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Aforismi friulani

Ch’a si ricuardi ben la nuvizze che se vuè a è brût, doman a è sueisare!
Si ricordi bene la sposa che se oggi è nuora, domani è suocera!

dal web

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Citazione

da https://it.wikiquote.org/wiki/Friuli

Siede la patria mia [il Friuli] tra il monte, e ‘l mare, quasi theatro, c’abbia fatto l’arte non la natura, a’ riguardanti appare, e ‘l Tagliamento l’interseca, et parte: s’apre un bel piano, ove si possa entrare, tra ‘l Merigge, et l’occaso, e in questa parte quanto aperto ne lassa il mar e ‘l monte, chiude Liquenza con perpetuo fonte. Nel mezzo siede la città, ch’eresse Attila, et gli Hunni, onde il suo nome ottenne nobil città, ch’ad Aquilea successe, che inanzi a quel flagello a terra venne; et lo stesso crudel, che l’una oppresse, sollevò l’altra, ove il suo campo ei tenne: così si cambia il mondo, et le ruine son de le cose ad un, principio et fine. (Erasmo di Valvasone) da (da La caccia – 1591)

Erasmo di Valvasone, o Erasmo da Valvason (Valvasone1523 – Mantova1593), è stato un poeta italiano.

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Ignazio Buttitta

Un popolo diventa povero e servo quando gli rubano la lingua ricevuta dai padri: è perso per sempre. Diventa povero e servo quando le parole non figliano parole e si mangiano tra di loro. Me ne accorgo ora, mentre accordo la chitarra del dialetto che perde una corda al giorno. ….. 
Un povero che allatta dalle mammelle aride della madre putativa, che lo chiama figlio per scherno. Noialtri l’avevamo, la madre, ce la rubarono; aveva le mammelle a fontana di latte e ci bevvero tutti, ora ci sputano. Ci restò la voce di lei, la cadenza, la nota bassa del suono e del lamento: queste non ce le possono rubare. Ci restò la somiglianza, l’andatura, i gesti, i lampi negli occhi queste non ce le possono rubare. Non ce le possono rubare, ma restiamo poveri e orfani lo stesso. Ignazio Buttitta
Traduzione dal siciliano da Lingue e dialetti

Vale per tutti i popoli anche per quello sloveno del Friuli.

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Saluti dal Montasio

foto di Suzana P

Il Jôf di Montasio (Jôf dal Montâs in friulanoŠpik nad Policami o Montaž in slovenoBramkofel o Montasch in tedesco) è una montagna delle Alpi Giulie, alta 2.754 m, situata in Friuli-Venezia Giulia, in provincia di Udine, appartenente alla Catena Jôf Fuârt-Montasio

https://it.wikipedia.org/wiki/J%C3%B4f_di_Montasio

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Tommaso Cerno in corsa per un posto da ministro nel Governo Conte bis — NoviMatajur

Dal rischio di non avere più un rappresentante in Parlamento alla possibilità di avere un ministro.
Negli scorsi mesi siamo tornati più volte (leggi QUI o QUI) sul tema della rappresentanza slovena nel Parlamento italiano. Di fronte al taglio dei parlamentari voluto – e votato fino alla terza lettura – dalla precedente maggioranza gialloverde, c’era il rischio concreto che l’attuale senatrice Tatjana Rojc (eletta alle politiche del 4 marzo 2018 con il Partito democratico) potesse essere l’ultima rappresentante della minoranza linguistica a Roma. Le prospettive, dopo la crisi di governo aperta da Salvini e – oggi – alla luce della formazione di una nuova maggioranza, sono sensibilmente cambiate. Il rischio legato alla rappresentanza non è scongiurato ma, stando a quanto trapela dalle indiscrezioni sul programma del Conte-bis, il taglio dei parlamentari dovrebbe essere accompagnato da una complessiva riforma del sistema elettorale.
Ma non è tutto: dalle convulse trattative per la composizione del Governo, fra i primi nomi usciti come “papabili” per un incarico da ministro c’è quello di Tommaso Cerno per il dicastero della cultura. La proposta, ha ammesso fra le righe il giornalista in un’intervista a il fattoquotidiano.it, verrebbe probabilmente accolta dal diretto interessato. Cerno, già direttore dell’Espresso (ma anche del Messaggero Veneto), ha le sue radici a Lusevera-Bardo in Benečija. È parente del compianto Viljem Cerno, uno degli uomini di cultura più rappresentativi della comunità linguistica slovena in Italia di tutto il secondo dopoguerra. Quel Viljem cui Tommaso Cerno ha anche reso pubblicamente omaggio nel suo paese d’origine, sottolineando anche il suo legame personale con l’identità “europea” delle valli del Torre alla chiusura della rassegna Planet Bardo 2017.
Non solo, in più di un’occasione ha affermato la sua identità slovena, anche nella campagna elettorale per le elezioni politiche. Un’identità che, ha spiegato per il settimanale sloveno Mladina, dice di aver riscoperto in età adulta avendo trascorso la sua infanzia altrove.
Insomma, per la comunità slovena si passerebbe dal rischio di non essere più rappresentati in Parlamento, alla possibilità di avere un ministro.

https://wordpress.com/read/blogs/113812700/posts/12137

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Arriva il Rally del FVG e Alpi Orientali Historic

Tutto pronto per il 55. Rally del Friuli Venezia Giulia ed il 24. Rally Alpi Orientali Historic, organizzato dalla Scuderia Friuli Acu, che si correrà il 30 e 31 agosto soprattutto sulle strade delle Valli del Torre e delle Valli del Natisone. La storica manifestazione è valida anche per il Campionato Europeo Rally Storici (FIA EHSRC), per il Campionato Italiano Rally (CIR) e rally storici (CIRAS). La gara inoltre, fa parte del Central European Zone (CEZ) e vale per la Coppa Rally di 4^ zona.Tra i partecipanti al Rally del Friuli Venezia Giulia ci sono anche i campioni delle ultime due edizioni, Stefano Albertini e Danilo Fappani, che questa correranno con la loro Škoda Fabia, e i vincitori del 2016, Giandomenica Basso e Lorenzo Granai, anche loro su Škoda Fabia. Tra i rallysti locali in gara gli equipaggi della Forum Iulii H.C., Andrea Chiuch e Deana Cont su Peugeot 106 Rallye e Michele Ianesi e Andrea Pontoni su Renault Clio.Alla Coppa Rally di zona (percorso limitato al 31 agosto e alle Valli del Natisone) ci sono rallysti provenienti da Slovenia, Turchia e Grecia, mentre tra i locali troviamo Giuseppe e Maja Sedola (Alfa Romeo 147 JTD).Nomi illustri anche all’Alpi Orientali Historic, con equipaggi da Svezia, Norvegia, Finlandia, Gran Bretagna, Ungheria e Germania. Non potevano mancare alla prova “in casa” la coppia valligiana Pietro Corredig – Sonia Borghese (BMW 2002TI), e Rino Muradore navigato da Michael Visintini su Ford Escort RS.Il tracciato del Rally del Friuli Venezia Giulia prevede quest’anno, dopo lo shakedown Borgo Zampariul – Montenars, il 30 agosto le prove speciali di Valle di Soffumbergo, “Malghe di Porzûs” (i percorsi verranno ripetuti due volte) e una breve prova “Città Fiera”, mentre il 31 agosto sara a volta delle prove speciali sulle strade delle Valli del Natisone, la Trivio-San Leonardo (15 km), quella di Drenchia (15 km) e l’ultima di Mersino (21,7 km), tutte da percorrere due volte. L’arrivo finale è in Piazza Libertà a Udine. Per permettere il regolare svolgimento della manifestazione le strade interessate verranno chiuse al traffico. Il tracciato dello shakedown di venerdì 30 sarà chiuso dalle 6.30 alle 13, il percorso di Valle di Soffumbergo dalle 9.30 alle 19 e quello di “Malghe di Porzûs dalle 10 alle 19.30. Sabato 31 agosto strade chiuse per la prova Trivio – San Leonardo dalle 6.30 alle 18.30, dalle 7 alle 19 per quella di Drenchia e dalle 8 alle 19.30 per quella di Mersino. https://wordpress.com/read/blogs/113812700/posts/12096

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Kozolci:essicatoi per foraggio

Un kozolec/kazuc delle Valli del Natisone
Un kozolec/kazuc delle Valli del Natisone

L’essiccatoio per foraggio è una costruzione realizzata in legno strutturale o in pietre e legno, utilizzata per asciugare con rapidità il foraggio appena tagliato tenendolo protetto dall’ambiente umido circostante.

Dislocazione

Gli essiccatoi per foraggio si possono trovare nell’ampezzano dove sono chiamati “ostruka“, “kazuc” o “kozolec“).La maggior parte delle costruzioni sono però ubicate sul territorio della Slovenia, dove fanno parte integrante del panorama agreste ed assumono notevole importanza nell’ambito della cultura rurale.

Kozolec

Evoluzione

Lo scopo dell’essiccatoio è quello di ottenere una sollecita asciugatura delle erbe e di altri prodotti agricoli quali cereali, agli, cipolle, in zone prevalentemente montane e molto piovose. La struttura deve quindi provvedere a riparare il materiale da seccare tenendolo sollevato dal terreno umido e proteggendolo dalle precipitazioni meteoriche. Nelle realizzazioni più avanzate, l’essiccatoio assume anche la funzione secondaria di deposito e custodia delle attrezzature agricole.

Nell’area etnica slovena le strutture si sono ulteriormente evolute con la realizzazione di fabbricati complessi e notevolmente ampi chiamati kozolec. In Slovenia queste costruzioni sono realizzate totalmente in legno e sono artisticamente rifinite, tanto da essere considerate dei veri monumenti nazionali.
In Italia, nella Slavia friulana, sono disseminati nel comune di Savogna (nelle frazioni di Jeronizza, Masseris, Dus, Iellina, Tercimonte e Gabrovizza), nel comune di Grimacco (a Topolò, Seuza, Brida Superiore ed Inferiore, Canalaz e Plataz) e nel comune di Drenchia (a Oznebrida e Cras); qualche raro esemplare è visibile anche nel comune di San Leonardo. I kozolci sono dei veri e propri monumenti di perfezione legati alla semplicità ed alla praticità del mondo contadino.
Sono costituiti da quattro o sei robusti pilastri realizzati con pietre squadrate che formano la struttura portante dell’edificio, da un solaio in legno che divide verticalmente lo spazio adibito ad essiccatoio da quello, inferiore, usato per il deposito degli arnesi e delle apparecchiature di lavoro, da un tetto con travi in legno e copertura in paglia, lamiera o laterizi ed infine dalle rastrelliere/essiccatoi formate da aste orizzontali in legno che delimitano le facciate perimetrali della costruzione.

testo e immagine da https://www.wikiwand.com/it/Essiccatoio_per_foraggio