benecia e il figlio (della comunità slovena in Italia) che si trova in maggiore difficoltà, e a cui va dato (andrebbe dato, perlomeno) il massimo sostegno. Ne è stato cosciente, soprattutto in questi ultimi anni in cui il problema dello spopolamento nelle nostre vallate si è sempre più aggravato, il presidente uscente Rudi Pavšič. Non abbiamo dubbi sul fatto che chi da sabato
scorso lo sostituisce in questo compito allo stesso tempo prestigioso e gravoso comprenderà la gravità della situazione.
Da qui però arrivare a pensare su come agire implica un percorso tutt’altro che facile. Bisogna innanzitutto accorciare le distanze che ci sono tra noi periferia e il centro (Trieste, Lubiana). Occorre avere ben chiaro – e qui cito Fabio Bonini che l’ha scritto su questa stessa colonna – chi, cosa e come. Vogliamo la cultura abbinata al turismo? Sono sufficienti? Chi lo fa? Cosa si fa? Vogliamo l’agricoltura, l’artigianato, vogliamo le fabbriche?
Serve infine, lo diciamo da anni se non da decenni, condivisione. All’interno della comunità slovena di questa provincia, perlomeno. Così che non ci tocchi guardare con una sottile invidia chi, ai vertici delle due principali organizzazioni slovene, è capace di creare dialogo e collaborazione meglio di noi. (m.o.)

Formazione scolastica a Lubiana per gli alunni delle classi quarte

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Di Michal Sindelar at Ipernity – http://www.ipernity.com/doc/smichal/6645016, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11097466

L’istituto sloveno per la formazione scolastica anche per il prossimo anno scol. offre la possibilità di approfondire la conoscenza della lingua slovena a Lubiana nell’ambito del progetto Ekstra.Questa opportunità è prevista per gli studenti delle classi quarte della scuola primaria ,media e superiore delle scuole slovene e bilingui in Italia che potranno studiare a Lubiana per sei mesi o un anno.Quest’anno vi hanno aderito dieci ragazzi delle scuole delle provincie di Udine,Trieste,Gorizia.Sono stati seguiti dai tutors con il coaching di gruppo.Lubiana può vantare ottime scuole, ostelli studenteschi ben organizzati e una vasta gamma di attività con cui i giovani possono arricchire il loro tempo libero.I ragazzi conosceranno un nuovo ambiente, un diverso sistema scolastico, contenuti aggiuntivi, nonché avranno una crescita personale e di sviluppo. Essere ospitati nella capitale slovena significa maggiore autonomia ,oltre che responsabilità e, soprattutto, permettere una conoscenza e una conquista del tutto spontanee della lingua slovena “vivente”.Ulteriori informazioni e documentazione sono disponibili su http://www.slovik.org. Le domande entro il 17 marzo.

tradotto dal Novi Matajur

LA BARCHETTA poesia ðŸ“˜

samp6d96261d60db90ecNaviga, naviga, barchetta d’argento,
sul mare verde;
sulla barchetta siedono i giovani,
tre teneri giovani.
I tre giovani un canto mi cantano,
un canto bellissimo:
«Naviga, naviga, barchetta d ’argento,
sul mare verde!
Oltre il mare, oltre il mare verde,
sono campi d ’oro;
di là dai campi, di là dai prati,
son fitte foreste.
Noi tre giovani, tre teneri giovani,
non abbiamo né casa
né sposa. Le nostre case
sono laggiù, di là di là dal mare».

Oton Zupančič poeta sloveno testo dal web

 

LA VILLA DI TITO MACRO AD AQUILEIA — ARCHEOLOGIA GALLIA CISALPINA

LA MESSAGGERO VENETO Aquileia svela un altro gioiello prezioso della sua incomparabile bellezza di città romana. Sarà infatti presentato nel febbraio 2019 l’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della “Domus di Tito Macro”, all’interno dei fondi Cossar. La casa, una delle più vaste tra quelle rinvenute nel Nord Italia, è stata oggetto di scavo da […]

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Una cartolina da…

TARCENTO la perla del Friuli

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 La Piazza
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via Roma
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Pieve arcipretale di S.Pietro 

Tarcento (Tarcint in friulano, Čenta in sloveno) è un comune italiano di 8 966 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

In base alla legge regionale 26/2014 “Riordino del sistema Regione – Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia” Tarcento è sede della UTI del “Torre” di cui fa parte con i comuni di Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto e Taipana.

Geografia fisica-Territorio
Tarcento si trova a 230 m s.l.m., 20 km a nord di Udine. La cittadina si colloca in un’area paesaggistica dai caratteri vari e contrastanti: a nord le Prealpi Giulie, imponenti bastionate calcaree che serrano l’orizzonte; a sud l’alta pianura friulana; ad est i colli orientali; a ovest l’anfiteatro morenico del Tagliamento, il sistema collinare originatosi dopo l’ultima glaciazione.

Clima
Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Gemona del Friuli.
Tarcento appartiene alla zona climatica E. Ha un clima sub-continentale con inverni freddi, estati moderatamente calde e forte piovosità.

Storia
I primi documenti che riportano il nome di Tarcento risalgono al XII secolo, ma la città vanta origini molto più antiche: gli studiosi parlano infatti di popolazioni paleolitiche alle quali si sono succeduti insediamenti preistorici, quindi celtici, e poi naturalmente la colonizzazione dei Romani. Per trovare la prima citazione del nome dobbiamo attendere il 1126, quando Tarcento era feudo dei Machland, provenienti da Perg (Austria). La famiglia fece erigere due manieri, entrambi sul colle di Coia: il superiore, quello di S. Lorenzo, e l’inferiore, di cui rimane un torrione che domina il paese. Nel 1219 i Machland furono sostituiti dai di Caporiacco. Nel 1281 il Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre assegnò il feudo al nobile Artico di Castel Porpetto. Tarcento rimase così sotto la giurisdizione dei Castel di Porpetto fino all’avvento di Napoleone (1797). Nel 1866 la cittadina fu annessa al Regno d’Italia, diventando capoluogo mandamentale. Durante la Belle Epoque fu una meta di villeggiatura. Ancora oggi si possono ammirare numerose ville in stile Liberty.

Il terremoto
Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto del Friuli del 1976.
Nel 1976 fu devastato dai terremoti del 6 maggio e del 15 settembre, che provocarono enormi crolli e danni. Molti crolli furono favoriti dall’età avanzata degli edifici, che erano stati risparmiati dalle devastazioni delle guerre mondiali. Dopo il terremoto venne riedificato completamente con criteri antisismici…

Lingue e dialetti

A Tarcento, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 “Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana”

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   Panorama-Di Johann Jaritz – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4497447

 testo e alcune foto da fonte https://www.wikiwand.com/it/Tarcento

Sfida dei Robot al Convitto Paolo Diacono di Cividale

Il Liceo Scientifico annesso al CNPD di Cividale del Friuli (UD) è l’unica scuola italiana che, assieme alla scuola superiore La Prat’s di Cluny (Francia) e l’Escola Municipal Treball di Granollers in Catalogna (Spagna), partecipa attivamente a EUROROBOT “Let’s Eurorobot together!”, progetto Erasmus+ KA2 (parternariati tra scuole) la cui finalità è quella di avvicinare i ragazzi di più scuole d’Europa e favorire il teamworking attraverso un programma di costruzione e programmazione di Robot.
Oggi, venerdì 22 marzo alle ore 15,00 presso la sede del Convitto di Cividale gli studenti dei tre team transnazionali si fronteggeranno in una competizione finale dei Robot, aperta al pubblico. A differenza dello scorso anno, le “macchine” sono dotate di sensori e di un braccio meccanico che raccoglierà un oggetto, lo trasporterà e lo depositerà percorrendo un circuito dedicato. Il robot più efficiente riceverà un riconoscimento.
EUROROBOT è stato attivato nell’anno scolastico 2017/18 con il sostegno dell’Unione Europea e coinvolgerà in totale circa 120 studenti. Nel primo anno i gruppi hanno costruito e programmato le “macchine” e si sono fronteggiati sui primi circuiti, mentre in questo secondo anno la programmazione è stata ulteriormente sviluppata da nuovi team misti di studenti italiani, francesi e spagnoli. In gennaio i gruppi si sono riuniti in Spagna per assemblare i loro robot con i pezzi precedentemente disegnati e stampati in 3D, applicando alle macchine dei sensori e un braccio meccanico; in questi giorni, a Cividale, condividono quanto appreso, testano il funzionamento dei robot mediante la programmazione delle schede madri tramite il software “bitbloq” (che permette di scrivere il codice utilizzando blocchi di istruzioni) e si preparano alla sfida di venerdì 22. I gruppi di studenti e docenti sono stati accolti in diverse famiglie del territorio.
http://novimatajur.it/attualita/sfida-dei-robot-al-convitto-paolo-diacono-di-cividale.html