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Voto, il vincitore e i vinti

Le europee hanno avuto un unico vincitore, Matteo Salvini. Le ragioni del successo della sua Lega sono molteplici, alcune contingenti, altre più profonde. Di quelle più profonde abbiamo scritto diverse volte. La saldatura del binomio sicurezza-immigrazione, basato su percezioni errate del fenomeno, la (non) gestione dei flussi migratori degli ultimi anni. E in generale una comunicazione che, di fronte all’impoverimento di ampi settori della popolazione a seguito della crisi economica dell’ultimo decennio, ha trovato nell’immigrato il capro espiatorio perfetto. Quelli contingenti, dell’ultimo anno e mezzo, si possono riassumere dicendo che in questo periodo Salvini ha giocato da solo a porta vuota. Con un Pd alle prese con un cambio di guardia non ancora del tutto digerito e un Movimento cinque stelle che, con un’abilità politica senza precedenti, da una posizione di netto vantaggio numerico ha concesso a Salvini (oltre ad un salvacondotto per un processo) di comportarsi come capo del Governo.
Il risultato è che oggi Salvini, come era successo a Renzi nel 2014, è l’unico leader riconosciuto. Ed è anche l’unico ad usare sistemi di propaganda adatti ai tempi. La bestia social di Morisi, che pure non è una trovata granché geniale, gli consente infatti di far parlare comunque di sé. Fra selfie, immagini col mitra, barconi di poveracci da respingere, bacioni e baci a santi e crocefissi. Ponendosi come il nuovo che avanza nonostante rappresenti il partito più vecchio di Italia ancora esistente.
Letti i risultati, ci chiediamo quali saranno le sorti del governo. Salvini potrebbe essere tentato di andare all’incasso con nuove elezioni o continuare a farsi portare in carrozza dai 5 Stelle. Dipenderà, forse, dalla dimensione della prossima manovra finanziaria, e dalla soluzione del nodo alleanze al centro o nella destra ancora più a destra. Perché a quel punto, di fronte ai bilanci, non ci sarà Morisi che tenga. Chissà che nel frattempo, oltre a Papa Francesco, qualcun altro non decida di fare opposizione giorno per giorno… (a.b.)

https://wordpress.com/read/feeds/92330194/posts/2294513945
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Buona serata

Maggio ,il mese delle rose,sta per finire.

foto di Renato S.

L’ottimista vede la rosa e non le spine; il pessimista si fissa sulle spine, dimentico della rosa.
(Kahlil Gibran)

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Il Giro nel 2020 punta al Matajur

Da quando Enzo Cainero, l’organizzatore delle tappe del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia, lo scorso 4 maggio a San Pietro al Natisone ha annunciato un imminente ritorno della corsa rosa nelle Valli del Natisone, è scoppiato l’entuasiasmo tra gli appassionati di ciclismo e tra la popolazione locale, che ben ricorda la gran festa e la promozione del territorio in occasione della tappa del 20 maggio 2016. Nei giorni scorsi sui mezzi d’informazione è trapelata la concreta possibilità che già il prossimo anno una tappa potrebbe avere per traguardo il monte Matajur, nel concreto la località «na Lazeh» dove termina la strada e c’è il rifugio Pelizzo. E si tratterebbe della tappa che partirebbe dall’aeroporto militare di Rivolto, base della pattuglia acrobatica nazionale «Frecce tricolori». Che la tappa Rivolto-Matajur sia già più di un’idea trova conferma nel sopralluogo già effettuato sul percorso.
https://www.dom.it/giro-ditalia-leta-2020-cilja-na-matajur_il-giro-ditalia-del-2020-punta-al-matajur/

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Il proverbio friulano della settimana


di Vita nei campi

“Se la Sense ‘e molte une ploiade,

dute la stagìon va fûr di strade”

“Se il giorno dell’Ascensione (il 30 maggio) piove, tutta la stagione va fuori strada”.

http://Vita Nei Campi

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LA LUCE TOCCATA

Di vinco in vinco

PIERLUIGI CAPPELLO
LA LUCE TOCCATA

A Chiusaforte Silvio intrecciava canestri
con mezzo cuore e il cuore dei bambini intorno
io dico ti ho visto nella mia veglia
nel respiro acceso dell’alba
tra il fischio e il silenzio
e le dita andavano di vinco in vinco
come un’acqua nervosa, una spiegazione raccolta
nel tempo dietro questo tempo a mezza veglia
siamo venuti, io con le pupille di bimbo
e allora trattieniti adesso che torno
dentro il tuo odore di povero
nei boschi dove andiamo si dice con lo sguardo
le labbra un profilo chiuso, il passo un passo radicato
qui, dove sono ora, nel battito del giorno alla finestra
nel sonno lasciato, nel millesimo di me
dove ogni debolezza è stata offerta
la pietra aperta, la luce toccata.

(da Azzurro elementare, Rizzoli, 2013)

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“Silvio era un anziano che sbarcava il lunario intrecciando gerle e canestri. È mancato nel 1978, credo; due anni dopo il terremoto che ha colpito il Friuli. Le sue dita erano ritmo, un andare e tornare sul bianco del vinco che incantava i bambini”: lo stesso Pierluigi Cappello spiega i contorni di questo ritratto, quello di un artigiano che svolgeva con perizia il suo lavoro e che incarnava una società che è andata lentamente scomparendo. L’idea di Cappello attraverso questi versi era “di restituire una veglia, una possibilità d’incontro in quella terra solida e incerta che è il sogno” perché “ricordare significa fare ritorno in cuore”.

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https://cantosirene.blogspot.com/2019/04/di-vinco-in-vinco.html

FOTOGRAFIA © CAROPAT/PIXABAY

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Darja Betocchi

Il riconoscimento Lavrinova diploma a Darja Betocchi / Lavrinova diploma Darji Betocchi

L’Associazione dei traduttori letterari sloveni ha conferito, quest’anno, il Diploma di Lavrin (Lavrinova diploma), riconoscimento per eminenti intermediari della letteratura slovena all’estero, alla traduttrice triestina Darja Betocchi.
Darja Betocchi ha tradotto in italiano numerosi autori sloveni, fra i quali i poeti Srečko Kosovel, Milan Jesih, Boris A. Novak, Tomaž Šalamun, Marko Kravos, e i narratori Lojze Kovačič, Drago Jančar, Marko Sosič e Dušan Jelinčič.
L’anno scorso, in occasione del centenario della morte di Ivan Cankar è uscito, nella traduzione della Betocchi, presso la casa editrice triestina Comunicarte, il romanzo Hlapec Jernej in njegova pravica, Il servo Jernej e il suo diritto. La traduttrice ha deciso di fare una nuova traduzione italiana di quest’opera (la prima risale al 1911; la seconda, di Giovanni Lorenzoni, al 1925, ristampata nel 1945; la seguente, uscita presso la casa editrice Feltrinelli, di Arnaldo Bressan nel 1977, e un anno dopo per i tipi di Loescher), quindi, la quarta in fila, poiché il testo le sembrava particolarmente attuale per la situazione odierna.
Nel 2013, è stato Ciril Zlobec, da ambasciatore delle lettere slovene in Italia, a ricevere il riconoscimento Lavrinova diploma.

https://lacasadicartapapirnatahisa.wordpress.com/2019/05/30/darja-betocchi/

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L’Estate è alle porte! Prossime escursioni in programma /ForEst Studio Naturalistico

Escursione pendii del Cuar
Sabato 1 Giugno Esplorando i baluardi delle Prealpi Carniche
Passeggiata ai Prati di Col San Floreano
Domenica 2 Giugno (mattina)Per il ciclo “Esplorando i Colli” nei biotopi dei prati di san Floreano
Alla scoperta del Regno di Cornino
Sabato 1 Giugno (pomeriggio)Uno splendido mondo di laghi e Riserve.. lungo il Tagliamento
Escursione sul Monte Nebria
Domenica 2 Giugno Insoliti panorami della Val Canale

Escursione dei Castellani a Cergneu
Sabato 8 Giugno (mattino)Storie di boschi e castelli in occasione della Festa medievale Castrum Cergnedum.

Anello Stringher-Tacoli
Domenica 9 Giugno Ultima escursione a piedi di “Esplorando i Colli” tra Fagagna, Moruzzo e Rive d’Arcano
Al tramonto sul Monte Sabotino
Domenica 2 Giugno 8pom)Inizio della stagione estiva sui baluardi della valle della Soca
Sui Terrazzi del Tagliamento
Venerdi 14 Giugno (Pom)In attesa del tramonto sul Tagliamento tra Ragogna e Villanova.
Insolita ascesa al Monte Cuarnan
Sabato 15 Giugno Ritentiamo la salita a questo splendido balcone delle Prealpi Orientali
Tra le Riserve Integrali del Cansiglio
Domenica 16 Giugno Terzo appuntamento con “Alla scoperta dei Boschi del FVG
Laboratori fotografici itineranti estivi
Sab 22 – Dom 23 Giugno
Doppio appuntamento per immortalare tutte le luci del cielo

http://www.studioforest.it

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Una cartolina da Topolò

Veduta di Topolò
Di it:user:Sacrabolt – Wikipedia IT, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18940527

Topolò (Topolovo in slovenoTopoluove in dialetto sloveno locale e Topolove nella forma di compromesso adottata per la segnaletica stradale) è la frazione più popolosa del comune di Grimacco.

Geografia fisica

Topolò in una cartolina degli inizi del Novecento

Il paese di Topolò è ubicato nell’estrema parte orientale della provincia di Udine, a poca distanza dal confine con la repubblica di Slovenia.

Venne citato in un documento del 1275 come facente parte dei fondi di Conone e Volrico di Mumigliano.

La frazione è costruita su un ripido pendio a 580 metri s.l.m. ed è situata tra i monti San Martino e Colovrat; nei suoi pressi scorrono i torrenti Za Velin Čelan, Patok e Za Traunim che, nel corso dei millenni, hanno scavato la valle del Codariana. Il paese era collegato con il fondovalle solo con sentieri e mulattiere fino al 1953, quando venne inaugurata l’attuale strada comunale che lo mette in comunicazione con il capoluogo di Clodig e quindi con la provinciale che conduce alla pianura friulana. I vecchi sentieri fanno attualmente parte integrante del Sentiero Italia identificato con il segnavia CAI numero 746 (che procede verso il comune di Drenchia) e del sentiero A.V. Valli del Natisone numero 745 (indirizzato verso il comune di Savogna).

Il toponimo di Topoluove deriva da “pioppo” (topol in sloveno e tapù in dialetto sloveno locale) ed indica un terreno ricco di alberi di pioppo/pioppeto.

Società

Evoluzione demografica

L’abitato di Topolò ha subìto, come gli altri paesi delle Valli del Natisone, un forte processo di spopolamento, iniziato verso la fine dell’Ottocento e proseguito con intensità maggiore dopo la metà del XX secolo, dovuto in parte a motivi comuni a tutte le zone montuose italiane, ed in parte a motivi particolari legati alla durezza di vita conseguente alla vicina cortina di ferro (il confine italo-jugoslavo). La popolazione maschile cominciò ad emigrare in massa dapprima verso l’estero ed in particolare verso la Germania, il Belgio, l’Australia e le Americhe e, successivamente, verso le altre Regioni italiane e la pianura friulana che offrivano migliori prospettive di lavoro. Le ragazze si sparsero per l’Europa dove lavorarono come collaboratrici familiari (dikle in dialetto locale). Gli abitanti nel 1891 erano composti da 490 unità, scese a 243 nel 1900, a 296 nel 1908, a 264 nel 1961 e ridotte, infine, a 36 (16 maschi e 20 femmine) nel dicembre del 2007.

Luoghi di interesse

  • È oltremodo interessante visitare il paese stesso in quanto caratterizzato dalle costruzioni in pietra tipiche dell’architettura spontanea della Slavia veneta. Passeggiando per le stradine lastricate in acciottolato si possono ammirare le case realizzate con pianta rettangolare e contraddistinte da ballatoi in legno e scale esterne. Il pianoterra consiste generalmente in una cucina (anticamente chiamata “stanza del fumo” in quanto priva di camino) ed in un tinello (izba) riscaldato dal forno (peč). Al primo piano sono realizzate le camere, raggiungibili tramite la scala esterna ed il ballatoio utilizzato, anticamente, anche per far essiccare i legumi ed il mais prodotti dalla famiglia. Molte case sono state recentemente restaurate grazie a finanziamenti dell’Unione europea e costituiscono un modello di “albergo diffuso”. Tra gli edifici rurali sono ancora visibili diverse costruzioni, in pietre e legno, chiamate “kozolec“, che erano adibite alla custodia degli attrezzi impiegati per la coltivazione dei campi ed all’essiccazione del fieno e dei prodotti agricoli.
    Il paese di Topolò è stato segnalato dal periodico tedesco dedicato al turismo GEO Saison come uno dei dieci borghi più belli d’Italia.
  • Interessante è la chiesa di San Michele realizzata nel 1847 dagli abitanti del paese senza alcun contributo esterno, impiegando materiale lapideo estratto da cave locali. Sulla facciata si può ammirare un mosaico raffigurante San Cristoforo; all’interno sono ubicati tre altari dedicati, il maggiore, a San Michele ed i due laterali rispettivamente a San Giuseppe ed alla Santa Vergine. Sulla parete sinistra, una grande pala in terracotta raffigurante la Natività, opera realizzata nel 2006 dallo scultore Isidoro Dal Col. Affreschi della chiesa eseguiti dal pittore friulano Antonio Gentilini.
  • Di interesse è anche il sentiero che conduce al vicino paese sloveno di Livek (Luico) che per molti anni è stato sbarrato dalla frontiera e che oggi è un percorso d’arte grazie a dodici installazioni espressamente realizzate da artisti di diverse nazionalità.
  • Faticosa, ma attraente, è anche la passeggiata lungo il torrente Codariana, dove scorrono acque purissime e ricche di trote. Lungo il percorso si incontra la forra del “Velik Suopota“, contraddistinta da due cascate di notevole bellezza e dalle altissime pareti verticali scavate nella roccia dalla corrente del ruscello. Al termine del canalone si può osservare la cascata, di minori dimensioni, denominata “Mali Suopota“. Più a monte, lungo la riva sinistra, sono inoltre visibili i resti, ancora discretamente conservati nelle murature, di un vecchio mulino e della relativa casa padronale[10][11]. Il complesso, in funzione fino al 1956, ha subito notevoli danni a causa del terremoto che colpì il Friuli nel 1976.

Cultura

Manifestazioni

  • Le prime tre settimane di luglio tutto il paese è coinvolto nella manifestazione “Stazione di Topolò/Postaja Topolove”. La rassegna d’arte è organizzata dall’Associazione Topolò/Topoluove e consiste in recite, incontri, spettacoli, concerti, proiezioni video e cinematografiche e mostre di artisti internazionali.
  • A luglio-agosto si svolge la camminata transfrontaliera Topolò-Luico/Livek. È organizzata dal Circolo Culturale Rečan e si snoda lungo un vecchio sentiero, adornato da opere d’arte appositamente realizzate, per incontrare la comunità della vicina Slovenia. Prima della caduta del confine la passeggiata era contraddistinta dal titolo “Al di là della linea immaginaria/pohod čez namišljeno črto“.
  • A fine settembre ha luogo la festa patronale in onore di San Michele. Consiste in una caratteristica sagra paesana con riti religiosi e degustazione di dolci tipici.

https://www.wikiwand.com/it/Topol%C3%B2


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Piccoli passi di Pace sul Kolovrat

Che forma ha la pace? Quella di tanti bambini che passeggiano lungo le trincee dove, un secolo fa, i nostri antenati si sparavano.
Sabato alle 10 partiremo dal rifugio Solarie (Drenchia) per percorrere un tratto della panoramica cresta del monte Kolovrat.
Saremo accompagnati dalla guida Cri Summer e dall’esperto Michele Coren.
E’ una passeggiata facile, ma non adatta ai passeggini. E sui bellissimi prati della cima, da cui c’è una vista mozzafiato, faremo un pic nic tutti assieme, prima di far costruire ai bambini la loro bandiera della pace, facendo volare la loro fantasia.
Per iscrizioni mail a camminabimbi@hotmail.com
Ph: Lucia Coszach