Parole della settimana:ROM 2

379px-Édouard_Manet_-_Gitane_avec_une_cigarette

Édouard Manet, Gitana con sigaretta, 1862, Princeton University Art Museum

ROM (popolo)

Alcuni gruppi rom hanno adottato altri autonimi come: Romacel, Romaničal, Kale, Manuš e Sinti sono alcuni esempi di autodefinizioni usate da popolazioni di lingua romaní. Altri gruppi usano nomi che derivano dalla loro lingua per indicare occupazioni tradizionali, come ad esempio i kalderaš, calderari, stagnai” (dal romeno căldărar), i čurari “che fanno i setacci” (dal rumeno ciurar), gli ursari “che comandano gli orsi” (dal rumeno ursar), i sepeči “che fanno i cesti” (dal turco sepetçi), i bugurdži “che fanno i trapani” (dal turco bugurcu), ecc. In alcune regioni i gruppi hanno nomi più specifici, per esempio nei Balcani i rom musulmani (inclusi turchi ed albanesi) usano l’autonimo khorakhanè termine che deriva dal nome dell’impero Turco-Karakhanide dell’Asia centrale intorno all’anno 1000.[senza fonte] Alcuni gruppi rom slavi usano il termine das, parola che deriva dall’indico das che significa “schiavo”. I non-rom sono usalmente definiti gadže (gadžo “uomo non-romaní”, gadži “donna non romaní”). Questo antico termine che designa l’alterità, l’estraneità al gruppo, è analogo al termine kaddža usato tra i Dom in medioriente, al termine kača usato dai lom armeni, ed al termine kājwā (oppure kajjā o kājarō) usato tra i differenti gruppi dom in India…

Lingua

Dialetti della lingua romaní
Dialetti della lingua romaní
Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua romaní.

La lingua romaní o romanes (in romaní: “rromani ćhib“) è una lingua indoeuropea parlata, oggigiorno, soltanto da una parte dei popoli romanì (rom e sinti).I parlanti romaní, in Europa, sono circa 4,6 milioni, il 60-70% dei quali in Europa orientale e nei Balcani.

Il romaní è l’unica lingua indoaria parlata, quasi esclusivamente, in Europa, fin dai tempi del Medioevo. È una lingua che la maggior parte dei linguisti ritiene discenda dalle lingue vernacolari dell’India settentrionale, i pracriti in contrasto con la lingua letteraria colta dei religiosi, il sanscrito, e che si sarebbe sviluppata indipendentemente proprio per la struttura sociale in caste che già caratterizzava l’India antica.

Studi di linguistica e di filologia hanno individuato moltissimi termini della lingua romanì che derivano dal persiano, dal curdo, dall’armeno, dal greco, che testimonierebbero del tragitto percorso dalle popolazioni rom, dal subcontinente indiano fino in Europa, in un periodo storico compreso tra l’VIII ed il XII secolo d.C.

Oggi il romaní è lingua minoritaria riconosciuta in AustriaFinlandiaGermania e Svezia, lingua ufficiale del distretto di Šuto Orizari nella Repubblica di Macedonia e lingua ufficiale di 79 comuni rurali e della città di Budești in Romania. In Italia, la lingua romaní non gode di alcuna forma di tutela a livello nazionale, nonostante la presenza storica plurisecolare. Il presunto nomadismo è stato utilizzato dal legislatore per escludere le comunità parlanti la lingua romaní dai benefici della legge n. 482 del 1999.

Religione

I rom hanno solitamente adottato la religione del paese di residenza – in Europa, cristianesimo (cattolico e ortodosso, ma anche chiese protestanti in Europa occidentale) e Islam. Nei Balcani la maggioranza dei rom è ortodossa, in Italia sono soprattutto cattolici, come in Spagna e in America meridionale.

Struttura sociale

A causa dell’eterogeneità tra le comunità rom, gran parte degli antropologi ed etnologi ritengono possibile indicare in dettaglio solo le dinamiche intra-gruppo che fanno da sfondo agli aspetti sociali e organizzativi del “gruppo“: la consapevolezza di appartenere all’etnia rom, il desiderio di essere indipendenti e dissociati dai gadže (gagé), l’adattabilità e la sopravvivenza alle condizioni che minacciano la propria identità etnica.La struttura sociale del gruppo, in generale, è definita dalla “coscienza collettiva” determinata dai confini che vengono posti nei confronti dei gagé, così come nei confronti degli altri gruppi rom e sinti.

La famiglia (padre, madre, figli) è la struttura base della comunità rom. Oltre essa si pone la famiglia estesa, che comprende i parenti con i quali vengono sovente mantenuti i rapporti di convivenza nello stesso gruppo, comunanza di interessi e di affari. Oltre alla famiglia estesa, presso i rom esiste la kumpánia, cioè l’insieme di più famiglie non necessariamente unite fra loro da legami di parentela, ma tutte appartenenti allo stesso gruppo e allo stesso sottogruppo o a sottogruppi affini.

La tradizionale struttura sociale dei rom è rimasta intatta solo presso alcuni piccoli gruppi. Il Porrajmos distrusse la gran parte delle organizzazioni sociali preesistenti tra i gruppi rom e sinti dell’Europa centrale e orientale e i sopravvissuti allo sterminio nazista non furono in grado di ristabilire una nuova identità rom. La politica di assimilazione forzata dei paesi ex socialisti, attraverso il coinvolgimento dei rom nei kolkhoz contribuì, infine, a mettere fine al carattere nomadico delle popolazioni rom e alla struttura sociale che ne conseguiva. Le differenze storiche e culturali sedimentatesi nel corso della diaspora delle popolazioni rom fino in Europa, durante i secoli precedenti, hanno portato a una disomogeneità tra gruppi, principalmente tra i rom e i sinti, che si è sviluppata in differenze linguistiche e sociali.(continua)

fonte https://www.wikiwand.com/it/Rom_(popolo)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.