La “galobica”(colombina)in tivù

2priprava-pletenice-222x300La benedizione del cesto dei cibi pasquali il sabato Santo è la tradizione più caratteristica di Benecia, Resia e Valcanale/ Benečija, Rezija in Kanalska dolina, comune all’intero mondo sloveno e, più in generale, slavo, mentre non esiste nella contermine area linguistica friulana o italiana. È una tradizione molto sentita e rispettata. Forte è il desiderio di tramandarla alle giovani generazioni con le sue modalità originarie e il suo autentico significato. Anche per questo sarà al centro del terzo della serie di cinque telefilm per ragazzi prodotti dalla struttura di lingua slovena della sede regionale Rai per il Friuli Venezia Giulia, con il titolo «Krivopetniki» e protagonisti gli allievi della scuola media bilingue di San Pietro al Natisone/Špietar.
La Domenica delle Palme, il 14 aprile, alle 20 sulla rete Rai 3 bis (canale 103 del digitale terrestre), andrà in onda il telefilm registrato nelle scorse settimane a Sorzento/Sarženta, a casa delle sorelle Ada e Angela Tomasetig. «I ragazzi si cimenteranno nella preparazione della “galobica” (pubblichiamo la preparazione nella tabella qui sotto), la colombina di Pasqua, più in generale nella composizione della cesta dei cibi pasquali, che vengono portati alla benedizione il Sabato Santo. Le due sorelle Tomasetig e Giovanni Coren vi deporranno, oltre la “galobica”, delle uova sode, del salame, del vecchio pane, del sale, della crusca e una focaccia», anticipa il regista e coautore dei telefilm, Jan Leopoli. La puntata sarà replicata il Giovedì Santo, 18 aprile, sempre alle 20.
La serie «Krivopetniki» sta ottenendo un grande successo, in Benecia, come a Gorizia, Trieste e in Slovenia. Domenica, 10 marzo, è stato trasmesso il secondo episodio, girato a Montefosca/Čarni varh, dopo quello ambientato a Masseris/Mašera. Entrambi gli episodi, di circa venticinque minuti, hanno conquistato grandi e piccoli.
I telefilm sono nati sull’onda di un input giunto durante la registrazione di una puntata della trasmissione radiofonica «Nediški zvon», quando Riccardo Ruttar aveva detto a Leopoli di avere tre fratelli in grado di portare in televisione antiche usanze e tradizioni, antichi stili di vita e mestieri delle Valli del Natisone. Le registrarazioni si sarebbero potute usare anche ai fini di un ampliamento del museo SMO.
Parallelamente, nell’ambito dei programmi per ragazzi, la redattrice Lucija Tavčar e la responsabile dei programmi in lingua slovena, Martina Repinc, stavano pensando a delle trasmissioni sul patrimonio culturale. Così è nata la serie «Krivopetniki».
Per ogni episodio Tavčar e Leopoli si avvalgono dell’aiuto di Marina Cernetig, dell’Istituto per la cultura slovena di San Pietro al Natisone/ Špietar. Propongono le tematiche che potrebbero essere d’interesse e Marina aggiunge quant’altro c’è sul territorio. Molta attenzione è riservata a dare copertura a tutte le zone delle Valli del Natisone.
Alla Rai si pensa, quindi, allo scenario; poi vengono contattati tutti i collaboratori che parteciperanno al nuovo episodio. Leopoli e Tavčar sono quasi ogni settimana in Slavia per vagliare le location e prendere accordi con chi comparirà nel nuovo episodio – anche rispetto a cosa dirà e presenterà.
Successivamente ci si accorda con la scuola bilingue di San Pietro al Natisone/ Špietar rispetto alla data e alle modalità di registrazione. Nel giorno concordato arriva l’équipe di Studio Trak, composta da Aleks Purič, Marko Kandut e Marko Tence. Seguono due o tre giorni di montaggio, una visione dell’episodio interna alla sede Rai e, infine, la messa in onda.
Leopoli ci tiene a ringraziare la scuola bilingue Pavel Petričič di San Pietro al Natisone, la sua dirigente, Sonja Klanjšček, il suo vice, Davide Clodig, e la prof. Danijela Štekar Blažič nonché il maestro Matej Pintar. Le riprese, di fatto, avvengono in orario scolastico, con la partecipazione di diversi alunni.
Dal punto di vista linguistico, spiega Lucija Tavčar, la trasmissione presenta una compresenza di dialetto sloveno delle Valli del Natisone, la cui trasmissione ai giovani è importante, anche come lingua del mondo emotivo, e di lingua slovena standard – perché la sede regionale della Rai per la programmazione in lingua slovena ha il compito di diffondere anche la lingua standard. Così, alcuni personaggi parlano sloveno standard; i bambini parlano un linguaggio misto, tra lingua standard e parlato.
Nelle province di Gorizia/Gorica e Trieste/Trst l’uso del dialetto sloveno delle Valli del Natisone non ha generato particolari problemi di comprensione. All’occorrenza i bambini hanno chiesto ai genitori o alla generazione adulta che cosa significassero alcuni termini dialettali, riuscendo poi a capire senza grossi problemi. (U. D.)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.