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Per parlare il dialetto sloveno

Nuova iniziativa dell’Associazione/Združenje Don Mario Cernet per la valorizzazione del dialetto sloveno zegliano, parlato in Valcanale. Dopo il progetto Jezik – korenina naše kulture, nel 2017 la Regione Friuli Venezia Giulia ha concesso al sodalizio sloveno 10.000 euro per attuare il progetto Žabarim – m’pa tè səm žiu / Govorim – torej sem / Parlo – dunque esisto. Il progetto ha inteso dare vita a quanto raccolto nella pubblicazione  Jezik – korenina naše kulture/Jezək – karanina naše kulture/La lingua – la radice della nostra cultura, nata proprio a seguito del progetto Jezik – korenina naše kulture.In essa erano stati raccolti, in dialetto sloveno zegliano, in sloveno standard e in italiano, fiabe, leggende e canzoncine della Valcanale. Col nuovo progetto il materiale prenderà vita in due modi: tramite un video su Dvd e tramite uno spettacolo in programma per sabato, 20 luglio alle 20.00 nell’ex latteria di Ugovizza/Ukve. L’Associazione Cernet invita tutte le famiglie a portare i propri figli ad assistervi, il divertimento è assicurato.Il progetto Žabarim – m’pa tè səm žiu / Govorim – torej sem / Parlo – dunque esisto è realizzato dall’Associazione/Združenje Don Mario Cernet in collaborazione con la Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso. Partner del progetto sono anche l’Ottetto Lussari, l’Istituto per la cultura slovena-Isk, l’Associazione Don Eugenio Blanchini, la Cooperativa Most, l’Istituto omnicomprensivo di Tarvisio, il Comune di Malborghetto-Valbruna/Naborjet-Ovčja vas e il Comune di Tarvisio/Trbiž.

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Fiumi e torrenti, relax al fresco

Con l’inizio della bella stagione e delle alte temperature anche fiumi e torrenti diventano una forte attrazione per chi è in cerca di refrigerio dalla calura estiva. Benecia, Resia e Valcanale sono sempre state caratterizzate dalla grande presenza d’acqua. Il Natisone, l’Alberone, il Cosizza, l’Erbezzo, il Cornappo, il Torre, il Resia e il Fella in estate diventano meta di turisti o degli stessi abitanti del luogo. Sono, dunque, una grande risorsa per il territorio, che va però tutelata e valorizzata.

Il Natisone, per esempio, attraversa lunghi periodi di secca dovuti in parte ai cambiamenti climatici, con prolungati intervalli senza precipitazioni, in parte alle captazioni degli affluenti Arpit e Poiana che riforniscono d’acqua il Friuli centrale e la Bassa friulana con condotte sulle quali si dovrebbe forse investire al fine di migliorarne lo stato. Come aveva promesso già prima delle elezioni, per quanto è di sua competenza, il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, assieme alla sua amministrazione, è già al lavoro, in particolare, sul tema della qualità delle acque, da cui consegue poi la balneabilità.

«Dobbiamo, innanzi tutto, elaborare un piano generale di tutti gli scarichi presenti – ha spiegato Zufferli –. Una volta predisposto il piano generale delle fognature, saremo a conoscenza della situazione degli scarichi; allo stesso tempo sapremo dove si trova il deficit delle problematiche attuali nel sistema fognario». «In secondo luogo – ha aggiunto il primo cittadino di San Pietro – dobbiamo intervenire sulla depurazione. Il nostro obiettivo attuale è la realizzazione di un nuovo depuratore – conforme alle più moderne tecnologie – a Ponte San Quirino. Vogliamo evitare che le acque si scarichino in punti diversi nei vari depuratori delle singole frazioni, facendole, invece, confluire in un’unica condotta sul nuovo depuratore ». A San Pietro quindi si vuole intervenire sugli scarichi per garantire una qualità delle acque di molto superiore rispetto a quella attuale, in modo tale da procedere poi con le verifiche continue. «I tecnici non effettuano un’unica analisi per dare la balneabilità, ne fanno moltissime e per un lungo lasso di tempo. Il nostro obiettivo primario è quindi la qualità delle acque», ha concluso Zufferli, la cui amministrazione punta a rendere balneabile tutto il troncone da Tiglio fino a Ponte San Quirino. Il nocciolo della questione è la valorizzazione del tratto fluviale, in cui si inserisce anche il discorso sul Contratto di fiume del Natisone, di cui dovrebbe far parte anche la Slovenia.

Il sindaco di Pulfero, Camillo Melissa, invece, fa sapere che «a Pulfero si trova un punto di monitoraggio. Alcuni anni fa era stata richiesta la balneabilità e l’Arpa aveva effettuato delle verifiche, appurando che il tratto fino al confine di Stupizza è balneabile, gli altri tratti del fiume, invece, sono stati considerati non balneabili perché le verifiche effettuale hanno rilevato una qualità delle acque non ottimale».

«L’Arpa, prima di procedere con le analisi, chiede che si realizzino interventi sulla qualità delle acque – continua Melissa –; dopodiché i tecnici svolgono le misurazioni e, se i valori sono buoni, emettono parere positivo alla Regione». Il tratto di Natisone che arriva fino a Stupizza, sul quale ogni anno vengono effettuate le verifiche, è quindi considerato balneabile. «La Slovenia – ha concluso il sindaco di Pulfero –, utilizzando i fondi europei, sta procedendo a importanti interventi per la depurazione di tutte le acque che finiscono nell’Isonzo e nel Natisone». A Pulfero, grazie a importanti stanziamenti da parte della Protezione civile, sono previste opere, fino alla località di Loch, per la messa in sicurezza dei fiumi e per lo sghiaiamento.

Le aree di maggiore attrazione nelle Valli del Natisone dal punto di vista della balneazione sono quelle di Pulfero, Biarzo, Oculis, Vernasso, Ponte San Quirino, un tratto lungo la strada che da San Pietro al Natisone conduce a Carraria. Nella Valle del Cosizza, invece, molto frequentati sono Saraznjak a Clodig, Dolina, Malin in località Peternel e Seuza.

Per quanto riguarda le Valli del Torre, il sindaco di Lusevera, Luca Paoloni, dice che «a Lusevera abbiamo una zona formidabile che attira molta gente, si chiama Bedrosa. Nel nostro programma amministrativo abbiamo inserito la valorizzazione di quest’area, in modo da attrezzarla e renderla fruibile». (Veronica Galli)

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I vantaggi del bilinguismo

Più creatività, flessibilità, maggiore capacità di concentrazione, perfino più fiducia in sé stessi: sono diversi i vantaggi che regala il bilinguismo, specie se acquisito fin da piccoli. Padroneggiare una seconda lingua il più precocemente possibile consente di avere una marcia in più in diversi campi, culturali e cognitivi. E anche di riuscire a capire più velocemente degli altri qual è la scelta giusta in una situazione di conflitto. Lo sostiene una nuova ricerca che attribuisce ai bilingui anche questo plus: essere più rapidi nel prendere decisioni critiche in tempi brevi, impiegando al tempo stesso meno risorse. Una ricerca dell’università “Vita  San Raffaele” di Milano sostiene che il cervello di chi parla due lingue riesce a scegliere in situazioni conflittuali in modo più veloce e con meno sforzo, rispetto a chi ne usa una sola. Lo studio su “Cerebral Cortex 1” è stato coordinato dal dottor Jubin Abutalebi, docente di neuropsicologia.

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Festival nelle Valli del Natisone

Dal 17 al 27 luglio 2019 ritorna per la 25^ edizione il Festival delle Valli del Natisone. Tutti i 9 comuni delle Valli ospiteranno in spazi insoliti gli oltre 20 appuntamenti in cartellone, fra teatro, musica, camminate, laboratori, occasioni di incontro.

IL TEATRO DOVE NON TE LO ASPETTI

A inaugurare il calendario il 17 luglio 2019 il nuovo spettacolo di Marco Paolini, Filo Filò. Si prosegue per otto giorni con artisti provenienti da tutta Italia, Slovenia e Svizzera. Giunto alla sua 25^ edizione, il Festival delle Valli del Natisone propone una panoramica del teatro, e in particolare del teatro di figura italiano, e internazionale, dei tantissimi linguaggi che alimentano la ricchezza espressiva di quest’arte teatrale capace di sollecitare in modo straordinario, anche sul piano sensoriale, l’attenzione e le emozioni dello spettatore. E come in ogni sua edizione, i direttori artistici, Fernando Marchiori e Roberto Piaggio, propongono un cartellone che riconferma un’identità riconoscibile per artisti e pubblico. E trova in questo senso un preciso significato la presenza di progetti e spettacoli rivolti a tutti, adulti e bambini. Senza dimenticare la natura itinerante, transfrontaliera e multiculturale del Festival: marionette e burattini pur restando il cuore della manifestazione sono sempre più in dialogo con gli altri linguaggi della scena, in un orizzonte artistico che abbraccia quest’anno anche il teatro d’attore e di narrazione, il teatro musicale, il nouveau cirque.

Otto giornate in cui saranno presentati oltre 20 spettacoli sparpagliati in piazzette, fienili, sagrati, boschi o suggestive corti. In calendario anche alcuni appuntamenti più strutturati, come il pubblico stesso ormai richiede e come ci si attende da un’iniziativa che intende valorizzare paesi e comunità richiamando un turismo di qualità, ospiti grandi e piccini, contenti di inerpicarsi per le stradine solitarie, i sentieri nei boschi, lungo il fiume, attraversando nel verde minuscoli e silenziosi borghi, fermi in un tempo che il teatro ha saputo riconoscere e rispettare.

Un legame che si è rinforzato, edizione dopo edizione, quello con le Valli del Natisone e il loro verde paesaggio, le loro acque e le loro genti che hanno saputo e sanno aprire i cortili e le case a chi arriva. Un posto magico e antico dove l’aria è frizzante e il sole si conquista le ombre dei campanili dei piccoli paesi che sfidano le lingue e impegnano i navigatori satellitari: Pulfero/Podbuniesac, Prepotto, Cicigolis/Ščigla, San Leonardo/Svet Lienart, San Pietro al Natisone/Špietar, Cravero/Kravar (San Leonardo/Svet Lienart), Drežnica (Kobarid/Caporetto), Topolò/Topolove, Sorzento/Sarženta……… Il Festival rappresenta un mosaico di esperienze che compongono un progetto di cittadinanza culturale orientato anche alla produzione, con la partecipazione attiva delle comunità locali insieme agli organizzatori e agli artisti. L’anima di quei luoghi che durante gli otto giorni di rappresentazioni diventano essi stessi teatro.

Ecco allora il ritorno delle fortunate passeggiate teatrali, tutti i pomeriggi (ore 17.00) con un percorso nella natura dedicato alla fiaba del Gatto con gli stivali a cura di Marta Riservato e Luca Ronga; ecco Marco Paolini con il nuovo spettacolo Filo Filò, di nuovo nelle Valli dopo l’indimenticata serata con Jack London di alcuni anni fa e dopo la forzata cancellazione dell’appuntamento dell’anno scorso; ecco Matija Solce, il più promettente artista del nuovo teatro di figura sloveno, con lo spettacolo La vita di un cane, tratto da un racconto dello scrittore boemo Karel Čapek. Eccola la travolgente Giovanna d’ArPo di Gardi Hutter, la clown più famosa al mondo, Le storie di Leo della compagnia sarda Is Mascareddas, dove una straordinaria Donatella Pau leggerà le favole di Leonardo da Vinci che ritorna protagonista anche di un insolito laboratorio, Hortus Pictus, pensato per riscoprire e ricreare il taccuino-erbario utilizzato proprio ai tempi di Leonardo Da Vinci. Ecco lo spettacolo Zvočna Kuhna/Sound Kitchen di Peter Kus, compositore, regista burattinaio, costruttore di strumenti ed educatore sloveno, produttore di progetti in cui si incontrano musica e teatro, e Abu sotto il Mare di Pietro Piva, uno spettacolo che si ispira, con delicatezza e sensibilità, alla vicenda realmente accaduta nel 2015 ad Adou Ouattara, un bambino di otto anni la cui fotografia – ai raggi x, dentro una valigia passata alla dogana di Ceuta – ha fatto il giro del mondo. Lo spettacolo è la versione di quel bambino, del viaggio che ha affrontato, di come lui immagina siano andate le cose o di come sarebbero potute andare. Ecco Amerikaos della Compagnia Guascone Teatro, dove i cinque protagonisti, in fuga per un piccolo crimine commesso, tentano in un tempo lontano di conquistare l’America, e il delicato Piccolo esploratore, la nuova produzione del CTA – Centro Teatro Animazione e Figure – di Gorizia. E infine una nuova puntata della narrazione itinerante di Luisa Battistig Storie raccolte lungo un sentiero, che quest’anno ci porterà sul Matajur, tra Italia e Slovenia: un altro modo per superare i confini e per aprire nuovi dialoghi e confronti, com’è nella natura transfrontaliera del Festival, nella sua storia lunga ormai un quarto di secolo.

Il Festival è organizzato dall’Associazione Puppet FVG e dal CTA – Centro teatro Animazione e Figure – di Gorizia, con il sostegno della Regione FVG e in collaborazione con i Comuni di San Pietro al Natisone/Špietar, Drenchia/Dreka, Grimacco/Garmak, San Leonardo/Svet Lienart, Pulfero/Podbuniesac, Stregna/Sriednje, Savogna/Sauodnja, Torreano/Tauarjana, Prepotto/Prapotno, Kobarid/Caporetto. La partecipazione agli spettacoli è libera; a pagamento lo spettacolo Filo Filò di Marco Paolini: i biglietti sono già disponibili sul circuito e nei punti vendita Vivaticket (unica modalità di acquisto) al costo di € 15,00 + € 1,50 dir. di prevendita e la Passeggiata teatrale a € 4,00. Il programma completo su www.festivaldellevallidelnatisone.net.

https://www.dom.it/festival-v-nadiskih-dolinah_festival-nelle-valli-del-natisone/