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“Buteghis dal savê” , il 29 e il 30 maggio “Conoscenza in Festa” parla anche “par furlan”. Grazie all’iniziativa del CIRF alcune conferenze sono in lingua friulana — KLARIS

https://klarisweb.wordpress.com/2019/05/28/buteghis-dal-save-il-29-e-il-30-maggio-conoscenza-in-festa-parla-anche-par-furlan-per-iniziativa-del-cirf/

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La Regione FVG è pronta a far partire la regionalizzazione scolastica

in data maggio 28, 2019

Dopo che la lega ha conquistato, tra i votanti, percentuali di consenso enormi, può accelerare su quelle riforme che fanno parte della cultura leghista. Come la regionalizzazione della scuola. Se prima di queste elezioni si parlava di una regionalizzazione fumosa, insussistente, in FVG, ora, invece, viene rivendicata a chiare lettere. 

Come si può ben leggere sul sito della Regione del FVG. Il riferimento è all’accordo con il MIUR che dovrebbe portare a 800 mila euro a favore degli istituti scolastici del FVG, trasferendo con distacco 10 unità regionali all’Ufficio scolastico del Friuli Venezia Giulia con misura urgente, integrando l’organico Ata e di sostegno – con un impegno di spesa della Regione di 1,2 milioni di euro – e mettendo a disposizione della scuole il supporto del Friuli Venezia Giulia di Informest. 

Insomma, la prima pietra è stata posta è la bozza della norma con cui la Regione propone alla Commissione paritetica Stato-Regione l’acquisizione di più ampi margini di autonomia nel settore dell’istruzione non universitaria” è pronta. 

Viene dichiarato dall’assessore regionale all’istruzione che” tra gli obiettivi strategici della regionalizzazione vi è “il maggior raccordo tra gli Its, gli istituti tecnici superiori, e il sistema produttivo del territorio in collegamento con gli atenei, in un’ottica di sistema”. Di pari passo, ha concluso l’assessore, “la Regione spinge per l’innalzamento del finanziamento statale alla Sissa (Scuola internazionale superiore di studi avanzati) di Trieste e per il varo di un progetto sperimentale di trilinguismo nel curricolo dell’Istituto omnicomprensivo di Tarvisio Ingeborg Bachmann”. E’ chiaro che la scuola che vuole difendere l’unicità del sistema d’Istruzione italiano qualche domanda deve porsela. Perchè si inizia con le questioni ritenute “emergenziali”, per poi arrivare a ben altro. Così come ci si deve chiedere quale dialogo è mai ancora possibile con chi vuole avviare il percorso della regionalizzazione. L’autonomia del territorio va preservata, ma a questo punto bisogna anche interrogarsi su cosa si vuole intendere per autonomia con riferimento al settore dell’Istruzione.
mb

https://xcolpevolex.blogspot.com/2019/05/la-regione-fvg-e-pronta-far-partire-la.html?spref=fb&fbclid=IwAR0kR6e6JO_XB8wgFDsTT2JJFAm10FVaLtTozwcajKonNy8vf6gguazavGw

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Elezioni comunali 2019

A Malborghetto-Valbruna secondo mandato per Boris Preschern, unico candidato sindaco alle elezioni comunali di domenica 26 maggio. Il riconfermato Preschern ha ricevuto 556 preferenze.
Il nuovo sindaco di Lusevera è Luca Paoloni, eletto con il 57,40% delle preferenze. 221 i voti per lui, 164 quelli per Flavio Cerno.
catena dei Musi
Ad Attimis arriva una nuova riconferma per Sandro Rocco, eletto sindaco per la terza volta. Più bassa stavolta l’affluenza (913 gli elettori che hanno espresso il loro voto contro i 1.223 di cinque anni fa). Rocco che era l’unico candidato ha ricevuto 806 preferenze.
A Pulfero/Podbonesec riconfermato Camillo Melissa. Superato il quorum di affluenza, il sindaco di Pulfero ha ricevuto 425 preferenze.
monte Mia e Matajur
A Grimacco/Grmek terzo mandato per la sindaca Eliana Fabello, eletta con 163 preferenze.
Topolò
A San Leonardo/Sv.Lenart riconfermato alla guida dell’amministrazione comunale Antonio Comugnaro con il 94,66% delle preferenze. Solo 33 infatti i voti ricevuti da Daniele Cettolo.
Ponte sul Cosizza tra le frazioni di Merso di Sopra e Scrutto
San Pietro al Natisone/Speter
A San Pietro al Natisone/Sv.Peter riconfermato Mariano Zufferli con il 73,73 % delle preferenze. 1.013 i voti per lui, 361 quelli per Nino Ciccone.
Luca Postregna riconfermato sindaco di Stregna/Srednje con 125 preferenze. 112 i voti per Mauro Veneto, 5 schede nulle e 1 bianca
Riconfermata anche Mariaclara Forti a Prepotto/Prapotno con il 71,10 % (374 voti). Il suo avversario Gabriele Iacolettig si è fermato a 152 preferenze.
Castelmonte

Anna Micelli è la nuova sindaca di Resia/Rezija, per lei il 64,40% delle preferenze. Cristina Buttolo si è fermata al 26,59%, Carmelo Carlo Altomonte a 9,01%.

casa tipica resiana da fb
immagini da wikipedia

dati elettorali da Novi Matajur

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Immigrazione. Una distorta visione assai diffusa

Alberto Alesina

IMMIGRAZIONE. UNA DISTORTA VISIONE ASSAI DIFFUSA

Al di là del risultato, il vero esito delle elezioni europee dipenderà molto dalla percezione che i cittadini hanno degli immigrati. In una democrazia gli elettori dovrebbero essere bene informati su cosa votano, e se non lo sono, dovrebbero essere disponibili a diventarlo. In uno studio condotto con Armando Miano e Stefanie Stantcheva abbiamo invece riscontrato che la disinformazione sul problema immigrazione è enorme e le persone sembrano ragionare più con le emozioni che con la razionalità su questo argomento. L’immigrazione in Europa è un problema assai complesso ma proprio per questo va affrontato con il cervello e non con scatti emotivi, al seggio. Abbiamo condotto un’indagine di opinione su un campione rappresentativo degli Stai Uniti e di 5 paesi europei – Italia, Francia, Germania Svezia e Gran Bretagna. In tutti i paesi, compreso e soprattutto il nostro vi è un’enorme disinformazione sul numero, provenienza geografica, livello di educazione e di reddito degli immigrati, definiti come individui residenti legalmente nel Paese ma nati altrove.

I nativi pensano che gli immigrati siano tantissimi, siano in gran parte provenienti da paesi «difficili» per esempio mussulmani, che siano in gran parte disoccupati, poveri e un peso enorme per lo stato sociale. Qualche numero. In Italia gli immigrati sono circa il 10 per cento della popolazione; gli italiani pensano che siano il 30 per cento. La percentuale di immigrati provenienti da paesi a maggioranza mussulmana è circa il 30 per cento del totale; gli italiani pensano che siano quasi la metà. Gli italiani ritengono che circa il 45 per cento degli immigrati viva sotto il livello povertà mentre il numero vero è intorno al 30 per cento. Il 30 per cento degli italiani pensa che un immigrato riceva dallo stato italiano molto più di un nativo, anche a parità di situazione economica, semplicemente perché è un immigrato.

Le persone che hanno le percezioni più distorte sono coloro che si definiscono «di destra», che hanno livelli educativi più bassi e che lavorano in settori in cui la presenza di lavoratori immigrati è più alta. Risultati simili anche se in qualche caso con distorsioni meno estreme, valgono per tutti gli altri paesi. Più sono errate le percezioni sugli immigrati più avversi sono i nativi alla generosità dello stato sociale. Perché ridistribuire ricchezza se ne beneficiano in misura preponderante gli immigrati? Un problema difficile per la sinistra, favorevole allo stato sociale ma che si scontra con la generale diffidenza e disinformazione sugli immigrati anche dei propri elettori.

Nel nostro questionario abbiamo dato delle informazioni esatte su numero, origine e lavoro degli immigrati a un sotto-campione di nativi per studiare se questi rispondessero in modo diverso alle domande su percezione degli immigrati e stato sociale rispetto al campione a cui non abbiamo dato alcuna informazione. Abbiamo trovato minime differenze. Pare che molti nativi ragionino sull’argomento immigrazione non con i numeri ma usando stereotipi. Perché? I paesi europei sono stati storicamente abbastanza omogenei — al contrario degli Stati Unti, paese creato da immigrati.

L’assimilazione culturale di persone diverse da noi non è facile. In un periodo di bassa crescita economica l’immigrato viene visto non come qualcuno che partecipa allo sviluppo del Paese — come ad esempio ai tempi delle grandi migrazioni europee verso gli Stati Uniti — ma come qualcuno con cui dividere una torta che non cresce. Inoltre, l’Italia ha ricevuto un flusso di immigrati prevalentemente a basso livello d’istruzione. Da noi arrivano lavoratori di base non qualificati, gli ingegneri indiani vanno nella Silicon Valley o in Svizzera. Ma questo è un problema nostro, nel senso che non siamo capaci di attirare i cosiddetti cervelli, anzi li prediamo.

Prevalgono poi gli stereotipi: quando un milanese passa dalla stazione centrale e vede decine di immigrati (in gran parte illegali e che quindi dovrebbero essere espulsi) che bighellonano trasferisce questa immagine a tutti gli immigrati, dimenticandosi di tanti che lavorano e danno un contributo al nostro Paese, spesso facendo lavori che gli italiani preferiscono non fare. I mezzi di comunicazione non aiutano. Quando un immigrato commette un crimine immediatamente viene enfatizzata la non italianità del soggetto, il che fomenta gli stereotipi. Infine, tutti i partiti contrari all’immigrazione non hanno alcun interesse a diffondere informazioni corrette. Non solo, ma i partiti contrari allo stato sociale hanno interesse a diffondere l’idea che quest’ultimo benefici soprattutto gli immigrati.

https://francescomacri.wordpress.com/2019/05/27/immigrazione-una-distorta-visione-assai-diffusa/in “Corriere della Sera” del 27 maggio 2019