99^ anniversario incendio Narodni Dom a Trieste

Oggi 13 luglio alle 9.30 si è tenuta presso il Narodni dom (SSLMIT) la rievocazione del 99^ anniversario dell’ incendio. E’ intervenuto il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor, un discorso è stato pronunciato dallo storico Raoul Pupo.

Il Narodni dom (in slovenoCasa del popolo o Casa nazionale) di Trieste era la sede delle organizzazioni degli sloveni triestini, un edificio polifunzionale nel centro di Trieste, nel quale si trovavano anche un teatro, una cassa di risparmio, un caffè e un albergo (Hotel Balkan). Fu incendiato dai fascisti il 13 luglio1920, nel corso di quello che Renzo De Felice definì “il vero battesimo dello squadrismo organizzato”…

https://www.wikiwand.com/it/Narodni_dom

La bussola del direttore🧭

Parte ed è già polemica: Fedriga ha deciso di non andare all’inaugurazione del Mittelfest dopo le parole del suo direttore artistico al Mv. Ecco cosa è successo

Donald Trump non legge il Mv. Ma è sul pezzo quando si tratta di bitcoin o di criptovaluta in generale. Ricordate il caso del friulano che scambia moneta virtuale? La sua storia la potete leggere qui, scritta dalla nostraAnna Rosso.  

Cosa c’entra Trump? C’entra perché ha detto la cosa giusta: se si crea una banca virtuale (come vuole fare Facebook con la libra) bisogna sottostare alla vigilanza bancaria.

Cosa succede in Friuli Venezia Giulia? Si vola. Lo spoil system ha mietuto vittime eccellenti mese dopo mese. Si sono salvati solo in pochi, fra questi i vertici dell’aeroporto che ieri hanno portato in trionfo Sicilia e Sardegna.Qui potete leggere che cosa è successo. 

Monta un nuovo fronte sul caso Regeni. Stavolta è San Daniele a togliere lo striscione. Qui il sindaco spiega la sua versione.

Sloveni in Italia (continuazione)

Provincia di Gorizia

Il nome di Gorizia compare per la prima volta nell’anno 1001, in una donazione imperiale che Ottone III fece redigere a Ravenna, mediante la quale egli cedeva il castello di Salcano e la villa denominata Goriza (medietatem predii Solikano et Gorza nuncupatum), a Giovanni, patriarca di Aquileia, ed a Guariento, conte del Friuli. La località è ricordata successivamente nel 1015 (medietatem unius villae que sclavonica lingua vocatur Goriza).

Comunità di lingua slovena sono presenti anche nei centri industriali della Bisiacaria.

In base ai dati del censimento del 1910, nell’area compresa nell’attuale provincia di Gorizia risiedevano circa 20.000 Sloveni, di cui circa 11.000 nella città di Gorizia, che in quel tempo contava circa 31.000 abitanti.

Ripartizione linguistica della popolazione
nella Provincia di Gorizia nel 1971
madrelingua italiana (131.879)  92,6%
madrelingua slovena (10.533)  7,4%

Lo sloveno standard è parlato da parte della minoranza di lingua slovena della città di Gorizia e in alcune zone dei comuni di Monfalcone, di Ronchi dei Legionari e di Sagrado, mentre nei comuni di San Floriano del CollioSavogna d’IsonzoDoberdò del Lago e nelle frazioni di Oslavia, Piuma, Groina e Sant’ Andrea lo sloveno è la lingua parlata dalla maggior parte della popolazione. Nel comune di San Floriano del Collio e in alcune frazioni di CormonsDolegna del CollioGorizia (Podgora/Piedimonte) è diffusa la variante detta dialetto del Collio (briško narečje), mentre nei comuni del Carso goriziano e nei sobborghi meridionali di Gorizia si parla il dialetto carsico (kraško narečje).

Comuni a maggioranza di lingua slovena nella provincia di Gorizia:

Provincia di Trieste

Il carnevale del Carso di Opčine/Opicina, Trieste

Il carnevale del Carso di Opčine/Opicina, Trieste

Ufficio del comune di Trieste riservato ai residenti di madrelingua slovena.

Indicazione della sede del distretto sanitario ad Aurisina

In provincia di Trieste, dove risiede la comunità di lingua slovena più numerosa della regione, lo sloveno è parlato, dagli appartenenti della minoranza, su quasi tutto il territorio della provincia, tranne che nel centro abitato di Muggia ed in alcune sue frazioni. Nel comune di Trieste lo sloveno è minoritario in città, ma maggioritario in alcuni sobborghi periferici e nelle frazioni dell’entroterra carsico.

Gli antenati slavi degli attuali appartenenti alla minoranza slovena iniziarono a stabilirsi nelle aree disabitate nei dintorni della città di Trieste già all’epoca di Carlo Magno, come risulta documentato dal Placito del Risano formulato nell’804 presso il fiume Risano a soli 12 km a sud di Trieste.

In base ai dati del censimento del 1910, nell’area compresa dall’attuale provincia di Trieste risiedevano circa 69.000 Sloveni, di cui circa 56.000 nel comune di Trieste, che in quel tempo contava circa 230.000 abitanti

Ripartizione linguistica della popolazione
nella Provincia di Trieste nel 1971
madrelingua italiana (275.597)  91,8%
madrelingua slovena (24.706)  8,2%

Nelle zone rurali del comune di Muggia, nella maggior parte delle frazioni del comune di Dolina-San Dorligo della Valle e in alcuni rioni periferici di Trieste è diffuso il dialetto istriano-variante di Risano. Nei comuni di MonrupinoSgonico e in alcune frazioni di Dolina-San Dorligo della Valle è diffuso il dialetto carniolino centrale (notranjsko narečje). Lo sloveno è diffuso come dialetto carsico (kraško narečje) anche su tutto il territorio del comune di Duino-Aurisina (ad esclusione della frazione Villaggio del Pescatore), dove però è minoritario rispetto all’italiano.

Comuni a maggioranza di lingua slovena nella provincia di Trieste:

RBP

Istituzioni

La minoranza slovena in Italia è rappresentata da due strutture organizzative che complessivamente coordinano la quasi totalità delle attività comunitarie slovene: la Slovenska kulturno gospodarska zveza (SKGZ – Unione Culturale Economica Slovena) e lo Svet slovenskih organizacij (SSO – Confederazione delle Organizzazioni Slovene). Le istituzioni culturali cardinali invece sono il teatro, la Glasbena Matica (Centro musicale sloveno), la biblioteca (Narodna in Studijška Knjižnica) e lo SLORI (Istituto sloveno di ricerche). A Trieste viene stampato il quotidiano Primorski Dnevnik, a Cividale del Friuli il settimanale Novi Matajur.RBP

Personaggi celebri

Igo Gruden (poeta)

Igo Gruden (poeta)

Boris Pahor (scrittore)

Boris Pahor (scrittore)

Edvard Rusjan (costruttore e pilota)

Edvard Rusjan (costruttore e pilota)

Tra i cittadini italiani di lingua slovena ricordiamo:

  • Letterati:
    • David Bandelj (1978), poeta e saggista;
    • Rafko Dolhar (1933), scrittore e alpinista;
    • Igo Gruden (1893 – 1948), poeta
    • Marica Gregorič-Stepančič (1874 – 1954), scrittrice e traduttrice;
    • Dušan Jelinčič (1953), scrittore e alpinista;
    • Miroslav Košuta, poeta;
    • Marko Kravos (1943), poeta;
    • Erna Muser, poetessa, traduttrice;
    • Boris Pahor (1913), scrittore;
    • Alojz Rebula (1924), scrittore;
    • Alojzij Remec, scrittore;
    • Alojzij Res, scrittore e traduttore;
    • Ivan Rob, scrittore satirico;
    • Tatjana Rojc, critica letteraria e traduttrice, senatrice;
    • Aldo Rupel, scrittore;
    • Smiljan Samec, scrittore satirico;
    • Silvester Škerl, traduttore e editore;
    • Karel Vladimir Truhlar (1912 – 1977), poeta e teologo;
  • Studiosi e ricercatori:
    • Lavo Čermelj, fisico e intellettuale;
    • Boris Furlan, giurista, cattedratico e traduttore;
    • Boris M. Gombač, storico;
    • Miran Košuta (1960), storico letterario;
    • Alessio Lokar, economista;
    • Boris Merhar, storico letterario;
    • Pavle Merkù (1927 – 2014), compositore, linguista e etnomusicologo;
    • Boris Paternu, storico letterario;
    • Jože Pirjevec (1940), storico;
    • Marija Pirjevec (1941), storica della letteratura, traduttrice;
    • Mirko Rupel, storico della letteratura;
    • Erdvad Rusian (1886 – 1911), costruttore di aerei e pioniere del volo;
    • Igor Škamperle (1962), sociologo e scrittore;
    • Božo Škerlj, antropologo;
    • Marta Verginella (1960), storica e sociologa;
    • Ubald Vrabec, compositore.
  • Giornalisti:
  • Personaggi del teatro, TV e della musica:
    • Edi Bucovaz, musicista;
    • Miranda Caharija, attrice;
    • Ferdo Delak, regista teatrale;
    • George Dolenz (1908 – 1963), attore sloveno-statunitense;
    • Ivan Grbec (1889 – 1966), musicista;
    • Boris Kobal, commediografo, direttore del Teatro civico di Lubiana;
    • Marij Kogoj, compositore;
    • Elvira Kralj, attrice;
    • Andro Merkù, cabarettista;
    • Mirko Polič (1890 – 1951), compositore e direttore d’orchestra.
    • Stojan Kuret, Direttore d’orchestra e coro
    • Igor Coretti Kuret, Direttore d’orchestra
    • Aljoša Žerjal (1928), regista;
  • Pittori:
  • Architetti e designer:
    • Max Fabiani (1865 – 1962);
    • Marco Pozzetto;
    • Boris Podrecca;
  • Politici:
Frančišek Borgia Sedej, Arcivescovo di Gorizia dal 1906 al 1931

Frančišek Borgia Sedej, Arcivescovo di Gorizia dal 1906 al 1931

Lapide in memoria di Anton Ukmar, comandante partigiano in Liguria

Lapide in memoria di Anton Ukmar, comandante partigiano in Liguria

  • Tamara Blažina (1952), senatrice;
  • Darko Bratina (1942 – 2007), sociologo, critico cinematografico, senatore;
  • Miloš Budin (1949), deputato;
  • Ivan Marija Čok; politico liberale jugoslavo;
  • Josip Ferfolja, politico socialista jugoslavo;
  • Rudolf Golouh; politico socialista jugoslavo;
  • Gustav Gregorin; politico liberale sloveno;
  • Igor Kocijančič (già Canciani), consigliere regionale;
  • Ivan Nabergoj, uomo politico, parlamentare;
  • Bogumil Remec; politico conservatore sloveno;
  • Mitja Ribičič (1919 – 2013); politico comunista, premier jugoslavo;
  • Otokar Rybar, politico sloveno di origine ceca;
  • Augusto Sfiligoj; politico cristiano-sociale;
  • Stojan Spetič, senatore;
  • Mirko Špacapan
  • Ludwig Taučer, partigiano, sindaco di Pirano;
  • Anton Ukmar (1900 – 1978), partigiano, deputato al parlamento socialista sloveno;
  • Josip Vilfan (1955), parlamentare italiano;
  • Joža Vilfan, diplomatico jugoslavo.

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fonte https://www.wikiwand.com/it/Sloveni_in_Italia

Sloveni in Italia

 
Luogo d’origineFriuli-Venezia Giulia
Popolazionecirca 100.000
Lingualingua slovena in Italia
Religionecattolicesimo
Distribuzione
 Italia
Manuale

La minoranza slovena in Italia è una minoranza nazionale riconosciuta in Italia. La comunità slovena in Italia è formata prevalentemente da autoctoni residenti in Friuli-Venezia Giulia, ma anche da alcuni espatriati, specialmente nelle principali città (secondo l’ISTAT, erano 2.506 i cittadini sloveni in Italia al 31 dicembre 2016).

Storia

Panorama delle Valli del Natisone, ancora oggi a maggioranza linguistica slovena

Panorama delle Valli del Natisone, ancora oggi a maggioranza linguistica slovena

La diffusione dell’uso dello sloveno in alcune zone nel Nord-est dell’Italia trova la sua origine nell’Alto Medioevo; risalgono infatti già all’VIII secolo i primi documenti storici che attestano l’arrivo, dall’area balcanico-danubiana, di gruppi di popolazioni slave ed il loro insediamento nelle zone marginali della pianura friulana e delle sponde nord-orientali del Mare Adriatico, che dopo molteplici vicende storiche furono parte dello Stato italiano.

I primi territori abitati da sloveni ad entrare a far parte del territorio dello Stato italiano furono quelli della Slavia friulana (Benecija), ovvero la Val Resia (Rezija), le Valli del Torre (Terska dolina) e le Valli del Natisone (Nediške doline), nel 1866 a conclusione della terza guerra di indipendenza italiana. La partecipazione al plebiscito del 21-22 ottobre 1866 della minoranza friulana di lingua slovena, fu particolarmente significativa. L’Impero austriaco, infatti, dopo il trattato di Campoformio aveva annullato l’autonomia giuridica, linguistica e fiscale un tempo riconosciuta dalla Serenissima Repubblica di Venezia alla comunità slovena, la quale anche per questo motivo aderì alle idee risorgimentali,che andarono ampliandosi sempre di più dopo la breve parentesi del 1848. Il voto antiaustriaco degli sloveni fu unanime: su 3.688 votanti vi fu una sola scheda contraria al Regno d’Italia. Il passaggio al Regno d’Italia comportò molti cambiamenti economici, sociali e culturali per tale territorio, ma iniziò anche una politica di italianizzazione delle Valli del Natisone e del Torre, che nei decenni successivi al plebiscito alimentò un progressivo sentimento di delusione delle speranze di riconoscimento dell’identità slovena.

L’assegnazione all’Italia degli altri territori ancora oggi con una presenza di parlanti sloveno (Val CanaleGorizia e Trieste), avvenne al termine della prima guerra mondiale in base al Trattato di Rapallo (1920).

Nel 1922, con l’avvento del fascismo nei territori annessi all’Italia venne applicata l’assimilazione culturale attraverso l’italianizzazione forzata.

  • gran parte degli impieghi pubblici furono assegnati agli appartenenti al gruppo etnico italiano;
  • nelle scuole fu vietato l’insegnamento dello sloveno in tutte le scuole della regione. Con l’introduzione della Legge n. 2185 del 1/10/1923 (Riforma scolastica Gentile), fu abolito nelle scuole l’insegnamento della lingua slovena. Nell’arco di cinque anni tutti gli insegnanti sloveni delle scuole con lingua d’insegnamento slovena, presenti sul territorio abitato da sloveni assegnati all’Italia con il trattato di Rapallo, furono sostituiti con insegnanti originari dell’Italia, e l’insegnamento impartito esclusivamente in lingua italiana;
Proclama del Comando Squadristi di Dignano

Proclama del Comando Squadristi di Dignano

  • col Regio Decreto n. 800 del 29 marzo 1923 furono imposti d’ufficio nomi italiani a tutte le centinaia di località assegnate all’Italia col Trattato di Rapallo, anche laddove precedentemente prive di denominazione in lingua italiana:
    così Boljunc divenne Bagnoli,
    […] Dolina – San Dorligo della Valle,
    […] Dekani – Villa Decani,
    […] Jelšane – Elsane,
    […] Moščenice – Moschenizza,
    […] Tinjan – Antignana,
    […] Veprinac – Apriano, …;
  • in base al Regio Decreto Legge N. 494 del 7 aprile 1926 furono italianizzati i cognomi a sloveni:
    così Adamich divenne Adami,
    […] Dimnik – Dominici,
    […] Klun – Coloni,
    […] Polh – Poli, …,

In base alla determinazione del confine italo-jugoslavo dopo la seconda guerra mondiale, le aree assegnate all’Italia risultavano abitate da circa 60.000 sloveni, mentre le aree assegnate alla Jugoslavia risultavano abitate da circa 300.000 italiani. L’Italia repubblicana, senza negoziare reciprocità, riconobbe agli sloveni residenti sul suo territorio i diritti riconosciuti alle minoranze linguistiche dalla nuova Costituzione:

«La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.»
(Art. 6 della Costituzione della Repubblica Italiana)

RBP


Diffusione geografica

Provincia di Udine

Ripartizione linguistica della popolazione
nella Provincia di Udine nel 1971
madrelingua italiana (499.975)  96,7%
madrelingua slovena (16.935)  3,3%

I cittadini italiani di lingua slovena della provincia di Udine sono suddivisi in tre comunità autoctone, ognuna con specificità proprie.

La maggior parte è compresa nella Slavia friulana, dove si parlano i dialetti sloveni detti del Natisone (nadiški) e del Torre (terski). Essa comprende i comuni di LuseveraTaipanaPulferoSavognaGrimaccoDrenchiaSan Pietro al NatisoneSan LeonardoStregna e le frazioni montane dei comuni di NimisAttimisFaedisTorreano e Prepotto. L’arrivo delle popolazioni slave sulle sponde del fiume Natisone iniziato già nel VII secolo è documentato dallo storico Paolo Diacono. Gli slavi si stabilirono in queste zone già in epoca longobarda, tanto che fu proprio il potere longobardo ad accogliere i primi coloni e ad imporre il confine orientale tra popolazione romanza e slava, quasi coincidente al limite naturale esistente tra la pianura (romanza) e il territorio montuoso delle prealpi (slavo).

Gli abitanti di Resia parlano un dialetto sloveno arcaico (il resiano) che viene percepito da molti parlanti, che hanno sviluppato una propria peculiare identità etno-linguistica, come idioma a sé stante.

I parlanti sloveno della Val Canale vivono nei comuni di Malborghetto-Valbruna (frazioni Valbruna, Bagni di Lusnizza, Santa Caterina, Ugovizza), Pontebba (frazione Laglesie San Leopoldo), a Tarvisio (frazioni Camporosso, Cave del Predil, Fusine in Valromana). Storicamente hanno fatto parte, fino al 1918, della Carinzia e della Carniola (frazione tarvisiana di Fusine in Valromana) e sono l’unica comunità slovena della provincia di Udine che ha storicamente goduto di un sistema scolastico in lingua slovena.

In base al censimento del 1921 gli Sloveni in provincia di Udine erano circa 34.000.

Comuni a maggioranza slavofona nella provincia di Udine:

fonte Sloveni in Italia Wikiwand

Benečija gor in dol – su e giù – up & down – sù e jù – hin und her

Si parte con l’iniziativa…

SU E GIÙ PER LA BENECIA IN AUTOBUS
13.07.2019 | 14.08.19 | 31.08.19

Anche quest’anno si riconferma l’iniziativa “BENEČIJA GOR IN DOL”, che si svilupperà su 3 diverse date e con 3 diversi itinerari, tutti dedicati alla scoperta delle nostre vallate.

Passando per Kobarid e la Valle dell’Isonzo, alla scoperta di tradizioni e cibi, percorreremo la Valle del Torre, la più celata Valle del Cornappo e le Valli del Natisone per conoscere luoghi periferici, luoghi di confine dove le connessioni, come le viviamo nel nostro tempo, sono ancora spesso incerte…

Podali se bomo na odkrivanje navad in tradicionalnih jedi ter med vožnjo skozi Kobarid, dolino Soče in po Terski, nekoliko bolj skriti Karnajski in Nadiških dolinah spoznali obrobne vasi na meji, kjer so povezave, ki so značilne za današnji čas, večkrat še nezanesljive…Scarica la locandina

PERCORSO

14.08.2019

ČEDAD / CIVIDALE
ŠPIETAR / S. PIETRO AL NAT.
KOBARID / CAPORETTO
KOLOVRAT
SOLARIE
TRINKO / TRINCO
SREDNJE / STREGNA
ČEDAD / CIVIDALE

PROGRAMMA

Ore 8:00 – partenza da Cividale, visita allo SMO, sosta a Caporetto
Ore 13:00 – sosta pranzo, visita ai musei
Ore 16:30 – ritorno a Cividale

L’autobus trasporta fino 16 persone. E’ consigliata la prenotazione!

PER INFO E PRENOTAZIONI / ZA INFO IN REZERVACIJE
 +39 339 5038037
 isk.benecija@yahoo.it

fonte https://www.nediskedoline.it/wpnediske/event/benecija-gor-in-dol-su-e-giu-up-down-su-e-ju-hin-und-her-2/