Pubblicato in: saluti

🌸Buongiorno🌸

https://poetyca.wordpress.com/2019/07/30/%f0%9f%8c%b8buongiorno%f0%9f%8c%b8-39/

Pubblicato in: ambiente, articolo, fb, friuli, luoghi

L’ANIMA DI UN TERRITORIO CHE SI AIUTA DA SÉ

https://www.facebook.com/manovaliperlautonomia/
di Luciano Lister

Porzus/Porčinj/Purçûs è uno di quei paesi di montagna in cui, nelle giornate limpide, in qualunque stagione lo sguardo può arrivare lontano, fino al mare. Diversamente rispetto alle frazioni di pianura del comune di Attimis, dove accanto all’italiano la lingua tradizionale è il friulano locale, qui la lingua del territorio è lo sloveno del posto.

Partendo in auto dal municipio a Porzus ci si arriva in 15-20 minuti, percorrendo 6 km abbondanti di tornanti. Voluta con forte volontà anche dai porzusani stessi, la strada non ha forse portato lo sviluppo e il progresso sperati. Come in altre borgate collegate per secoli ai centri di pianura da sentieri o mulattiere, a Porzus la strada ha probabilmente agevolato la discesa dei residenti a valle, invece di facilitarne la permanenza. Una volta i residenti stabili in paese erano alcune centinaia, oggi sono meno di una decina.

A quanti salgono in paese, però, non sembrerebbe. I prati sono falciati e puliti; la maggior parte delle case, seppur con le imposte chiuse, è curata e ordinata; ci sono i fiori sui davanzali; su tabelle di legno lavorato si può leggere la locale toponomastica in dialetto sloveno.

Verrebbe da chiedersi… come faranno meno di dieci abitanti a fare tutto da soli? Eppure – sono meno soli di quanto sembri. Da oltre vent’anni un forte impulso alla comunità è dato dalla Pro loco Amici di Porzus, che nel corso dell’anno, con diverse iniziative, rianima il respiro di una comunità forse troppo orgogliosa per esalare l’ultimo. Soprattutto nei fine settimana, grazie a una sessantina di associati, il paese si rianima: alcuni tornano a curare il luogo d’origine dai paesi di pianura dove si sono trasferiti nei decenni scorsi; altri, invece, partecipano alle attività per simpatia, pur non provenendo da Porzus. La prima finalità è, anzitutto, tenere in ordine l’ambiente nei dintorni del paese, sfalciando tutti i prati. Senza lo sfalcio dei prati, infatti, come può esserci turismo? Fare il fieno costa sudore e fatica, ma nessuno andrebbe a fare una gita nelle sterpaglie.

Durante l’anno la Pro loco organizza diversi eventi – celebri sono la Festa della meda e del miele e le camminate storico-naturalistiche – con cui promuove l’immagine turistica del paese in Friuli-Venezia Giulia e non solo.
Presta aiuto alla parrocchia nelle festività e si occupa, sempre insieme a quest’ultima, di turismo locale e religioso. Porzus, infatti, non è noto solo per l’eccidio alle malghe a monte del paese, tristemente celebri.

Si dice che qui, nel 1855, Maria sia apparsa alla piccola Teresa Dush, parlandole nell’unica lingua che conoscesse – il dialetto sloveno porzusano. Ogni anno sono molti i pellegrini che giungono in paese, soprattutto dalla Slovenia. La Pro loco aiuta la parrocchia e il sacerdote, Vittorino Ghenda, a accoglierli nel miglior modo possibile.

Negli anni, sistemando gradualmente la rete di sentieri, la Pro loco ha creato una serie di percorsi con diversi gradi di difficoltà. Un tempo i porzusani vi si spostavano per falciare i prati, portare al pascolo il bestiame, tagliare la legna, andare a caccia o recarsi alle località vicine; ora richiamano un flusso costante di camminatori, amanti della natura, semplici ricercatori di tranquillità. Le forti pendenze delle strade asfaltate in salita dai centri di pianura, inoltre, portano molti ciclisti a passare per il paese. Un flusso turistico già ci sarebbe, quindi. Per tradurlo in una ricaduta stabile sul territorio, però, servirebbero sinergie e dispiegamenti di forze a livelli ben più alti rispetto alla dirigenza di una Pro loco.

In un paese che conta meno di una decina di persone, già da tempo gli abitanti sono rimasti senza esercizi pubblici – tantomeno c’è un bar. Anche qui corre in aiuto la Pro loco, che nei fine settimana diventa, di fatto, il luogo dove ritrovarsi, bere qualcosa insieme e fare una chiacchierata.

Abbiamo parlato di Porzus, ma potremmo parlare di tante realtà appena limitrofe o altrove in Carnia, nel Friuli occidentale, sul Carso, nella Bassa friulana… Sparsi su tutto il territorio del Friuli-Venezia Giulia e organizzati in diversi sodalizi, tanti gruppi di persone si uniscono per fare qualcosa per le proprie comunità. Forse senza rendersene sempre conto, generano autonome spinte di cambiamento dal basso: creano ricadute dal punto di vista sociale e economico e guardano, per molti versi, più lontano delle istituzioni centrali e delle politiche di sviluppo da queste attuate.

(Foto: Luciano Lister)

Pubblicato in: ambiente, fotografie, friuli, luoghi, reblog

IL PARCO GEOMINERARIO DI CAVE DEL PREDIL E LA VAL RACCOLANA

scritto da Sara 20/07/2018 https://www.torzeando.com/friuli-venezia-giulia/cave-del-predil-val-raccolana/

Un paese nato in funzione della miniera, una tra le più importanti d’Europa nell’estrazione di piombo e zinco

Cave del Predil è una frazione di Tarvisio, si trova nel cuore delle Alpi Giulie a pochi chilometri sia dal confine sloveno che da quello austriaco.

Il paesino sorse attorno all’attività estrattiva e diede da lavorare a migliaia di uomini italiani, austriaci e sloveni. Nelle viscere della terra si scavò attivamente dal secolo XVIII fino al 1991, anno in cui la miniera venne chiusa ed in seguito trasformata nell’odierno ecomuseo.L’attuale ingresso della minieraLa vecchia laveria

La particolarità di questo luogo sta nella sua storia alquanto travagliata. Trovandosi infatti in una zona di confine, la miniera venne contesa e divisa tra Italia ed Austria. La galleria di Bretto svolse un ruolo fondamentale nelle due guerre mondiali. Questa galleria lunga quasi cinque chilometri, venne costruita per lo scolo delle acque e tutt’oggi collega la cava con il paese sloveno di Log pod Mangrtom (in italiano Bretto) tramite un trenino elettrico. Durante la prima guerra mondiale, gli austriaci la usarono per il trasporto di quasi mezzo milione di uomini e di materiale bellico, anche in occasione della tristemente nota battaglia di Caporetto.

Cave del Predil come esempio di città aziendale

Le case, due cinema, i negozi di alimentari, i bar, la sala da ballo, l’ospedale…tutti gli edifici appartenevano all’azienda che aveva in gestione la miniera. La vita delle persone ruotava attorno al lavoro diretto o indiretto nelle cave di Raibl. Nel museo della tradizione mineraria vi verrà spiegato come si sviluppava la società di questo paese che contava ben quattromila persone e che ora ne ha poco più di duecento. Chissà che oltre a poter visitare la miniera vera e propria in futuro si possano vedere anche le stanze della laveria, laddove avveniva il processo di separazione del minerale dalla roccia sterile. Il materiale roccioso di scarto è visibile all’entrata del paese.

Il Fontanone di Goriuda e il Rio di Repepeit

Sorpassato il lago di Cave del Predil dove d’estate potete farvi un bel bagno rinfrescante, proseguite fino ad arrivare a Sella Nevea e dopo pochi altri chilometri sarete nel pieno della Val Raccolana. La valle prende il nome dall’omonimo torrente e ha inizio – o fine, a seconda da dove provenite – a Chiusaforte. Qui troverete due luoghi dove fare una piacevole sosta. Il primo è il fontanone di Goriuda, una sorgente carsica che sgorga da una grotta dove viveva…un orco, chiamato proprio Goriuda!Il Fontanon di GoriudaIl Fontanon di Goriuda

La cascata è raggiungibile dalla strada in dieci minuti di semplice camminata e potete anche vederla da dietro il velo dell’acqua. Il secondo è il Rio di Repepeit che anch’esso dà vita ad una piccola cascata. Oltrepassate il ponticello in pietra per scendere sul letto del rio: sentirete che differenza di temperatura!Cascata di Rio Repepeit

Pubblicato in: articolo, migranti, reblog

Mappa della realtà migratoria


L’ondata migratoria che si è riversata in Europa sta provocando diverse discussioni. Tuttavia, ad essere onesti, la cosa semplice è, ovviamente, guardare un po ‘indietro. Questi sono i paesi su questa mappa che devono accogliere la ricca popolazione africana.
A giudicare dalla mappa che stiamo pubblicando, possiamo vedere chiaramente chi ha fatto fortuna a spese della popolazione che vive lì. Popolazioni che stavano cambiando forzatamente la propria cultura e forzando la propria, facendo ampio uso della propria ricchezza naturale senza compensi speciali. Non solo quello! Con la forza, presero la loro ricchezza naturale e ne fecero uscire persone impoverite.
Vedi, quindi, questa mappa è la base che questi cosiddetti regolatori dei diritti umani e le organizzazioni filantropiche dovrebbero affrontare i governi che hanno una memoria “offuscata” del male causato dai loro antenati alle persone ora guidate da gruppi mafiosi su navi inadeguate in Europa, e sono salvati da t. i. Le ONG martellano sul petto della loro “filantropia”. E interessante! Nonostante una tale “vecchia” mappa, sono stati in silenzio per anni e ora vogliono diventare i salvatori degli errori dei loro antenati. Sappiamo che con queste poche frasi e la mappa pubblicata non risolveremo le condizioni insostenibili della popolazione impoverita e completamente saccheggiata del continente nero, che ora vede per sé un futuro migliore in Europa. Ma a giudicare dalla mappa, il fatto è che i loro “debitori” vivono qui – in Europa, ora un’associazione ben nota, legale, sociale e democratica chiamata Unione Europea.

Vedete, quindi, la mappa della verità migratoria,i paesi dell’Europa dovrebbero stare davanti allo specchio della verità storica.
/ Preparato da: Janez Temlin / Foto: LN / Grafica / LN

tradotto da

https://ljnovice.si/2019/07/29/zemljevid-migrantske-resnice/#respond

Pubblicato in: friuli

Eccomi di nuovo qui…

Risolti i problemi del Pc,eccomi di nuovo qui!

Pubblicato in: novi matajur, reblog, Slavia friulana

“Su e Ju Pa Sclavania”: in sella alla bici alla scoperta dei paesini delle Valli del Natisone — NoviMatajur

Anche la seconda edizione della Su e Ju Pa Sclavania Bike e e-Bike non competitiva, organizzata dal G.S. Azzida Valli del Natisone, ha riscosso un grande successo. In molti hanno infatti raccolto l’invito degli organizzatori e trascorso la giornata di domenica 21 luglio in bici (alcuni anche 7 ore in sella), andando alla scoperta di […]

“Su e Ju Pa Sclavania”: in sella alla bici alla scoperta dei paesini delle Valli del Natisone — NoviMatajur
Pubblicato in: pensieri, ricorrenze

💗Caro papà💗

primo numero del Matajur

Caro papà,

sono passati cento anni da quando sei nato sulle rive del Garda.Hai vissuto a Cornappo/Karnahta, un paesino sperduto della Slavia friulana.Ti mandarono in guerra in Jugoslavija,sei diventato sergente in sanità.Ti sei unito ai partigiani sloveni e dopo l’8 settembre eri a Villa Moretti a Tarcento.A Ljubljana hai conosciuto la mamma che hai sposato a Taipana dopo la guerra. Finita la guerra ti impiegasti per l’allocazione delle tessere annonarie, prima a Taipana e poi a Pravisdomini (PN) dove nacqui io. E’ allora che cominciasti a scrivere per il quotidiano in lingua slovena di Trieste  Primorski Dnevnik. Con la mamma hai fondato il giornale Matajur, voce degli sloveni della Slavia Friulana  che hai diretto per 23 anni. Il primo numero uscì il 3 ottobre del 1950, fino al dicembre del 1973.Sono stati anni molto difficili e duri per tutta la famiglia: attacchi sui quotidiani locali,persecuzioni,denunce per articoli scritti sul Matajur,isolamento.Erano gli “Anni bui della Slavia “quindi immaginate il clima in cui vivevamo.

Vi ringrazio papà e mamma per avermi educato in uno spirito sloveno.Quando ero piccola ho imparato questa poesia.

SLOVENKA

Jaz nisem Talijanka,
pa tudi ne bom,
sem zvesta Slovenka
in ljubim svoj dom.
Podreka

SLOVENA

Non sono italiana
e mai lo sarò,
sono una slovena fedele
e amo la mia terra.
Podreka

Pubblicato in: friuli, indovinello, luoghi

Risposta al quesito geografico

Qualcuno mi ha detto, tempo fa, che i miei indovinelli sono troppo facili.Vi ho posto un altro quesito,ho ricevuto qualche mi piace ma nessuno ha nemmeno tentato di risolverlo.

Di Johann Jaritz – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4497447

La risposta è:

TARCENTO,detta la perla del Friuli ,ricca di acque e cascate,qui il 6 gennaio di ogni anno si brucia il “Pignarul”falò dal quale si fa le previsioni dell’anno che verrà.

Tarcento (Tarcint in friulanoČenta in sloveno) è un comune italiano di 8 902 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giuliahttps://www.wikiwand.com/it/Tarcento

Pubblicato in: cultura, novi matajur, reblog

Mittelfest, un orizzonte poco limpido — NoviMatajur

Per chi come me ha avuto il piacere (perché ammettiamolo, è fondamentalmente un piacere) di seguire sin dai suoi primi passi l’evoluzione del Mittelfest, l’edizione dello scorso anno ha rappresentato un grande dispiacere. Le cause dell’insuccesso della prima edizione firmata dal bosniaco Haris Pašović non si possono certo limitare alla scusa di una partenza ritardata […]

Mittelfest, un orizzonte poco limpido — NoviMatajur
Pubblicato in: cultura, friuli

Indovinello geografico

Vedo che nessuno si è ancora cimentato ,è facile,forza!

https://friulimultietnicoblog.wordpress.com/2019/07/24/indovinello-geografico/