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Arriverà la primavera – Na bo paršla velazim ?

 

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vignetta di Moreno Tomazetig dal giornale Dom

Le dieci tesi per l’educazione linguistica democratica non sono solo ancora assolutamente attuali, ma sono capaci di indicare un percorso per lo sviluppo futuro dell’educazione plurilingue. 89 altre parole

via Le dieci tesi di Tullio De Mauro nelle lingue del Friuli — NoviMatajur

Le dieci tesi di Tullio De Mauro nelle lingue del Friuli — NoviMatajur

Gian Mario Gillio intervista Dijana Pavlovic (*) con due link per tenere la memoria (e il cervello) in esercizio Per i rom il quartiere di Torre Maura a Roma s’incendia di Gian Mario Gillio Dijana Pavlovic: «Tra le cose che ritengo più sconcertanti c’è la presenza di Forza Nuova e di Casa Pound in questa terribile storia»…

via Torre Maura: fascisti, rom e politica zero — La Bottega del Barbieri

Torre Maura: fascisti, rom e politica zero — La Bottega del Barbieri

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L’appunto di olgited

downloadNon sopporto i razzisti,per l’educazione ricevuta e anche perchè spesso da bambina sono stata emarginata per l’origine e il lavoro dei miei genitori.Da insegnante ho avuto numerosi alunni stranieri,figli di giostrai e rom.Quelli che mi hanno dato maggior soddisfazione e che per me avevano il massimo rispetto erano gli stranieri:albanesi,romeni,serbi,croati,macedoni,filippini,cinesi,ivoriani,americani ecc.Ho insegnato loro la lingua italiana e oggi molti sono laureati,alcuni sono miei amici su fb.La mia conoscenza della lingua slovena mi ha facilitato molto nell’insegnare l’italiano agli alunni la cui lingua appartiene alla famiglia delle lingue slave.

I bambini sono tutti uguali,non c’è differenza,non sono per niente razzisti.Il razzismo  è solo degli adulti.

C’è una strada che percorro spesso e che porta solo in un piccolo paese del comune di Prepotto. Si diceva che sarebbe stata riasfaltata, essendo disastrata. Tale leggenda si narra però da una decina di anni e anche di recente si è rinnovata la promessa da parte dell’amministrazione comunale, visto che si sarebbero “trovate le…

via Prima i prati, poi le strade — NoviMatajur

Prima i prati, poi le strade — NoviMatajur

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L’appunto di olgited

downloadSolidale con il popolo ROM.Questo è razzismo!!!

 A Roma a Torre Maura gli abitanti appoggiati a Forza Nuova e Casapoud stanno manifestando contro i Rom.Decine dei residenti continuano a presidiare la struttura in attesa che vengano trasferiti i Rom.

Da una parte, ci sono quelli che abitano questa periferia romana dimenticata dalle istituzioni, dall’altra, settantacinque nomadi in attesa di essere ricollocati. In mezzo un cordone di agenti del reparto mobile, camionette e caschi bianchi a scongiurare che possa riaccendersi la miccia. È il prodotto dell’ennesimo risiko giocato sulla pelle delle borgate. Zone al margine dove le strutture di accoglienza chiudono i battenti e riaprono nottetempo, alla chetichella, senza che nessuno sappia…http://www.ilgiornale.it/news/roma/torre-maura-borgata-romana-che-si-ribella-ai-rom-e-accuse-1673856.html

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Parole della settimana :ROM 1

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Édouard ManetGitana con sigaretta, 1862, Princeton University Art Museum

ROM popolo

rom (plurale: roma, in lingua romanířom o rrom) sono uno dei principali gruppi etnici della popolazione e relativa lingua “romanì”, in passato volgarmente chiamati “gitani” o, in tono più spregevole, “zingari“, anticamente originaria dell’India del nord.

La caratteristica comune di tutte le comunità che si attribuiscono la denominazione cosiddetta “rom” è che parlano – o è attestato che nei secoli scorsi parlassero – dialetti variamente intercomprensibili, costituenti appunto la lingua romaní, che studi filologici e linguistici affermano derivare da varianti popolari del sanscrito e che trovano nelle attuali lingue dell’India del nord ovest la parentela più prossima.

I rom propriamente detti sono un gruppo etnico che vive principalmente in Europa, distribuiti in una galassia di minoranze presenti principalmente nei Balcani, in Europa centrale e in Europa orientale, benché la loro diaspora li abbia portati anche nelle Americhe e in altri continenti. La disciplina che si occupa di studiare la storia, lingua e cultura dei popoli romaní è la romanologia.

STORIA

Un dato costante della storia del popolo rom va rintracciato nella persecuzione che hanno sempre subito: la riduzione in schiavitù, la deportazione e lo sterminio (antiziganismo). Lungo la storia che li accompagna fino ad oggi si è protratta nel tempo la diffidenza nata al loro primo apparire nel Medioevo europeo: il nomadismo come maledizione di Dio; la pratica di mestieri quali forgiatori di metalli, considerati nella superstizione popolare riconducibili alla magia; le arti divinatorie identificabili come aspetto stregonesco, ecc.Di qui la tendenza delle società moderne a liberarsi di tale presenza anche a costo dell’eliminazione fisica. Tutti i paesi europei adottarono bandi di espulsione nei loro confronti, fino alla programmazione del genocidio dei rom, insieme a quello degli ebrei, durante il nazismo in GermaniaPorajmos o Porrajmos (in lingua romaní «devastazione», «grande divoramento»), oppure Samudaripen («genocidio») indicano il tentativo del regime nazista di sterminare le popolazioni romanídurante la seconda guerra mondiale.Dopo la seconda guerra mondiale ha preso forma un movimento che è arrivato in occasione del primo congresso nel 1971 a Londra alla creazione dell’Unione Internazionale Romaní. Questa Unione mira al riconoscimento di un’identità e di un patrimonio culturale e linguistico nazionale senza stato né territorio, cioè presente in tutti i paesi europei.Si stima che nel mondo ci siano tra i 12 e i 15 milioni di rom. Tuttavia il numero ufficiale di rom è incerto in molti paesi. Questo anche perché molti di loro rifiutano di farsi registrare come etnia rom per timore di subire discriminazioni.In Italia, con compiti di mediazione culturale, è attiva l’associazione (ente moraleOpera Nomadi.Oggi, in lingua romaní, rom significa uomomarito e designa il popolo stesso solamente presso i rom propriamente detti. Come per la storia delle origini delle popolazioni di lingua romaní, anche l’origine del termine rom è aperta a diverse ipotesi dibattute tra gli studiosi.

Rom è l’autonimo che la maggioranza della popolazione di lingua romaní utilizza per denominare il proprio gruppo. Si ritiene che questo termine sia strettamente correlato all’etnonimo Ḍom/Ḍomba, la cui prima apparizione nei testi sanscriti risale al “Sádhanamálá” (VII secolo d.C.), dove viene narrata l’esistenza di un re Ḍom, Heruka. Questa ipotesi si basa sull’analogia tra la popolazione dei ḍomba o ḍomari (in sanscrito ḍoma, ma anche Domaki, Dombo, Domra, Domaka, Dombar e varianti dalla stessa radice), e i dom, un gruppo etnico dalle caratteristiche sedentarie e nomadi chedel Medio Oriente. Tra le varie ipotesi, una delle più suggestive indicherebbe nella radice sanscrita Ḍom, onomatopeicamente connessa al suono del tamburo, che in sanscrito corrisponde alla parola Ḍamara e Ḍamaru, l’origine del termine. I dom medio-orientali hanno una ricca tradizione orale ed esprimono la loro cultura e la loro storia attraverso la musica, la poesia e la danza. (Nell’XI secolo Al Biruni in uno dei suoi scritti fa menzione dei Ḍom come musicisti.) Nel nord-ovest dell’India, ancora oggi, numerosi Jati sono chiamate con il termine Ḍom, il che induce a ritenere che abbia avuto in passato lo status di un etnonimo. L’esistenza, inoltre, di rovine di antiche fortezze, chiamate “Ḍomdigarh“, costituirebbe una prova che sia effettivamente esistito il regno dei Ḍom/Ḍomba, in seguito distrutto dalla dinastia Gupta, evento che avrebbe provocato la perdita dello status etnico dei Ḍom e la loro riduzione in Jati di infimo ordine. In base agli studi e le ricerche effettuate sui Ḍom/Ḍomba di oggi (sulla loro cultura, religione, etc.) si ritiene che essi appartengano a una popolazione che aveva abitato l’India prima dell’invasione degli Arii (nel 1500 a.C. circa). Le prime ipotesi sulla correlazione tra il termine “rom” e i Ḍom/Ḍomba furono formulate dall’orientalista tedesco Hermann Brockhaus nel XIX secolo, e in seguito riprese dall’indologo tedesco August Friedrich Pott (pubblicate in un testo che è considerato la base dei moderni studi sui rom (“Die Zigeuner in Europa und Asien“, 1845). Hermann Brockhaus trovò il termine Ḍom/Ḍomba in due importanti testi di letteratura sanscrita bramina: nel Kathasaritsagara ( “Oceano di Storie“, una famosa collezione di leggende indiane scritta da Somadeva nell’XI secolo) e nel “Rajatarangini” (“Il Fiume dei Re” una collezione scritta da Kalhana, considerato il primo storiografo kashmiri). In entrambi questi testi i Ḍom/Ḍombaappartengono alla casta più bassa mentre gli autori appartenevano alla più alta casta, che considerava le popolazioni non arie come estranee al sistema Hindu, che era stato vittorioso sulle popolazioni dell’India.In alcune regioni dell’India di oggi (ad esempio a Benares), sono i Ḍom/Ḍomba che esercitano la funzione di cremare i morti, attività considerata degradante e “sporca”. Diversamente nel Rajasthan, nel Punjab e nell’Uttar Pradesh, molti Ḍom esercitano il mestiere tradizionale di musicisti e alcuni membri di questo gruppo sono considerati influenti. In India, gruppi simili ai Ḍom/Ḍomba, per condizioni sociale e caratteristiche professionali, sono i gaḍe lohars (gaḍí: carro; lohár: fabbro), fabbri ambulanti; i Badis (tra i rom Badi/Bodi è uno dei cognomi più diffusi) suonatori di musica e acrobati; i Badjos (Badžo è un cognome molto diffuso tra i rom dell’Europa dell’est) musicisti; i Banjaras che sono mercanti fuori casta…fonte https://www.wikiwand.com/it/Rom_(popolo)