Pubblicato in: articolo, friuli, storia

Il castello di Cergneu

Resti del castello medievale.

Quando si entra nella vallata di Cergneu, non lontano da Nimis, ciò che per prima si scorge, volgendo lo sguardo a sinistra, sono due poderosi muri, con delle feritoie e finestre, ed un basamento di torre. Sono i resti di un castello che da alcuni storici friulani è ritenuto essere uno dei più antichi del Friuli, risalente nientemeno che ai tempi di Berengario (sec. X della nostra era), e precisamente intorno al 921, quando, cioè, fu costruito anche il castello di Savorgnano, causa le frequenti incursioni degli Ungari. Ma, secondo il Comelli, il castello di Cergneu non fu costruito allora, perchè dai documenti trovati, risulta che in quel posto fosse stata costruita solo una «villa» e non un « castrum » ( = castello); ed inoltre dalla enumerazione dei beni del mar- chesato di Attimis, compresi quelli di Cergneu, non risulta elencato il castello.

I beni di Cergneu, quelli di Attimis e di Partistagno appartenevano ai conti bavaresi Burcardo e Bertoldo di Moosburg, entrambi del sec. XII. Ma, investito di questi beni, compare nel 1134 Wodolrico di Aten il quale, al seguito del patriarca Pellegrino, si presenta come « Uldaricus de Atthemis ».

Successivamente Ulderico rimasto senza figli, donò alla chiesa di Aquileia tutti i suoi beni. D’ all’atto di donazione risulta che a Cergneu c’era una « villa » e non un « castrum ».

Resti delle mura difensive

Nel sec. X I I I

Un patriarca di Aquileia diede il castello di Cergneu in feudo alla famiglia dei Savorgnan. Quindi, se solo ora si nomina questo castello, vuol dire che esso fu costruito in quest’ultimo periodo. Venuta la famiglia a divisione, il castello di Cergneu toccò a Pietro di Savorgnano. Dai manoscritti apografi del Liruti risulta che la giurisdizione di Cergneu comprendeva, oltre il paese stesso, anche Monteprato e Chialminis, e che riscuoteva anche la decima civile di Nimis.

Nel 1325 i fratelli Pietro,Giovanni e Corrado, figli del defunto Detalmo di Cergneu, divisero i loro beni. In questo periodo, o forse anche prima, i figli devono aver ampliato il castello, costruendo al lato sud, un ’altra parete tanto che nel 1386, questa seconda parte è chiamata « domus magna », cioè « casa grande ». parrocchiali).

Più tardi, nel 1388, altri fratelli, Giacomo, Giovanni, Corrado e Onofrio, restaurarono il castello, probabilmente danneggiato da nemici. Infatti i signori di Cergneu vennero in lite col Comune di Udine e con quello di Nimis, e nello stesso periodo ci furono le lotte per l’ elezione a patriarca di Aquileia del cardinale Filippo d’Alen Von, lotte cui presero parte anche i signori di Cergneu nemici dei mercenari cividalesi che spalleggiavano il cardinale. Molto tempo dopo i Cergneu si stabilirono a Udine e Gasparo di Cergneu divenne cittadino udinese nel 1430. Poi i Cergneu s ’imparentarono con i Brazzà e fecero parte del Parlamento friu­lano nel rango dei nobili. Nel 1491 Sebastiano di Brazzà venne investito del Castello di Cergneu creando così il ramo Brazzà-Cergneu.

Questo è l’ultimo documento che parli del castello come ancora abitabile. Della sua distruzione si sa poco. Pare che abbia subito la sorte degli altri castelli friulani, fatti demolire dalla repubblica di Venezia al principio del 1500. Perciò del castello è rimasta solo la chiesetta, sita un po’ più in basso e che fu costruita dai nobili Pietro e suoi fratelli figli di Detalmo, nel 1323.

Ponticello di accesso al sito castellano prima della ristrutturazione.

immagini da :https://consorziocastelli.it/icastelli/udine/cergneu

testo dall’archivio personale

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