I bouquet per la festa dell’Assunzione

Luisa Battistig racconta:

In questi luoghi abbiamo un costume antico. In occasione della festa dell’Assunzione (il 15 agosto), che noi chiamiamo rožinca, si fanno i bouquet (pušlijepušjace) con diversi fiori, i quali rappresentano tutto quello che Maria aveva nel cuore, nell’anima: l’eupatoria chiamata il fiore della Vergine Maria, il tanaceto, l’eringio, l’assenzio, l’erba di S. Giovannil’achilleala centurea minore, la ruta comune, l’aneto selvatico e la menta selvatica.

Quando ero piccola, trascorrevo l’estata sul pascolo sotto la cima del monte Matajur, dove  pascolavano le mucche. Ogni anno, prima dell’Assunzione, mia madre veniva sul pascolo per raccogliere i fiori che crescono solo sui monti. Li raccoglieva anche per le altre donne del paese, le quali mettevano i fiori nei propri bouquet. Il giorno dell’Assunzione c’era la processione. Gli uomini portarono l’immagine della Vergine Maria, dietro di loro camminavamo noi bambine (čečice), tutte vestite di bianco. Ognuna portava un piccolo cestino con i fiori, che venivano sparsi per terra. Le donne portavano i bouquet, che venivano posati sulla soglia della chiesa per essere benedetti dal parroco. Dopo la messa, le donne portavano i bouquet a casa, dove venivano appesi e fatti essiccare. Quando c’era la grandine e le persone erano preoccupate per la sorte del loro raccolto, si prendeva dal fornello il carbone, che si metteva per terra, davanti alla casa. Sul carbone si mettevano i fiori dei bouquet. Anche nel giorno dei Re Magi si faceva il fumo in questo modo, per scacciare tutte le cose cattive e per auspicare un buon anno. La casa aveva un buon profumo poiché ogni fiore ha un odore particolare.

Tipologia: Testo
Racconta/canta/parla: Luisa Battistig
Registrato da/chiede/annotato da: Barbara Ivančič Kutin
Luogo di registrazione: Mašere / Montemaggiore
Data di registrazione: 30. 7. 2013
Link: http://as.parsis.si/zborzbirk/zbirka-it.a5w?zid=1046

http://zborzbirk.zrc-sazu.si/it-it/raccontieimmagini/racconti.aspx

LA TRADIZIONALE ŠMARNA MIŠA IN VAL RESIA

  • Località: Resia; 
  • Tipologia: Sagra ; Enogastronomia; Escursione; Fiera, mercato, mercatino; Interesse locale; Mostra; Musica; Visita guidata, promozione culturale; 
  • Data: Da Martedì 13 Agosto 2019 a Venerdì 16 Agosto 2019
  • Orario: 18:00

LA TRADIZIONALE ŠMARNA MIŠA IN VAL RESIA
Santa Messa di Ferragosto, escursioni, musiche e danze resiane, degustazioni di prodotti tipici locali, attività per bambini e mercatini.

La Val Resia e i suoi abitanti sono ormai pronti alla festa religiosa più importante di tutto l’anno, la “Šmarna Miša”. Nella tradizione locale il termine “Šmarna Miša” indica “la Grande Messa in onore dell’Assunzione di Maria”, alla quale la Pieve di Prato di Resia è dedicata. In passato, come oggi, questo momento religioso è motivo di richiamo e di aggregazione per tutti i resiani, residenti in valle e non.
Insieme alla celebrazione della Santa Messa, verrà portata in processione la preziosa scultura lignea della “Madonna con bambino” del XVI secolo, conservata durante l’anno all’interno della Pieve del paese.
Sarà, inoltre, organizzato il tradizionale mercatino volto alla promozione dei prodotti della terra e dell’artigianato. Verrà, infine, dato largo spazio, attraverso svariate attività, alle danze e alle musiche resiane, alla conoscenza del territorio della Val Resia e delle tradizioni locali. fonte https://www.turismofvg.it/evento/209632

Di AlbertoMadrassi – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45529724

Ferragosto

da MeteoWeb

 Ferragosto è una festività di origine antichissima – nella Roma imperiale denominata Feriae Augusti – modernamente celebrata il 15 agosto in Italia, nella Repubblica di San Marino e nel Canton Ticino.

Il giorno di Ferragosto è tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta con lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, a rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l’esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio.

Il Ferragosto dall’Antica Roma al Cristianesimo

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle già esistenti festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoiasini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium“, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.

Le corse agostane con gli asini sono state riproposte negli ultimi decenni in località rurali meno note, con sempre maggior concorso di pubblico in parallelo alla riscoperta della specie in impieghi alternativi a quello agricolo (onagro terapia, produzione di latte per infanti ecc). Noto il Palio degli Asini che dal 1981 si disputa ogni prima domenica d’Agosto nella frazione Novagli di Montichiari, e vede contrapposte 4 contrade[2][3]

In occasione del Ferragosto i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.

La festa originariamente cadeva il 1º agosto. Lo spostamento si deve alla Chiesa cattolica, che volle far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell’Assunzione di Mariahttps://www.wikiwand.com/it/Ferragosto

Proposte di ForESt

Esplorazioni in Natura a Ferragosto e dintorni conForEst – Studio Naturalistico & friends! 🤠🏞

📌Giovedì 15 Agosto (FerrAgosto): Escursione a Pàlcoda – Nella Valle dei Borghi abbandonatiinsieme ad Andrea Vendramin e Il Villaggio degli Orsi !
📌Sabato17 Agosto: Escursione sul Golak, la vetta del Trnovski Gozd, magica foresta slovena
📌Domenica 18 Agosto: Escursione a 360° sul monte Matajur in collaborazione con Vallimpiadi (e sosta al Rifugio Guglielmo e Giovanni Pelizzo!)

Programmi e prossime attività sono consultabili sulla nostra pagina: 
http://www.studioforest.it/eventi/

#buonagiornata 🌞

buona giornata

foto di Franco Crizetig da fb

La Carlina bianca (nome scientifico Carlina acaulis L. 1753) è una pianta erbacea perenne con grandi infiorescenze bianche, che vive al livello del suolo, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Il nome del genere (proposto nel XIV secolo dal botanico aretino Andrea Cesalpino) sembra derivare da Carlo Magno che, dice una leggenda, la usò durante una pestilenza per curare i suoi soldati nei pressi di Roma su suggerimento di un angelo. In altri testi si fa l’ipotesi che il nome derivi dalla parola carduncolos (diminutivo di cardo = “cardina” o “piccolo cardo”) per la somiglianza con le piante del genere “Cardo” (Asteraceae)[1].
Il nome specifico acaule deriva dalla morfologia della pianta: priva di caule (= fusto).
In inglese questo fiore viene chiamato: Stemless Caroline oppure Carline Thistle; mentre i francesi a volte lo chiamano Hygrometre e a volte Baromètre.RBP
https://www.wikiwand.com/it/Carlina_acaulis