Il pentolone (kotol)

Sandro Quaglia racconta:

Nel nostro museo a Resia vengono conservati oggetti che testimoniano la vita della nostra gente. Ogni oggetto racconta qualcosa di bello, ossia come la gente viveva e cercava di stare bene. La gente andava a lavorare altrove. Sono particolarmente noti gli arrotini, ma c’erano anche quelli che riparavano i pentoloni e le pentole (i klomfarji), quelli che rimettevano a nuovo gli ombrelli e quelli che riparavano le finestre. Nel museo è possibile vedere un grande pentolone di rame (ramavi kotol), che in passato serviva per cucinare la rapa e anche altre cose. Chi ci ha dato quel pentolone? Ce lo ha dato un nonno che viveva a Idrsko. Mi ha chiamato e mi ha chiesto se volevamo un pentolone che egli aveva in casa. Perché ci voleva dare quel pentolone? Perché lo aveva riparato varie volte un resiano, un klomfar che andava a lavorare persino a Kobarid. Aveva il suo luogo come tutte le persone che andavano a lavorare e i contadini che avevano qualcosa da farsi riparare. Dato che il pentolone era continuamente sopra il fuoco, si rovinava. Iniziavano a farsi dei piccoli buchi che i klomfarji riparavano. Poi però, per via della seconda guerra mondiale, il klomfar non era più potuto andare là e il pentolone era rimasto a quella famiglia. Quell’uomo di Idrsko ci ha detto che sarebbe stato un bene tenere questo pentolone nella Resia, poiché era stato varie volte aggiustato da un klomfar, da Adam Madotin.  È bello avere nella Resia qualcosa che proviene dalla Slovenia. Mostra come una volta la gente si aiutava, s’incontrava, si conosceva, lavorava e parlava la nostra lingua. Per questo motivo è una bella cosa custodire tutti gli oggetti che testimoniano come la gente viveva nella Resia e nel mondo.

Tipologia: Testo
Racconta/canta/parla: Sandro Quaglia
Registrato da/chiede/annotato da: Danila Zuljan Kumar
Luogo di registrazione: Bila / San Giorgio
Data di registrazione: 14. 10. 2013
Link: http://as.parsis.si/zborzbirk/zbirka-it.a5w?zid=1042