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Tommaso Cerno in corsa per un posto da ministro nel Governo Conte bis — NoviMatajur

Dal rischio di non avere più un rappresentante in Parlamento alla possibilità di avere un ministro.
Negli scorsi mesi siamo tornati più volte (leggi QUI o QUI) sul tema della rappresentanza slovena nel Parlamento italiano. Di fronte al taglio dei parlamentari voluto – e votato fino alla terza lettura – dalla precedente maggioranza gialloverde, c’era il rischio concreto che l’attuale senatrice Tatjana Rojc (eletta alle politiche del 4 marzo 2018 con il Partito democratico) potesse essere l’ultima rappresentante della minoranza linguistica a Roma. Le prospettive, dopo la crisi di governo aperta da Salvini e – oggi – alla luce della formazione di una nuova maggioranza, sono sensibilmente cambiate. Il rischio legato alla rappresentanza non è scongiurato ma, stando a quanto trapela dalle indiscrezioni sul programma del Conte-bis, il taglio dei parlamentari dovrebbe essere accompagnato da una complessiva riforma del sistema elettorale.
Ma non è tutto: dalle convulse trattative per la composizione del Governo, fra i primi nomi usciti come “papabili” per un incarico da ministro c’è quello di Tommaso Cerno per il dicastero della cultura. La proposta, ha ammesso fra le righe il giornalista in un’intervista a il fattoquotidiano.it, verrebbe probabilmente accolta dal diretto interessato. Cerno, già direttore dell’Espresso (ma anche del Messaggero Veneto), ha le sue radici a Lusevera-Bardo in Benečija. È parente del compianto Viljem Cerno, uno degli uomini di cultura più rappresentativi della comunità linguistica slovena in Italia di tutto il secondo dopoguerra. Quel Viljem cui Tommaso Cerno ha anche reso pubblicamente omaggio nel suo paese d’origine, sottolineando anche il suo legame personale con l’identità “europea” delle valli del Torre alla chiusura della rassegna Planet Bardo 2017.
Non solo, in più di un’occasione ha affermato la sua identità slovena, anche nella campagna elettorale per le elezioni politiche. Un’identità che, ha spiegato per il settimanale sloveno Mladina, dice di aver riscoperto in età adulta avendo trascorso la sua infanzia altrove.
Insomma, per la comunità slovena si passerebbe dal rischio di non essere più rappresentati in Parlamento, alla possibilità di avere un ministro.

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