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5 cose da fare in Friuli

La poltrona gialla

Per le vacanze estive abbiamo deciso di visitare il Friuli. Non ci eravamo mai stati, benché io abbia origini in parte friulane. Abbiamo trovato alloggio in un grazioso B&B di Buja, che è un paese a 20-25 km da Udine, in una posizione piuttosto centrale e comoda per muoversi qui a là.
Abbiamo girato molto e ho fatto una piccola lista delle 5 cose che consiglio di fare in Friuli; sono state le mie preferite.

Eccola, in ordine sparso.

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Ervin Fritz, poesie tratte dall’antologia Radoživost

Ervin Fritz, poesie tratte dall’antologia Radoživost  (Esuberanza o Vitalità o Giovialità, insomma Piacere di vivere), edita a Ljubljana nel 1989; traduzione dallo sloveno di Jolka Milič per il n.47 di Fili d’aquilone che si ringrazia.

POETICA

La rima non è tutto.
La poesia non è tutto.
Le dichiarazioni di mobilitazione sono senza rime,
le corti marziali non emanano sentenze in lingua forbita.
A che servono le rime nelle grandi calamità e miseria?
Che fare delle rime quando Roma è in fiamme?
Gesù stesso in pura prosa ha esclamato:
«Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

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POETI

Costruiamo febbrilmente sempre nuove sintesi,
scriviamo e parliamo febbrilmente,
fasciamo eventuali ferite con delle bende,
ma la vita ci passa accanto.

Di notte ascoltiamo Mosca e il Vaticano,
leggiamo Züricher Zeitung e Humanité
e rimuginiamo giorno e notte
cos’è mai questo mondo e dove va.

Dubitiamo. Non crediamo a chicchessia, ma
tuttavia siamo ingenui come lo sono ben pochi.
Soffriamo e nella nostra esagerata pena
non ci accorgiamo che patiscono anche gli altri.

Tutt’intorno diffondiamo la nostra tipica emotività,
in noi si dissolvono le immagini del mondo,
siamo la vita su un binario morto o secondario
chissà dove, vicino all’inferno.

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SONO COSÌ MORTALE e insignificante:
il mondo con la mia vita non guadagna niente.
Sono superfluo, scambievole, dispensabile.
Una foglia d’albero in mezzo a un bosco.

Anche il mio popolo: in questo millennio
ha dato al mondo un fagottino di libri buoni.
E con ciò la nostra Terra è un puntino vieto
in margine agli anni luce.

Come sono smarrito, piccina mia,
lo vedi dalla smania che ho della tua bocca.
Della tua bocca e del giorno davanti a te e a me.
E della notte sopra entrambi.

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SVEGLIA

Sono io chi vi arreca l’inquietudine.
Durante il mio canto non potete appisolarvi dopo pranzo,
io voglio avervi per me interamente, come siete.

Non mi conoscete ancora:
io vi sveglierò!
Siete maledettamente intrattabili,
avete le orecchie piene di prediche, di pubblicità e propaganda,
non è facile dissuadervi.

Vi desterò,
anche se dovessi diventare un pagliaccio da circo,
anche se dovessi usare la parola untuosa dei preti moderni,
anche se dovessi portare capelli lunghi e svegliarvi con la chitarra.

Sono disposto a venire da voi in minigonna,
sono disposto ad apparire davanti a voi atteggiandomi ad Amleto
(con il teschio del povero Yorick),
sono disposto a reclamizzare i miei articoli
nella trasmissione pubblicitaria zig-zag alla televisione,
solo per poter piantare nella vostra mente di castroni
qualche chiodo
che nella vostra zucca dura
comincerebbe a tormentarvi così tanto,
da costringervi, maledetti, a darvi una smossa
e finalmente provocare qualche bella insurrezione.

(clicca qui per leggere l’articolo completo con le poesie in lingua originale).

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Ervin Fritz, poeta, drammaturgo, direttore artistico e traduttore sloveno è nato il 27 giugno 1940 a Prebold – Savinjska dolina. Per ragioni di studio e di lavoro si è trasferito giovanissimo nella capitale slovena, dove tuttora risiede. Laureato in drammaturgia all’AGRFT (Accademia per il teatro, la radio, il cinema e la televisione) di Ljubljana. Ha lavorato prevalentemente alla televisione con mansioni diverse fino al pensionamento nel 2003.
Penna molto fertile. Ha scritto – e continua a scrivere – poesia riflessiva, spesso satirico-realistica con motivi dalla vita quotidiana. Ha firmato un’infinità di radiodrammi e sceneggiati televisivi. Anche poesie e testi per l’infanzia per il teatrino delle marionette. Ha ottenuto diversi premi, tra cui nominerò due: nel 1979 l’ambito premio della Fondazione PreÅ¡eren e nel 2008 il premio Večernica per la raccolta Vrane (Cornacchie).
Ha pubblicato 17 raccolte di poesia, esordendo con la prima, intitolata Dva (Due) insieme a un amico che poi ha smesso di scrivere poesie dedicandosi con successo alla critica letteraria. Ervin invece ha continuato con altrettanto successo a scrivere poesie, poemetti, epigrammi, frecciate, commenti polemici in rima, dando alle stampe le seguenti raccolte: Hvalnica življenja (Inno alla vita), 1967; Dan danaÅ¡nji (Oggigiorno), 1972; OkruÅ¡ki sveta (Schegge del mondo), 1978; Minevanje (Transizione), 1982; Dejansko stanje (Situazione effettiva), 1985; Slehernik (Un tipo qualsiasi), 1987; ÄŒrna skrinjica (Scatola nera), 1991; Svet v naprstniku (Il mondo in un ditale), 1992; Pravzaprav pesmi (In sostanza poesie), 1995; Favn (Il fauno), 1998; Tja čez (Là oltre), 2002; Vrane (Cornacchie), 2007; Drugačen svet (Un mondo diverso), 2008; Dolgi pohod (Lunga escursione), 2010; Å½itja (Oleografie), 2012 e Odgovornost poezije (Responsabilità della poesia), 2014-2017. Quest’anno sono uscite tutte le sue raccolte nell’antologia Velika Radost(Grande gioia).

fonte https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2019/08/26/ervin-fritz-poesie-tratte-dallantologia-radozivost/

Pubblicato in: FVG, letteratura italiana, minoranza friulana

Clape e catufule

Sorgente: Clape e catufule

Clap e cartufule
Tal cjamp une forcje
a pare da une bande i claps
e da che ate las cartufules.
Jo, clap e cartufule
sint la mê anime diventâ forcje
e il so lavôr a mi smieze.

Sasso e patata.
Nel campo una forca/
mette da una parte i sassi/
e dall’altra le patate./
Io, sasso e patata/
sento la mia anima diventare una forca/
e il suo lavoro mi divide.

Luigi Maieron… https://www.wikiwand.com/it/Luigi_Maieron

Pubblicato in: letteratura italiana, slovenija

C’è acqua quando è vuota la sorgente?

Joan Miró, Costellazione amorosa

Favole di fondali,
voci di oscurità
generano inquietudine
e nascosta nel tempo
risvegliano la fonte
che cade, cade
attraverso la pace
nel buio delle profondità
e sogna, sogna
la propria origine
fino ai dolori della nascita.

Ines Cergol, poesia tradotta dallo sloveno da Jolka Milič per la rivista “Fili d’aquilone” 

La letterata slovena Ines Cergol è nata nel 1959 a Capodistria, dove vive e lavora. Scrive e pubblica poesia, saggi, critiche letterarie, articoli e trattati specializzati in quasi tutte le riviste nazionali e anche all’estero. In passato, per vari anni, si è dedicata al giornalismo e a lungo è stata redattrice esterna per la casa editrice Lipa di Capodistria, e per altre editrici slovene ha curato parecchi libri. Da più di vent’anni organizza nel Capodistriano, in Croazia e in Bosnia-Erzegovina incontri culturali. Si occupa anche di traduzione dal croato in sloveno. Insegna sloveno al ginnasio di Capodistria, però – oltre alla lingua slovena – si è laureata anche in serbo-croato all’università di Ljubljana. In quanto membro attivo dell’Associazione degli scrittori sloveni ha fatto parte del suo comitato esecutivo ed è stata presidente dell’affiliata Associazione dei letterati del litorale con sede sul Carso, quest’ultima purtroppo fortemente in crisi.
Ha pubblicato tre raccolte di poesia: Globoko zgoraj (Profondamente in alto), 1991; Vmes (In mezzo), 1998 e Svetlobnica (Lucernario), 2005 e due libri di traduzioni di illustri poeti croati, e cioè Antun Branko Å imić e Mile PeÅ¡orda. È presente in tre antologie con testi a fronte: Tja in nazaj – Andata e ritorno, 2000; Due mondi … un sentiero – Dva svetova … ena pot, 2002 e Cinque – Pet, 2003. Anche nell’almanacco sloveno-inglese del Premio internazionale Vilenica, 2009 e nel terzo volume dell’Antologia delle poetesse slovene, 2007. Sue poesie messe in musica sono state registrate da Mojca Maljevac su CD Tina Omerzo Trio – Intima 2005.

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2018/10/28/ines-cergol-tre-poesie-tradotte-dallo-sloveno/