Pubblicato in: FVG

Un mare giallo

Tornando a casa dalla lezione di attività motoria ho fotografato

La colza

 La colza (Brassica napus L., 1753) o navone è una pianta, dal fiore giallo brillante (o bianco a seconda della varietà), appartenente alle Brassicaceae.

Coltivazione-Coltivata nei climi nordici (soprattutto in CanadaStati UnitiRegno UnitoGermaniaFrancia e Paesi Bassi) come foraggio per animali, fonte di olio vegetale alimentare e come combustibile nel biodiesel. La colza è uno dei raccolti principali in India, coltivato sul 13% dei terreni agricoli.Secondo il Dipartimento di agricoltura degli Stati Uniti nel 2000 la colza era la terza fonte di olio vegetale al mondo (dopo la soia e la palma) e la seconda fonte mondiale di proteine sebbene si raggiungesse soltanto un quinto della produzione di soia. In Europa, la colza viene coltivata principalmente come foraggio (per via dell’elevato contenuto di lipidi e medio di proteine), ed è la scelta europea prioritaria per evitare la dipendenza dalla soia americana e l’importazione di semi di soia geneticamente modificatihttps://www.wikiwand.com/it/Brassica_napus

 

da pierhe Nel periodo pasquale nei paesi del Friuli si fanno numerosi riti religiosi ma anche pagani.Molte le Via Crucis che ricordano la Passione di Cristo e riti pagani per il solstizio di primavera. Il giorno della Domenica delle Palme i fedeli portano nelle proprie case i rametti d’olivo benedetti che si conservano in casa per […]

via Pasqua in Friuli — 🔎friulimultietnico sotto la lente🔍

Pasqua in Friuli — 🔎friulimultietnico sotto la lente🔍

… le sue lacrime sono vere ma il mondo non le vede di ALESSIO DI FLORIO (*) Avevo visto già ieri sera quest’immagine su face book. Quasimodo che piange stringendo a sé Notre Dame. Stamattina, girovagando sperso sulla Rete, leggo che è un’opera dell’architetto e disegnatrice ecuadoriana Cristina Correa Freile. Sperso da subito, e…

via Parigi: piange Quasimodo e … — La Bottega del Barbieri

Parigi: piange Quasimodo e … — La Bottega del Barbieri

I dolci della tradizione pasquale in Friuli

Banner-blog-marzo-2016-Bdal blog di Aldo Rossi cantautore friulano

di CRISTINA BURCHERI

Nel Friuli di una volta la Pasqua a tavola era rappresentata dai dolci preparati nei giorni precedenti la festa. Pinze e fuìazzis non potevano essere consumate prima di essere state benedette durante la solenne messa pasquale. Altri dolci del periodo, annotati da Giuseppina Perusini Antonini nel celebre volume “Mangiare e ber friulano” (Franco Angeli Editore), sono la gubana, la buttizza o potiza di mandorle, il pistùm, la focaccia friulana detta anche pete, e le fuiazze contadine. Un altro dolce pasquale descritto da Perusini Antonini è il pane pasquale di Moggio impastato con la farina di granoturco, macinata finissima. La ricetta dalla focaccia che pubblichiamo è quella della signora Luigia Milloch Drusin di Villanova dello Judrio. E’ una ricetta molto ambita poiché la focaccia della signora Luigia è rinomata e molto ambita. La signora Luigia ha imparato a fare il pane da bambina, dopo essere rimasta orfana di madre e di nonna. Si ricorda che quando aveva 10 anni il padre già si meravigliasse di come le veniva buono e soffice: i segreti li aveva appresi da alcune signore di Chiopris, suo paese natio. Gli ingredienti sono: 5 uova (3 rossi e 2 intere), 5 cucchiai di zucchero belli colmi, 3 bustine di zucchero vanigliato, la buccia grattugiata di 1 arancia e di 1 limone, 1 bicchiere d’acqua, 2 cucchiaini da tè di sale, 2 cucchiaini da tè di grappa, 2 cucchiaini da tè di rum, 4 cubetti di lievito di birra, 350 ml di latte, 2 cucchiai di olio di oliva, farina q.b. Così la signora Luigia spiega il procedimento: “Dopo aver amalgamato bene uova e zucchero si unisce all’impasto la buccia grattugiata del limone e dell’arancia, l’olio, il rum la grappa e il sale (sciolto nell’acqua calda), il lievito sciolto precedentemente nel latte tiepido e amalgamato con un cucchiaio di zucchero e la farina. Si fa lievitare per circa tre ore. Quindi si dà la forma desiderata e lo si fa lievitare per un’altra ora circa. Infornare per mezz’ora a 160°C e poi per mezz’ora a 180°C. Dieci minuti prima di toglie la focaccia dal forno spennellarla con acqua e zucchero”. C’è un segreto? “Bisogna impastare lungamente – spiega la signora Luigia – con forza e delicatezza allo stesso tempo. Bisogna accarezzare l’impasto e impegnarsi molto nella preparazione perché è una cosa vita”.  https://aldorossi.altervista.org/friuli-ecco-i-dolci-della-tradizione-per-pasqua/

Pubblicato in: FVG

Cattedrale di Notre-Dame

Incendio Notre Dame, fiamme domate durante la notte: struttura salva ma è giallo sulle cause

continua su: https://www.fanpage.it/live/incendio-notre-dame-domate-le-fiamme-dai-vigili-del-fuoco-struttura-salva-giallo-sulle-cause/
http://www.fanpage.it/

https://www.fanpage.it/live/incendio-notre-dame-domate-le-fiamme-dai-vigili-del-fuoco-struttura-salva-giallo-sulle-cause/57009138_10156487568957635_1818787576044060672_o” la cattedrale di Notre-Dame è l’anima stessa di Parigi ma tanto di più-è un punto di riferimento per tutto ciò che è il meglio del mondo, e un monumento alle più alte aspirazioni del traguardo artistico che trascende la religione e il tempo. È sopravvissuto così tanto-dalla rivoluzione francese all’occupazione nazista-per guardare la sua devastazione è straziante.”-Barbara Drake boehm, Paul E Jill Ruddock senior curatrice per i chiostri del met

Il met e la comunità culturale collettiva stanno guardando in shock e orrore al fuoco che travolgendo la cattedrale di Notre-Dame. Stiamo inviando tutto il nostro sostegno e forza al popolo di Parigi-e siamo pronti a fornire qualsiasi e tutte le risorse che possiamo.

Immagine: Édouard Baldus (francese, nato Prussia, 1813-1889). Notre-Dame (facciata), anni ‘ 1860 Stampa in argento di albumina dal vetro negativo. Il Museo Metropolitano dell’arte.da pag fb The Metropolitan Museum of Art, New York

56960630_10155955609575811_6801595847298514944_n
da fb Toni Capuozzo