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Secondo l’Onu un milione di specie viventi sono a rischio estinzione

Secondo l’Ipbes, organismo delle Nazioni Unite che monitora la biodiversità, la colpa è dell’uomo e alcuni animali scompariranno già nel giro di un decennio

Le api sono tra gli animali a rischio di estinzione (foto: Frank Rumpenhorst/picture alliance via Getty Image)

Tra poco più di un decennio, un milione di specie vegetali e animalipotrebbero non esistere più. Tra queste, gli scoiattoli rossi, i ricci, i pipistrelli, le farfalle blu, le allodole e le api. A lanciare l’allarme è la Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi (Ipbes), un organismo interno all’Onu, in un report di 1800 pagine pubblicato oggi e firmato da 400 scienziati provenienti da più di cento paesi.

Il testo, frutto di più di tre anni di studi, è un atto d’accusa nei confronti degli effetti delle attività umane sull’ecosistema.

Le attività antropiche, si legge, hanno “alterato gravemente tre quarti delle superfici terrestri, il 40 per cento degli ecosistemi marini e la metà di quelli di acqua dolce”, mettendo a rischio la sopravvivenza delle centinaia di migliaia di esseri viventi che li popolavano. Tra i responsabili ci sono la deforestazione, la cementificazione, la caccia, la pesca e l’agricoltura intensiva e anche il cambiamento climatico. Secondo il report, il 5% delle specie sarebbe infatti a rischio di estinzione se la temperatura globale aumentasse di due gradi, mentre la percentuale salirebbe fino al 16% se l’aumento fosse di quattro gradi.

Secondo gli scienziati, la responsabilità dell’uomo è evidente se si analizza soprattutto un fattore: il tempo. Le specie animali e vegetali, infatti, si sono sempre estinte ma mai nel giro di pochi anni: si parla, in questo caso, di un tasso di estinzione considerato migliaia di volte più alto rispetto a quanto avvenuto negli ultimi 10 milioni di anni.

“Stiamo erodendo i pilastri stessi delle nostre economie, i nostri mezzi di sostentamento, la sicurezza alimentare, la salute e la qualità di vita del mondo intero”, ha detto Robert Watson, presidente dell’organismo dell’Onu sulla biodiversità, secondo il quale questa estinzione di massa, la prima causata dall’uomo, avrà conseguenze importanti anche nella vita di tutti noi: dal cibo alla produzione di energia.

Cosa fare per evitare il peggio

Secondo gli esperti, la situazione è così grave che non è possibile affidarsi alla buona volontà dei singoli per cambiare il corso degli eventi: devono essere i governi a prendere in mano la situazione. Secondo Jonathan Baille della National Geographic Society, per esempio, bisognerebbe aumentare il numero delle aree naturali protette ed assicurarsi che siano il 30% del totale dei comprensori entro il 2050.

Yann Laurans dell’Iddri, l’istituto francese per lo sviluppo sostenibile e le relazioni internazionali, pensa anche che sarebbe necessario diminuire il consumo di pesce e carne nella nostra dieta. Lo sfruttamento dei terreni agricoli legato all’allevamento è infatti tra le principali cause di questa diminuzione della biodiversità (oggi il 70% della superficie coltivabile è destinata alla produzione di mangime e foraggio).

In generale, tutti gli stati dovrebbero poi ripensare al modo in cui producono energia, smaltiscono i rifiuti e sfruttano il terreno, in modo da ricalibrare l’impatto dell’uomo sull’ecologia.

https://www.wired.it/scienza/ecologia/2019/05/06/milione-specie-viventi-rischio-estinzione-onu/?refresh_ce=

Pubblicato in: FVG, minoranza friulana

Cosa fa la Regione per il friulano?

I consiglieri del Patto per l’Autonomia interrogano Fedriga e Roberti

Cosa fa la Regione per il friulano?

23 maggio 2019

Dalla mancata adozione da parte della Regione in primis e di quasi tutte le altre pubbliche amministrazioni locali e regionali dei rispettivi Piani speciali di politica linguistica al mai attivato, seppur previsto, insegnamento del friulano nella scuola secondaria di primo grado, dalla scarsità di trasmissioni radiotelevisive in lingua friulana nel servizio pubblico radiotelevisivo alla condizione cronica di organico fortemente sottodimensionato dell’Agenzia regionale per la lingua friulana. Sono tanti, troppi, i ritardi nello stato di applicazione della legge regionale di tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana, evidenziati, nel dicembre 2017, dalla seconda Conferenza di verifica e di proposta sull’attuazione della normativa regionale.

Cosa è stato fatto nel frattempo dalla Regione per sanare le criticità riscontrate nei settori della pianificazione linguistica, istruzione, pubblica amministrazione e media? E quali azioni sono state programmate, visto che tra meno di un anno sarà convocata la terza Conferenza di verifica (secondo la norma entro i primi 24 mesi dall’inizio della legislatura, ndr)? Lo chiedono in un’interrogazione rivolta al presidente Massimiliano Fedriga e all’assessore competente Pierpaolo Roberti, depositata oggi, i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, ricordando che “la Regione ha il diritto e il dovere di occuparsi della tutela linguistica delle sue lingue, attivandosi per la piena applicazione delle leggi di tutela delle minoranze”.

Bidoli e Moretuzzo sottolineano la crucialità della maggior tutela possibile per la lingua friulana e della diversità linguistica in genere per la crescita sociale, civile ed economica della regione, la cui autonomia e specialità trovano fondamento proprio nella presenza delle lingue friulana, slovena e tedesca.

http://www.ilfriuli.it/articolo/politica/cosa-fa-la-regione-per-il-friulano-question-/3/199119?fbclid=IwAR1sKiHqFa94yVCMnCJYGZ5u2Ee0LS3OEOkderIfbqAOe7-ieLP1-7EjxwQ

Pubblicato in: FVG

La bussola del direttore🧭

Vajont, verso il giorno del ricordo: dopo 55 anni il primo sì unanime per non dimenticare quella tragedia

Passa in commissione la proposta di legge di Bolzonello: condivisione da tutti gruppi consiliari e plauso dai sindaciFabiano Filippin
https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2019/05/23/news/vajont-verso-il-giorno-del-ricordo-dopo-56-anni-il-primo-si-unanime-per-non-dimenticare-quella-tragedia-1.32896226?refresh_ce

23 MAGGIO 2019

https://youtu.be/xsyy-JJvVXo

Da Miglioriamo alle Intese: nella selva delle liste civiche resistono la Lega e il Pd

Pochi i simboli di partito per la scelta del sindaco. Movimenti con nomi friulani. Polemica sui dem che invitano a non votare se ci sono solo candidati di destra…

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2019/05/22/news/da-miglioriamo-alle-intese-nella-selva-delle-liste-civiche-resistono-la-lega-e-il-pd-1.32888307?refresh_ce

Insulti sessisti alla guardalinee: a Castions si gioca senza pubblico

La collaboratrice dell’arbitro Martina Zonta, classe ’92, di Trieste

Durante i play-out di Seconda categoria a Pocenia sono intervenuti i carabinieri. Il giudice ha condannato la società di Castions delle Mura ma la pena è sospesa  Claudio Rinaldi

22 MAGGIO 2019

CASTIONS. Al peggio non c’è mai fine, anche nell’universo calcistico del Friuli Venezia Giulia che pure nella passata stagione aveva ottenuto il riconoscimento di unica regione italiana a non aver fatto registrare episodi spiacevoli nei confronti degli arbitri. Dopo i ripetuti casi di discriminazione per motivi di razza nei confronti di giocatori stranieri, domenica è capitato ad una assistente arbitrale (una guardalinee) di venir discriminata per il solo fatto di essere di sesso femminile.

L’increscioso episodio è accaduto nel play-out di Seconda categoria giocato a Pocenia, dove a partire dal 5’ del secondo tempo una decina di sostenitori del Castions delle Mura hanno a più riprese insultato pesantemente l’arbitro Toselli di Cormons e la seconda assistente (Martina Zonta, classe ’92 di Trieste). Proprio lei, fatta oggetto in particolare di “una condotta – si legge nel dispositivo del giudice sportivo – comportante offesa per motivi di sesso”…https://messaggeroveneto.gelocal.it/sport/2019/05/22/news/insulti-sessisti-alla-guardalinee-a-castions-si-gioca-senza-pubblico-1.32888271

Vasco Rossi sold out a Lignano

Il Komandante è arrivato da qualche giorno nella località balneare friulana. Lunedì 27 la data zero del nuovo tour da tutto esaurito

Vasco Rossi sold out a Lignano

22 maggio 2019

Il Komandante Ã¨ arrivato da qualche giorno a Lignano Sabbiadoro, località che da qualche anno è una sorta di buen retiro per Vasco, che qui si riposa, prova lo spettacolo e inaugura i suoi tour. Una spiaggia, quella di Liganno, e uno stadio, il Teghil, che portano fortuna al rocker, come dimostra il sold out confermato oggi per il concerto di lunedì 27 maggio. E da tutto esaurito sono anche le sei date in programma allo stadio di San Siro di Milano e i due appuntamenti a Cagliari, con tanto di nave appositamente messa a disposizione per trasportare la marea di fan in Sardegna. 

Vasco Rossi, per la terza volta, riuscirà quindi a riempire lo stadioTeghil per la ‘data zero’ del tour con la carica dei 27mila fan pronti a prendere possesso delle tribune e del prato. Inoltre, 10mila persone saranno presenti, domenica 26 maggio, al tradizionale soundcheck riservato a tutti gli appartenenti al Fan club del Blasco. 

Dato diverso quello dei pernottamenti che al momento, complice anche il maltempo di queste settimane, vedono le prenotazioni ferme al 70%, come confermato da Enrico Guerrin, Presidente di Confcommercio Lignano.  Una stima che, rispetto allo scorso anno quando Vasco aveva suonato per due sere a Lignano, è in calo del 5%. Le previsioni meteo, che nel week end prevedono bel tempo, potrebbero fare la differenza e far avvicinare al tutto esaurito anche le prenotazioni in struttura. 

Intanto, in questi giorni, alcuni fan hanno raggiunto la località balneare in giornata per assistere alle prove di questi giorni. Nonostante il maltempo, infatti, qualche temerario si è materializzato davanti all’impianto sportivo, a caccia di uno scatto, di un selfie al volo da postare poi sui social.  Come sempre, però, al di là di sold out, ricaduta turistica, previsioni meteo, c’è un unico denominatore che accomuna il pubblico del Blasco: il grande entusiasmo per un evento destinato a regalare emozioni irripetibili. Ed ecco che l’attesa per gli sfegatati, alcuni dei quali giunti a Lignano con tende e sacchi a pelo, diventa avventura da condividere come dimostrano i temerari già accampati fuori dallo stadio per guadagnarsi la prima fila del primo grande evento dell’estate 2019. 

http://www.ilfriuli.it/articolo/spettacoli/vasco-rossi-sold-out-a-lignano/7/199025


Pubblicato in: FVG, natura

Un fiore per te

Aquilegia comune [Aquilegia vulgaris]
L’aquilegia comune è una pianta diffusa che abita le radure ai margini dei boschi. Fiorisce tra giugno e luglio con fiori azzurro violetti, dotati di lunghi speroni rivolti all’indietro.
Famiglia
Ranunculace
Pubblicato in: FVG

Per chi voteranno le minoranze autoctone slovene in Friuli Venezia Giulia, e italiane in Slovenia e Croazia?

Queste elezioni europee oramai sono arrivate. Scontro cruciale si è detto tra nazionalismi ed europeismo, probabilmente si tratta di una prima resa di conti politica importante che vedrà forse nei prossimi cinque anni diventare le elezioni europee  il vero ago della bilancia, il bivio definitivo. Quello che in tanti si domandano è come voteranno le minoranze autoctone italiane in Slovenia e Croazia e slovene in Friuli Venezia Giulia. Diciamolo pure. Il bilinguismo in queste elezioni è stato un disastro su entrambi i fronti. Disattese le comunicazioni in bilinguismo. Anche se bisogna dire che almeno dalle parti del FVG i tabelloni elettorali non è che siano pieni, anzi. Sono più quelli vuoti che quelli pieni.  Un bilinguismo che arranca, che pur nell’Europa unita nella diversità è tutt’altro che pienamente affermato. Così in Italia, così in Slovenia e Croazia. Le denunce sono quotidiane. Bisogna dire che sia nel caso degli italiani in Slovenia e Croazia e che per gli sloveni in Friuli Venezia Giulia, nonostante leggi, statuti e proclami non vi è stata una particolare attenzione da parte delle rispettive nazioni di appartenenza. L’Italia sembra essersi lavata le mani sullo stato regressivo dei diritti della minoranza autoctona in Slovenia e Croazia, lo stesso per la Slovenia in Italia. E paradossalmente chi si è mosso di più in questo periodo, sia nell’una che nell’altra direzione, sono quelle forze politiche “identitarie” e nazionaliste di destra che potrebbero ottenere un bacino di voti importante rispetto ad una sinistra che sembra essere stata latitante in questo periodo su tale fronte. In Slovenia si parla di circa 2.500 cittadini dichiaratesi di nazionalità italiana, in Croazia vivono circa 35 mila Italiani. Si ragiona per stime. Mentre in base a delle statistiche gli sloveni autoctoni in Friuli Venezia Giulia si attesterebbero intorno ai 50 mila abitanti. Provincia di Udine 10.000, cioè l’1,9% della popolazione, in Provincia di Gorizia 11.000, cioè , il 7,8% della popolazione, in Provincia di Trieste 25.000 cioè il 10,6% della popolazione, per un totale di 46.000 cittadini pari a circa il 3,8%. Ovviamente si tratta di stime, i dati potrebbero essere anche ben superiori. Insomma, nel momento in cui si vota per l’Europa, in queste europee, non dovrebbe stupire se sia in Slovenia e Croazia, che in Italia, o meglio in FVG, un bacino di voti importante da parte delle minoranze autoctone andrà verso chi sostiene la necessità di un ritorno al nazionalismo in contrasto a quell’europeismo che ha permesso l’abbattimento di muri e frontiere. Perchè sono forze che per ragioni di opportunismo o meno, per tornaconto elettorale o meno hanno manifestato interesse per i diritti delle minoranze in questione. Un cortocircuito che ha una sua causa e non nasce dal nulla. Ma guardare solo il proprio orticello e non l’insieme, alla fine significherà commettere un grave errore di valutazione, perchè è l’insieme e l’unità europea che rende possibile l’affermazione dei diritti delle minoranze e non il fumo negli occhi nazionalistico.
mb

https://xcolpevolex.blogspot.com/2019/05/per-chi-voteranno-le-minoranze.html?spref=fb&fbclid=IwAR1_q13KRF6Mh0SfxDxv0eZFfQgUOOP7dvfBB2RPGOrV6DI1blznbCoxoq8