Si fermano gli sbarchi, si chiudono i porti, ma ritorna la rotta Balcanica. Un centinaio gli arrivi in pochi giorni

rotta balcanica
Il Piccolo lo ha denunciato con chiarezza. La Rotta Balcanica, che in passato ha solo sfiorato il FVG, ora, evidentemente interessa maggiormente questa regione. L’ultimo caso, è quello della zona di Domio, in provincia di Trieste, al confine con la Slovenia. Un centinaio circa i migranti individuati. Ovviamente il dibattito in rete si è scatenato, facile intuire i tipi di commenti.  Il caso più eclatante è stato sicuramente l’inseguimento iniziato a Trieste e finito nel primo Friuli, con  poco più di una decina di migranti rinchiusi come pacchi all’interno di un furgone. Si tratta di casi dovuti alla casualità, perchè individuati, altri, sono riusciti sicuramente ad attraversare il Paese per dirigersi verso le solite mete, Germania, prima di tutto. Attraversano Croazia e Slovenia, ricordiamo che si erano in parte chiuse con il filo spinato, per frenare la rotta Balcanica. Il Ministero dell’Interno, focalizza la propria attenzione solo sulla questione degli sbarchi. Basta vedere cosa comunica il cruscotto giornaliero. Dati sugli sbarchi che evidenziano un calo a decorrere dal 1 gennaio 2019 al 9 aprile 2019 comparati con i dati riferiti allo stesso periodo degli anni 2017 del -97,96% e 2018 del -92,02%. Ad oggi sono 550 gli sbarchi. Ma, di questo passo, il confine della Venezia Giulia sicuramente supererà di gran lunga  a livello numerico gli sbarchi nei porti che sono stati chiusi. Il confine è già controllato da tempo, tra chi proponeva telecamere, e chi proponeva ulteriore militarizzazione. Certo che se questi arrivi dovessero aumentare proprio in questo periodo, bollente a livello elettorale, sicuramente le forze nazionaliste ne trarranno beneficio, visto lo stato in cui si trova il nostro Paese dove il prima gli oramai è parte della quotidianità degli italiani in una Europa che si trova catapultata in un periodo tipicamente da ventennio pur se con gli adattamenti dei tempi moderni che viviamo. E queste persone, che affrontano mille peripezie per andare alla ricerca di una vita dignitosa, diventeranno la solita carne da macello per una politica sempre più cinica e imperniata di odio sociale.
mb  

Perché voterei NO alla proposta di legge regionale Fvg su interventi culturali e scolastici per la conoscenza ed il ricordo del dramma post- bellico al confine orientale e delle ‘foibe’ . — Non solo Carnia

Non intendevo più scrivere una parola sui fenomeni avvenuti al confine ad est d’ Italia alal fine della seconda guerra mondiale, perchè preferisco interessarmi delle nostre acque, della resistenza, della montagna come risorsa e di pubblicare le mie interviste anni ’70, ma poi ho letto ieri, 8 aprile 2019, sul Messaggero Veneto, un articoletto intitolato:…

via Perché voterei NO alla proposta di legge regionale Fvg su interventi culturali e scolastici per la conoscenza ed il ricordo del dramma post- bellico al confine orientale e delle ‘foibe’ . — Non solo Carnia

Nessuno li fermerà…

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Ripresa la rotta balcanica:la Polizia rintraccia 80 migranti a Domio

Arrivano dalla Slovenia a piedi attraversando il confine attraverso i boschi .Due anni per arrivare dall’Afghanistan.

Fonti di Polizia e Carabinieri confermano l’arrivo Migranti in val Rosandra: 7 minorenni tra gli 80 rintracciati.Sono di nazionalità afghana e pakistana gli 80 i migranti irregolari rintracciati questa mattina in Val Rosandra, tra loro 7 minorenni. Sono questi i dati, successivi ai primi accertamenti, diramati dalla Polizia di Stato, che sta ancora eseguendo le operazioni di foto-segnalamento con l’ausilio dei Carabinieri. I migranti sono stati suddivisi tra gli uffici di Polizia Marittima, Polizia di Frontiera terrestre e della Questura per agevolare le attività di identificazione.
Potrebbe interessarti: http://www.triesteprima.it/cronaca/migranti-val-rosandra-7-minorenni-80-rintracciati-9-aprile-2019.html
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Ungheria e Slovenia ai ferri corti per la copertina di un giornale — East Journal

Nelle ultime settimane c’è stata tensione diplomatica tra Ungheria e Slovenia per la recente copertina del settimanale Mladina che ritrae Orban mentre fa il saluto fascista. L’articolo Ungheria e Slovenia ai ferri corti per la copertina di un giornale sembra essere il primo su East Journal.

via Ungheria e Slovenia ai ferri corti per la copertina di un giornale — East Journal

La vignetta di Tarta

D3sfTmZXkAAF3DtMa poi tutta la questione “non ci serve l’immigrazione, combatteremo la bassa natalità costringendo gli italiani biancopigmentati a figliare come conigli” di Salvini che fine ha fatto?
#scopaperlapatria #immigrazione #bassanatalità #Salvini #Lega #ilGovernodellaFertilità

da Twitter

❤️Conosci un Blogger “by NemoInCucina” — NemoInCucina

– Benvenuti a questa prima edizione di “Conosci un Blogger” una splendida iniziativa voluta fortemente da NemoInCucina per regalare un momento di notorietà a chiunque verrà nominato. Speriamo possa diventare un’iniziativa ricorrente cosi da diventare sempre più numerosi nella nostra comunità wordpressiana. – Cos’è Conosci un Blogger Conosci un Blogger nasce da un’idea di NemoInCucina, […]

via Conosci un Blogger “by NemoInCucina” — NemoInCucina

💞E’ un’iniziativa interessante,chi vuole essere nominato da me?💞

L’appunto di olgited 📺

ezimba15254861784603📺Non riesco più a guardare la Tivù.Salvini e Di Maio hanno monopolizzato tutti i canali:ovunque si vada ci sono loro.Mi toccherà migrare in Tivù straniere ezimba18676691452103per non vederli !

Tutte le trasmissioni sono concentrate sull’Italia.Ora  sull’1 hanno osannato le frecce tricolori,la pattuglia acrobatica nazionale,io abito vicino a Codroipo,ma non mi passa per la mente di andare a vederli.

🇮🇹  Dal lunedì al venerdì sull’1 al mattino c’è “Storie italiane”(con Eleonora Daniele),al pomeriggio”Vita in diretta”(condotta da Francesca Fialdini e Tiberio Timperi )con notizie solo italiane.Ma l’1 è una Tivù di stato?

🇸🇮 Io mi sento slovena ed europea. 🇪🇺

Il nido dei cardellini

cardelliniIl cardellino (Carduelis carduelis Linnaeus, ) è un uccello appartenente alla famiglia dei Fringillidi. Il nome deriva dalla pianta cardo dei cui semi (specialmente di quelli del cardo rosso) questi uccelli sono ghiotti.
Il cardellino è facilmente riconoscibile per la mascherina rossa sulla faccia e per l’ampia barra alare gialla. Il resto del piumaggio va dal bianco delle guance, al nero della nuca, della coda e della parte esterna delle ali, al marrone scuro del dorso.
La riproduzione inizia nella tarda primavera, e generalmente una coppia porta a termine tre covate, l’incubazione dura circa 12 giorni nelle sottospecie meridionali, qualche giorno in più per quelle settentrionali. Il nido viene costruito generalmente su una pianta di conifera o su alberi da frutto a qualche metro dal suolo. Le uova deposte variano da un minimo di due ad un massimo di sette. I piccoli vengono svezzati intorno al trentacinquesimo giorno e vengono alimentati con semi immaturi e afidi.

Video di Lorenzo Bianchin

Sparc-asparagi

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Vita Nei Campi
Sparc
di Enos Costantini

Sparc, dove l’italiano usa 4 vocali, asparago, e il veneto ne usa 3, spareso, il friulano ne utilizza una sola.
Sparc sembra una onomatopea da fumetto, come bang e come crack, il colpo di un’arma ad avancarica.
Pare che già gli Egizi lo coltivassero, mentre i Greci ne apprezzavano soprattutto le virtù medicamentose e salutistiche. I Romani, quelli antichi, e soprattutto i più abbienti fra essi, si deliziavano dell’asparago coltivato nei dintorni di Ravenna, pur non trascurando l’asparago spontaneo che i raccoglitori facevano affluire nell’Urbe.
La storia dello sparc si muove su più fili: coltivato e selvatico, ad uso alimentare e ad uso terapeutico. Quello coltivato ad uso alimentare, vista la laboriosa agrotecnica e, in alcuni casi, la costosa forzatura era destinato alle classi più elevate e soltanto in tempi assai recenti è divenuto più democratico.
Anche in Friuli era considerato un alimento di pregio e solo le famiglie di nobili o di possidenti, che potevano permettersi un ortolano, lo facevano coltivare nei loro ben tenuti broli, assieme all’uva da tavola e agli alberi da frutta.
Lo sparc salvadi, o spareso salvarego dei veneti, è stato utilizzato dall’uomo probabilmente da quando è sceso dagli alberi e per i millenni successivi in cui è stato raccoglitore: immaginate la soddisfazione che provava in primavera da questi succulenti germogli. Ora, con dotto francesismo, li chiamiamo turioni, ma fino a non molti anni fa in italiano erano detti polloni.
Se fino alla metà del secolo scorso l’asparago non era di fatto coltivato nel meridione d’Italia era perché vi si faceva ampio uso dell’asparago selvatico che cominciava ad apparire sui mercati già a febbraio e non aveva certo bisogno di forzatura.
Ancora due osservazioni: il nome sparc, come del resto spareso, viene dal latino asparagus che i latini hanno preso dal greco. I Romani, quelli antichi, hanno adottato spessissimo per le piante nomi greci. Ciò si spiega col fatto che tante piante avevano un uso medico e che i medici a Roma erano tutti greci.
Seconda osservazione: 100 grammi di asparago contengono soltanto 17 kcal, mentre 100 grammi di quella poltiglia marron al profumo di nocciola che abbonda nei supermarket ne contengono 530 di kcal. E ora girate per i corridoi di quegli amabili ambienti a controllare quante sono le kcal, inutili come cadaveri, che affibbiate quali merendine a innocenti figli e nipotini.
Ora che è il timp dai sparcs, i friulani fanno il plurale con la esse, e per giunta neppure sibilante, ricordate che avete l’occasione di depurare il sangue con i candidi turioni, ma anche con quelli verdemilitare che scoppiano di vitamina C avendone ben 121 milligrammi su tutte le punte.

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