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L’eccidio di Torlano di Nimis

L’eccidio di Torlano di Nimis fu un crimine di guerra della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale, che ebbe luogo il 25 agosto 1944 nella frazione di Torlano (comune di Nimis).

L’eccidio fu compiuto da membri delle Waffen-SS tedeschi e cosacchi, nonché da collaborazionisti italiani. Vennero rastrellati e trucidati 33 civili, inclusi donne e bambini. Il relativo fascicolo di indagine fu rinvenuto soltanto nel 1994 all’interno del cosiddetto armadio della vergogna. https://www.wikiwand.com/it/Eccidio_di_Torlano_di_Nimis

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AUGURI-VSE NAJBOLŠE

Oggi 26 agosto Boris Pahor compie 106 anni.

Boris Pahor (Trieste26 agosto 1913) è uno scrittore e insegnante sloveno con cittadinanza italiana.

Frase

FRASE-

Siamo fortunati perché finalmente a Trieste ci chiamano sloveni. Fino a qualche anno fa non si parlava di sloveni, ma di slavi. Ancora oggi qualcuno dice: “voi slavi”. L’espressione veniva poi modificata in “schiavo” e quindi “s’ciavo”, che è entrato nell’uso corrente del dialetto.Boris Pahor

Biografia

Boris Pahor è nato a Trieste, figlio di Franc Pahor e di Marija Ambrožič. A sette anni assisté all’incendio del Narodni dom, sede centrale delle organizzazioni della comunità slovena di Trieste.L’esperienza, che lo segnò per tutta la vita, affiora spesso nei suoi romanzi e racconti. Finita la scuola media ed essendo stata soppressa l’istituzione slovena, frequenta – per volontà dei genitori – il seminario di Capodistria, che non termina, anche se continua a studiare teologia fino al 1938. Stabilisce stretti rapporti con alcuni giovani intellettuali sloveni di Trieste; tra questi spiccano le figure del poeta Stanko Vuk, di Zorko Jelinčič, cofondatore della    organizzazione antifascista slovena TIGR (e padre dello scrittore Dušan Jelinčič) e dei pittori Augusto Černigoj e Lojze Spacal. Negli stessi anni incomincia il carteggio con Edvard Kocbek, poeta sloveno e pensatore personalista, nella cui figura riconoscerà un importante ruolo di guida morale ed estetica.

Nel 1940 è arruolato nel Regio Esercito e inviato al fronte in Libia. Dopo l’armistizio dell’otto settembre torna a Trieste, ormai soggetta all’occupazione tedesca. Dopo alcuni giorni decide di unirsi alle truppe partigiane slovene che operavano nella Venezia Giulia. Nel 1955 descriverà quei giorni decisivi nel famoso romanzo Mesto v zalivu (“Città nel golfo”), col quale diventerà celebre nella vicina Slovenia. Nel 1944 fu catturato dai nazisti e internato in vari campi di concentramento in Francia e in Germania (NatzweilerMarkirchDachauNordhausenHarzungenBergen-Belsen).

Dopo la guerra, a Natale ’46 torna nella città natale, aderendo a numerose imprese culturali dell’associazionismo sloveno, cattolico e non-comunista. …continua https://www.wikiwand.com/it/Boris_Pahor

fonte

https://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/boris-pahor-compie-106-anni/6/205058

“Onoriamo come una gemma solitaria questo nostro ultimo testimone e cantore dei drammi del Novecento e del dolore della nostra terra. Nella schiera della generazione dei ‘giovani senza gioventù’, ha visto e vissuto davvero tutto. Dalla Grande Guerra all’oppressione fascista alla deportazione nazista, Pahor fu contro tutte le dittature, anche quella comunista. La sua scintilla vitale continua ad ammonirci del pericolo che il ‘male’ ritorni e reclami le sue vittime”. Così la senatrice Tatjana Rojc, che domani sarà a Lubiana alla libreria “Konzorcij” per le celebrazioni ufficiali dei 106 anni dello scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor.Rojc, che ha curato l’edizione italiana di alcune opere di Pahor ed è autrice della monografia “Così ho vissuto” a lui dedicata, ricorda: “ho imparato da lui cosa sia il male assoluto, e che l’amore assoluto è l’unica forza che potrà salvarci. Ammiro la sua fede incrollabile nell’Uomo e la sua speranza in un’Europa che sia davvero patria condivisa. Fratello dei diseredati del mondo, Pahor ogni giorno s’inchina alla meraviglia dell’esistenza”.