La bussola del direttore

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La pulizia di prati e boschi affidata a settanta caprette di un’azienda agricola

Polcenigo, sono tornati i lupi: uno si avvicina al rifugio degli alpini e gioca con un pallone

Se avete voglia di fare un giro ad Aquileia questo è il momento giusto. Oltre alla mostra in corso ci sono molti progetti in divenire. Ecco i principali

Bruno Pizzul ospite a Cividale

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 17 luglio a Cividale del Friuli, presso il Bar da Giordano in piazza S. Giovanni, un nutrito numero di appassionati del calcio delle diverse “bandiere” ha avuto la possibilità di conoscere e di colloquiare con il gradito ospite Bruno Pizzul, ex telecronista Rai. Rispondendo ai vari quesiti posti dagli intervenuti, Bruno ha illustrato il suo cammino lavorativo.L’articolo completo sul prossimo numero del Novi Matajur, in uscita il 24 luglio.

Julius Kugy

Julius Kugy (Gorizia19 luglio 1858 – Trieste5 febbraio1944) è stato un alpinista austro-ungarico naturalizzato italiano.

Di Tiesse – Ricavata dall’analoga voce in lingua slovena, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=1549119
Biografia

La madre Giulia Vessel era triestina mentre il padre Pavel era carinziano ma si era trasferito a Trieste dove aveva fondato con un socio una ditta di importazione di merci coloniali chiamata Pfeifer & Kugy.

In gioventù si appassionò alle montagne grazie ai numerosi soggiorni presso il villaggio natale del padre, Lind, vicino ad Arnoldstein. Frequentò il Ginnasio a Trieste e proseguì gli studi universitari a Vienna dove si laureò in giurisprudenza nel 1882. Alla morte del padre si dedicò alla gestione dell’azienda familiare senza però trascurare l’alpinismo.

Anche se ebbe modo di esplorare gran parte delle Alpi dedicò la sua intera carriera alpinistica a scalare le vette delle Alpi Giulie, aprendo non meno di 50 nuove vie assieme a guide locali, note furono la scalata al Jôf di Montasio e quella alla Škrlatica. Oltre all’alpinismo Kugy coltivava molti altri interessi fra cui la scrittura, la musica e la botanica. Assieme all’amico Albert Bois de Chesne organizzò un giardino botanico alpino, e durante le sue escursioni si dedica anche a rilievi botanici, cercando in particolare una pianta, la Scabiosa trenta, che si rivelerà poi inesistente. In ambito musicale, con altri appassionati di musica fonda la Società dei filarmonici, un’orchestra di musicisti non professionisti e il Coro Palestriniano; agli inizi del XX secolo donò alla chiesa cattolico-armena dei Mechitaristi di Trieste un organo che suonerà spesso alla domenica durante le celebrazioni.

Nel 1915, allo scoppio della Prima guerra mondiale si arruolò volontario nell’esercito austro-ungarico benché avesse 57 anni. Durante il conflitto, grazie alla sua vasta conoscenza del fronte dell’Isonzo svolgerà il ruolo di ufficiale Alpenreferent (consulente alpino), creando una scuola di roccia e fornendo preziosi consigli ai comandi dell’esercito.

Al termine del conflitto, ormai in età avanzata, smise di scalare e si dedicò completamente alla scrittura, pubblicando libri e scrivendo su riviste specializzate, nel 1932 scrive la propria biografia intitolata Arbeit, Musik, Berge – Ein Leben (La mia vita nel lavoro, per la musica, sui monti); morì a Trieste, il 5 febbraio 1944.

A Julius Kugy, che parlava correntemente tedesco e italiano e, pur non padroneggiandone la lingua (com’egli stesso scrive nel libro Aus dem Leben eines Bergsteigers), era molto vicino al popolo e alla cultura slovena sono dedicate monumenti e vie in AustriaItalia e Slovenia, ed è considerato il padre dell’alpinismo moderno nelle Alpi Giulie.

https://www.wikiwand.com/it/Julius_Kugy

🌙Missione spaziale Apollo 11, ecco quanto è costato davvero mandare l’essere umano sulla Luna🌕🌝

Cinquant’ anni fa l’uomo metteva il piede sulla Luna.Io ero giovane e mi trovavo a Bruxelles da mio zio.Il mio ricordo è molto distinto anche perchè in quei giorni mio padre compiva 50 anni. Eravamo tutti incollati davanti alla TV,fu una diretta di 30 ore.Sono passati cinquant’anni ,mio padre non c’è più ed io sono diventata più matura!

Difficile fare un conto esatto, ma tutte le stime oscillano tra i 25 e i 28 miliardi di dollari. Tenendo conto dell’inflazione, si parla di una cifra che dovrebbe stare tra i 150 e i 250 miliardi di euro attuali, che è grossomodo quanto ci costa ogni anno la corruzione in Italia

Tra i temi di discussione che periodicamente si riaprono a proposito dell’allunaggio, uno dei più ricorrenti è senz’altro quello della spesa sostenuta dagli Stati Uniti per il programma Apollo. L’unica cosa certa è che è impossibile definire una cifra esatta e incontrovertibile, perché ci sono almeno due fattori che determinano una buona dose di incertezza: da un lato decidere quali dei costi collaterali sia ragionevole includere nel computo, e dall’altro come adeguare la spesa di mezzo secolo fa ai livelli di inflazione odierni, tenendo conto magari anche di un cambio di valuta se si volesse esprimere il totale rispetto a qualche moneta diversa dal dollaro…

https://www.wired.it/scienza/spazio/2019/07/19/missione-apollo-costo-essere-umano-luna/?refresh_ce=

Il maestro Camilleri e il confine orientale.Dal suo amore per Trieste, alla zia slovena, passando da Bellosguardo

Il maestro Camilleri lascerà un vuoto incolmabile nella storia della letteratura italiana e mondiale. Aveva un suo fascino, era arguto, pungente, ironico e profondo. Certo, non tutto poteva essere condivisibile delle sue visioni, dei suoi pensieri, come è normale che sia, ma è stato uno degli ultimi grandi maestri che ha attraversato il ‘900 riuscendo a comunicare con tutte le generazioni con le quali si è confrontato. Dall’immaginaria Vigata all’immaginario Bellosguardo, il passo non è stato breve, anzi, è stato lunghissimo. Ci vorranno anni ed anni per veder coinvolto il Friuli Venezia Giulia nelle indagini del Commissario d’Italia, Montalbano. Da Trapani a Ronchi, mescolando insieme frammenti meravigliosi del Friuli, come il ponte del Diavolo di Cividale, Venzone, il Natisone, nascerà Bellosguardo. Non apprezzata da tutti questa inventiva, ma ha fatto parte della storia del cinema e della cultura italiana. Ma il legame continua con queste splendide terre. Sarà triestina la protagonista de Il sorriso di Angelica, si chiamava Cosulich di cognome e come riporta il Piccolo del 2016  «il commissario è già venuto dalle vostre parti. È andato anche in Trieste, in un racconto, se non sbaglio in vettura letto». Ci saranno i versi di Virgilio Giotti, che poteva conoscere soprattutto una persona di cultura profonda come Camilleri e amante di Trieste. Infatti, lo stesso maestro in quell’intervista del 2016 affermava che  «ho lavorato a lungo a Trieste, tanto alla radio per la regia di alcune opere di Fulvio Tomizza e anche per una ripresa televisiva del Teatro Stabile. È una città che amo assai e che ricordo anche da lontano attraverso i versi di Saba». Ma il legame va anche oltreconfine. In Slovenia. Il Primorski ricorda che la zia dello scrittore Andrea Camilleri era slovena. Suo zio Gino, era sposato con Maria, una donna slovena con cui viveva a Livorno. Questo legame del maestro con questa terra andrà sicuramente riconosciuto e valorizzato a dovere. 
 mb

https://xcolpevolex.blogspot.com/2019/07/il-maestro-camilleri-e-il-confine.html?spref=fb&fbclid=IwAR2UGGW6CDw7E-C21T2F8vQVqUbXRrg72feO37AXOuxVEKlkk5sSG2NwAx8

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